Quando la notte cala cap3




capitolo 3: Una compagnia di piacere

La luce della nuova alba e il vento fresco, veglia di un altra giornata afosa, sveglia Beatrice ed Anna addormentate sul divanetto.. Le loro prime parole da scomode ma sveglie, si guardano negli occhi e sorridono…
Anna e Bea arrivano ad uno scambio di sguardo reciproco, anomalo e sincero nello stesso tempo.

Successivamente, Beatrice guarda Anna ” ci voleva una notte diversa dalle altre, una donna in tua compagnia, zia, una notte con si vero l’unico loro pensiero, ma ora ho mentalmente rilassata e pronta per affrontare il nuovo corso della vita” … passa poco ed Anna la guarda e le dice: “Quello che è perso non torna indietro, attendiam notizie dagli USA”

Le 2 donne, ritornano in casa, il pendolo li posto nel salotto suona le ore 9.
La temperatura segnalata dal termostato, posto in sala, segna già 25 gradi.
Ambe concordano che, sebbene non ci sia tanta afa di prima mattina, fa già caldo e concordano l’idea di farsi una doccia fresca rigenerante

Beatrice, visto che è in casa propria, fà come le pare, schiettamente parlando e và in bagno, dove ha un vano doppio doccia, molto comodo, stile Jacuzzi. Anna, senz’altro accaldata e un po’ strana, ha dormito male guarda Bea che li, che stà preparando e ricadono nello scambio vicendevole, ammiccandosi a vicenza.
Anna le sorride. Bea solo dopo fà altrettanto.

Ambe son mentalmente rilassate, cercando di far passar in secondo piano la tragedia.

Beatrice le indica ad Anna un appendiabiti lì dietro alla porta, “metti pure qua, le tue cose” Beatrice inizia a togliersi, prima i pantaloncini, bianchi, aderenti, rimane in un perizoma bianco che mette in mostra le sue forme sinuose, il suo bel gluteo, tonico, e li davanti viene celato solamente la parte bassa del proprio sesso.
Anna le sorride semplicemente, Bea “ti ringrazio zia, anche tè non manca nulla”
Anna, “se devo”, si sfila la maglietta, mette in risalto il suo seno, non eccessivo, successivamente sfila i pantaloni della tuta, di materiale leggero e mostra il tanga nero, che le fà risaltar il suo bel gluteo sodo, mentre li davanti lo stesso tanga copre bene tutto, e non lascia intraveder nulla.
Beatrice sorride. Anna ricambia.

Beatrice si sfila la sua canottiera, mettendo in risalto il suo seno, porterà una terza, poi sfila con delicatezza il perizoma, rimanendo nuda, nella sua totale naturalezza, mettendo il risalto ancora di più il suo gluteo a nudo e la sua fertilità senza un pelo. Entra in doccia.
Anna a prima vista nota che Beatrice non ci mette nulla a sentirsi a suo agio, nonostante sia in compagnia di un altra lei. Bè la stessa Anna invece, ci mette decisamente di più per mettersi a suo agio, poco a poco, si slaccia prima il reggiseno, mostrando il suo seno che porta una taglia superiore a Bea. Successivamente notando la perfezione di Bea, si abbasa il tanga e mette in luce, sotto una lieve peluria, ben curata, il suo sesso. Anna sorride a Beatrice ed si accomoda anche lei in doccia.
Beatrice ed Anna, un poco timide entrambe, nella loro assoluta naturalezza e normalità si lavano da sole, senza richieder una mano l’un l’altra.
Bea ammicca “sembra di ricordare quando facevo la stessa cosa con mamma” Anna rimane senza parole… e immensa nei suoi pensieri…
Lo sguardo della giovane Beatrice, osserva il corpo maturo della zia, involontariamente le mani si toccano come gli stessi corpi nudi e bagnati. Le due chiuduono le rispettive acque ed escono dalla doccia, dove nasce un sorriso involontario.
Beatrice ed Anna si asciugano il corpo ed indossano il proprio intimo, posto li fuori.

Visto il caldo, le 2 non veston molto di più del loro intimo e di qualcosa di leggero e vanno verso il salotto e succesivamente la cucina… Durante il passaggio tra bagno e salotto, Anna dà uno sguardo voluto, quanto involontario alla camera di Bea, dove a prima occhio nota subito l’ordine maniacale.

Beatrice, in cucina, dice a sua zia “preparo qualcosa per la colazione? va bene?!”
Anna “certo, mi và bene anche un caffè, tranquilla”
Beatrice “il caffè è pronto” Anna si siede in cucina, dove le viene servito il voluto caffè. Dalla finestra che dà sulla cucina entra una leggera brezza mattutina. Brezza che preanuncia il caldo che arriverà li a breve. Bea avendo notato l’attenzione di Anna verso il suo mondo di studio le ammicca un “poi ti ci porto in camera mia, nel mio studio” Anna rimane di nuovo senza parole…

Beatrice, insieme ad Anna sistemano la cucina, fanno ordine, visto che la casa è stata lasciata come è rimasta la sera precedente. Disordinata e tutto lasciato al caso, la testa obbietivamente era ben altrove con tutte le ragioni.
Una volta ordinata casa Beatrice accompagna Anna in camera sua

La camera di Bea
Arrivate in camera, prima Beatrice, solo poco dopo Anna, che primo impatto le sorride dicendole “che ordine maniacale che hai” Bea “Se non tengo sto ordine, non riesco ad ambire a ciò che voglio dal mio studio e dalla mia vita”. Anna, sapendo bene che studia moda, nota che vi sono dei disegni lasciati li sul tavolo di disegno, si avvicina e li inizia a sfogliare, molto interessata, successivamente le sorride e la stessa Anna obietta “senz’altro hai ottimi gusti in materia, hai trovato ciò che ti piace!” Beatrice “bè si, mi piace proprio quello che sto studiando, disegnando, in atto pratico soprattutto, son un po’ fissata su mode moderne, al momento lontano dagli eventi di moda, dalla bellavita, da ciò che i miei stavam provando a disegnare per me, un futuro ormai morto… già”. Beatrice nota con molto interesse quanto Anna è presa dai suoi lavori.
La cosa che colpisce Anna, è con quanta naturalezza disegni vestiti serali, compresi quelli da sposa, passando per costumi, intimo per donna, tutto rigorosamente per donna. Quanto Bea dia peso al suo sesso e all’importanza semmai, dello stesso. In ambito maschile conta sulla dita delle mani i disegni fatti da lei e i progetti di vestiario.
Beatrice guarda Anna “che c’è” Anna “bè brava, ottimi gusti, stai cercando di costruirti il tuo stile” Anna, una volta sfogliato quelle tavole di disegni li posti sul tavolo si guarda attorno. Una camera ben ordinata, sui muri vi sono dei disegni a carboncini di lei, di altre persone che non conosce, dei genitori, appena mancati e nota con stupore quanto sia brava chi fà sti lavori…
Beatrice nota che Anna sta fissando quei lavori a muro “grazie per tutto quello che mi stai dicendo.. quanti complimenti zia!” “ti potrei omaggiare di un disegno a carboncino, son le mie specialità, come vedi, per ringraziarti di quanto hai fatto ieri sera, e della tua dolce presenza oggi.
Anna, rimane nuovamente, per la terza volta, senza parole e pensa “sconvolgente, sta Bea, ho una nipote già pronta sembra a far il nuovo passo della vita”, soltanto dopo aver passato in rassegna altri lavori a carboncino li posti le risponde alla sua richiesta “volentieri Bea, così vedo da me come la piccola stilista mi disegna e successivamente mi crea gli abiti a sua immagine e somiglianza”
Bea la guarda “prima mangiam qualcosa, poi andiam nello studio di papà…”
Anna “come vuoi cara”

Il campanile della chiesa li vicina e il pendolo in salotto suonano le ore 11.

Anna e Beatrice, vista l’ora, tornano in cucina, aprono il frigor e prendono qualcosa per far uno spuntino, in particolare del crudo con melone, mozzarella ed insalata e del formaggio. In tavola vi è sempre del thè fresco e dell’acqua naturale. La bottiglia, amata, di vodka alla fragola è posta in frigor..
La fama non è molta, ma per far uno spuntino che sà di pranzo è ottimo.
Accendon la tv per aver una compagnia e magari notizie fresce in merito all’accaduto.
Una volta ottenute tali notizie sull’incidente aereo dove son stati coinvolti anche i genitori di Bea, le 2 mettono sui canali musicali per godersi un attimo di relax.

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