Pulp by priapo_ap [Vietato ai minori]




Quando si vede un film, o ancora meglio si legge un libro, il fruitore per meglio godere della visione o della lettura deve distaccarsi dal mondo reale e lasciarsi guidare nel virtuale dove, per semplificare le cose, un pò tutto diviene possibile. Questa è una premessa necessaria per chi mi scrive dicendo che i miei racconti sono irreali. Mi piace dialogare con chi mi legge ma per evitare inutili discussioni questa è la mia premessa, tutti noi sappiamo che se facciamo sesso anale con una ragazza abbiamo alte possibilità di sporcarci di marrone oppure che spesso il pisello non si tira su. Per farla più semplice prendete questo racconto così come è.

La mia esistenza è uguale a quella di tante altre persone. Mi chiamo Teodoro ma per tutti sono Teo, attualmente ho 36 anni sono sposato ed ho una figlia. Sono il secondo di due figli di una famiglia normale, operaia, fortunatamente non mi è mai mancato nulla ma di lussi non ne ho mai visti. Sono un tipo tranquillo, mi sono diplomato come perito industriale poi ho iniziato subito a lavorare riuscendo così sempre a mantenermi. Nella città lombarda dove sono nato il lavoro scarseggiava così grazie ad un mio zio appena diplomato mi sono trasferito a Milano. Vivere da solo per me è stato un grosso passo, ma piano piano mi ci sono abituato facendomi anche un gruppo di amici tutti colleghi di lavoro. Iniziai a lavorare prima come facchino poi, dopo aver preso la patente idonea, guidavo i camioncini dell’azienda e facevo consegne dei loro prodotti alimentari. Imparai così ad essere più aperto e socievole, io di indole più riservata, ed anche con le donne le cose migliorarono. Non sono un brutto ragazzo, forse il mio più grande difetto è che non sono tanto alto ed un pò tarchiato, però tutti dicono che ho dei lineamenti molto belli ed i miei occhi chiari sono sempre piaciuti. Nella mia città sono stato per due anni con una ragazza, mai fatto sesso ogni tanto mi masturbava ed io masturbavo lei. Poi mi lasciò e da li più nulla fino a che a Milano, dopo i primi stipendi, iniziai a sollazzarmi con prostitute. Uscii anche con una collega ma non arrivai mai fino in fondo.

Tutto cambiò anni fa quando, entrato in un caseificio per lavoro, ho conosciuto Carol. Nata nel Togo ha raggiunto da piccola suo padre nella grande città, dove ha studiato ed ora lavorava. Una splendida ragazza di colore alta e corpulenta. Per caso poi ci incontrammo una domenica mattina in chiesa, non era quella che frequentavo ma ero andato per una comunione di un figlio di un collega. Parlammo un pò e ci lasciammo i numeri. Faticai molto a trovare il coraggio per chiamarla, alla fine le scrissi un sms e lei rispose subito. Ci vedemmo il sabato successivo, poi l’altro ancora ed al terzo appuntamento lei mi baciò, prima di sgattaiolare a casa ridendo.

Se io ero timido ed impacciato lei lo era più di me, anche per la differenza di età visto che all’epoca aveva 20 anni ed io andavo per i trenta. Le dissi quanto ci tenessi a lei, lei ricambiava e ci fidanzammo. I genitori erano molto rigidi e non le permettevano di stare fuori a lungo. Una domenica con una scusa che lei si inventò si presentò a pranzo a casa. Avevo il cervello in surriscaldamento, soprattutto quando finito di pranzare ci mettemmo sul divano ed iniziammo a limonare. Col suo corpo quasi mi sovrastava, il suo 1,78 di altezza, le sue spalle larghe, le sue gambe sode e potenti, il suo culo abbondante ma assolutamente non cadente, e poi le sue tettone quinta misura ancora dure come ogni ventenne. Decisi di essere audace, iniziai a toccarle il seno da sopra la maglia, lei mi sorrise, si staccò da me e se la tolse, poi tornò a pomiciarmi. la palpavo con tutte e due le mani poi una volta tolto il reggiseno per poco non venivo nei pantaloni. Cominciai a leccarle i grossi capezzoli scuri, i seni erano pesanti e sodi, poi come cercai di toccarla in basso lei si fermò, mi tolse i pantaloni e iniziò e leccarmi il cazzo durissimo. Prima dette un paio di leccate poi iniziò a pompare subito di brutto con risucchi osceni facendo scomparire il mio cazzo, che diciamo è al di sotto della media, per intero. Non durai nemmeno un minuto che sborrai, lei non si staccò minimamente ingoiando tutto. Poi si alzò, rise e andò in bagno. Quando tornò io ero ancora steso sul divano con i pantaloni abbassati e il cazzo ancora in tiro, “ancora non sei sazio….” disse lei mentre si rituffava a ciucciarmelo. Credo che tutto il vicinato sentiva i risucchi che mi faceva per la foga con la quale usava le sue labbrone, provai a toccarle il culo e la fica ma lei mi spostava sempre la mano. mi fece venire quattro volte in un’ora, l’ultima sborrata con una spagnola incredibile con il mio pisello che scompariva letteralmente.

Quel primo pomeriggio fu la fotografia del nostro primo anno di fidanzamento. Lei mi diceva che non era ancora pronta a concedersi tutta, e conoscendo la sua religiosità me ne facevo una ragione. D’altra parte però era anche gelosa che io potessi cercare piacere con altre e per quello appena poteva mi mangiava letteralmente il cazzo. In un anno non avevamo mai passato una notte assieme per la sua famiglia, io arrivai anche a pensare che Carol forse poteva essere un Carlo ma poi i suoi assorbenti rossi mi tolsero anche questo atroce dubbio. io ero felicissimo lo stesso, i colleghi e amici spesso facevano battute su come avessi una bella fidanzata, cose simpatiche che mi facevano solo piacere. Però non ero più un ragazzino e così le chiesi di sposarmi. Lei si fece cupa in volto poi mi guardò e mi disse “Teo non c’è cosa al mondo che vorrei di più al mondo. Sento di amarti veramente dal profondo, farei tutto per te. Per questo che voglio essere sincera. Io non mi sento pronta di fare l’amore adesso e non so se lo sarà mai, perchè ho un problema ed ora è giusto che tu lo sappia”. Così facendo iniziò a piangere, eravamo in auto ed abbassò il sedile al massimo, io al momento non capivo nulla era tutto veloce, si alzò la gonna, abbassò i collant e poi le mutandine, finalmente vedevo la sua fica pelosissima… “ecco, questo è il mio problema..” e dicendo così mostrò un clitoride gigantesco, che addirittura usciva dalle grandi labbra. Lei era immobile e piangeva , “non è un problema Carol…. è soltanto un pò più grande del dovuto ma che problema è…” le dissi accarezzandole il volto. “Non è solo questo…scusa in anticipo per il sedile…” mi prese la mano e la portò sul suo bottone, iniziai a toccarlo e lei subito a gemere, poi dopo neanche un minuto dalla sua fica iniziò a colare letteralmente acqua, prima un pò che le bagnava tutto il folto pelo, poi sempre di più fino a dei veri e prorpi schizzi che anticiparono il suo orgasmo. Lei si contorceva toccandosi i seni, era quasi indemoniata, tentava di trattenere i gemiti a fatica. Io mi ritrovai la mano zuppa, così come il sedile dove e era seduta ed il tappetino sotto i suoi piedi. Non era squirt, non l’avevo minimamente penetrata con le dita, era un suo problema ormonale. “Mi vuoi sposare ancora o pensi che sia un mostro…” disse lei piangendo. “No, non sei un mostro, ed io ti amo….”

Così ufficializzammo le nostre nozze, che furono celebrate l’estate seguente. Durante quel periodo come sempre lei veniva a casa solo la domenica a pranzo, momento in cui concentrammo tutta la nostra vita sessuale. Nonostante ora sapessi tutto l castità rimase, in compenso la leccavo e mi prendevo autentiche docce in faccia, lei si metteva il cuscino in faccia per non far sentire le sua urla di piacere a tutto il quartiere, poi come veniva si attaccava al mio cazzo e mi faceva venire almeno sempre due volte. Quando facevamo il 69 avevo la sensazione che me lo staccasse per quanto succhiasse forte, delle volte avevo la sensazione invece di essere in apnea per quanta acqua mi arrivava in viso. Io le raccontai delle mie storie passate, tutto, lei mi disse che non si doveva andare a puttane, che tante ragazze del suo paese venivano sfruttate, ma capì che non lo facevo per cattiveria. Lei invece disse che aveva avuto solo un ragazzo, per circa un anno, suo collega di lavoro.

La nostra non fu di certo la cerimonia del secolo, pochi invitati, pranzo modesto poi viaggio di nozze vicino il suo paese natale. Finalmente la scopai, come la penetrai quasi subito sentivo un fiume attorno al mio cazzo, eravamo in una sorta di capanna isolata e lei si lasciava letteralmente andare ad osceni urli, si martoriava le tettone che si muovevano impazzite mentre la scopavo. I primi tre mesi furono di sesso quotidiano, io ero letteralmente sfiancato, persi quasi 10 kg per scoparla per bene, così comprai dei vibratori per aiutarmi un pò. Lei all’inizio non voleva, non le sembrava una cosa naturale, ma poi divennero dei compagni inseparabili. Tante volte tornavo a casa e la trovavo che si masturbava, si metteva nella vasca e non la finiva più. Le cose si calmarono quando rimase incinta, ma sorsero altri problemi. La ditta dove lavorava Carol chiuse lasciandola a casa, anche la mia zoppicava perchè lavrando sui trasporti cominciarono a venire meno grandi commesse, e fui messo in cassa integrazione. Lei non voleva fare sesso quando era incinta, quindi grandi pompini anche se spesso si discuteva per i nostri problemi. Non è che litigavamo ma ci trovammo di fronte ad alcune scelte. Nacque la nostra splendida figlia ma il lavoro non c’era. Nel mio paese io avevo ottenuto in eredità la casa dei miei nonni, perfettamente funzionante anche se un pò troppo grande ed isolata. Però non pagavamo l’affitto e le spese erano minori. In più avevo anche un contatto per lavorare come camionista. Il contro era che alla bambina avrebbe dovuto badare Carol da sola, ma alla fine accettammo per forza e così tornammo nella mia città.

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