Maliziosa e astuta attesa by Idraulico1999 [Erotico]




Il pomeriggio è afoso, lo studio non è fresco quanto vorrei, tuttavia le ore di lavoro sono state però fruttuose, il progetto è andato avanti, dato che il disegno è pronto per la presentazione al cliente, io sono del tutto soddisfatta. Ci meritiamo qualcosa di piacevolmente freddo, giusto per avere un po’ di ristoro prima di tornare a casa per la cena, perché dopo questi svariati mesi di continua collaborazione e di fedele supporto, stiamo per vedere il frutto del costante e laborioso lavoro svolto. Io ho preso qualcosa da bere nel frigo, sono andata alla finestra per provare se si sente un po’ d’aria, ma a parte la musica dei Kansas che si può udire a basso volume lo studio è silenzioso.

Mi sono fermata per guardare il porto antico, a scaricare la mente e a riflettere adeguatamente su che cosa vorrei cambiare del lavoro finora fatto, quando sento le sue mai sui fianchi, in realtà non pesano, non premono, il contatto è delicato, fine e pure morbido, io sono semplicemente lì. Non mi muovo, non ne ho quasi la forza, siccome non mi va, nemmeno quando le sento spostarsi sulla schiena e salire lentamente verso le spalle, eppure non reagisco, visto che non ne sento la necessità, questo un po’ mi sorprende però lo accetto ben volentieri. Sento che mi friziona, mi maneggia la chioma, stupendo, direi una meraviglia, proprio quello di cui avevo bisogno. In quell’occasione sbarro le pupille viaggiando su alte vette per il piacere che mi regala, sennonché tento di rilassarmi e ci riesco, tenuto conto che avverto nitidamente la tensione accumulata allontanarsi e disperdendosi rapidamente per causa delle fatiche di tutti quegl’impegnativi istanti trascorsi di quegli ultimi giorni, reclino il capo e lascio che le dita scorrano sulle spalle e sul collo, zona peraltro assai indolenzita, dopo cambiano direzione, perché passano sul viso, m’accarezzano le guance, poi le labbra, sento un corpo vicino al mio, non addosso, eppure molto vicino.

In quell’attimo mi distendo aprendomi, così mani tornano ad accarezzarmi, digradano verso i fianchi e mi volto, sto per annunciare sbandierando qualcosa a malincuore, però non sono capace. Le mani sui fianchi m’attirano accarezzandomi, io m’abbandono interamente lasciandomi beatamente e mollemente condurre andare, caldeggiando quella deliziona situazione. Il suo è un bacio amabile, appassionato, un’ammissione, una confessione, persino una domanda, alla quale io rispondo assecondando il mio bacio inatteso, malgrado ciò, appena conclude, stabilisco di voltarmi intenzionalmente verso la grande vetrata attendendo e sbirciando sul lungomare con la mente in appassionata e febbrile attesa. La decisione adesso è sua, poiché è il suo turno, perché io non so ancora che cosa farò, le sue mani non tardano, tornano sui fianchi, m’accarezzano e dopo un’esitazione mi sollevano la maglietta sulla pancia.

Il suo tocco sull’epidermide è lieve, in tal modo sono pure garbate qualche istante dopo le sue carnose labbra sulla mia groppa, io in quel preciso frangente non mi disimpegno, eppure mi sento abbastanza bene per restare ferma lì, le mani sulla pancia salgono, arrivano ai seni e iniziano ad accarezzarli sotto la maglietta, giacché non hanno fretta né indecisione, perché stringono i seni con dolcezza e con sicurezza. Poco dopo mi solleva la maglietta, prosegue accarezzandomi ambedue le tette, in quest’occasione avverte esplicitamente la mia crescente eccitazione mostrarsi sotto quella maglietta trasparente, capta chiaramente e percepisce fuori discussione il mio benessere instradandosi che sta per cambiare. In un baleno sgancia quel reggipetto sollevandomi le tette e agguantandole per mano con una gioiosa fermezza pizzicandole appena, mentre io mi contorco gemendo per il piacere appena sperimentato. Al momento non penso più a niente, la stanchezza è magicamente svanita e queste mani mi fanno sentire bene. Quando una mano scende sul fianco e prosegue sulla coscia, per un attimo mi scuoto.

Nel frattempo mi sfiora, dopo sgancia i bottoni e scende progressivamente verso la segreta zona del pube, appena tocca le mutandine io sussulto, eppure non manifesto nulla, in tal modo prosegue effettuando sfioramenti lievi, costanti e sicuri, giacché in ultimo sono io che per agevolare la faccenda termino di sbottonarmi in modo definitivo. La minigonna scivola per terra, le mie cosce sono talmente bagnaticce e molli per il calore della giornata e adesso si sta aggiungendo un’altra inattesa ma appassionata e irrefrenabile canicola, bruscamente avverto che s’intrufola di netto puntando la mia pelosa e nascosta cavità fino ad agguantarla. La prima scossa che avverto mi spezza il respiro, perché armeggia in maniera cauta e delicata, guardinga sfiora il clitoride per un momento, successivamente prosegue digradando sulle labbra premendo appena e accarezzandole, muovendosi con dolcezza e impazienza. Io mi volto quando posso e cerco la sua bocca, quando le nostre lingue si trovano le sue dita affondano, capto che si bagnano, poi torna su e con i fluidi appena raccolti riprende a carezzare il clitoride, dato che lo sfiora, lo preme e ogni volta il mio respiro si blocca inchiodandosi.

Quando inizia ad accelerare anche l’altra mano lascia il seno e scende, io l’attendo con impazienza, poi quando sento che è arrivata tra le gambe lascio le sue labbra e respiro a fondo, lascio che i miei ansimi seguano il ritmo delle sue dita, così mentre si muove io gli accarezzo i fianchi e le gambe, comunque mi resta alle spalle, perché vuole abilmente e innegabilmente condurre il gioco, oppure potersi godere quello che farò io in cambio. Il gioco delle dita continua, più veloce, più lento, più profondo, più leggero e all’improvviso cambia, visto che si sposta, mi viene quasi di fianco, io non capisco, finché non sento che la mano che lascia il clitoride passa sulle reni e carezzandoli scende. Il suo viso mi scruta, la mano accarezza i glutei e poi scende, segue il solco, liberandolo dal perizoma, scostandolo lentamente, fino ad arrivare in mezzo alle gambe.

Al momento intercetto le dita d’entrambe le mani sul mio sesso, esse sono sporche dovute alle sue secrezioni che stanno innegabilmente colando, mentre resto in attesa. Finalmente sento premere sul mio sesso, successivamente penetrare affondando e levandomi il fiato, però subito dopo, ancora in apnea, sento premere sull’ano e subito dopo introdursi irrimediabilmente con netta e studiata decisione al suo interno. Io non ho il tempo di gemere, visto che subito quelle dita cominciano a muoversi, audaci, decise e sostenute, cosicché perdo totalmente il controllo del mio respiro. Ho voglia di godere, giacché m’occupo io del clitoride, il respiro aumenta d’intensità e di ritmo, le mie e le sue estremità duellano, finalmente la corsa si conclude, per il fatto che mi lascio il tempo di riprendere il controllo del respiro, con ancora quelle mani tra le gambe nel sentirmi infuocata e inzuppata, alla fine riesco a voltarmi.

In quell’attimo non ho niente d’annunciare né da esporre, poiché i miei occhi parlano da soli comunicando per me, mentre nei suoi io capto accortamente leggendo il suo radicale compiacimento accompagnato da quel biasimo, quel lieve rimbrotto, per non essermi lasciata adeguatamente andare subito come avrebbe voluto, anche a un’allusiva e a una maliziosa attesa per quello che dovrò fare in cambio. Nei miei occhi intercetta decifrando spiccatamente la gratitudine per il piacere che mi ha regalato, però anche l’inquietudine per la sfida con me stessa che sto per affrontare, cosicché mi decido e parto con fermezza: cerco la sua bocca, quando s’appoggia alla scrivania con una mano io le accarezzo il seno attraverso la camicetta e con l’altra le alzo la minigonna e le scopro la pelosa e profumata fica già abbondantemente umida, accogliente e disponibile.

In conclusione, quando io la zittisco al suo primo gemito, comprimendola e soverchiandola con un bacio acceso e sconfinato, che le strappo tra l’altro penetrandola, mi rendo conto che si è finalmente accorta che io sono molto temeraria, competitiva e assai selettiva.

{Idraulico anno 1999}

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