Per fortuna sono depilata




Ho ventidue anni, sono la classica brava ragazza, ho iniziato l’università e vivo con i miei genitori. Durante le superiori tutte le mie amiche avevano iniziato a fare sesso e davano per scontato che l’avessi fatto anch’io e glielo ho lasciato credere; in realtà sono troppop timida e alle feste quando un ragazzo iniziava a farsi troppo avanti inventevo qualsiasi scusa peer andarmene. Non sono una santarellina ma ero ancora vergine. Le cose però sono cambiate un paio d’anni fa…

Una sera durante un classico temporale estivo sento suonare al cancello… Pensavo che i miei genitori fossero tornati dalla cena con i loro amici, allorra vado ad aprire senza prestare attenzione a quello che indossavo: mutande e una maglietta un po’ larga pronta per andare a dormire.
Rimasi molto sorpresa quando vidi una persona in moto; era Luca un mio amico che era in giro quando è scoppiato il temporale. Gli dico di entrare e portare la moto sotto il portico intanto io andavo a prendere un asciugamano e dei vestiti asciutti, e ne aprofittavo per mettermi un paio di pantaloni.
Non ha voluto cambiarsi i vestiti ma ha acettato l’asciugamano e di darmi la maglietta per metterla in asciugatrice.
Avevo un sospetto su come fosse a petto nudo ma non immaginavo che fosse così mozzafiato: alto circa 1.80, spalle larghe, muscoloso al punto giusto e con i suoi capelli neri e gli occhi verdi faceva un gran bel effetto.

Ci sediamo sul divamno e cominciamo a parlare, lui mi spiega che era a una festa e non ha fatto in tempo ad evitare la pioggia.
Continuiamo a parlare per non so quanto tempo e ad un certo punto mi accorgo che le sue mani avevano iniziato ad accarezzarmi e in men che non si dica mi ritrovo tra le sue braccia senza alcun pensiero coerente se non la consapevolezza delle sue mani che facevano la spola tra le mie gambe e i miei seni e la sua bocca sulla mia e sul mio collo; iniziavo a sentire una magifica sensazione nel basso ventre unita ad un calore in mezzo alle gambe che rendevano facile capire cosa il mio corpo desiderava. Purtroppo la mia mente in un lampo di lucidità mi ricorda che i miei genitori potevano arrivare a casa da un momento all’altro quindi con uno sforzo sovraunmano mi stacco e glielo dico; lui capisce e ci rimettiamo a guardare la tv senza però rinunciare alle carezze. Dopo poco mi arriva un messaggio da mia mamma che mi diceva che sarebbero rimasti a dormire fuori.
Ero felicissima perchè Luca era così sexy e dannatamente bravo e io ancora eccitata, ma anche terrorizzata perchè dopotutto era la prima volta ed ero piena di dubbi.
Lui deve aver letto l’indecisione nei miei occhi e mi chiede le solite cose: “chi era? cosa ti ha sritto?” così glielo dico.
-Bene così possiamo riprendere da dove avevamo lasciato…
TERRORE PURO, dovevo dirglielo che per me era la prima volta? Allora mi alzo per staccarmi ma continuo a non sapere cosa dirli. Allora lui si alza e mi abbraccia
-Cosa c’è Giorgia? Mi sembrava che prima non fossi così… nervosa.
-Si hai ragiome scusa…
-No non scusarti, qualsiasi cosa sia dimmelo pure tranquilla.
Oddio è dolcissimo…
-Bhe forse è meglio che te lo dica: per me sarebbe la prima volta.
Mentre glielo dicevo non avevo il coraggio di guardarlo e mi stavo torturando le mani. Lui con una mano mi prese le mie e con l’altra mi sollevò il mento e mi baciò; un bacio profondo e tenero. Da quel momento in poi è stata praticamente la scena di un film sdolcinato.
-Va bene… Possiamo sempre divertirci un po. Se poi non te la senti non importa, non voglio obbligarti.
A quel punto salta la corrente; io che sono rimasta sempre un po’ bambina, ho un piccolo scatto per l’improvviso buio e sento la risata di Luca salire dalla sua gola
-Perchè non tiri fuori e accendiamo un po di candele?
-Ottima idea…
Ancora tremendamente imbarazzata recupero un po di candele le sistemo per la stanza e le accendo. come per farlo apposta la corrente ritorna e le luci si accendono. prima che potessi dire niente Luca le aveva già spente. Vado ad accendero lo stereo e sento le sue mani che mi tirano verso di lui, faccio per girarmi e stare faccia a faccia ma mi trattiene e inizia a baciarmi la base del collo; sentivo il suo desiderio premere su di me e a quel punto penso che non avesse bisogno di obbligarmi mi sarei concessa a lui più che volentieri…
Mi giro lo abbracico e lo attiro a me facendogli capire le mie intenzioni
-Sei sicura?
-In questo momento si; solo…
-Cosa?
-Per favore baciami il più possibile
-Non c’era bisogno che me lo chiedessi.
Mentre diceva quella frase aveva un sorriso così spontaneo, dolce e bellissiomo che sono sicura sarà un’immagine che mi ricorderò sempre.
Senza mai staccre le labbra dalle mie mi solleva con una facilità impressionante, mi distende sul tappeto e inizia a spogliarmi.
La sua mano a quel punto risale da dietro il ginocchio al mio sesso gia completamente bagniato per poi lasciare posto alla sua bocca. Da quel punto i miei pensieri non sono stati più coerenti.
Non so come o quando si era tolto pantaloni e boxer e adesso stavo in ginocchio davanti a me con il suo bellissimo sesso già pronto con il preservativo.
Non era la prima volta che ne vedevo uno; ma rimasi scioccata: era davvero enorme e mi spaventava un po’ l’idea che quel cazzo dovesse entrare tutto.
Devo essere un libro aperto per Luca perchè si distende su di me e inizia a baciarmi in modo sempre tenero ma più passionale e tra un bacio e l’altro diceva
-Tranquilla… Devi solo rilassarti e vedrai che sarà bellissimo… Te lo prometto.
Sentivo che iniziava a premere e il dolore della che la pelle si tirava oltre il limite.
-PIANO PIANO PIANO
Alzo la testa, volevo vedere
-Shh. Tranquilla… Guarda me. Solo me
In effetti ero incantata dai suoi occhi verdi e bloccata dai suoi baci.
ECCOLO, il dolore della lacerazione.
Quasi per vendetta gli mordo il labbro e sento subito il sapore del sanque; subito il mio cervello si concentra sulla sensazione nouva e magnifica che iniziava ad avvolgere il ventre. Iniziammo a muoverci lui dentro e fuori di me e io che lo cercavo, che lo volevo. Il dolore ha subito lasciato il posto al piacere e inizio a sentire la marea dell’orgasmo che sale fino ad esplodere in un insieme confuso di sensazioni.
Sta continuando lui non ha ancora finito, avvolgo le gambe intorno alla sua vita e lo faccio entrare in profondità impaziente di riprovare il piacere di poco prima. questa volta arrivò più in fretta ed arrivammo al culmine insieme.
Siamo stati in silenzio fino a quando non ci è passato il fiatone. è stato lui il primo a parlare
-Allora?
-Cosa?
-Ho mantenuto la promessa?
-Certo… In modo impeccabile.
Do un’ochciata all’orologio: 02.00.
-Accidenti è tardissimo… E non ha smesso di piovere; vuoi fermarti a dormire qui?
-Forse è meglio… Però avrei bisogno di una doccia.
-Anch’io… Sai la mia doccia è molto grande; vuoi che la facciamo insieme?
-Se mai dovessi dirti di no a una proposta del genere, fammi visitare da un medico.
Allora tra una risata e un bacio entriamo in doccia… solo allora mi rendo conto che lui mi ha fatto il “trattamento completo” mentre io non l’avevo quasi sfiorato; così senza troppe cerimonie mi inginocchio e lo prendo in bocca. è stato meraviglioso sentirlo indurirsi tra le mie labbra solo che una volta di dimensioni piene mi stava in bocca a malapena per metà. Comunque non si è lamentato e mi ha lasciato fare senza imporre il tempo.
senza dire una parola andammo a dormire.
Il giorno dopo mi svegliai tra le sue braccia e non volevo svegliarlo ,a la tentazione era troppa e gli diedi un bacio lui si sveglio e fece quel sorriso magnifico della sera prima, ricambiò il bacio e senza dire una parola iniziò ad accarezzarmi in quel punto ancora sensibile dalla sera prima, non potendo essere da meno afferrai quel membro enorme e così ci masturbammo insieme in comleto silenzio.
dopo un po’ andammo in cucina per la colazione e li trovai il coraggio per chiedergli:
-E adesso? Insomma è stata una notte e via oppure
-Non dirlo neanche… se avessi voluto una notte e via avrei approfittato di una qualsiasi ragazza alla festa; e in effetti c’ero andato principalmente per quel motivo
-Ecco perchè avevi pronto un preservativo… e quando non sei riuscito alla festa hai pensato di venire da me…
Ero un po’ offesa
-Ma cosa stai dicendo… Alla festa non ho concluso perchè erano tutte piccole o oche non havevo nessunissima intenzione di fermarmi qua la notte ma quando sono partito ha iniziato a piovere e mi sono ricordato che abitavi nei paraggi. Porca vacca non sapevo neanche se mi avresti aperto.
Stava urlando e aveva ragione… Ero stata una stupida a rispondere così
-Hai ragione scusa…-Provai ad avvicinarmi- E quando ti ho aperto cos’hai pensato?
-Quando ti ho vista in maglietta e mutande mi sono chiesto perchè non avessi mai provato a chiederti di uscire.
Si era calmato per fortuna e adesso stava a neanche un palmo da me con i capelli spettinati e gli occhi verdi fissi su di me.
-E quando hai capito che con me non volevi una notte e via?
-Quando hai acceso lo stereo…
A quel punto mi baciò con forza, baci un po più brusci della sera prima come a ricordare il disaccordo. Mi sollevò e mi portò sul letto, eravamo ancora nudi dalla sera e mi penetrò subito; urlai e mi divincolai ma non c’era storia.Mi bloccava le praccia e mi teneva inchiodata al letto con il suo peso. Mi zittì con bacio; rude. Quando mi vide spaventata si calmo e mi baciò come aveva fatto quella notte e si staccò un po’
-Scusa Giorgia, non volevo. Dovevo controllarmi io
Ne aprofittai e gli tirai una sberla e con un colpo di reni mi misi sopra di lui
-Fammi un’altra volta un tiro del genere e giuro che non solo ti mollo ma ti stacco le palle
-Quindi stiamo insieme?
Lo baciai con quanta più dolcezza riuscii a tirar fuori in quel momento, e non era molta.
-Quindi non sei una semplice micetta, sei una tigre e hai appena tirato fuori gli artigli
Disse mentre si metteva seduto con me sopra. Per tutta risposta gli affondai le unghie sulla schiena e lui allora tornò dentro di me e iniziò a spingere, molto più forte della sera prima, ci girammo e rotolammo, lui sopra, io sopra non capivo molto bene. Lo sentivo dentro fino in fondo, avevo la testa che scoppiava quando stavo arrivando al limite rallentava per poi ricominciare ho perso il conto di quante volte mi ha portato alla deriva fino a quando finalmente non abbiamo raggiunto il culmine assieme.
Quando ricominciai a prendere coscienza dell’ambiente mi ritreovai distesa sopre al suo petto ansimante con la sua mano che mi accarezzava la schiena; eravamo pieni di lividi e lui aveva qualche morso ma eravamo al culmine della gioia. Dopo non so quanto mi chiese
-E tu quando hai capito che non sarebbe stata una notte e via?
-quando mi hai sorriso dopo che thi ho chiesto di baciarmi il più possibile
-E cos’è che ti ha fatto decidere di fare sesso con me?
-Che per fortuna sono depilata

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