Ora manca solo quello vero




“E va bene, facciamo sabato mattina?” ha insistito così tanto che alla fine ho deciso di accontentarlo. Sabato mattina è passato a prendermi con la sua cabrio nera e siamo andati al sexy shop.

Il negozio era grandissimo: si trovava in un vecchio capannone ristrutturato, la pavimentazione non era delle migliori ma era ben allestito e c’erano un sacco di articoli. Sono andata dritta all’espositore di falli. “Qual è quello che assomiglia di più al tuo cazzo? – gli ho domandato – Ne voglio uno esattamente come il tuo…”
“Forse questo. Anzi no, non questo, forse quest’altro, perché io ce l’ho più grosso di questo, ma più piccolo di quello, quindi credo… Non so…” “Possibile che non sai neanche come hai l’uccello?!” l’ho interrotto scocciata, e senza lasciargli il tempo di rispondere gli ho slacciato i pantaloni e gli ho infilato una mano nei boxer. Era moscio ma non c’è voluto molto che si tirasse su a fare capolino dai jeans. Ho individuato subito quello della misura giusta e sono rimasta un altro po’ ad accarezzarglielo nei pantaloni. Lui, imbarazzatissimo, mi ha lasciata fare. Quando gliel’ho rimesso a posto stava per esplodere.
“Muoviti, andiamo a casa, non vedo l’ora di provarlo…”

A casa mi sono buttata subito sul letto, a pancia in su, e lì sono rimasta.
Lui ha tardato un po’, credo sia andato al bagno e in cucina a sgranocchiare qualcosa, ma alla fine è arrivato.
“Mi aiuti tu?” gli ho chiesto con voce calda, una domanda che più che come un invito suonava come un ordine. Lui ha sorriso in un misto di imbarazzo ed eccitazione, sapevo che non aspettava altro, s’è sbrigato a toglierlo dalla plastica e mi ha raggiunta sul letto.
Niente baci o altre fesserie. Ha cominciato ad accarezzarmi le cosce, le mie cosce gli piacevano tantissimo, ed è andato su verso i fianchi, mi ha alzato la maglietta, mi ha sfiorato il ventre, mi ha mordicchiato la pancia… Ha fatto scivolare via i pantaloni e mi ha aperto le gambe… Mi ha mordicchiato la fica da sopra le mutandine, mi ha dato qualche bacino… “Leccamela…” gli ho sospirato vogliosa. Mi ha spostato lateralmente le mutandine e ho sentito la sua lingua calda solcarmi la fica. Adoro quando mi leccano la fica. Ho aperto le gambe più che potevo e lui me la mordicchiava e baciava e leccava e mordicchiava e succhiava e baciava… Ci ha infilato la lingua e poi l’ha tirata fuori e ha cominciato a farla roteare in un modo che mi manda fuori… Un maestro… Mi si sono contratti i muscoli della fica e anche quelli delle gambe e io non ci capivo più niente, mi sono aggrappata al lenzuolo e la sua lingua non si fermava più e cercavo di ansimare ma non riuscivo e faceva caldissimo e la sua lingua continuava a roteare e sembrava impazzita era fuori controllo e anche io stavo impazzendo e ho cominciato a tremare … tremare … tremare … e la mia fica non la smetteva più di pulsare …
E poi ha preso a baciarmi le cosce, i polpacci, le caviglie, mi ha tolto le calzette e mi ha massaggiato i piedini, lentamente, e me li ha baciati, me li ha baciati tanto, me li ha leccati, ha succhiato un dito dopo l’altro.
Sapeva esattamente quali tasti toccare …

E allora ha cominciato a strusciarmelo – quello finto, intendo – sulla fica, finalmente, e l’ha infilato poco poco e l’ha subito tolto, l’ha infilato poco poco e l’ha subito tolto… Lo stronzo sapeva bene come farmi impazzire… E poi l’ha infilato di nuovo, questa volta fino in fondo, lentamente, e l’ha tirato fuori… Brutto bastardo…
E ha cominciato a penetrarmi più forte e più a fondo e non so come ma sono venuta subito, sì, di nuovo, so solo che c’era un gran casino nella mia fica e avevo tutti i muscoli contratti ed era bellissimo.

Sono crollata accanto a lui, esausta, nuda e sudata, coi capelli scompigliati e le gambe stanche e la fica consumata. Avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa, in quel momento, ché non mi sarei ribellata.
S’è messo a massaggiarmi il seno.

Siamo rimasti in silenzio sdraiati l’una accanto all’altro, io nuda e lui no, per tanto tempo.
“Ora manca solo quello vero…” ho attaccato io dopo un po’. Credo che non se l’aspettasse, da come mi ha guardata. Ma io dicevo davvero. Come potevo non desiderare di essere scopata da uno che mi aveva già scopata così bene due volte?
“Però… Se non vuoi… Non importa… – ho aggiunto io, accarezzandogli l’arnese – Magari non ne saresti neanche capace…” ho aperto le gambe e ho portato la sua mano sulla mia fica. Allora s’è alzato di scatto e con aria di sfida s’è messo anche lui tra le mie gambe, pochi secondi ed era nudo sopra di me, col cazzo ad una manciata di centimetri dal mio buchino e tanta, tanta voglia di scoparmi …
M’ha sputato sulla fica e m’ha penetrata, forte, fortissimo, il suo cazzo era molto meglio di quello finto, e ha cominciato a muoversi dentro di me, era duro e grosso da star male e me lo picchiava dentro come per punirmi, come per dimostrarmi che lui sapeva scoparmi, eccome se sapeva scoparmi … E infatti sapeva scoparmi benissimo …
Poi l’ho allontanato e lui mi ha guardata ché non capiva perché l’avessi fermato. “Sono venuta…” gli ho detto, mentre lui no. Lui non era venuto e non mi interessava farlo venire. Si è seduto sul bordo del letto, nudo, con l’uccello ancora duro, e mi guardava mezzo arrabbiato e mezzo dispiaciuto. Io stavo benissimo.
“Scusa ma perché…?” “Perché io sono venuta” ho asserito. Dev’esserci rimasto male, molto male, ma non me ne importava. Ho acceso la tv e ho fatto un po’ di zapping con lui sempre seduto sul bordo del letto. C’erano dei film vecchi, qualche documentario, qualche salottino del pettegolezzo e un paio di reality. Ho guardato cinque minuti di ogni cosa, continuavo a cambiare, e lui era sempre seduto sul bordo del letto, poverino, dovevate vederlo, era moscio e ricurvo come il suo cazzo e anche un po’ arrabbiato ma sicuramente molto sexy.
Poi mi sono girata a pancia in giù, ho affondato le braccia sotto al cuscino e ho inarcato la schiena, l’ho guardato, “Dove siamo rimasti?” gli ho detto. Mi ha guardata, ha capito, mi ha sorriso, e mi sono lasciata scopare, mi sono lasciata scopare più forte di prima … Mi sono lasciata scopare … Mi sono lasciata scopare tutto il weekend … Uno dei più bollenti della mia vita …

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