Paradiso bang-cock




Scritto da Doris.night,
il 2015-07-24,
genere gay

Dopo aver preso la licenza liceale mi feci regalare dai miei genitori un viaggio in estremo oriente con un tour organizzato da una agenzia di viaggi di amici di mia madre. Naturalmente avevo uno scopo particolare sulla base di informazioni confidenziali di un compagno con i miei stessi interessi, non certo di turismo convenzionale.
Seguii con concentrazione e buona volontà tutto il viaggio, ma arrivati a Bang-cok (letteralmente “esplosione del cazzo”, si fa per dire), chiesi un giorno di libertà dal tour concordato per passare la giornata con amici miei personali.
In effetti mi recai a un certo indirizzo e chiesi della signora Liù, una cinese di lungo corso. Dissi chi mi mandava e fui ricevuto subito.
Quel luogo in effetti era un bordello bisex ed io le chiesi di potermi prostituire con clienti che avessero voglia di violare un occidentale quasi vergine. Sapevo che la cosa le sarebbe stata… “gradita”, diciamo.
Erano le nove e trenta antimeridiane ed io ero libero fino alla mezzanotte.
Sai in che cosa consiste la preparazione?
Si…clistere e depilazione, mi è stato detto! O.K.
Siggnifica che la devi fare o l’hai fatta?
Fatta!
Allora passa all’acconciatura e al trucco, dove lascerai i vestiti, e poi “saletta celeste” !
Perfetto, vado!
Al trucco mi lasciai denudare e mi sdraiai sul materassino ad una delle postazioni di specchi ad ingrandimento che mi permettevano di vedere i particolari del mio viso e della mia nudità.
Un massaggio veloce con creme profumate resero vellutata e cedevole la mia pelle ed un trucco leggero che mi femminilizzò quel tanto che bastava a rendermi più idoneo alla passività e alla penetrazione, qualità massimamente appetibile dai clienti di quel locale.
La saletta celeste era una specie di vetrina, c’erano altri cinque ragazzi, tutti asiatici, anche loro nudi e molto belli. Uno venne verso di me:
Baciami – mi disse, ne avevo voglia anch’io e lo feci – ci guardano!
Mi ritrovai in mano il suo pene, il pelo liscio e vellutato del suo pube ed il mio partner che mi spingeva la testa in basso, su quello.
Non mi lasciò leccarlo, ma lo fece scorrere sul mio viso e le mie labbra che lo cercavano e dovettero inseguirlo, poi uno schiaffo con quello e la mia lingua che riuscì finalmente a conquistarlo.
Intanto qualcuno, uno degli altri, approfittava di me in ginocchio per accarezzarmi e fingere di sodomizzarmi.
Un campanello suonò e l’interfono chiamò il mio nome, richiedendo di spostarmi nelle seconda souite.
Quando entrai trovai l’uomo ad attendermi seduto in poltrona, completamente vestito con il ventre che gli pesava sulle cosce ed una bella calvizie che gli faceva la testa ad uovo con una coroncina di capelli tinti.
Era bello esser caduti nelle mani di qualcuno che doveva avere un grande appetito di novità e variazioni luride; feci la cosa che forse mi faceva più schifo: mi chinai per baciarlo e denudare anche lui.
Si alzò di scatto e mentre mi metteva la lingua in bocca cominciò a palpeggiare la mia nudità, frugando con frenesia e mani tremanti fra le mie natiche.
Gli feci uscire il cazzo dalle mutande e mi voltai. Non potè resistere e cominciò a ficcarmelo ancora completamente vestito. Venne in pochi secondi senza nemmeno averlo messo tutto dentro.
Era bella quella sbrodata a mezza strada che mi bagnò tutto, dentro e fuori, e fece anche una bella macchia sui suoi pantaloni scuri.
Naturalmente glielo presi subito in bocca e cominciai a denudarlo. Gli diedi il tempo di finire da solo mentre gli succhiavo i testicoli e ingoiavo ogni traccia di sperma.
Non ti preoccupare, sono felice che mi abbia sborrato così in fretta, abbiamo tutto il tempo per farti sborrare quante volte voglia e farti succhiare come un ostrica!
Si…si, mi hai fatto venire come un pazzo!
Aveva delle tettine flaccide e capezzoli rosei, fra il pelo scuro del petto, tinto anche quello, senza un solo pelo bianco, e lo soddisfeci anche lì, leccandolo finchè non mi pregò di dargli ancora il culo.
Lo feci sdraiare e cominciai a montarlo e cavalcarlo come ad un rodeo e questa volta fui io a sborrargli sul ventre e sul pelo tinto del petto, che prese a spalmarsi, anche intorno ai capezzoli che intanto gli pizzicavo, facendolo gorgogliare di libidine.
Dovetti galoppare un bel po’ per soddisfarlo una seconda volta, ma piaceva anche a me sentirmelo finalmente tutto dentro al massimo della sua potenza, anche se non potevo permettermi troppa perdita di sperma, se volevo arrivare a fine giornata. Ma era il primo dopo tanto tempo e gli concessi una “pioggia dorata” prima della doccia e una masturbazione professionale durante.
La giornata fu lunga, ma piena di soddisfazioni. Altri otto rapporti mi permisero di raggiungere ancora cinque orgasmi, procurarne almeno il triplo ed arrivare ad una dilatazione dello sfintere che contemplai estasiato, dopo esser rientrato in albergo e mentre mi concedevo un sesto orgasmo al pensiero di tutto quello che avevo goduto durante la mia “performance” omosessuale.
Non vi dirò il guadagno per cliente nè la cifra totale dei guadagni della mia “metresse”e nemmeno le mie spettanze, che, vi assicuro, furono perfettamente corrispondenti alle mie aspettative e bisogni.

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