Mamma mi fai un pompino? – 4 – Orgia con mio figlio e Giorgio




Quel porco di mio figlio mi conosce troppo bene,ed anche se ero ancora coperta,aveva intuito immediatamente il mio stato di eccitazione ed infilando una mano sotto il lenzuolo me l’aveva portata tra le cosce trovandomi già bagnata.

“Metti anche tu la mano qui sotto Giorgio e senti com’è bagnata questa troia!

Avevi proprio ragione tu ad insistere.

Credo proprio che stanotte,ci divertiremo come pazzi a far godere questa maialona!”

Aveva detto mio figlio al suo amico invitandolo a scostare il lenzuolo e mettere anche lui la mano sulla mia fica inzuppata di umori.

Oramai non tremavo più ed il gesto di scoprirmi per esporre agli occhi di uno sconosciuto le mie intimità aveva acceso ancora di più il mio desiderio di essere chiavata per la prima volta da due maschi insieme.

Per potermi meglio massaggiare tra le gambe Giorgio si era girato su di un fianco e mentre mi accarezzava,sentivo sulla coscia la calda e nodosa pressione del suo membro.

Nello stesso momento mio figlio mi si era inginocchiato accanto e chinandosi su di me aveva cominciato a leccarmi il seno e succhiarmi i capezzoli già turgidi.

Io ero completamente partita ed in preda ad un desiderio oramai incontrollabile,avevo sollevato le ginocchia e mentre allargavo le gambe imploravo qualcuno di leccarmi la fica.

Naturalmente il maschione già ingrifato non se lo è fatto ripetere e nel tempo di un secondo avevo già la lingua di Giorgio che,come un rettile,si insinuava tra le carnose valve del mio voglioso sesso.

Mi leccava e succhiava con l’avidità di un assetato e gli schiocchi che sortivano rumorosi dalle linguate dentro e dai risucchi sulla mia clitoride completamente sgusciata,mi procuravano brividi indescrivibili facendomi precipitare in una serie incontrollabile di orgasmi.

Gridavo…gridavo e mi contorcevo offrendomi sempre più aperta a quella bocca intrigante ed assetata.

Sentivo che dall’interno del mio corpo fuoruscivano copiosi e caldi fluidi che finivano direttamente tra le labbra attive e strattonate di Giorgio.

Era fantastico sentirsi al centro delle attenzioni di due maschi con mio figlio che continuava a leccarmi il seno,il viso e la bocca dandomi,senza pudore della troia e del suo amico che senza sosta continuava a leccarmi la fica nel vano tentativo di prosciugarmela col risultato di farmi bagnare e godere sempre di più.

Poi d’un tratto come se i loro movimenti fossero sincronizzati,Giorgio si era spostato appoggiando sul mio viso il suo gigantesco arnese mentre mio figlio,si era posizionato tra le mie cosce e senza difficoltà,grazie all’abbondante lubrificazione,mi aveva penetrata ed aveva cominciato a chiavarmi.

Mentre quel cazzo da me ben conosciuto scorreva con movimenti alterni e decisi dentro il suo “Paradiso”(così amava definire la mia fica mio figlio)Giorgio mi aveva sollevato la testa mettendoci sotto due cuscini e inginocchiandosi a cavallo delle mie tette,aveva offerto alle mie labbra il suo biscione scappellato e lucido.

Da quella postura il cazzo immenso di quel ragazzo mi sembrava ancora più grosso e spaventoso ed il timore di ciò che sarebbe potuto accadere,aveva messo in moto il mio cuore che aveva cominciato a pulsare come impazzito.

Il corpo veniva scosso dalle stantuffate di mio figlio mentre il mio seno ed il mio viso venivano frustati dall’enorme scudiscio di Giorgio sovrastato da una cappella livida e gocciolante e da grosse vene che,bluastre e sporgenti gli conferivano l’aria minacciosa di una clava.

Rideva Giogio mentre mi fustigava senza farmi male mentre io,ansimante per il piacere che mi dava mio figlio,cercavo di ricambiare il suo sorriso con una smorfia.

Rantolando come un animale mio figlio aveva cominciato a sborrarmi dentro ed io per tutta risposta gridavo insieme a lui e lo incitavo a godere,farmi godere e riempirmi tutta col suo bollente seme.

Mentre io e mio figlio ci godevamo la nostra tempestosa pazzia dei sensi,Giorgio aveva smesso di frustarmi e sorridendo al mio sguardo carico di libidine,aveva cominciato ad accarezzarmi il viso ed i capelli.

Dopo alcuni minuti di languido abbandono dentro di me,mio figlio si era sfilato e come sempre faceva,mi aveva messo in bocca il cazzo molle e gocciolante affinché glielo ripulissi gustandomi al tempo stesso il delizioso sapore dei suoi residui di sperma.

Poi è accaduto l’inimmaginabile.

Stando in ginocchio dietro la mia testa mio figlio aveva afferrato con entrambe le mani il cazzo di Giorgio e dopo averne constatato la consistenza aveva detto:

“Anny…..adesso voglio proprio vederti con la bocca alle prese con questo mostro.

Sai…prima di venire qui,Giorgio me lo ha mostrato e sono rimasto talmente impressionato che ho deciso che per una notte sarebbe stato il nostro giocattolo…e credimi questa per me è la prima volta che ho voglia di giocare con un cazzo e credo che sarà anche l’unica!

Apri le labbra Anny che voglio avere io l’onore di imboccarti.”

Aveva aggiunto mio figlio mentre,accarezzando quell’Incredibile strumento di carne e di piacere,si accingeva a porgerlo alle mie labbra già socchiuse…..

Mi dispiace ma devo interrompere.

Ciao.

Segue

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