PADRE NOSTRO by saldeco [Vietato ai minori]




PADRE NOSTRO di saldeco New!

Padre Francesco, un uomo di 50 anni dal fisico robusto e con uno sguardo penetrante dato dai suoi occhi verdissimi, era il parroco di un piccola cittadina sul mare di 7 mila abitanti, del sud Italia. Era li da qualche mese, dopo un’esperienza durata diversi anni in missione in Africa.
Padre Francesco amava la sua tonaca, amava predicare ma soprattutto amava “amare” le situazioni più piccanti che gli capitavamo, avendo la possibilità di entrare nella mente e nei pensieri dei suoi parrocchiani.
E ne aveva di possibilità: mogli, fidanzate, ragazze in erba, vedove, ma anche mariti e compagni trasgressivi in cerca di nuovi piaceri.
La sue chiesa era ben frequentata ed anche le sue attività parrocchiali andavano bene.
La parrocchia era composta dalla chiesa, da un edificio adiacente dove viveva coadiuvato da due assistenti. Due suore, una di quarant’anni circa, di nome Angelica, ed una novizia, Anna, di appena diciotto anni. Erano simpatiche e dedite alla loro missione parrocchiale ma delle volte il loro istinto femminile tornava a galla quando maliziosamente stuzzicavano il parroco, il quale non indifferente rimaneva turbato da tanta spregiudicatezza.
Spesso quando mangiavamo le due suore, soprattutto suor Angelica, tornava sempre sull’argomento della castità e della differenza con altre religioni protestanti dove il prete poteva sposarsi ed avere una compagna, rimarcando il concetto che la chiesa si sarebbe dovuta adeguare alla modernità.
Padre Francesco rimaneva affascinato ed intrigato da tali argomenti e dai toni di suor Angelica e avrebbe voluto confessarle che lui questo precetto l’aveva infranto tante e tante di quelle volte in Africa, tanto di averne perso il conto. Ma non poteva dirglielo certamente. E allora ascoltava immaginandosi la suora nella pose più sconce ed arrapanti.
Quelle due suore lo facevano vivere in uno stato di perenne eccitazione e l’astinenza forzata di alcuni mesi si faceva sentire. Avrebbe dovuto porgli rimedio. Avrebbe dovuto possedere una donna al più presto. Non importava chi, gli importava di tornare ad assaporare il piacere dell’orgasmo. Il piacere del possesso.
E allora un venerdì, giorno di confessioni pomeridiane, tenne l’attenzione altissima, cercando di capire con chi avrebbe potuto provarci senza avere problemi.
Le confessioni erano il momento più bello ed eccitante per Padre Francesco, separati da una semplice grata, uomini e donne denunciavano e cercavano perdono per i loro peccati.
Dopo un paio di donne anziane, che raffreddarono i suoi bollenti spiriti, il parroco aveva l’ultima parrocchiana da confessare. Senti la voce di una donna, oltre il divisorio, che sicuramente non superava i 40 anni. Cerco di sbirciare e riconobbe Lucia, la moglie del maestro delle elementari del paese. Una bella donna con un bel sene ed un fondo schiena da far girare la testa. Lei ed il maestro avevano una figlia di vent’anni bella come la mamma e molto peperina sia negli atteggiamenti che nel vestire. Ma era una figlia devota che frequentava la parrocchia facendo catechismo ai bambini.
Padre Francesco pensava questo quando la donna iniziò a parlare sottovoce.
Lucia: “padre…buongiorno…sono venuta a confessare i miei peccati…”
Padre Francesco: “dimmi figliola, dimmi…”
Lucia: “Padre non so come dirglielo…sono imbarazzata…”
Padre Francesco: “non avere imbarazzo o paura…parla liberamente…siamo nella casa del Signore, qui rimangono i nostri segreti…e sono qui per ascoltarti e perdonare i tuoi peccati, ma ho bisogno che tu me li dica.”
Lucia: “Padre…non sono stata una buona madre…ieri pomeriggio mia figlia era chiusa in camera con un suo amico dell’università a studiare ma sentivo uno strano silenzio nella stanza. Normalmente si sentono le loro voci, risate, discussioni. Allora presa dalla curiosità mi sono avvicinata alla porta ma non percependo rumore mi sono abbassata a guardare dalla toppa. Sono rimasta paralizzata, inebetita. Potevo sbirciare mia figlia inginocchiata in mezzo alle gambe dell’amico che faceva su e giù con testa. Lui era seduto sul letto e da quel poco che potevo vedere aveva gli occhi chiusi e lo sguardo inebriato. Ero confusa…spiazzata…non ci potevo credere. Sarei dovuto alzarmi andarmene o fare irruzione nella stanza ma sono rimasta li a gurdare a spiarli…ecco Padre…l’ho detto…”
Padre Francesco: “ e dimmi figliola…come ti sentivi ? Cosa hai provato ? “
Lucia: “ …ehm…ehm…mi sentivo il fuoco…il fuoco dentro. Tremavo, tremavo tutta…non volevo ma ero eccitata…”
Padre Francesco che capì il momento di debolezza della donna e della sua fragilità in quel momento di confessione, affondò il colpo: “e cosa hai fatto ?”
Lucia: “padre ho imbarazzo a dirglielo…”
Padre Francesco: “non avere paura…dillo.”
Lucia: “padre…padre…mi ritrovato con la mano li, sotto la gonna. Ero come presa da uno spirito maligno. Mi sono toccata spiandoli. Mi sono toccata guardandoli. Mi sono sentita sporca, ma mi piaceva, non ho saputo resistere. Era più forte di me. Ho raggiunto il piacere, come non avevo mai provato neanche con mio marito.”
La donna mentre parlava iniziò a singhiozzare, quasi a piangere.
Padre Francesco: “perché adesso piangi ? non devi vergognarti, hai solo dato libero sfogo al tuo istinto. Ti sei liberata. Bisogna peccare per andare in paradiso. E tu hai peccato.”
Lucia: “ma non bisogna anche pentirsi ?”
Padre Francesco: “e tu sei pentita ?”
Lucia: “vuole sapere la verità ?”
Padre Francesco: “Si…voglio sapere la verità.”
Lucia: “…non sono pentita….mi è piaciuto…e se vuole sapere proprio tutto stanotte mi sono ancora toccata ed anche stamattina….e ancora adesso sono tutto un fuoco, non riesco a spegnermi. Sono sconvolta, ma non sono pentita. E come se quella scena di mia figlia mi avesse liberata di tutte le ipocrisie e di tutte le maschere di perbenismo che avevo indossata su me stessa. Padre…è difficile a capire…ma…
Padre Francesco: “figliola…tutti e ripeto tutti noi abbiamo pulsioni e volontà nascoste dentro di noi. Tu è come se avessi acceso l’interruttore. E come se dentro di te adesso scorresse tanta energie elettrica e vorresti che questo flusso non finisse mai.”
Lucia: “è vero…è vero padre è proprio così. Ma allora anche lei prova queste sensazioni ?”
Padre Francesco: “tutti noi, te lo ripeto. C’è chi lo spegne subito e chi non lo spegne mai. Ma tutti noi proviamo queste pulsioni. E lo so è difficile reprimerle.”
Lucia: “padre cosa devo fare ? come devo comportarmi ? mi dia un consiglio.”
Padre Francesco: “ vedi figliola è difficile consigliarti quale sia la strada giusta. Qualcuno ti direbbe di pentirti qualcun altro ti direbbe di non sedare le tue pulsioni. Comunque aspetta che esco fuori”
Padre Franscesco uscì dal confessionale e si avvicinò alla donna.
Padre Francesco: “vieni alzati Lucia…seguimi…pregheremo insieme Nostro Signore.”
E così dicendo l’accompagnò vicino all’ultimo banco e la fece inginocchiare.
Padre Francesco: “prega Lucia…prega il Signore…”
Il padre si allontanò un attimo e silenziosamente chiuse la porta della chiesa per non essere disturbato. Ritornò sui suoi passi e si posizionò alle spalle di Lucia inginocchiata. Abbasso la testa ed avvicino la sua bocca alle sue orecchie e bisbigliò.
Padre Francesco: “Lucia…dimmi la verità, la pura verità davanti a Nostro Signore…sei pentita ?
Lucia dopo un attimo di silenzio disse: “…No. Non sono pentita.”
Padre Francesco: “Lucia vuoi continuare a peccare ? Dimmi la verità.”
Lucia: “…si…. “(bisbigliando).
Padre Francesco: “Lucia fammelo sentire ad alta voce…vuoi continuare a peccare e raggiungere ogni momento il piacere che ti fa star bene ?”
Lucia: “Si ! Si padre…voglio continuare a peccare !”
Padre Francesco come se avesse avuto il via la prese per i fianchi e la fece appoggiare a novanta gradi sul banco. Con una mano le abbassò la testa, quasi spingendola. Con l’altra le alzo la gonna, scoprendo il culo di Lucia avvolto in una mutanda bianca di pizzo.
Lucia: “padre…padre…che sta facendo ? che sta facendo ?”
Padre Francesco: “Lucia adesso espierai i tuoi peccati con me, insieme, adesso !”
E così dicendo le abbassò le mutande, le accarezzo il culo. Si alzò la tonaca e liberò il suo cazzo durissimo. Se lo tocco per un attimo e lo posizionò in mezzo alle gambe di Lucia.
Padre Francesco: “Lucia…Lucia lo senti ? Lo senti in mezzo alle gambe lo strumento della tua redenzione ?”
Lucia: “Si…padreeee….siii….lo sentoooo….lo sentooooo….”
Padre Francesco: “dimmelo…cosa vuoi che faccia….dimmelo…dimmelo !”
Lucia: “….aahhhhh…lo usi….padre lo usi….padre mi redima…adesso…subito…non resisto…ahhhhh”
Padre Francesco si posizionò meglio ed iniziò a spingere il cazzo nella fica di Lucia. Era bagnatissima. Un lago di umori. Caldissima. Iniziò a spingere, affondando dentro di lei. Spingeva e la stringeva. La stringeva e la fotteva.
Lucia: “padreeeee….è meravigliosoooo….padreeee….è stupendoooo…ancoraaa….ancoraaaa…non voglio smettereee maiii….godoooo….godoooo….ahhhhhhhhh”
Padre Francesco: “prendi Lucia…prendi il mio cazzoooo….ti sto assolvendo da ogni tuo peccatoooo….da oggi sei miaaa….hai capitooo ? sei miaaaa…..”
Lucia: “siiiiiiii…..ahhhhh……godooo ancoraaa……siiii…..sarò sempre tuaaaaa….dammeloooo…siiiii….”
Padre Francesco: “Lucia ti assolvooo dai peccatiiiiiiii…..e godo, godo dentro di te…..prendi il mio sperma nella tua fica….sentilo nel tuo uterooooooo….aahahahhhhahahah”
Lucia: “padreeeee….aahhahaa….cosa faaaa……così mi mette incintaaaaaaaa…..ahhhhhhh u’ madonnaaaaaa…aahhahahhahah…mi sta sborrando dentrooooo….”
Padre Francesco:” siiiiiii…..ti sborroooo dentro….solo con il mio sperma ti potrò assolvere dai peccatiiiiiii…”
Fu un orgasmo bestiale, un orgasmo animale per entrambi. Appagante e blasfemo. L’avevano fatto nella chiesa, su di una banco dove la domenica si raccoglievano i fedeli. Padre Francesco le aveva sborrato tutto il suo seme dentro di lei. Si sentiva un Dio carnefice della propria preda. L’aveva posseduta, fatta sua. Era soddisfatto di quella soddisfazione che riempie gli aguzzini con la propria vittima.
Ci fu un attimo di silenzio che durò un’eternità. Si sentivano solo il respiro affannnato.
Padre Francesco si allontanò da Lucia e si rialzò aggiustandosi la tonaca. Anche Lucia si alzò e girandosi lo guardò per la prima volta fisso negli occhi. Aveva il viso stravolto, i capelli spettinati, rivoli di sudore scendere sulle guance. Si avvicinò al suo volto. Lo guardò ancora. Le mise una mano sul viso. Accarezzo il prete.
Lucia: “padre…padre…potrebbe avermi messo incinta…non doveva venirmi dentro…e adesso come farò ?”
Padre Francesco senza esitare un attimo aveva bella e pronta la risposta :”…vai dal tuo dottore e fatti prescrivere la pillola del giorno dopo, così non avrai nulla da temere.”
Lucia:”…si lo farò è l’unica cosa che posso fare…”
Padre Francesco la cinse a se e la bacio penetrandola con tutta la lingua nella sua bocca. Fu un bacio profondo, profondissimo.
Padre Francesco: “…ora vai…”
Lucia: “si…vado…è meglio…”
Padre Francesco: “ti aspetto domani…”
Lucia lo guardò sorrise, abbassò lo sguardo e si allontanò. Il prete rimase a guardarla poi girandosi verso l’altare si fece il segno della croce, sorrise e si avviò verso la sagrestia non accorgendosi dello sguardo furtivo di Suor Angelica che l’aveva spiato per tutto quel tempo da dietro una porticina laterale all’altare.
(fine prima puntata)
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