Nel parco, sotto le stelle by DottorFilippo33 [Vietato ai minori]




Nella parete di fronte all’entrata della discoteca del parco c’era un enorme bancone la cui base era composta da una specchiera. Il banco color azzurro con le luci della discoteca accese sembrava una piccola piscina. Tre barman si muovevano freneticamente lungo i ripiani ripieni di bottiglie, un bottiglione da sei litri di vodka belvedere dominava la scena. C’era una ragazza appoggiata al piano bar. Marco l’avrebbe riconosciuta tra mille. Beveva un Martini dry e continuava a scrivere messaggini con il suo Iphone dalla custodia dorata. Aveva un vestivo viola di seta. Sul viola del tessuto c’erano ricamati dei fiori, Marcò li guardò, immagino senza fatica il suo corpo, nascosto sotto al segreto dei fiori. Il dj aveva appena lanciato “We found love” di Calvin Harris e Rihanna. Era lei. Era Camilla. Marco per un attimo pensò di scappare via, invece la forza del suo cuore lo obbligò a restare. Si avvicinò e le sfiorò dolcemente il braccio. “Ciao. Posso offrirti qualcosa da bere?” La sua pelle era morbida come il velluto. La ragazza sollevò gli occhi dal cellulare. Il suo viso ovale come la luna metteva in risalto i suoi occhi, verdi come le foglie colpite dal sole. Una cascata di lucenti capelli color miele le incorniciava delle labbra piene e dolci che si univano in un delicato sorriso, ma si percepiva un velo di tristezza. “Un cosmopolitan, grazie”. Camilla ritornò distrattamente a guardare il cellulare. Marco la toccò dolcemente sul braccio. “Camilla, ti ricordi di me?” Cristina lo guardò per un secondo che sembrava eterno, alla fine strabuzzò gli occhi dalla sorpresa :” Oh, Marco, non è possibile…sei tu?” Aveva conosciuto Camilla al Liceo, al saggio di Natale lei aveva suonato il violino, era stato amore a prima vista. Marco le aveva scritto una poesia d’amore, ma lei l’aveva buttata nel cestino. Era un ragazzino cicciotello e brufoloso, le ragazze al liceo lo evitavano. Dopo qualche mese Camilla aveva cambiato liceo, il classico non faceva per lei, e non l’aveva neppure salutato. Ma Marco non era più il ragazzino cicciotello e brufoloso che era al liceo, adesso era un venticinquenne giovanotto palestrato che si era appena laureato in Medicina, con una brillante tesi in Pneumologia. Erano passati dieci anni dal loro primo incontro.

Marco e Camilla iniziarono a ballare, si scatenarono per tutta la serata. Marco sentiva che nel suo cuore non aveva mai smesso di desiderare Camilla. Camilla percepiva i suoi occhi pieni di desiderio. E quel ragazzo paffutello bhè, era diventato proprio un bel figo, le piaceva. Camilla gli portò le braccia al collo ridendo. Sentì l’uccello di Marco diventare duro come i marmi del quattrocento esposti in sala. La sua quarta di seno si appoggiò dolcemente alla camicia azzurra di Marco. “Ti piaccio”? gli sussurra maliziosamente all’orecchio. Gli occhi di Marco fiammeggiavano. Marcò la baciò con ardore. Le loro lingue si incrociarono. “Marco, sai… il mio ragazzo mi ha appena lasciato… e adesso ho tanta voglia di scopare!” Marco e Camilla uscirono dalla sala. Si trovarono al centro del parco. La notte era piena di stelle. Si allontanarono dalla discoteca finché non si sentirono abbastanza soli. Si trovavano in una piccola raduna circondata da alberi. Una siepe li copriva da occhi indiscreti. Si baciavano con passione mentre la mano di Camilla scendeva lungo i pantaloni di Marco per palpargli il pacco. Camilla si alzò il vestito, si accucciò a terra e gli prese in mano il cazzo. Strusciò la sua guancia contro la sua cappella e iniziò a dargli dei teneri baci cominciando dal glande e proseguendo per tutta la lunghezza dell’asta. Con la mano sinistra gli accarezzava i testicoli. Le piaceva tanto succhiare il cazzo. Marco ansimava, non aveva mai ricevuto un pompino così bello in vita sua. Camilla capì che stava per venire, si infilò tutto il cazzo in bocca. Non voleva perdersi neppure una goccia. Chiuse gli occhi con la sborra che gli colava dalla bocca. “Tocca a te adesso farmi divertire, dottore!” gli gridò Camilla. Marcò la alzò e la sbattè con foga contro un albero. Cristina abbracciò la corteccia dell’albero mentre Marco le sollevava da dietro la gonnellina e le sfilò il perizoma nero. La sua fighetta era già fradicia, gli puntò la cappella e iniziò a sbattere dentro. Le chiappe di Camilla suonavano sotto i duri colpi di Marco, mentre lei abbracciata all’albero, gemeva di piacere. Camilla ebbe un orgasmo incredibile, venne in un mare di succhi. Si aggrappò all’albero con tutte le forze che aveva e appoggiò la figa sulla faccia di Marco, desiderando che leccasse tutti i suoi umori. Marcò le leccò di gusto il clitoride.

Che scopata meravigliosa. Marco e Cristina erano esausti. Si abbracciarono, stesi per terra, nella radura, guardavano le stelle. Il cielo era pieno di stelle. “Guarda, quella è la costellazione dell’Orso Maggiore” le disse Marco, accarezzandole dolcemente la guancia. Lei sorrise.

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