Mamma e figlia




Mamma e figlia

Mamma e figlia

Anna entrò in casa con un pacchettino sottobraccio: “Mamma !!! Ho comprato un nuovo costume, vieni che te lo faccio vedere !!”.
Mamma Teresa uscì dalla cucina e la raggiunse nella sua camera. Anna era tornata a casa da una settimana per le vacanze estive, dopo sei mesi di studi a Londra. 38 anni, 1.68, capelli nerissimi, Teresa osservò la figlia spogliarsi davanti allo specchio: le assomigliava, anche se era bionda artificiale. Gambe lunghe e magre, vita stretta, seno abbondante.
Quanto abbondante ? Teresa prese in mano il costume: “4^ misura ? E’ un po’ grande per te, forse va bene a me”.
“Perché ? ” – si girò scherzando la figlia – “vuoi dire che ho le tette più piccole delle tue ? “- e per far vedere che non era vero, cominciò a scuotere rapidamente le spalle a destra e a sinistra, per far oscillare le sue mammelle ventenni come campane – “Guarda che tettone, mamma, non sono come le tue ?” – aggiunse, completamente nuda.
Teresa la guardò con orgoglio, ma anche con un po’ di malizia. Da un po’ di tempo, infatti, si era accorta di apprezzare i corpi femminili. Non che non le piacessero più gli uomini (un bel cazzo era sempre un bel cazzo) ma cominciava a sentirsi onestamente attratta anche da un corpo femminile. Stava diventando lesbica, o bisex ?
Sta di fatto che, senza pensarci, si sbottonò il leggero vestitino che aveva e lo lasciò cadere a terra. Era nuda anche lei, d’estate non portava biancheria.
“Ah sì ? E allora guarda queste!!!” – e fece lo stesso gioco della figlia, oscillando a sua volta le grosse mammelle. Madre e figlia si avvicinarono, scuotendo le tette, fino a che queste non si strofinarono. Immediatamente i capezzoli delle quattro poppe si indurirono per lo strofinamento.
“Hai ragione, mamma” – continuò Anna – “non saresti male, se non avessi il culo appesantito dalla cellulite”- continuò ridendo a prenderla in giro.
Teresa si sentì sfidata: si voltò di schiena, si appoggiò le mani sulle natiche e le spinse in alto, allargandosele: “Io, a 38 anni, non ho l’ombra della cellulite. Vedremo come ti ritroverai tu, alla mia età”.
Anna le guardò attentamente il sedere: tra le natiche divaricate dalle mani di Teresa, il buchetto scuro spiccava bello evidente – “Forse hai ragione, mamma, ci sarebbero dei miei amici inglesi che farebbero follie, per un culo come il tuo”.
“Anna!!!! Ma come parli !! Cosa è questa storia dei tuoi amici ?? Girati un po’ tu ?!?”.
Anna si girò obbediente, ma poi si chinò in avanti e si aprì le chiappe, molto di più di quanto avesse fatto Teresa. Guardandola da sotto le spalle, le disse “Cosa vedi ?”.
Anna era sconcertata, un po’ arrabbiata, ma cominciava ad eccitarsi. Il buco del culo di Anna era abbastanza largo, e circondato da tante pieghe della pelle che facevano chiaramente pensare che la ragazza fosse stata inculata molte volte.
“Vedo un culo che deve essersi aperto troppe volte, Anna. Comincio a pensare che tu sia diventata un po’ troppo troia, stando da sola a Londra” – disse Teresa con le mani sui fianchi.
Ma per tutta risposta, Anna salì a 4 zampe sul letto, si allargò di nuovo le natiche e si infilò un dito nel culo: “Beh, sì, è un po’ aperto, ma non mi dire che tu non lo hai mai preso in culo. Sicuramente papà ti avrà inculata, ne sono sicura”.
Teresa era senza fiato, non sapeva cosa dire, ma si sentiva eccitata.
Non riconosceva sua figlia: vedeva una giovane donna, bella, nuda, porca, che si stava infilando un dito in culo. Poi Anna si girò sulla schiena, allargò le gambe e cominciò a sgrillettarsi proprio davanti alla madre nuda: “Scommetto però che non hai mai scopato con una donna…, mamma”.
“Perché, tu sì ? Anche lesbica, sei diventata, stando a Londra ?” – rispose la madre, ma non si mosse.
“Sapessi come è bello, mamma, leccare la fica di un’altra donna… vuoi provare ? Dai, vieni, leccami un po’…”. Teresa non credeva alle sue orecchie: quella puttana di sua figlia si stava masturbando davanti a lei, erano tutte e due nude e le stava chiedendo di leccarle la fica…
Ma come era finita in quella situazione ? E come mai era così eccitata ? Perché la cosa la attirava ?
“Dai, mamma, solo un pochino… fammi godere, poi te la lecco io…” – continuò Anna con una voce così roca e sensuale che Teresa non riuscì a resistere.
Si sentiva girare la testa, ma non riuscì ad andare subito con la bocca sulla fica della figlia.
Si sdraiò invece accanto a lei e cominciò a sgrillettarsi come Anna, gemendo a cosce aperte, senza più alcun ritegno.
Anna sorrise, si alzò, e si sistemò a 69 sopra di lei. Le scostò le dita, le prese in bocca il clitoride e cominciò a succhiarglielo mentre le infilava un dito su per la vagina ormai bagnata.
Teresa si sentì esplodere: gli occhi spalancati erano riempiti dalla visione della fica aperta della figlia su di lei.
La imitò subito: iniziò a succhiarle il clitoride e le infilò un dito nella vagina, ondeggiando i fianchi e strofinando le tette sul ventre di Anna.
Madre e figlia continuarono a scoparsi a 69 per diversi minuti, sempre più eccitate, sempre più veloci, sempre più porche e vogliose, fino a che non vennero insieme, le fiche spalancate nelle bocche assetate.
Poi Anna si girò su di lei per poterla baciare sulle labbra, come un’amante.
“Sei una troia, Anna” – le disse la madre, ma si accorse di non provare alcuna vergogna per quello che era successo. Solo soddisfazione.
“Credo che verrò su qualche giorno con te a Londra, in autunno” – aggiunse – “Anche se penso che il divertimento non mi mancherà, per tutta l’estate”.
“Credo proprio di no. Ci penserò io al tuo piacere… mammina…”.

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