Michela by Quasar [Vietato ai minori]




Michela di Quasar New!

Alessandro aveva 20 anni e, fino ad allora, non era mai stato con una donna. Peggio, non aveva mai neanche baciato una donna. La sua timidezza estrema gli impediva qualsiasi contatto con l’altro sesso, a cui appariva di solito come un essere un po’ bizzarro e imbranato.
Ma Alessandro non sognava altro che fare l’amore con una ragazza. Negli anni si era costruito un mondo di fantasie, di sensazioni immaginarie potenti e fantastiche, di donne bellissime che gli facevano cose indicibili ed eccitanti. E, di tanto in tanto, stimolava queste fantasie con internet e le sue immense possibilità di chat, video e racconti erotici.
Michela era un’amica della sorella di Alessandro. Ormai ventenne, aveva lo stesso problema: verso i ragazzi si sentiva completamente bloccata, e appena gli sembrava che qualcuno avesse delle mire su di lei, si chiudeva in imbarazzati silenzi o ostili e acidi commenti, spesso ingiustificati. Le dava fastidio la sola idea che un uomo avesse pensieri osceni su di lei, e, santo cielo, eccome se ne avevano! Lei se ne accorgeva sempre.
Anni prima aveva creduto ad alcuni di questi commenti ed era stata a letto con un tizio che, con goffo e maldestro, le aveva preso la verginità senza grandi attenzioni e poi era sparito. Da allora, si era regolata di conseguenza.
Eppure, anche se i suoi occhiali spessi, la sua pettinatura ordinata e i suoi vestiti larghi cercavano di mascherarlo, Michela aveva un corpo che avrebbe fatto invidia a molte sue coetanee. Snello e sinuoso, aveva i suoi punti forti in un seno perfetto con una terza abbondante, gambe meravigliose (ma sempre coperte da lunghe gonne o pantaloni) e un sedere a mandolino che avrebbe fatto eccitare un santo, se solo avesse potuto vederlo.
Di sera, nel suo letto, spesso Michela cedeva alle sue fantasie, che spesso occupavano la sua mente, e le sue dita tormentavano il suo sesso fino alle convulsioni del piacere, che soffocava nel cuscino per non farsi sentire dai genitori, con i quali viveva. Desiderava follemente il tocco di un uomo, ma doveva essere qualcuno che non la infastidisse con le solite attenzioni morbose. Facile a dirsi!
In quei giorni, Michela dormiva a casa di Alessandro, perchè abitava lontano e la sorella del ragazzo l’aveva ospitata per un breve periodo di vacanza. Tra i due non c’era praticamente stato dialogo, entrambi sembravano imbarazzati al solo vedersi. Insomma era tutto nella norma.
Quella sera, la sorella di Alessandro era dovuta uscire con i genitori per un impegno con dei conoscenti, e Michela era rimasta in casa con Alessandro, il quale si era subito chiuso nella sua camera ed aveva acceso il pc, finendo rapidamente su youporn. Aveva bisogno di distrarsi, quella sera.
Michela era nel letto, che studiava nella camera accanto, in pigiama. All’improvviso il suo evidenziatore giallo finì l’inchiostro. Accidenti, doveva trovarne un altro, non poteva studiare senza. Si alzò e rovistò nei cassetti, ma trovò solo matite o penne. Non andavano bene, lei era abituata con l’evidenziatore.
Si ricordò che Alessandro ne aveva uno, così decise di andare da lui e chiedergli se poteva averlo in prestito. Doveva finire il capitolo quella sera, assolutamente. D’altra parte Alessandro doveva essere sveglio, perchè da sotto la sua porta filtrava una luce fioca e sentiva che di tanto in tanto scriveva qualcosa al computer: probabilmente stava studiando anche lui.
“Ciao Alessandro, scusa il disturb…” stava dicendo aprendo la porta della stanza del ragazzo. Le mancò il fiato quando vide la scena. Il ragazzo aveva solo la maglietta del pigiama ed era seduto davanti al pc, dove scorrevano immagini di una coppia nuda in una doccia, intenta ad insaponarsi le parti intime.
Ma quello che attirò lo sguardo della ragaza fu il pene del ragazzo, che, stretto nella sua mano, svettava fieramente rivelando dimensioni ragguardevoli. Alessandro, sentendo entrare la ragazza, sobbalzò e cercò invano di coprirsi con le mani, ma era inutile.”Ehi, ma non si bussa??” si lamentò, colto in flagranza.
Michela era colpita. Forse Alessandro era come lei, in un certo senso. Desiderava una donna, ma non riusciva. Questo pensiero la sospinse dentro la stanza. “Sì, scusa, avrei dovuto bussare. Che facevi?” chiese con tono innocente mentre Alessandro accavallava le gambe cercando di coprire l’erezione con la maglietta.
“Niente, navigavo in internet”, farfugliò Alessandro chiudendo il sito che stava guardando. Michela si avvicinò ancora. Sentiva il suo cuore accelerare, non pensava a niente, voleva soltanto scoprire di più su quel ragazzo.
“Senti, lo so cosa stavi guardando” gli disse seria “Ma non ti preoccupare, ti capisco”, disse a bassa voce. Ormai era talmente vicina che poteva toccarlo. Allungò una mano e lo sfiorò sulla spalla. Alessandrò si irrigidì: era chiaro che Michela aveva visto il suo pene eretto, era lì che premeva sotto la maglietta e la forma era inequivocabile.
“Mi capisci? In che senso?” chiese quasi piangendo Alessandro. Lei gli prese una mano, e sollevandola fece ritrarre la maglietta del ragazzo. La sua lunga asta balzò in avanti ergendosi prepotente sotto gli occhi di Michela. Lei proseguì come se non avesse visto niente: “Ti capisco perchè anch’io mi tocco, ogni tanto. E’ così difficile avere a che fare con gli uomini!” disse sentendosi arrossire mentre lo diceva, e mentre ammirava quel membro duro e dritto.
“M-Michela… Io…” balbettò lui. “Shhhh” soffiò lei, “Dimmi, sei mai stato con una ragazza?” chiese sottovoce. “No”, rispose lui guardando in basso. Lei sorrise timidamente e lo baciò sulla guancia. Fu come una scossa elettrica, Alessandro sobbalzò. Michela si inginocchiò davanti a lui, con il viso proprio davanti al suo uccello rigido.
“Senti, posso toccarlo? E’ molto bello…” chiese lei. “Ehm… sì… ” balbettò lui. Michela alzò una mano e sfiorò con un dito la virilità fremente di Alessandro, che tremò al tocco. Era il primo tocco di donna sul suo sesso, ed era magnifico sentirlo.
Michela lo strinse tra il pollice e l’indice, e mosse le dita verso il basso, scoprendo totalmente il glande gonfio, per poi tornare su, e poi ancora giù, fermandosi e lasciandolo scoperto. Una goccia fece capolino dalla sottile fessura sulla punta. Alessandro chiuse gli occhi, gli sembrava di sognare.
Lei osservava estasiata le reazioni del ragazzo al suo tocco. Era proprio quello che aveva sempre fantasticato, dare piacere a un uomo che non aveva cercato di scoparsela in tutti i modi. E per di più lei, per lui, era la prima. Si sentiva eccitata da morire, sapeva di essere bagnata come mai prima.
Avvicinò il viso al pene che teneva tra le dita e lo baciò lungo l’asta. Alessandro gemette. Poi passò la lingua sul glande, leccando i suoi umori e assaporando il sospiro di piacere del ragazzo. Baciò la cappella violacea, prima rapidamente, poi soffermandosi più a lungo e toccandola con la lingua. Aveva un buon sapore.
Aprì le labbra e abbassò leggermente la testa sul pene, prendendo in bocca tutta la cappella mentre la sua lingua la accarezzava. Alessandro tremava, il suo pene era talmente duro che quasi gli doleva. E le sensazioni che dalla sua punta arrivavano in tutto il corpo non le avrebbe mai dimenticate.
Michela riprese un lento movimento in su e in giù con due dita, mentre con la bocca torturava il glande. “Michela smetti ti prego… ” gemette lui. Lei alzò gli occhi e vide il piacere sul viso di Alessandro. Si sentiva lussuriosa. Si staccò dal suo uccello con un’ultimo bacio sulla punta, poi si sfilò i pantaloni del pigiama e le mutandine.
“Alessandro, ti voglio così tanto… Toccami, qui… ecco, senti… sono eccitata per te, senti?” sussurrò Michela mentre guidava la mano di lui sul suo sesso bagnato e caldo. Alessandro spalancò gli occhi e vide le sue dita accarezzare il folto cespuglio di peli biondi tra le cosce della ragazza. Sentiva il suo calore, il suo profumo… come la desiderava…
Michela ansimava al suo tocco, finché non tolse la mano e si avvicinò, in piedi di fronte a lui, che rimase seduto come paralizzato. Lei gli mise le mani sulle spalle e iniziò ad abbassarsi lentamente, piegando le gambe. Arrivò ben presto a sfiorare il pene con il suo sesso. Alessandro ansimava sempre più forte, e lei pensò che doveva sbrigarsi altrimenti, probabilmente, sarebbe venuto così.
Cinse il pene con una mano e lo tenne fermo mentre si impalava lentamente, con leggeri movimenti del bacino. Arrivata in fondo, gemette. Si sentiva riempita, trafitta fino ai più intimi punti del suo corpo, e meravigliosamente bene. Iniziò a muoversi ritmicamente, su e giù, cavalcando il grosso uccello di Alessandro, che stringeva i denti non sapendo più come trattenersi dallo schizzare tutto il suo enorme piacere dentro di lei.
Anche Michela sentiva che ormai non poteva più fermare l’orgasmo, che sentiva montare inesorabilmente. I suoi movimenti erano sempre più rapidi e violenti, voleva sentirlo tutto dentro, voleva che Alessandro godesse come mai più avrebbe potuto fare, anche se il tutto era durato solo un paio di minuti. “Ale… com’è grosso…. sto per venire… aahhhh… oh sì…… vengo… vengo… aahhhhh” gemette, e a queste parole il ragazzo non potè trattenersi.
Gridò e iniziò a eiaculare violentemente dentro di lei, senza riuscire a fermarsi per lunghi secondi in cui il suo corpo non rispondeva più, ma era scosso da spasmi di piacere. Lei sentì l’uccello ingrossarsi ancora di più, pulsare dentro di lei e poi si sentì inondata dal suo liquido caldo e denso.
“Oh Alessandro… non credevo… tu sei come me!” sussurrò Michela.

Note finali:

quasar1108@hotmail.it

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