Negli spogliatoi della palestra




Ciao sono Enrico, ho 25 anni e vi racconterò la mia storia.

Settembre 2013, dopo un estate passata con i miei amici, noi 3 maschi del gruppo decidiamo di iscriverci in palestra. Ero molto magro, neanche un filo di grasso pur mangiando qualsiasi cosa mi capitasse davanti agli occhi. Con dieci mesi di palestra e con la giusta alimentazione sono riuscito a prendere 12 chili, e i risultati si vedono! Sono ancora magro ma ho decisamente un fisico migliore con qualche muscolo che spunta senza esagerare. Sono segretamente gay, non lo sapevano neanche i miei due amici di palestra perché non sapevo come avrebbero reagito negli spogliatoi.
Durante i primi giorni di palestra ho incominciato un po’ a guardarmi attorno, e tra alcuni ragazzi davvero belli, ce n’era uno che mi aveva lasciato quasi senza fiato, con un culone enorme davanti al quale difficilmente riuscivo a non sbavare, forma fisica del tipico palestrato ma non eccessivamente, proprio come piace a me. Col passare dei giorni inizio a notare che quel ragazzo che a me piaceva tanto mi fissava sempre, ma non sapevo perché, non aveva affatto l’aria di essere gay e probabilmente mi fissava solo perché si era accorto che lo guardavo sempre. Dopo tre settimane finalmente mi trovo nello spogliatoio, al momento della doccia, insieme a lui, infatti appena entrato lo vedo di spalle mentre si toglie i pantaloncini e le mutande. Il suo culo era pazzesco, ricoperto di pochi peli che si facevano più folti avvicinandosi all’ano, come ad indicare il percorso da fare per raggiungere la gioia. Ma, appena si gira frontalmente la delusione più totale: un cazzettino piccolo, da moscio poteva essere poco più della metà del mio, in più ricoperto di folti peli pubici che nascondevano ancora di più il mediocre membro.
Più il tempo passava e più cercavo di capire chi fosse, così da poterlo trovare su Facebook, vedere qualche foto e soprattutto scoprire qualcosa in più su di lui. Alla fine, con le mie doti paragonabili a quelle di uno stalker (non che io lo sia ovviamente), lo riuscii a trovare, facendo un giro immenso di persone che venivano alla mia stessa palestra. Lo trovo, si chiama Antonio L. vedo le sue foto e capisco di più su di lui: stando a quanto scritto sulle informazioni gli piacevano le donne, in più era tifoso di calcio, giocava anche a calcetto per hobby, frequentava o aveva frequentato il politecnico (mia stessa università) e si faceva parecchie foto del tipo 50 Like tutti di ragazze. Vabbè, cercherò di mettermi l’anima in pace, anche se l’ultima foto con una ragazza che poteva essere la sua fidanzata risaliva a 4-5 anni fa… Bah, forse c’è speranza ho pensato, oppure forse non si fidanza da tanto perché è un playboy. Basta Enrico, mi dicevo, non ci devi pensare, inoltre ha anche un pisello piccolo, …però quel culo era favoloso. Una marea di pensieri mi attraversavano la testa ma con l’aiuto del tempo mi rassegnai serenamente.
I mesi passavano e Antonio non mi fissava più, anche se era palese qualche sguardo indiscreto nello spogliatoio o sotto la doccia, ma io lo interpretavo come curiosità. Gli iscritti in palestra, tra vecchi e nuovi, erano sempre gli stessi, perciò uno dei miei due amici che venivano in palestra con me, molto amichevole, fece amicizia con 2 o 3, e anche con Antonio che si dimostra molto socievole. Io, al contrario, sono un associale per eccellenza, trovo difficoltà, o meglio non trovo interesse, nel parlare per forza con sconosciuti giusto per fare chiacchiera; ogni tanto intervenivo anch’io nei discorsi certo, e spesso salutavo anche Antonio, ma non ero mai io il primo a iniziare un’eventuale conversazione.
Quando per caso ci facevamo la doccia insieme, o magari quando uno ci entrava e uno ci usciva, Antonio continuava a puntare sempre lo sguardo sul mio bel pisello, molto più lungo del suo, senza neanche cercare di nascondere la cosa.
Arriva Giugno 2014 e uno dei miei amici decide di non andare più in palestra, inoltre poche settimane dopo anche l’altro mio amico, quello amichevole, trova lavoro per due mesi e quindi decide di non andare più in palestra. Io avevo pagato l’abbonamento ancora per altre 2 settimane e mezzo perciò decido di finire le entrate e poi nel caso non andare più dato che ero da solo.
Gli iscritti in palestra ovviamente diminuiscono, per il caldo e per le vacanze e anche il gruppo di amici di Antonio si dimezza, e vedendomi da solo spesso inizia a parlare con me, magari delle volte anche lui era da solo e quindi ci aiutavamo a vicenda. Decido di iscrivermi anche per il prossimo mese, che va dall’ultima settimana di Giugno alla penultima di Luglio, poi sarei andato in pausa; anche Antonio fa così. Alcuni giorni di Luglio la palestra era vuota, eravamo solo io Antonio e altri due o tre, perciò spesso ci ritrovavamo nello spogliatoio da soli e parlavamo del più e del meno.
Le mie fantasie su Antonio ricominciano a galoppare ma purtroppo le devo contenere, non volevo perdere tutto ciò che avevo per provarci ed essere rifiutato e schifato perché Antonio era etero.
Un giorno mi chiede con nonchalance cosa faccio per i miei peli pubici, se me li taglio o mi depilo e io con imbarazzo gli dico che solitamente li taglio per mantenerli sempre corti.
Una settimana dopo sempre nello spogliatoio mi dice di essersi depilato per la prima volta l’uccello, mostrandomelo, e che prima d’ora non lo aveva mai fatto. Mmmh okaaay penso, inquietante se penso che lui crede che io sia etero… Vabbè.
Io nel frattempo avevo un cerotto sulla schiena che copriva una ferita e per qualche giorno l’avrei dovuto tenere sempre, anche sotto la doccia. Quando vado in palestra per la prima volta senza cerotto, ovvero un paio di giorni dopo l’episodio della depilazione, Antonio sotto la doccia mi fa notare che ho del nero sulla schiena cioè il residuo della colla del cerotto che, pur avendone rimosso un bel po’, era rimasta ancora attaccata alla pelle. Lo ringrazio e cerco di toglierla ma essendo sulla schiena non ho visibilità e neanche molta praticità, quindi mi affaccio fuori dal mio box doccia e chiedo a lui se ce n’è ancora. Lui esce dal suo box doccia e si avvicina a me e mi strofina via la colla residua (senza che gliel’avessi chiesto esplicitamente).
In un istante realizzo che quello era un tentativo di provarci con me, forse un ennesimo tentativo, e che la mia ragione aveva sempre evitato di farmi credere che tutto ciò poteva essere qualcosa di più. Mentre lui mi strofina la schiena, io faccio un passio indietro e facendo sporgere un po’ il culetto cerco di sfiorare appena il suo pisellino. Mano mano la cosa diventava sempre più interessante e alla fine ci ritrovammo uniti, nudi e bagnati; lui da dietro mi abbracciava e mi baciava sul collo e io godevo poiché la mia fantasia si stava realmente avverando. Allora io mi giro e iniziamo finalmente a baciarci, torniamo sotto il getto d’acqua e gli strofino i capelli, Antonio si abbassa baciandomi su tutto il corpo fino ad arrivare al mio uccello durissimo; mi bacia prima il pube, poi la parte tra lo scroto e la gamba, poi prende le palle in bocca ed infine risale con la punta della lingua sul corpo del pene, dalla base fino ad arrivare alla cappella coperta appena. Inizia baciandomi la cappella e leccando solo lì, piano piano inizia ad ingoiare più cazzo e in men che non si dica pratica una vera e propria fellatio, guardandomi spesso negli occhie e facendomi eccitare ancora di più. Va avanti così fino a quando non sono io a fermarlo, sembrava quasi che tutto ciò che avrebbe sempre voluto fare era succhiarmi quel cazzo imponente che puntualmente mostravo indifferente sotto la doccia; ora decido di far godere un po’ anche lui, anche se da come appariva sembrava che godeva quasi più di me succhiandomi, quindi lo prendo per i capelli e lo faccio alzare, lo bacio sul collo, poi sulla bocca, poi sui capezzoli, sugli addominali, sul pube liscio e rasato (apposta per me), sulle noccioline lisce e morbide e infine arrivo al suo pisello, diventato bello duro; non era grande però me lo facevo bastare dato che compensava con tutto il resto. Mi avventuro in una cosa mai fatta ma che avrei sempre voluto fare: un deepthroat, le dimensioni lo consentivano; perciò con un po’ di sforzo e trattenendo l’urto del vomito riesco pienamente ad ingoiare il suo cazzo. Con le labbra toccavo il suo pube, ero eccitatissimo e soddisfatto di me. Antonio quasi piangeva dall’eccitazione e da ciò che sembrava l’avverarsi di un sogno per lui (e il bello è che lo era anche per me). Nel bel mezzo delle nostre attività orali sentiamo qualcuno che apre la porta e che entra nello spogliatoio, per fortuna però le docce non sono a vista dell’entrata e sono separate da un muretto, perciò pericolo scampato, io torno nella mia doccia, aspettiamo qualche minuto per perdere l’erezione e usciamo dalla doccia, ci asciughiamo, ci rivestiamo e ce ne andiamo via di corsa, entrambi in fervore di riprendere da dove ci eravamo fermati. Lo porto in macchina mia e comincio a guidare per qualche campagna del paese mentre lui mi slaccia i pantaloni e ricomincia a succhiarmelo, per fortuna le strade erano deserte. Arrivati in una campagna isolata, mi accerto che non ci sia nessuno nei paraggi, nel frattempo erano arrivate quasi le 9 di sera perciò prendo degli asciugamani che avevo in macchina per quando andavo al mare, li stendo a terra in campagna e ci stendiamo lì, illuminati dalla luce del crepuscolo. Lui si stende di pancia in giù e io gli mordo quelle chiappe sporgenti che mi avevano sempre fatto sognare, gli faccio un succhiotto sulla natica e poi mi concentro sul suo buchetto. Sembrava essere disposto a farsi possedere, d’altronde con le dimensioni che aveva fare il passivo era ideale. Bagnato bene il suo culetto, Antonio si mette a 90, io indosso un profilattico e mi riempio il cazzo di bagnoschiuma, così come il suo buco.
Entro dolcemente, il buco non era così stretto e impenetrabile, così con un urlo, Antonio si ritrova il mio canzone dentro di sè. Inizio a scoparlo con dolcezza ma quel culo era troppo eccitante per me e sembrava davvero voglioso quindi mi faccio prendere dall’eccitazione e vado più veloce e con più violenza. Antonio gridava, provava dolore ma io non riuscivo a smettere, quando lo sento gridare “scopami, sbattimelo tutto, AAH!”. Rasserenato dal fatto che quel dolore che Antonio provava era un piacere per lui, non mi fermo e gli faccio sentire tutto il mio cazzo che gli deformava l’intestino, i miei coglioni sbattevano con forza sul suo culo enorme. Antonio chiede pietà e mi chiede di fermarmi anche se poi mi ringrazia per il piacere che gli ho procurato finora, voglioso di continuare ad ospitarmi dentro. Si gira e si stende di schiena a terra, io gli salto addosso e ci baciamo a lungo, poi gli alzo le gambe e gli posiziono i piedi sul mio petto ricominciando a penetrarlo; questa volta cerco di possederlo con più calma, ora ci fissiamo negli occhi e ci baciamo mentre il mio uccello entra ed esce dal suo buco squarciato. Gli bacio anche i piedi perfetti che aveva continuando a premere con calma ma decisione, fino a quando Antonio libera un marea di sperma schizzando ovunque, sulla mia faccia, sulla sua, sui nostri corpi che si uniscono spalmando il suo seme tra noi due. In quell’istante gridò così forte che avevo paura che ci scoprissero, potevo empaticamente godere insieme a lui e infatti le sue grida mi fecero eccitare ancora di più tanto da venire poco dopo di lui. Estraggo il pisello dalle sue budella, mi avvicino alla sua faccia e mi tolgo il preservativo facendo gocciolare sulla sua bocca il mio seme, che Antonio cercava con la lingua come fosse nettare; poi con la mia lingua anche io raccolgo il suo succo dal suo addome portandolo alla sua bocca e unendo i nostri semi con le nostre lingue ci baciamo appassionatamente.
Quell’esperienza fu talmente bella, forte e inaspettata che io e Antonio decidemmo di uscire insieme.
Ora stiamo insieme da un anno e ci amiamo.

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