Pamela e la sua punizione! by Maxxximissimo [Vietato ai minori]




Pamela e la sua punizione! di Maxxximissimo New!
Pamela era una ragazza viziata, in perenne conflitto con il padre. Unica femminuccia di tre figli tutti più grandi, Marco 26 anni, Andrea 22 e lei 18 anni di esuberante bellezza e sensualità. Alta poco più di 1,65, grandi e profondi occhi verde smeraldo, labbra carnose, carnagione chiara, capelli nero corvino, culetto a mandolino e due tettone quarta taglia da paura. Aveva sempre tutto e quando gli veniva negato qualcosa faceva di tutto per ottenerlo. Come quella volta, causa un clamoroso ritardo nel rincasare, il padre la mise in punizione. Non uscirà la sera per un mese. Dopo una furibonda litigata, al suono di… tu sei una ragazzina… perchè hai diciotto anni ti senti una donna fatta. E poi mia figlia non torna a casa tardi facendo la puttanella in mezzo la strada! Nonostante qualche capriccio e minacce varie, tipo di andarsene di casa o venire bocciata alla maturità, non ci fu niente da fare.
Pamela passava le giornate tra la scuola, lo studio ed il nuoto, sport che aveva sempre praticata sin da piccola, insieme al papà. Passata la prima settimana, ma niente. Walter, il padre, era irremovibile. Pamela stava scoppiando non sapeva come fare. Quando al passare della seconda settimana di reclusione in casa, decise di fargliela pagare. Voleva escogitare un modo per vendicarsi del padre per la punizione, così gliela faceva vedere lei l aputtanella!
L’istruttore di nuoto, Paolo, non che un caro amico del padre, veniva a trovare Walter ogni settimana per scambiare quattro chiacchiere. Paolo, single incallito, il Baywatch della zona, perché così lo chiamavano. Capello castano chiaro alto più di 1,80 fisico asciutto che per un uomo di quasi 50 anni è invidiabile. In piscina da quest’anno mi osserva con fare incuriosito, si avvicina appena può cerca il contatto fisico, fa qualche battutina, insomma fa il piacione. Come ogni mercoledì pomeriggio me lo ritrovo a casa a bere una birreria con papà ed ha chiacchierare del più e del meno. Tutto scorreva come sempre, fino a quando mio padre ricevette una telefonata, era mio fratello Andrea, stava tornando col treno, lui fa il militare ed ogni paio di settimane torna a casa, ma sento papà che dice…
W: dove si è fermato??? Alla faccia… E non riparte!!! Ok. Dammi il tempo che arrivo.
Papà spiega la cosa a Paolo, è dispiaciuto, ma deve andare. Paolo ovviamente non dice niente, ma chiede solo di andare in bagno prima di uscire.
W: vai tranquillo il tempo che mi preparo fai quello che devi fare.
Io sento tutto e mi vado a nascondere nel bagno. Papà va in camera sua a prepararsi e Paolo si dirige verso il bagno.
Appena apre la porta…
P: ops, scusami non pensavo stessi tu…
Pam: entra, entra non ti preoccupare, mi sto solo pettinando i capelli…
E Paolo entra chiudendo la porta alle sue spalle… Prima di parlare notavo, vedendolo dallo specchio, che mi guardava il sedere. Indossavo quei mi shorts fatti di tuta, molto aderenti e soprattutto molto corti. Sembrava più una culotte che un pantaloncino. Una t-shirt corta da sopra l’ombelico ed un paio di infradito.
P: veramente io dovrei andare in bagno… Con te qui…
E mentre lui parlava si sentiva mio padre…
W: Paolo, allora??? Io devo andare…
Io senza dire niente uscii dal bagno andai in salotto da papà e facendo finta di niente chiesi cos’era successo e dove stesse andando. Lui velocemente mi spiegó tutto, anche il fatto che stava aspettando Paolo che uscisse dal bagno per andarsene.
Pam: vai tranquillo pà ci sto io in casa, appena esce dal bagno lo avviso io.
W: ok, grazie… Devo iniziare a ricredermi sulla tua punizione…
Gli faccio un sorriso, lui esce e va via.
Mi fiondo verso il bagno, sperando che Paolo non abbia chiuso la porta a chiave. Arrivo vicino e la apro come a voler scoprire qualcosa. Trovo Paolo che si sta pulendo l’uccello con la carta igienica. Lui all’apertura della porta trema, si gira e con fare impacciato cerca di ricomporsi alzandosi i pantaloni.
P: ma non vedi che sono ancora in bagno…
Io senza dire una parola mi avvicino a lui, guardandolo fisso negli occhi, gli metto una mano sul pacco e…
Pam: ora ci penso io a lui. continuo io…
Non finisco di parlare che lui mi sposta la mano dai pantaloni.
P: ma sei pazza cosa avrebbe detto tuo padre se avesse visto una scena simile!
Sempre guardandolo negli occhi.
Pam: papà è uscito… Ci siamo solo io e te!
E stavolta metto direttamente la mano nella cerniera dei pantaloni ancora aperta.
Mamma mia che gran cazzo… Da moscio e la mia mano non lo contiene… penso.
Lui è ammutolito, ma con lo sguardo di chi non stesse aspettando altro. Con una mano gli sbottona i pantaloni e li faccio cadere a terra e con l’altra sono sempre ancorata a quel palo di carne che non vedo l’ora di vedere e soprattutto di sentire. Iniziò un leggero movimento sui boxer e sento che qualcosa si sta muovendo… Mi inginocchio, gli abbasso i boxer e svetta un’asta lunga più di 20 cm con un diametro enorme, ed ancora non è del tutto dura. Il mio primo pensiero è stato… Chi sa se riesco a prenderlo tutto in bocca.
Con fare soddisfatto mi dice…
P: stupita? Non ne avevi mai visto uno così grande?
Lo guardo… Me lo porto alla bocca e prima di iniziare il mio servizietto…
Pam: stai zitto… Oggi sei un uomo fortunato!
Non essendo ancora duro lo afferro con due mani caccio la lingua ed inizio a dare delle profonde leccate a quella cappella enorme, intanto con le mani inizio un piccolo movimento… Quella piccola sega a due mani e la cappella che ormai è ospite della mia bocca, da i suoi frutti… Mi tolgo la cappella da bocca e passo la lingua su tutta l’asta per andarmi poi a dedicare alle palle. Lui mi guarda con lo sguardo tra il sorpreso ed il godurioso che incrocio di tanto in tanto, colpa della grandezza del suo cazzone che mi copre tutto il viso. Si libera dei boxer con i piedi ed allarga ancora di più le gambe, questo mi permette di andare ancora più sotto con la lingua, leccando quasi fino all’ano. Mi lascia carta bianca, vuole essere preda delle mie attenzioni. Ingurgito le palle voracemente succhiandole e leccandole una alla volta ad intermittenza, e con le mani intensifico per pressione e velocità la sega. È arrivato il momento di vedere la mia gola quanto è profonda. Mi punto il cazzo dritto verso il viso apro la bocca e pian piano cerco di farne entrare quanto più posso, lo caccio lo sego un po’ e poi riprendo… Paolo mi prende i capelli come a raccogliermeli e con una leggera pressione mi spinge la testa verso di lui ed i suoi fianchi verso di me… Mi sento soffocare, batto con la mano sulla gamba, non respiro. Molla la presa e mi lascia respirare, neanche il tempo di una boccata piena che subito mi riserva lo stesso trattamento… Mi devo rilassare, non devo farmi trovare in difficoltà… Continua questo giochetto per quattro cinque volte, fino a quando sempre tirandomi per i capelli mi fa alzare , mi prende in braccio e mi fa sedere su bordo del lavandino, si mette le gambe sulle spalle ed inizia a leccarmi la fica partendo la clitoride fino all’ano, la sua lingua sembra un pennello, su e giù senza mai fermarsi e con molta saliva. Questo mi fa impazzire, nessun ragazzo della mia età mi aveva mai leccata così. Non resisto molto, gli mantengo la testa verso il mio pube ed esplodo in un grande orgasmo che quasi cado dal lavandino. Neanche il tempo di riprendermi da quel momento d’estasi che sento la cappella di Paolo avvicinarsi al mio sesso. Spalanco gli occhi …
P: non ti preoccupare… Non farà male, anzi, godrai come non hai fatto mai in vita tua.
Sento la fica aprirsi… Il penetrare lento ma deciso accentua ancor di più la sensazione di allargamento che ho tra le gambe… E’ gentile e deciso allo stesso tempo, mi penetra lentamente e fino in fondo, per farmi sentire tutta la mastodonticità del suo cazzo. Mi guarda fisso negli occhi come a volermi sfidare. Non un cenno di sottomissione avrà dall’espressione del mio viso… e poi è solo per sfregio, per questo mi sta avendo… però come mi piace… me lo sono scelto bene il dispetto!!! Il ritmo aumenta, non contengo più i gemiti… sono avvinghiata a lui, ho le braccia sul suo collo. Mi afferra per i glutei e alzandomi dal lavandino mi possiede all’impiedi. Ho le gambe in torno al suo bacino e le braccia in torno al collo, sento le sue mani sui glutei che con forza mi fanno salire e scendere da quella meravigliosa asta… mi sento un giocattolo nelle sue esperte mani. Questa posizione è il preambolo per un altro orgasmo. Mi irrigidisco e tutta ad un tratto mi rilasso, tanto è forte il mio piacere. Si ferma mi guarda e facendomi scendere mi dice:
P: te l’avevo detto che ti sarebbe piaciuto!
Con la mano sulla spalla mi indica di inginocchiarmi vuole che glielo prenda in bocca. Senza resistenza mi inginocchio ed inizio a succhiare quell’uccellone. Un misto di sapori forti. E’ tutta la mia melmina che imbratta quel cazzo, ed io lo sto ripulendo. Si scansa da me e si siede sul bordo della vasca aprendo le gambe. Mi avvicino gattonando come una micetta in calore, pensando che dovevo continuare il giochetto di bocca, ma appena mi accingo ad agguantarlo, mi fa alzare e mettere di spalle. Vuole che mi segga a gambe strette e di spalle su quel cazzone, vuole sentire ancor di più com’è stretta la mia fica. Allargo un pò le gambe solo per agevolare l’entrata e aiutato dalle sue mani sul mio culo inizio ad impalarmi. Lui mi da il ritmo, sono preda dei suoi istinti. Ci vuole poco, quel misto di dolore e goduria in poco tempo si trasforma in orgasmo. E’ la terza volta che godo ed ogni uno è stato più forte di quello di prima. Paolo non si ferma nonostante sia venuta… si vede che tra poco tocca a lui.
Pam: Ti prego non venirmi dentro, non prendo nulla…
P: Non ti preoccupare, non era mia intenzione. E poi chi si perderebbe lo spettacolo di vedere quel tuo viso angelico pieno di sborra…
E scoppia in una fragorosa risata, aumentando non solo il ritmo con le mani ma anche da sotto con colpi secchi che mi facevano sentire quel cazzone fin dentro la pancia. Mi alza con le mani, sta per venire. Mi posiziono dinanzi a lui ed inizio a succhiarglielo. Mi tira via il cazzo da bocca e con quattro colpi di sega dopo essersi preso il cazzo in mano, mi imbratta il viso ed il seno. Tanta era la sborra che qualche fiotto mi arriva persino in bocca. Non avevo mai assaggiato lo sperma… salato ma non disgustoso come dicono. Mi siedo a terra dalla stanchezza mentre Paolo si sta sciacquando nel bidet.
Vado allo specchio e la sensazione di essere completamente ricoperta di sborra è giusta. E’ venuto in quantità industriale. Quanto cazzo ne è colato anche sulle tette.
P: non ne avevi mai vista tanta è?!?! Quella santarellina di Pamela che ci tiene. Se lo sapesse papà che ti piace in questo modo il cazzo! Ahahahah
Pam: certo tu non glielo dirai e poi se l’è cercata!
Mi alzo da terra e mentre mi sto per buttare sotto la doccia…
Pam: Appena hai finito, e ti conviene muoverti che papà starà tornando, la strada la sai. Ciao Baywatch ci vediamo in piscina!
Ed apro la doccia per ripulirmi e ritornare ad essere l’angioletto di papà.

Continua…

Note finali:

maxxximissimo@gmail.com, se volete scrivermi per consigli o per feedback sul mio racconto.
Spero si piaciuto…

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