Morgana -Seconda pergamena- by Viktorie [Vietato ai minori]




“Ah! Puttana!”

Asia saltellò su una gamba sola, imprecando contro uno dei volumi che le erano caduti sul piede mentre passava accuratamente l’aspirapolvere sulla libreria. Non era proprio un’attività spassosa, ma ogni tanto andava fatto, in quella casa così piena di libri che tendevano a creare coltivazioni di pulviscolo.
“Ok, per oggi basta, vaffanculo!” sbuffò la bionda, rimettendo in ordine i libri, spegnendo l’aspirapolvere e trovando subito più interesse nell’andare in cucina a farsi un bicchiere di latte con qualche biscotto. D’accordo, numerosi biscotti. Più o meno, tutto quello che rimaneva delle sue scorte alimentari fino a sera, quando sarebbe tornata a casa sua per le vacanze estive.
Spulciò sullo smartphone la lista delle cose da fare e sistemare.
Bagnare le piante… Impostare il timer del rubinetto del terrazzo per farlo… chiudere il gas… frigorifero sul minimo…

Sembrava tutto sistemato, almeno tutto quello che poteva fare per lasciare la casa vuota con una certa tranquillità, sperando che Marco, ad un eventuale ritorno a casa imprevisto, non lasciasse poi porte e finestre spalancati.
Asia sorrise, scrivendo al suo coinquilino: “tutto a posto, spengo anche il frigorifero!”
Il ragazzo rispose con un pollice in su. Chiudendo la conversazione, la biondina si mise a cestinare alcuni dialoghi avuti sul telefonino.
Non c’era bisogno di tenere in memoria due messaggi della sua compagna di corso sulle pagine da studiare per un esame già passato, un link ad un filmato idiota… I nomi e le parole scorrevano sotto il pollice affusolato di Asia, portandola indietro nelle settimane e nei mesi.

“Stai tranquilla.”
Il messaggio di quella conversazione le balzò all’occhio dopo settimane. L’aveva letto e riletto mille volte da quando lo aveva ricevuto, mesi prima, ma anche il programma, e Marco, confermavano.
Era l’ultima cosa che le aveva scritto Morgana, giorni prima di andarsene. Da allora, nessun segnale. Dovunque fosse, non era certo in dotazione del telefono, e un piccolo timore attraversò la mente di Asia, subito scacciato da una certa razionale irritazione. Dovunque fosse Morgana, se la sapeva cavare, non faceva altro che ribadirlo tutti i giorni, e la biondina non si era scordata della sensazione di essere presa per i fondelli da lei. Asia chiuse la porta di casa con tutte le serrature possibili e immaginabili, salutò la portinaia una volta saltellata fuori dall’ascensore trascinando la pesante valigia, e si gettò nel caos della Grande Città verso la sua vecchia stazione, senza pensare a Morgana, alla Morrígan, e a tutte queste cose, fino a che non mise il culetto snello e sodo sulla sua poltrona. Sfortunatamente, come sempre accade, la sensazione di potersi godere un po’ di spazio svanì all’ultimo secondo ad opera di altri tre viaggiatori nello stesso gruppo di posti.
“Sempre all’ultimo, sempre!” sospirò mentalmente la biondina, prendendo nota dei suoi compagni di viaggio, e stabilendone come sempre le capitava in caso di lunghi viaggi, un indice di “pericolosità”:

Un corpulento signore che sembrava piuttosto preso dallo sbrigare alcune faccende di lavoro sul treno per non portarsele a casa: livello di disturbo possibile da 1 a 10… 4, se non avesse dovuto cominciare a telefonare avrebbe pensato a liberarsi delle incombenze tra fogli e computer portatile.

Un possibile trentenne con uno smartphone: livello di disturbo possibile, 7. La vicinanza di età poteva portarlo a chiacchierare con Asia, il che sarebbe stato un 8,5, ma contemporaneamente avrebbe fornito forse una piacevolezza al dialogo, il che abbassava il grado.

Il vero rischio era la signora 60enne che sbuffava ansiosa già da quando si era aperta la porta, il passeggero capace di attaccare bottone, lamentarsi, infastidire, rumoreggiare, con chiunque e senza alcuna remora, un 10 su 10 quasi certo, e proprio di fianco a lei!

La mente di Asia cominciò ad elaborare dei piani di fuga, mentre sorrideva di circostanza alla signora che si lamentava del caldo e dell’auspicata aria condizionata in funzione. Piano di fuga! Piano di fuga! Evacuare! Evacuare!
L’allarme le risuonava nella testa mentre istintivamente infilava la mano nella borsa e ne tirava fuori un libro. “The Great Queens: Irish Goddesses from the Morrígan to Cathleen Ní Houlihan”. A botta sicura, qualcosa che non avrebbe dato nessun modo allapasseggera di attaccare bottone, avrebbe smorzato ogni parola sulle labbra della signora.
Così come stava facendo con quelle di Asia, che non ricordava minimamente di aver messo in borsa quel libro. Stava, sì, dando un’occhiata ai possedimenti letterari di Morgana, ma non tanto da portarsene dietro uno.
“Se lo rovino mi ammazza” pensò la bionda, che per evitare sguardi della signora, aprì il volume e si immerse nella lettura per un’oretta buona, prima che la monotonia del viaggio, scandita dal ritmico rumoreggiare delle dita del corpulento signore, le facesse chiudere il libro e scivolare nel sonno con un sorriso sulle labbra…

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