Marta, la madre e la perversione




Marta è una ragazza giovane, molto bella, alta, con la sua lunga e folta chioma scura, seno prosperoso, fianchi snelli e gambe lunghe. Devo confessare che, quando ero invitato a pranzo a casa sua, con i suoi genitori, più di una volta ho cercato di sbirciare sotto al tavolo per gustarmi lo spettacolo delle sue cosce. Solitamente era molto provocante aprendo del tutto le gambe per far vedere esplicitamente le sue mutandine magari già bagnate dei suoi umori. Anche questa sera i suoi genitori mi hanno gentilmente invitato a casa loro per una cenetta; e anche questa volta ho accettato ben volentieri il loro invito, sia per avere un po’ più di tempo con Marta (la mia fidanzata), sia per mangiare una cenetta davvero squisita. Per tutta la cena, Marta non ha fatto altro che strusciare la sua gamba tra le mie. Anche questa sera Marta voleva essere provocante.
Vedevo con chiarezza le sue mutandine intrise di umori, creando una notevole chiazza di scuro proprio in prossimità del suo forellino. Oramai il mio membro era duro e rigido come non mai. Sembrava volesse uscire dalla patta dei pantaloni e Marta se n’è accorta da quanto posso capire dal suo sguardo. I genitori non sembrano aver capito cosa stà succedendo sotto il tavolo oppure stanno fingendo molto bene. Finiamo la cena concludendo con un caffè e i suoi genitori ci congedano dal tavolo dicendoci che potevamo andare in camera di Marta per concludere la serata. Chissà cosa intendeva dire la madre di Marta con “concludere la serata”!!! Andiamo in camera sua e, appena entrati nella sua camera iniziamo con un abbraccio appassionato! Le nostre mani iniziano a farsi audaci, iniziamo ad accarezzarci, sento le sue tette abbondanti che incontrano il mio petto. Sento i suoi capezzoli che stanno diventando duri e mi viene voglia di succhiarli. Le slaccio lentamente la camicetta bianca che fa intravedere il suo reggipett Indossa un reggi bianco di pizzo. la sfioro e lei inizia ad emettere dei mugolii che mi fanno eccitare. Abbasso il reggi e libero le sue stupende tette. Adesso vedo cosa il reggi seno e la camicetta inutilmente tentavano di celare e nascondere. Sono li’ davanti a me e, sotto la luce della luna che entra delicatamente nella stanza, mi fermo a guardarle: sono bellissime. Le sue tette sono per me come delle opere d’arte. Ha due capezzoli duri e dritti come il mio pacco e le aoreole scure li circondano creando due belle coppe di champagne. Inizio a baciarla cominciando dal collo, scendo sulle sue spalle, sul suo petto, sempre piu’ giu’ fino ad arrivare a prendere in bocca un capezzolo.
Inizio a leccarlo ed a succhiarlo avidamente quasi fossi un neonato alla sua prima poppata. Lei inizia ad ansimare sempre piu’ velocemente mentre io continuo la mia opera con le sue grandi aureole. Le sta’ piacendo da matti. Intanto le mie mani continuano a scendere fino ai suoi fianchi snelli. Porta una mini abbastanza corta ed io inizio ad accarezzarle le gambe. Risalgo sempre piu’ su con delicatezza fino ad arrivare al bordo della minigonna. La solleva e risalgo ancora. Sento le mie dita che sfiorano le mutandine. Le mie mani hanno in loro potere il suo culo magnifico e continuano ad avanzare alzando anche le mutandine azzurre di pizzo e si infilano sotto. Il suo culo e’ tutto mio. Lo accarezzo, lo stringo, lo palpo da una parte all’altra. Le mie mani intanto arrivano al solco iniziando a scorrerlo sempre piu’ in basso fino ad arrivare al buchetto, ma non e’ quello che voglio e quindi continuo arrivano fino alla sua peluria. Due dita si intrufolano tra la sua peluria, ci fu un momento di pausa, poi scivolarono dentro lei. E’ stupenda e sento che e’ tutta bagnata per l’eccitazione. Inizio ad accarezzarla sempre piu’ forte, sempre di piu’. Le mie mani sembrano impazzite e continuano a muoversi. Intanto io continuo a succhiare i suoi capezzoli. Le abbasso la mini e le mutandine azzurre. Ora è completamente nuda come la mamma l’ha fatta. Ad un certo punto pero’, lei mi ferma. Mi dice “NO”, “NON ORA”, TI SEI DIVERTITO TROPPO TU, TERMINIAMO”, “ma se vuoi…” facendomi un sorriso intrigante, “posso coccolare un po’ lui” fissando con gli occhi il mio basso ventre. Come posso resistere ad uno sguardo del genere??? E’ impossibile. Rimango ammutolito e mi scosto un po’ da lei che si abbassa ed inizia a slacciarmi i pantaloni. Pian piano questi scendono fino alle caviglie subito seguiti dalle miei mutande. Sembra avere una voglia irrefrenabile. Mi alza la maglietta ed inizia a leccarmi le tettine. Sono tutto un fremito. Anche i miei capezzoli, seppur piccoli, si stanno indurendo. Lei inizia a mordicchiarmi; ogni morso una fitta di sensazioni che mi scorrono per tutto il corpo fino a farmi venire i brividi, poi pian piano si abbassa sempre di piu’. Inizia a leccarmi ai lati del mio LUI e poi, pian piano, girandogli attorno per un tempo che sembra infinito. Si solleva, si stacca da me e mi lascia in balia dell’aria fresca sul mio corpo umido ma rimane lontana pochissimo, sento che sta’ iniziando a succhiarmi. E’ stupendo, posso dire di non aver mai avuto nessuno che mi abbia fatto un pompino, perche’ le altre erano niente in confronto.
Lei invece mi stava portando all’estasi e non mi mancava molto a venire. Siamo completamente nudi, in mezzo alla sua stanza, mentre la luce della luna accarezza i nostri corpi. “E’ meglio terminare ora. I miei genitori sono a pochi metri da noi ed è da tanto che non ci facciamo vedere”.
Incominciamo a rivestirci piano piano tra una carezza e l’altra. Aiuto Marta a mettersi il reggipetto stringendola da dietro. SENTIAMO UN RUMORE IMPROVVISO. Tutto ad un tratto, entra la madre di Marta che ci coglie infragranti semi-nudi in mezzo alla camera. L’imbarazzo è grande ma la madre di Marta non sembra essere scandalizzata ne tantomeno incollerita per la visione. Si avvicina lentamente a noi due mentre rimaniamo abbracciati immobili. Si mette dietro di me e non riesco a vederla ma non voglio nemmeno spostarmi da questa posizione per non mettere Marta in imbarazzo! Passa la sua mano tra Marta e me come se volesse staccare i nostri due corpi. Marta si allontana lentamente da me mentre sua madre passa a palparmi il pacco tra le gambe. Rimango quasi pietrificato dal suo gesto ma non voglio darlo a vedere a Marta dato che non ha assistito al gesto della madre. “Potevate fare più velocemente. A quest’ora io lo avrei già spogliato completamente e avrei già dato assaporato la sua virilità” “Porto tuo padre fuori casa così potrete fare ciò che volete. Mi raccomando però, non voglio diventare nonna per il momento” Esce dalla camera chiudendo accuratamente la porta. Riapre bruscamente la porta. “Non sei messo affatto male li sotto” Esce e se ne va con il marito ed il figlio. Marta si mette subito a ridere per il gesto e le parole della madre mentre io rimango basito da tutto questo. Lascia cadere il suo reggipetto a terra e mi fa cadere sul suo letto. “Hai sentito mia madre. Siamo in ritardo per i suoi gusti!!!” Detto questo ricomincia la sua voglia irrefrenabile di sesso. Siamo nuovamente nudi ma questa volta sul suo letto. “Mi ha palpato il pacco tua madre” le dico con una voce fioca. “Ci avrei scommesso. Mia madre, non dovrei dirlo, ma è una sporcacciona. Li sento ogni tanto i miei genitori che fanno sesso sfrenato credendo che io sia già a letto.” “E questo non ti disturba?” “Perchè mi dovrebbe!!! Sono anche loro esseri umani e sicuramente lo fanno dato che io
sono quì davanti a te e visto che è nato anche mio fratello” Mi fa scendere dal letto e mi porta per mano davanti la camera dei suoi genitori. Apre e mi fa sdraiare sul letto spingendomi sul petto!
“Stai tranquillo sul letto. Ora devo fare una cosa ma torno subito. Tu chiudi gli occhi e rilassati” Eseguii gli ordini pensando a cosa aveva intenzione di fare. Sento i suoi passi che si avvicinano al letto. Mi sale a cavalcioni sopra e mi sfiora le braccia. Sto ancora con gli occhi chiusi per rilassarmi meglio mentre il mio fallo sente il suo buchino già pregno di umori. In un attimo sento del metallo che circonda i miei polsi. Riapro gli occhi e vedo attaccati ai miei polsi delle manette. “Ora non fare il furbo. D’ora in poi sei il mio shiavo” “Cosa stai dicendo?” Scende verso i miei piedi e mi blocca le caviglie con altre manette. Decido di lasciarla fare. “Ora rimani immobile ed esegui i miei ordini brutto infame” “Cosa dici Amore?” “Zitto” e così dicendo mi stringe le palle violentemente. Il dolore è forte e fitto per il suo gesto. Il mio pacco si rizza ancor di più. “Ti piace vero? Allora continuerò dato che ti piace!” Più lei mi stringeva le palle più il mio cazzo diventava duro e rosso. Tentavo con tutte le forze di non farle capire che mi piaceva per farla smettere. “Non ti eccita più?” Detto questo prese in bocca le mie palle doloranti salendo fino alla cappella. Erano i migliori pompini fatti al mio cazzo. Mi diede vari baci sulla bocca e mentre faceva questo, sentivo i suoi seni che si strusciavano sul mio sesso. Cercavo con ogni mezzo di alzare il mio bacino per sentire più forte il contatto. “Ti piace farmi una spagnola, vero? Ti accontento subito” Il mio cazzo ora era tra due grosse e formose tette. Sembrava il paradiso per il mio uccello. Prese tra le mani il suo seno e lo strinse forte facendo godere il mio pene come non mai! Era bellissima la visione della mia asta tra le sue zinne. I suoi capezzoli si stavano indurendo a vista d’occhio e Marta si era accorta che fissavo accuratamente i suoi capezzoli duri.
Si tolse da questa posizione mentre io, inutilmente, tentavo di raggiungerla con le mie mani legate al letto. “Ora girati brutto stronzo perverso” “NO, tu sei la perversa” avevo deciso di stare al suo gioco per accontentarla. “Girati ora” Mi girai come voleva lei e subito cominciò a sculacciarmi con sempre più foga sul mio povero sedere. Era oramai rosso come il fuoco e doleva abbastanza. “Smettila puttana”
“Ah, si? Puttana? E allora prenditelo nel sedere” Vidi che leccava sulla punta un grosso fallo di acciaio. Me lo pose nelle vicinanze del mio forellino e, dopo pochi istanti, lo infilò tutto dentro.
Ansimai ed emisi un piccolo gemito. Avevo ora un grosso fallo freddo che mi stava sverginando il mio buco.
Me lo tolse dopo alcuni minuti, proprio quando mi stavo abituando al freddo contatto con il fallo.
Mi slegò le mani e i piedi dalle manette. “Ora puoi prenderti la tua rivincita. Sei stato bravo!”
Ora era lei che doveva subire tutte le mie fantasie sessuali! Incomincio leccandole le gambe salendo pian piano fino ad incontrare il suo grande boschetto. Mi faccio strada con la lingua tra la sua peluria fino a raggiungere le sue grandi labbra. Entro dentro di esse raggiungendo il clitoride e succhiandolo avidamente. Le mie labbra sono oramai adiacenti al suo “grilletto” e a Marta sembrano piacere la loro posizione. “Bella puttanella. Cosa c’è? Non ti piace?” Ora è lei a subire la mia virilità. Mi rialzo e mi metto a cavalcioni su di lei. “Girati ora e non farmi arrabbiare.” La faccio mettere in posizione prona con il sedere all’aria. E’ a pecorina ed è tutta a mia disposizione. Le penetro con delicatezza la passera, cosa che lei non rifiuta per niente. Esco da lei per poi rientrare. Ogni volta che esco e rientro Marta emette dei piccoli mugolii. Ha la rosellina tenera e piccola e ciò comporta un aumento della goduria. “Mi fai morire amore. Mettimelo dentro e non tirarlo più fuori. Non sopporto che tu esca da me.” Continuo nonostante la sua supplica. Sembra impazzire.
Riesco fuori dalla sua rosellina per rientrare bruscamente e con foga dentro il suo ano. Non se l’aspettava di certo questa mia mossa. Emise un urlo forte e potente. Mi ero fatto prendere dalla passione lasciando stare il romanticismo. “Brutto cattivello, cosa combini? Mi hai fatto urlare.” La faccio rigirare prima di venire dentro di lei! Le rimetto il mio cazzo duro e voglioso di esplodere tra le sue tette enormi. “Ora ti rifaccio il favore!” Continuo l’opera lasciata a metà da lei continuando un continuo e veloce movimento. Il contatto con il suo seno fa impazzire il mio membro e, in pochi minuti, sento che sto per venire. “Sto venendoooo” “Bagnami tutta con il tuo sperma caldo” Inondò così il suo petto con il mio sperma bagnandole tutte le tette. La grandezza delle sue zinne fa scivolare in poco tempo tutto il mio sperma in mezzo. “Aspetta, ho sentito un rumore” “Non dirmi che è ancora tua madre?” Era sua madre che stava tornando a casa!!
Aprì la porta della sua camera da letto e trovò sua figlia con il petto cosparso del mio sperma ancora caldo che colava al centro del suo seno. “Non preoccuparti, mia mamma è molto esperta e l’ho già fatto molte volte con lei, quando siamo sole in casa ci masturbiamo e ce la lecchiamo fino allo sfinimento.” Era sul ciglio della porta e una mano si posò dolcemente sulla sua rosellina. Si avvicina al letto. Pone il suo dito indice sul petto di sua figlia come si fa per raccogliere un po’ di nutella e se lo porta in bocca! “E’ buono e caldo. Era solo una scusa quella di tornare a casa.
Non ti preoccupare, tuo padre è al luna park che sta facendo divertire il piccolo. Volevo vedere cosa eravate capaci di fare con la casa libera” Non ci potevo credere, sua madre aveva per ben due volte visto me e sua figlia nudi in atteggiamenti del tutto privati ed intimi. Non sembrava scandalizzare quella posizione a sua madre ne tantomeno quella vista precedentemente in camera di Marta. Anzi, ci invogliava sempre più con battute piccanti e a doppio senso. Ora non sapevo cosa fare con la mia ragazza in mezzo alle gambe mentre il mio sperma caldo colava tra il suo seno fino a scivolarle nel collo e nella pancia. Si avvicinò ancora di più la madre verso la figlia. “Te lo avevo detto che aveva un bel pacco e, a quanto pare sembra anche abbastanza virile. Posso farlo amore?” disse la madre verso la figlia. “Luca (io) non sembra essere tanto scandalizzato da quello che hai fatto e quindi direi che puoi entrare anche te nel nostro rapporto” era una cosa che non mi sarei mai aspettato dalla mia ragazza ne tantomeno dalla madre. Anche la madre era davvero carina. Portava un abitino bianco che aderiva benissimo al suo corpo. Sembrava quasi un vestito con una taglia in meno.
Voleva essere provocante, di questo non ne avevo dubbio. Aveva il reggiseno che copriva le sue sode tette, o almeno ci provava dato che anche la madre portava due bei meloni sul petto. “Mi aiuteresti a slacciarmi il vestito?” Non sapevo cosa fare ma la situazione cominciava a piacermi e ad eccitarmi. E non poco. Certamente. Mi avvicinai a lei. Sentivo le mie mani che scivolavano dai suoi fianchi fino al suo petto dove incontravano i suoi bei meloni. Gli slacciai il vestito che portava e prima che mi accorgessi, le mie mani tornavano a fare la loro opera sui suoi bei seni. Sentivo il ricamo di pizzo del suo reggiseno che mi faceva letteralmente impazzire.
E’ una signora di 40, mora, di carnagione scura, seno generoso e culo ancora sodo e tondeggiante che farebbe resuscitare anche un morto. Poso lo sguardo sul suo bel fondoschiena a mandolino e mi accorgo che non portava le mutandine. Ho capito dove aveva imparato la mia ragazza l’arte di provocare i ragazzi. Alta e ben fatta, era nata per scatenare violente passioni nei maschi come del resto la figlia. Incrocia lo sguardo di Marta che compiaciuta, intanto incominciava a masturbarsi.
Doveva eccitarla parecchio vedere sua madre e il suo ragazzo in teneri e perversi atteggiamenti. Le mie mani si muovevano in modo sfrenato sul suo corpo e, soprattutto sul suo petto. Infilai le mie mani tra il suo reggi ricamato e le tette sode incitato dallo sguardo della mia ragazza. Lo sollevai fin sopra il suo seno per poi slacciarlo. Lo sfilai. Si girò verso di me mostrandomi ciò che la natura le aveva offerto e messo a disposizione. Il suo seno era ancora bello sodo nonostante la sua età (37 anni). “Non mi immaginavi così, vero?” Allora mi avvicinai e mentre parlava la baciai e tutta la mia lingua entrò nella sua, e con mio grande piacere lei baciò me. Incominciammo a pomiciare, e con una donna che va per i quaranta vi assicuro che è molto eccitante. La sua lingua calda mi fece una pulizia completa della bocca passando poi al mio corpo. Dopo un lungo e appassionante bacio lei inizio a massaggiarmi il pene prima i testicoli ma poi salì con la mano fin sopra la cappella ed iniziò a stuzzicarlo. In breve tempo lo prese in bocca. Si staccò da me. Spinse il pube contro di LUI prendendo pieno contatto con l’erezione, avvertita al primo contatto, e cominciò a tastarmi il sedere sodo con entrambe le mani. La palpavo dappertutto. I capezzoli erano ormai durissimi e la sua figa, poco aperta per la verità, calda e stranamente troppo bagnata. Il mio pene era quasi del tutto entrato nella sua vulva. Avvertii che il clitoride era molto sensibile, perché provava un sottile brivido appena lo sfioravo. Era oramai del tutto umido il mio pacco, pieno dei miei e dei suoi umori.
Continuavamo a baciarci. Ebbi tutto ad un tratto la sensazione che i suoi seni schiacciati contro il mio petto scoppiassero. Mi accorsi che l’emozione ci aveva prosciugato tutta la saliva impedendoci di deglutire. Si staccò da quel bacio appassionante e guardò nuovamente in basso mentre il mio cazzo tentava di entrare sempre di più nella sua caverna. Il sesso liberato e ben in vista costituiva per lei uno spettacolo eccitante. Lo si leggeva sulla sua faccia. Lo prese nuovamente in mano e se lo portò alla bocca. Ne saggiò la punta con la lingua, che fece correre poi intorno al glande con un movimento rotatorio. Quando il pene fu ben bagnato, lo ingoiò fin dove poteva. Ne liberò successivamente la metà per poterlo masturbare. Sotto il peso di quei colpi, sentii cedere le ginocchia e fui presto sul punto di venire. Cercai di controllarmi, ma quella lingua così intrigante che scivolava sulla punta del pene, quella mano che da sotto gli tormentava con delicatezza i testicoli, me lo impediva. Passò ad un’azione più decisa quando intuì, dall’espressione del mio viso, che l’orgasmo era vicino. Tirò con decisione finché il pene non liberò schizzi di sperma che bagnarono il suo viso. Un flusso copioso di sperma si liberò dallo scroto, traboccando dalla sua bocca, incapace di contenerlo tutto. Avrei voluto urlare dal piacere, ma riuscii soltanto ad emettere un sordo ruggito, che poco aveva d’umano.
Pulì ben bene il mio cazzo da tutto quel liquido e con una spinta energica mi fece adagiare sul letto. Marta si spostò per lasciarci tutto lo spazio necessario per i nostri giochetti.
Si mette su un fianco. Non riesco a vedere bene la sua vagina, mi sembra un po’ più sporgente di quella della mia ragazza. “Ho sempre avuto il complesso della vagina prosperosa, per meglio dire ho due grandi labbra tali da meritarsi la definizione e quindi risulta un po’ cicciotta.” mi dice con sensualità e senza pudore. Si avvicina con la testa verso il petto di Marta. Incomincia così un lento e sensuale giochetto con la lingua sulle tette della figlia. Marta sembra apprezzare tale attenzione. Adesso mi apre gentilmente le ginocchia, alzando una gamba, per esporre la sua rosea femminilita’ coperta di rugiada come per invitarmi a penetrarla. Non me lo feci dire due volte.
Puntai il mio cazzo su quel bel puchetto che mi invitava a penetrarloe, in men che non si dica, il mio cazzo stava stantuffando dentro di lei a ritmo forsennato. Intanto le stavo massaggiando le tette strizzandole dolcemente. Orgogliosa della sua conquista, godeva quei momenti di erotismo sfrenato con estrema lucidità. Continuavo a palparle le tette mentre Marta si era spostata e cominciava a tastarmi il sedere e, di tanto in tanto il pene quando usciva dalla figa umida e piena di umori della madre. Si meravigliò nel constatare che era ancora duro. Intensificò la sua azione. La madre intanto chiuse velocemente le sue gambe come se volesse imprigionarmelo. “Tienilo dentro per un pò! Mi piace sentirlo afflosciare dentro” Così feci. “Non vi siete dimenticati di me, vero?” disse Marta rivolta a tutti e due. “Arrivo subito, mio amore” le rispose la madre. Si staccò da me per occuparsi della figlia lasciata in disparte.
Marta è ancora distesa sul letto dei suoi genitori mentre la madre scende dal letto. Marta apre oscenamente le gambe dando una vista meravigliosa alla madre. Chinandosi scompare dalla sua vista sotto la massa bionda dei suoi morbidi capelli che stanno ricadendo tra le sue gambe e sul suo ventre. Non mi aspetto nulla ma mi sorprende. La stà leccando nell’incavo dell’inguine, tra la coscia e la protuberanza della sua vagina, provocandole un solletico malizioso. E improvvisamente una lama di saliva li trafigge la ferita tenuta aperta dalle dita impietose. Rapida e biforcuta la succhia, la morde, la trattiene e la respinge. La madre si rialza senza fiato. “Fammi godere come si
deve” disse Marta rivolta verso la madre. Si rialzò su letto e si mise nella posizione 69. “Ora si che si ragiona!!!” La sua testa tra le gambe della figlia e le gambe della madre aperte sul suo viso. Adesso e’ puro delirio. Si leccano, si abbracciano le natiche a vicenda, si scambiamo dita, bevono il piacere dalle loro coppe arroventate. E continuano sino a stillare le ultime gocce dal piacere in un lungo, cosi’ mai provato, fiero orgasmo. Marta si affloscia, esausta su di lei. Il loro odore, misto al sudore mi ferisce le narici per l’asprezza.
La madre si gira nuovamente. Ora stringe forte i fianchi della figlia con le sue mani. Si baciano facendo colare un pò dei loro umori trattenuti, credo, volontariamente per questo giochetto.
Entrambi rimasero in preda al loro stordimento per qualche minuto senza parlare. Poi, passata la tempesta, i loro respiri tornarono alla normalità. Si staccano sudate e sfiancate per la folle acrobazia. La madre si rialza. “Mettiti in mezzo. Così finiamo il rullino” Eseguii gli ordini della madre pensando a cosa voleva dire quell’ultima frase. Avevo Marta tra il letto e me, mentre la stavo penetrando, ed intanto la madre ci abbracciava sopra tutti. Cadiamo sul fianco sfiniti per le 2 ore di passione sfrenata passate tutti insieme (io e Marta ne avevamo fatte altre due).
Marta si rialza e si dirige sul mobile davanti al letto. “Possiamo dire di avere delle belle foto di famiglia!!!” “Come sarebbe a dire foto di famiglia?” “Non ti preoccupare tesorino, non le vedrà mai nessun altro all’infuori di noi tre.” disse la madre della mia ragazza. “E’ stata una sua idea ma mi è subito piaciuta. Domani sera potremmo rifarle per bene visto che siamo in tre. Ora sono panoramiche e basta!!!”
L’indomani ci siamo rivisti tutti e tre mentre il marito era fuori per una cena di lavoro ma questa è un altro episodio.

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