Nascita di un dominatore by Notorius [Vietato ai minori]




Come si evince dal sommario, se faccio una panoramica della mia vita, penso che questo episodio del tutto vero sia stato quello che ha creato i presupposti che anno dopo anno mi hanno portato ad essere quello che sono oggi. Un dominatore elegante e porco.

Ho sempre amato lo sport. In passato sono stato per un paio d’anni classificato nel tennis. La mia muscolatura ancora oggi tonica è il frutto di quegli anni e di quello che pratico ancora oggi con l’aggiunta di piscina e lunghe camminate. Amo tutto quello che sprigiona libertà, amo sentire il mio fisico sudato che rinasce dopo una doccia fredda.

Questa è una storia vera nata da un episodio sfortunato e doloroso. Qualche anno, o meglio parecchi anni fa abusai del mio corpo. In vacanza mi sentivo bene, accettavo inviti da chiunque per partite a tennis davanti a gente appassionata, che desidera solo veder giocar bene. Dopo un mese intenso in cui non avevo ascoltato alcuni segnali del mio corpo, una mattina durante una partita la clavicola esce dalla sua sede naturale. Lussazione di primo grado, assai dolorosa. Per fortuna da non operare, a patto di una corposa rieducazione dopo un mese di toraco, bendaggio rigido tipo gesso.

Tornato a casa cerco e trovo una fisioterapista, tra l’altro consigliata da un amico di mio padre. Il lunedì successivo mi presento per il primo appuntamento.
Riceve ed assiste in casa, un bell’appartamento semicentrale di Milano.
Il suo studio si compone di una scrivania in mogano con tre sedie, libreria professionale, lettino con a fianco porta pesi e relativi attrezzi, parete a specchio e una piccola stanza adibita a spogliatoio.

Paola, 31 anni, mora, piccolina, fisico minuto, ma seno generoso, abbronzata come molte donne a settembre, camice bianco professionale quel giorno chiuso completamente.

Mi fa accomodare e dopo averle spiegato il motivo della mia visita la sento esclamare:

“Finalmente un bel giovane su cui lavorare, scusa l’entusiasmo, ma qui transitano solo anziani con periartriti, infiammazioni varie; non molto coinvolgenti”

Passiamo tutta la prima visita a concordare il piano dei 10 incontri rieducativi e all’illustrazione di tutti gli esercizi che da solo a casa e con lei in studio dovrei fare.

Il giovedì arriva presto e durante quel secondo incontro aumenta anche la nostra confidenza avendo oltretutto tempo per dialogare mentre eseguo gli esercizi da lei impartiti.

Mi chiede se ho la ragazza e senza saperlo apre una ferita ancora non totalmente rimarginata in quanto una storia importante era finita proprio a giugno per il trasferimento a Napoli della famiglia della mia ex causa il lavoro del padre.

“Mi dispiace, scusa se te l’ho chiesto, è stato un rapporto importante quindi”
“Ti dico solo che siamo stati 3 anni assieme. A novembre abbiamo appreso del trasferimento e lei, pur sapendo che ci saremmo lasciati, a gennaio di ritorno dalle vacanze di Natale ha voluto io fossi il suo primo uomo. Avevamo avuto in precedenza episodi di petting spinto e altro, ma non ancora un vero e proprio rapporto mentre da quella prima volta nasce un’intesa sessuale molto forte che ha aumentato i rimpianti del distacco”

“Caspita mi dispiace e con il sesso … come fai?” guardandomi maliziosa in attesa della risposta

“Da giugno sono tornato ai vecchi espedienti di noi maschietti… come puoi immaginare… in montagna un paio di ragazze mi hanno fatto il filo, ma il suo ricordo era ancora troppo vivo in me, quindi non ho dato seguito alla cosa” Di rimando le chiedo

“Se non sono troppo indiscreto tu sei impegnata?”
“Figurati, ne parlo volentieri. Sono fidanzata da 6 anni con un neo dottore in giurisprudenza. Abbiamo aspettato apposta che passasse l’esame di stato e a marzo ci sposiamo. Vista la mia età vorrei poi un figlio e anche lui è d accordo”

Mentre parla del suo futuro, gira intorno alla scrivania e si siede su una delle poltrone per i clienti rivolta verso di me.

Noto che il camice ha un solo bottone slacciato in basso e quindi lo spacco risulta assai limitato, ma lo stesso terribilmente sexy.

Vuoi i miei vent’anni, l’essere lei una bella donna, l’astinenza di mesi, immediatamente mi eccito. Il mio cazzo duro come il marmo. Dovete sapere che svolgevo gli esercizi solo con un leggero bermuda in cotone tipo jogging, a torso nudo per permettere a lei di vedere la spalla lavorare.

In quel momento seduto sul lettino, stavo facendo esercizi di rotazione della clavicola
Uno avanti, uno indietro, due avanti, due indietro e così via fino a dieci.

Mi vergognavo, ma essendo scuro di carnagione, una sorta di abbronzatura naturale permanente, sapevo che il mio volto non tradiva rossore e ho sperato quindi che non se ne accorgesse.
La visita difatti termina tranquilla, prima di andare via Paola mi chiede se dalla volta successiva avessi potuto venire verso le 19, ultimo dei suoi appuntamenti cosi avremmo potuto sforare se necessario.

Passai un weekend tranquillo con i miei amici e quel momento fu del tutto dimenticato
Il lunedì dopo mi presentai per la terza seduta.

“Ciao Paola tutto bene il weekend?, immagino sarai stanca a fine giornata”
“Weekend tranquillo, al contrario sono in forma, vedi di esserlo… anche tu”

Non capii al momento il senso di quelle parole e di quell’intercalare così con un poco di presunzione risposi:
“tranquilla, io sono sempre in formissima”
“vedremo, vedremo” fece di rimando lei mentre scriveva su un registro.

Eseguo con lei un primo esercizio di spinta e noto che il camice questa volta ha due bottoni in alto slacciati, ma preso dallo sforzo e dalla concentrazione per non sentire dolore, non ci faccio più di tanto caso anche se il suo reggiseno nero è ben evidente quando si piega verso di me.

Poi mi intima di passare all’esercizio di rotazione. Era sua abitudine cambiava sempre la successione degli esercizi per rendere meno noiosa la seduta.

Mentre inizio, si siede come la volta prima davanti a me.
Accavalla le gambe, questa volta lo spacco è assai più erotico essendo diversi i bottoni slacciati e a renderlo più sensuale sono delle scarpe nere a tacco alto mentre le volte precedenti si era sempre presentata con le ballerine.

Potete immaginare la mia reazione.
Tirava da impazzire e la mia speranza era la stessa anche in quell’occasione, cioè che tutto passasse sotto traccia.
Eseguo l’esercizio per alcuni istanti, vedo che il suo sguardo si sposta e si ferma sui miei bermuda, si morde un labbro dopo averlo umettato.

“Mi pare che tu non sia del tutto… rilassato”
“Scusami Paola, non so che cosa mi stia accadendo oggi”
“In realtà anche giovedì scorso non mi sembravi del tutto… tranquillo; comunque non preoccuparti, non c è problema, ora stenditi”

Ti prego Paola, non farmi questo, fammi fare un altro esercizio”
“Shhh silenzio, lo sai che decido io le sequenze”

Avevo parlato cosi in quanto stendendomi, il mio cazzo duro sotto i bermuda sarebbe stato del tutto visibile e mi vergognavo del mio stato.
La vedo alzarsi e posizionarsi in piedi al mio fianco.
Avevo le braccia a penzoloni perché di solito in quell’esercizio dovevo prendere la sua mano a pugno e spingerla verso l’alto con il braccio mentre lei faceva di volta in volta resistenza, si chiama potenziamento settoriale.

“Le tue gambe muscolose mi sono piaciute fin dall’ inizio”

Nel parlare, accarezza le mie gambe prima e le mie cosce, salendo lentamente.

“Ma di te mi piace anche qualcos’altro”

La sua mano impugna il mio cazzo da sopra il tessuto, lo accarezza a lungo, percorrendolo in tutta la sua lunghezza.

“mmmh come sei duro, ti faccio quest’effetto?”

Non rispondo, un po’ perché bloccato un po’ perché la risposta sarebbe stata scontata.
La porca prende a segarlo lentamente sempre da sopra il tessuto mentre l’altra mano accarezza il mio petto.

Ero bloccato e stranito. La differenza di età. I suoi discorsi sul prossimo matrimonio e la sua fedeltà contrastavano con quello che stava accadendo.
Capisco in colpevole ritardo che non era uno scherzo quando, abbassati i bermuda, piegandosi in avanti sento le sue labbra carnose avvolgere la mia asta rigida..

Allora di colpo mi sveglio e reagisco.
Fletto il mio braccio a penzoloni e con la mano salgo lentamente lungo la sua gamba fino ad entrare sotto il bordo del camice.
Arrivo veloce al suo culo e lo palpo con forza, prima da sopra il tessuto, poi dopo aver tirato il perizoma più volte verso l’alto per farlo diventare una lama di tessuto nella figa strappandole i primi mugolii, a palmo pieno direttamente sulla pelle nuda.

Al primo contatto si blocca un attimo, forse non si aspettava la mia reazione.
Poi riprende a succhiarmi il cazzo come se non vedesse un cazzo da tempo.

Arrivo alla figa sentendo il tessuto bagnato, si stava eccitando la porca.
In quell’attimo si ferma fissandomi negli occhi.

“Se sto facendo qualcosa di sbagliato dimmelo ora, oppure non dirmelo più”

Penso che in quell’attimo nasce il porco e il dominatore che sono oggi in quanto tutto cambia tra di noi.

Porto la mia mano alla sua nuca, la spingo con forza verso il mio cazzo.
“Hai una bocca da succhiacazzi, usala troia”
Riprende con un vigore ancor più accentuato.

“Ti piace succhiare eh puttana?”
“mmmh aaagh mmmmh ss.. ii”

Le abbasso a fatica il perizoma e dopo aver più volte percorso con le mani le sue labbra:

“Sei fradicia zoccola”

Le infilo due dita nella figa e iniziando a stantuffarla sempre più velocemente.

“cc….osi giov….giovane…gggià un por…co sei”
“succhia che non vedo l’ora di scoparti per bene”

Dopo qualche istante la prendo per i capelli e la costringo ad abbandonare il mio membro
Mi alzo, la spingo contro la parete.
Avevo il suo bellissimo culo che spingendosi indietro cercava il mio cazzo
Con la mano lo passo lungo tutto il solco, ha le gambe che tremano.

Intanto le bacio il collo ed i lobi. Impazzisce nell’essere usata in questo modo.

“Lo sa quel cornuto del tuo prossimo marito la troia che va a sposare?”
Non risponde
Al che la schiaffeggio forte sul culo ripetendo la domanda
Nessuna reazione tranne i continui gemiti.
Altri due schiaffi ancora più forti

“mmmm n..oooo mi cre…de una brava…raga…zza e lo…sono”
“non dire stupidate… stai per essere fottuta da un ragazzino. chi sei in realtà troia?”

Si ostina a non rispondermi
Allora la prendo per i capelli, la obbligo a girarsi e la lecco a lungo sul viso e sulle labbra

“Son…o una ..troia.. la ..tua tro..ia. Ti prego sco..pami mmmm mi fa impa..zzire mmmm il tuo modo di fare”

Porto allora il mio cazzo alla sua fighetta fradicia, lo infilo per metà

“mmmmh … siii…mmmh”

Lo tolgo di colpo. Rifaccio questo per due tre volte per poi rimetterlo dentro solo appoggiato.

Mi avvicino al suo orecchio e con la voce più bassa che ho le dico.

“Scopati da sola troia… prendilo tutto con un colpo secco”

Con un movimento rotatorio lo avvolge prima a metà e poi spinge decisa indietro il suo bacino per introdurlo tutto.
Cominciamo una danza erotica molto sensuale, colpi sincopati armonici alternati a serie dure, cattive. I miei coglioni duri a sbattere contro le sue natiche. Le mani ai fianchi per aumentare la spinta delle mie gambe. Non duriamo a lungo eccitati come siamo.

“mmmh mio… d…io…veng…oo aaagh” il suo orgasmo giunge poco prima del mio
Lei si accorge che le mie gambe vibrano, allora si stacca, si gira e me lo prende in mano.

“non mm..i b..basta troi….ett..a”

Mi sorride maliziosa, accovacciandosi lentamente davanti a me
Nel momento stesso in cui la sua bocca lo introduce, il mio cazzo comincia a vibrare.

“nemm…eno..un..a gocci..a”

Porto la mano alla sua nuca spingendola contro di me, non è necessario
Capisco subito che non ne avrebbe persa una.

Rimaniamo abbracciati in silenzio per alcuni istanti, poi lei mi dice

“Siediti ti devo una spiegazione”

Ne nacque un rapporto che in pratica l’accompagnò fin quasi al matrimonio. Un rapporto in cui per la prima volta riuscii a plagiare la mente di una donna sulle mie fantasie e perversioni. Eccitante per il fatto che lei era sveglia ed intelligente, ma soprattutto davvero la classica brava ragazza fidanzata che stava per divenire la mogliettina tutto casa e lavoro. Una donna appagata e felice del suo status fino a quando non incontra…un detonatore… che fa scoppiare dentro di lei quello che da troppo tempo forse era inconsciamente soffocato.

Ma questa è un’altra storia fatta di episodi che ancora adesso mi eccitano da matti, magari se interessa, in futuro ne racconterò qualcuno.
Grazie per avermi letto. Spero per qualche minuto di avervi eccitato. Io lo sono ancora adesso….

notorius47@yahoo.it

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