Natale in famiglia by LupoArtico [Vietato ai minori]




Ho sempre passato le vacanze di Natale in maniera piuttosto deludente per questo non ero mai molto felice quando arrivavano.

La mia famiglia era solita andare a casa dei miei zii all’altro capo della Sicilia, a circa tre ore di macchina ; a parte la noia del viaggio, la città era piuttosto piccola, e io non avevo amici e non c’era molto da fare. Lì c’era anche mio cugino della stessa mia età, ma eravamo tipi estremamente diversi e così a me non piaceva la sua compagnia, e a lui la mia.

Mio cugino Roberto aveva una sorella, Milena verso la quale ero sempre stato attratto ed era uno dei pochi motivi che riuscivano ad allietare quel mio soggiorno forzato. Era davvero una gran bella figliola: ventiduenne, alta, bionda, seni forse un po’ piccoli ma corpo veramente ben modellato.

Il carattere lasciava un po’ a desiderare, infatti era piuttosto altezzosa e a volte perfino fredda nei miei confronti (forse perché aveva capito i miei appetiti nei suoi confronti e non voleva lasciarmi spazio per farmi strane idee). Quando ero più piccolo spesso la spiavo e per ben due volte riuscii a vederla totalmente nuda mentre si asciugava i capelli dopo essersi fatta la doccia; da quel giorno mi innamorai di quel corpo e giurai a me stesso che un giorno l’avrei fatto mio.

Se non si vedevano a Natale, la mia famiglia e quella di Milena non si vedevano per un anno intero e, avendo saltato l’appuntamento del Natale scorso, quello di quest’anno sarebbe stato il primo incontro dopo ben due anni. In questo tempo io feci sport, palestra e altre attività e riuscii a migliorarmi sensibilmente trasformando un corpo grassottello e poco muscoloso com’era due anni fa, in un corpo ben fatto e interessante dal punto di vista femminile.

Finalmente era arrivato il fatidico giorno della partenza, ed io ero in un misto di eccitazione e noia (a dire il vero la noia prevaleva nettamente). Preparati i bagagli, ci mettemmo in macchina e arrivammo destinazione appena in tempo per il pranzo.

Appena arrivati fummo accolti calorosamente da tutti mentre Milena era in disparte e si limitò a salutare con un gesto della mano continuando a mostrare la sua demoralizzante freddezza. Allora io preso di coraggio mi avvicinai a lei e la abbracciai con forza approfittando del tocco morbido dei suoi seni sul mio petto. Lei fece un sorrisino di circostanza e mi diede un bacetto delicato sulla guancia e subito si allontanò indispettita.

La giornata passò serenamente e alla sera io salii nell’appartamento al piano di sopra dove mia nonna materna ospitava me e i miei. L’indomani era la vigilia di Natale. Mi risvegliai la mattina e trovai a fianco del mio letto un biglietto “Stiamo uscendo tutti a vedere la mostra di artigianato, Roberto è uscito con i suoi amici; fatti bello perché a pranzo viene zio Andrea (te lo ricordi ?). Ci vediamo dopo. Mamma.”

Letto questo mi spogliai e andai a farmi una doccia. Proprio mentre stavo uscendo dal piatto, ancora bagnato, in cerca dell’accappatoio, entrò di scatto Milena senza accorgersi della mia presenza. Io rimasi pietrificato e sconvolto. Lei si girò verso il lavandino cercando qualcosa nei cassetti lì vicino e mormorando: “Ma dove diavolo…”

Alzato lo sguardo mi vide finalmente attraverso lo specchio, rimase un attimo in dubbio, poi si girò verso di me per essere sicura che non fosse una allucinazione e mi vide, completamente nudo con il cazzo che dava i primi cenni di eccitazione ; allora lei tutta rossa in faccia sussurrò: “Scusa…” e corse via.

Mi lavai la faccia una decina di volte cercando di non pensarci, mi rivestii e dopo circa un’ora era ora di pranzo, arrivarono tutti, compreso quello zio Andrea che io avrei dovuto conoscere. Mangiammo tutti insieme scherzando e parlando dei soliti luoghi comuni ; io nel frattempo cercavo di incrociare lo sguardo di Milena per capire ciò che le passava per la mente, ma ogni volta che mi guardava tornava ad essere tutta rossa e sfuggiva al mio sguardo.

La giornata passò evitando di ricordare quell’evento ed arrivò la tanto attesa notte di Natale. I regali furono scartati ed io regalai a Milena il classico portagioie mentre lei mi regalò la classica penna. Il giorno successivo l’atmosfera sembrò quietarsi e così andai da lei per tentare di chiedere scusa. Arrivai alla sua camera e bussai:

“Milena, sono Giuseppe, posso entrare ?”, e lei “Si, entra pure”.

Stranamente notai una voce più calda e amichevole del solito e appena entrai la vidi coperta da una sottile vestaglietta che lasciava intravedere la sua biancheria di pizzo ; cercai di non farci caso, anche se il mio cazzo tornava a drizzarsi lentamente, e dissi : “Ehm… ti volevo chiedere scusa per ieri, pensavo non ci fosse nessuno e così…”.

Lei ribatté : “Beh… non mi sembri poi tanto pentito” e puntò il gonfiore nei pantaloni ” e comunque dovrei essere io a chiedere scusa… ma tutto sommato non mi pento di aver visto ciò che ho visto, in fondo era piacevole!”.

Io rimasi pietrificato da quelle parole mentre lei si avvicinava muovendosi sensualmente. Arrivata accanto a me, mise una mano sul mio pube e cominciò a slacciarmi i pantaloni mentre diceva “Non ti ricordavo così ben fatto, sei migliorato tantissimo!”.

A quel punto io mi sbloccai, con una mano la abbracciai, con l’altra chiusi a chiave la porta e con la lingua cominciai a sondare la sua bocca che non dava cenni di disappunto. Lei nel frattempo aveva già uscito del tutto il mio arnese e cominciava a massaggiarlo delicatamente così come la mia mano sinistra massaggiava le sue chiappe giù fino all’apertura della fica.

Allora lei si staccò e si sedette sul bordo del letto, riprese il mio cazzo in mano e senza perdere tempo lo cominciò a inumidire con la punta della lingua ; prima solo la cappella, poi i coglioni, poi finalmente se lo infilò di botto nella sua bocca e mentre era all’interno, senza estrarlo, continuava a titillarlo con la lingua.

A questo punto io le presi la testa e cominciai a muovermi avanti e indietro scopandola nella bocca. Lei mugolava di piacere mentre l’indice della sua mano sinistra entrava fra le sue accoglienti piccole labbra e il pollice, rimasto fuori giocava col clitoride. Dopo qualche minuto di quel simpatico gioco cominciai ad avvertire il tremito dell’orgasmo imminente ed esclamai

“Milena… sto per venire!”.

Pensai che avrebbe estratto il mio pene dalla sua bocca invece continuava ad agitarsi con maggiore foga, finché io non resistetti e le scaricai il mio succo che lei bevve con gioia.

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