L'uomo Benestante by Travsex [Vietato ai minori]




L’uomo Benestante di Travsex New!

Chi sia salito su una barca almeno una volta, e per Barca intendo non a remi, ma barche simili a degli Yatch, con tanto di cabina sotto coperta e ponte, già sà quanto è bello andare sul mare a fare magari una bella gita fermandosi e ancorando in uno spiazzo di mare aperto dove non passa nessuno, soli in compagnia solo della natura acquatica e della vostra barca silenzio assoluto se non il rumore degli uccelli e dell’acqua che scroscia tranquilla facendo ondeggiare il tutto. una visione davvero romantica per una tra le mille avventure che mi sono capitate negli anni. posso dirvi di aver sperimentato anche una bella scopata in pieno mare sul ponte della barca con il mio uomo e Mamma al seguito. ma andiamo per gradi e lasciate che vi racconti i fatti cosi’ come andarono quella benedetta volta. a quel Tempo cambiavo amanti come cambiare un paio di scarpe o calzini. avevo trovato Ivan, un bel Cinquantacinquenne vedovo,benestante con una bella macchina lussuosa e una bella barca con cui amava passare dei weekend facendo delle lunghe navigate in giro per il mare italiano. questo Iivan, era un bell’uomo, alto un metro e novanta, fisico asciutto e ben tenuto, facendo anche palestra. capelli corti neri, viso ben rasato, niente o pochi peli sul corpo, voce gentile e sempre vestito elegantemente anche in un periodo caldo come l’estate dove ci si veste assai poco, lui riusciva sempre ad avere addosso poca roba ma di gran classe. insomma un’uomo da tenerselo ben stretto, se poi ci mettiamo che aveva anche un bel cazzo dotato ed era un’amante delle belle Trav femminili, il cerchio si chiudeva. ci eravamo conosciuti su Internet e dopo vari scambi di Email e foto ci eravamo conosciuti. Ivan era davvero un’uomo pieno di sorprese, colto dai modi gentili e mai volgari, diverso da tutti gli uomini conosciuti fino a quel momento, ben si distingueva per cultura e modi assai da Vip. gli uomini a cui ero abituata erano di altra pasta, maiali sempre volgari,pronti a saltarti addosso con il cazzo in tiro e a fare porcherie alla prima occasione. Ivan era diverso anche nel fare l’amore. amava i lunghi preliminari, amava baciare amava eccitare la sua “donna” prima di penetrarla e farla morire di piacere. Ovviamente lo feci subito conoscere a Mamma nel periodo che lei era Qui’ con Mmè a Milano, e con mia sorpresa ne fu’ addirittura entusiasta. parlandoci poi sole in casa, ho scoperto che Mamma riteneva Ivan L’uomo piu’ adatto per mè rispetto a tutti i maiali che le avevo già presentato in passato. questo secondo lei poteva essere quello giusto per una pulita e sana storia d’amore, e non la solita relazione solo di sesso e porcherie che avevo avuto con gli altri. Mamma mi diede il suo benestare e la sua totale approvazione.con Ivan era fantastico, avevamo molti rapporti sessuali ma ben fatti senza fretta e in modo assai diverso da come li avevo di solito con altri uomini. con lui era come fare l’amore con un Lord di sangue reale, una cosa che mi mandava fuori di testa letteralmente. non ero mai stata cosi’ bene e felice con un uomo e non ero mai stata con un uomo come lui. quando assaggiavo il suo bel cazzo duro e lungo, lo facevo sempre con rispetto e con attenzione mai con fretta e trascuratezza. non so spiegarvi a parole cio’ che succedeva con lui, diciamo che era ripeto ancora totalmente diverso dai soliti rapporti che avevo con altri uomini. il primo rapporto che ebbi con lui, fu a casa sua in un appartamento di lusso al 5° piano di un’elegante palazzina con tanto di portiere all’entrata doppio ascensore e scale ricoperte di tappetini rossi stile red carpet. sembrava un palazzo reale, la prima volta che ci entrai insieme a lui,ne sono rimasta subito affascinata. non oso immaginare quanto pagasse di spese in quel lussuoso palazzone. il suo appartamento era da grand hotel, soggiorno da favola con tavolo in ferro battuto, vetro al posto del legno e sedie ultra moderne già per l’epoca. poltrone e divano in vera pelle nera e morbida, cucina con tutti i confort,mega bagno con cabina doccia bidet e gabinetto lavabo e specciera di classe finestre con i doppi vetri, la camera degli ospiti e la sua con letto matrimoniale a trè piazze. una reggia insomma. appena ci misi piede già mi persi nei dettagli, mai vista una casa simile e mai stata sopratutto abituata agli appartamenti di uno o due locali al massimo di terza categoria, li si andava sul cafone. mi porto’ in camera sua con il letto che aveva lenzuola di seta profumate, diceva di avere una governante che badava alla casa dato che lui per la maggior parte del tempo lavorava e non aveva certo voglia di dedicarsi a mantenere la casa in cui,mi confido’ stava davvero poco. la governante una donna anziana e filippina mi disse veniva due volte la settimana a pulire e tenere aperto l’appartamento quando lui non c’era. mi fece sentire una vera regina anche se io mi sentivo piu’ una stracciona in tutto quel lusso. ci spogliammo e finimmo sul lettone matrimoniale, già a contatto con le lenzuola profumate di seta,ero tutta eccitata. quando gli presi in mano il cazzo per portarmelo alla bocca, cercai di farlo in modo piu’ elegante possibile. io e l’eleganza sapete non siamo mai andate troppo daccordo e non sapevo come comportarmi con uno di alto borgo come Ivan. il bello di Ivan, era che cercava di farmi sentire a mio agio anche se non lo ero affatto. “fai come fai di solito, non cercare di essere un’altra per riguardo a mè… sii te stessa” mi ha detto l’uomo sorridendo, mi rilassai, feci un lungo respiro e già mi sentivo meglio, essere mè stessa tornai ad essere la puttanella che sono sempre stata e iniziai a scatenarmi prendendogli il cazzo in mano e ingoiandolo in un solo boccone. questa ero io.. non era per mè fare la signora, ero piu’ per essere una Troia da strada che una Regale regina. iniziai a succhiarglielo vedendolo godere e la cosa mi rincuoro’ subito, anche lui era fatto di carne e ossa e aveva sensazioni come tutti nonostante la differenza di rango. lui era un benestante e viveva diversamente da mè che ero povera e vivevo di stenti. mi prese da dietro e elegantemente mi mise a pecorina, faceva tutto con un’eleganza da lasciarmi sempre a bocca aperta, mi prese per i fianchi e lentamente me lo appoggio’ tra le natiche spingendo dentro chiedendomi sempre scusa se mi faceva male. incredibile, e pensare che ero stata con uomini che nemmeno si prendevano la briga di chiedermi scusa mentre mi sfondavano il buco,e questo ogni secondo si scusava se penetrandomi mi faceva gemere. roba da matti. chiusi gli occhi e mi lasciai andare al piacere del suo cazzo che faceva il suo dovere dentro e fuori dal mio culo morbido e liscio. alzai la testa che avevo voltata da un lato in basso e restai di sasso… una donna che al primo impatto mi sembro’ grassa ed enorme ma erano i suoi vestiti a farla sembrare cosi’ grassa, parlava in filippino ovviamente e poco in italiano,Ivan la saluto’ con un sorriso “Ciao Cloris… oggi ho visite come vedi…” cercai di fare un lieve sorriso per nulla imbarazzata ma evidentemente sorpresa anche perchè non l’avevo sentita entrare in camera. la governante abozzava un “Ciao” a mè e all’uomo, poi inizio’ a parlare nella sua lingua che non capivo. ivan mi disse… “Non farci caso, fa sempre cosi’ ma e una brava donna”. senza piu’ preoccuparci di Cloris, continuammo a scopare sul lettone godendocela il piu’ possibile, mentre la governante entrava e usciva dalla stanza per prendere oggetti e spolverare. era una situazione davvero incredibile, scopare in quel modo con una che ti gira intorno con lo spolvera mobili rosa. era paradossale. nonostante Cloris, siamo riusciti a terminare con successo il nostro Rapporto sessuale lui venendomi dentro al culo, e io felice di sentirlo riempirmi il culetto di calda sperma. Come ho detto, questi erano i rapporti che avevamo e se succedeva era sempre a casa sua, dato che non osavo portarlo ancora a scopare da mè con Mamma presente. era una cosa che avevo si’ già sperimentato con altri uomini, ma apposta per questo volevo evitare che Mamma vedesse di cattivo gusto anche Ivan che le stava tanto simpatico. Venne un weekend di luglio che Ivan mi chiese di andare con lui in Barca, “Saresti una compagnia gradita ma che dico una compagnia doverosa devi venire assolutamente”. questo mi piaceva di lui, che era un vero adulatore e non sapevi dirgli di no’ con i suoi modi sempre da galantuomo. accettai ad una sola condizione, che portasse anche Mamma. “Nessun problema, in barca cè assai spazio” rispose lui. Naturalmente fu lui a invitare ufficialmente mè e Mamma insieme per questa gita fuori programma. Mamma non era mai salita su una barca e nemmeno io a dire il vero. procedemmo una mattina, ci venne a prendere lui stesso con il suo macchinone, non ricordo se era un Mercedes, un BMW o un Maserati. ricordo che era spaziosa, nera lucida e dentro sembrava un salottino cmodissimo. arrivati al molo scendemmo per avviarci alla sua barchetta come la chiamava lui. alla faccia della barchetta, vedendola cosi’ a prima vista io e Mamma rimanemmo senza parole. era proprio stile Yatch, con il ponte spazioso per prendere il sole con delle sdraio già aperte, una scaletta sul retro la plancia di comando con vetro chiusa a abitacolo, e sotto coperta una simpatica cuccetta con trè lettini WC all’angolo e una dispensa frigo. davvero splendida, sicuramente ci saremmo divertiti quel giorno. mollammo gli ormeggi e partimmo, fu lui a guidarla prendendo il largo, mentre io e Mamma spogliate con addosso i costumini da mare ci stendemmo sul pontile a goderci il meritato sole. io avevo addosso un bel Bikini nero lucido reggiseno sopra e tanga sotto, Mamma un costume intero blu. ci lasciammo cullare dal sole e dalla barca che puntava verso il mare aperto. ci fermammo dopo nemmeno mezz’ora di viaggio. complice la monotonia del rumore delle onde e del motore della barca oltre che del sole, io e Mamma ci eravamo appisolate sulle comode brandine lettini. fu l’uomo a svegliarmi con un bacio sulle labbra appena accennato,mi disse che aveva ancorato e che eravamo abbastanza lontani dalla costa. mi guardai intorno, si vedeva solo una immensa distesa d’acqua ne terra ne altre barche attorno. divino, il cullarci delle onde e il sole rendeva il posto silenzioso da vero paradiso. lasciammo dormire Mamma, e ne aprofittammo per dedicarci a noi due. andammo a trasferirci nel retro dell’imbarcazione,comodamente al sole su altri lettini fissati al pavimento dietro dov’era la scaletta issata. ci buttammo uno sopra l’altro e iniziammo ad amoreggiare sotto il caldo sole. sembrava una scenetta da romanzo rosa,due innamorati il sole, la barca, l’amore. ci baciammo a lungo sulla bocca con trasporto e passione abbracciati lui completamente nudo con il cazzo bello duro, io con addosso il Bikini nero ma con il cazzo fuori dallo slip. ci mettemmo a fare un bel 69 a succhiarci i rispettivi cazzi l’un l’altro godendoci il bel momento di passione. il Cazzo di Ivan era bello grosso e lungo, senza esagerazione ma bello proprio, dritto, grossa e turgida cappella, il suo corpo atletico e muscoloso non faceva dimostrare l’età che aveva. non gli si dava proprio i suoi Cinquantacinque Anni. Eppure li aveva tutti… pensai alla fortuna che avevo avuto nel trovare un’Uomo come quello, anche se il nostro rapporto d’amore sarebbe durato poco, ero felice in ogni caso di averlo incontrato. mi stava facendo passare dei momenti davvero indimenticabili. Ad un Tratto Ivan mi fece una richiesta davvero particolare. mentre amoreggiavamo di nuovo stretti l’uno all’altro,volle che gli raccontai la mia storia, perchè mi piacevano e mi innamoravo di uomini maturi invece che di ragazzi della mia età. a voce bassa iniziai a raccontargli i motivi del mio innamoramento per i maschi maturi,intanto L’uomo mi palpava da ogni parte mentre parlavo, sembrava eccitarsi ascoltarmi decantare il bello dell’avere un cazzo dentro che ti apre in due le natiche e avere un’uomo Maturo che ti corteggia. mentre io continuavo a parlare, lui difianco a mè, mi sollevo’ una gamba, e piano piano ci infilo’ dentro il suo bel cazzo. “No.. non ti fermare, continua a raccontarmi…” disse quando mi fermai per fare un sussulto di piacere, mentre la sua grossa cappella mi scivolava tutta dentro al culo. “Ivan… Amore… che uomo sei… Ti Amo”, gli ho sussurrato mentre mi stantuffava piano prendendo velocità. nel frattempo nessuno dei due si era accorto che Mamma si era finalmente svegliata dal suo pisolino sul lettino sul ponte e non vedendoci era venuta a cercarci,pensando ne avessimo aprofittato per farci un bel bagno. la scena che vide invece, fu tutt’altra cosa. la prima ad accorgermene fui io che alzando lo sguardo dal viso del mio uomo, vidi Mamma a pochi passi da noi fissarci sorpresa, ma non arrabbiata per il momento. anche L’uomo la vide alla fine. Le parole di Mamma furono queste: “Ah.. eravate… qui’… non vi vedevo piu’ eh…” Ivan da educato galant’uomo qual’era prese subito la parola scusandosi con lei: “Signora Maria, scusi l’indecenza sà… ma ci siamo concessi un’attimo di piacere”. sorridendo aggiunsi: “Ma lei non si scandalizza vero Mamma??? mi ha già vista altre volte fare L’amore”. Mamma affatto scomposta ma forse un po’ in imbarazzo cerco’ le parole giuste: “Si Figuri Ivan, prego fate pure, mi ritiro in cabina se posso, non vorrei prendere troppo sole oggi che scotta”. “Dai Mamma rimani”…. ho subito ribattuto io, facendo sfoggio della mia porcaggine. “A mè non dà fastidio sa.. se a lei e a Greta va bene nessun problema…” ha subito chiarito L’uomo, che aveva nel frattempo smesso di stantuffarmi il culo. mantenendo pero’ il suo bel cazzo sempre dentro di mè… dopo un po’ di insistenze, Mamma si lascio’ convincere dall’uomo e dai suoi modi piu’ che da mè. tanto li intorno nessuno poteva vederci, dunque che motivo aveva di non restare. si sedette su un’altro lettino poco distante dal nostro e rimase li’ anche se con la testa voltata per vergogna e rispetto, mentre noi riprendevamo da dove ci aveva fermati. l’uomo riprese a stantuffarmi il culo facendomi mugolare come una Troia,Vicino a Lei. Ivan mi sfondo’ il culo in varie posizioni mettendomi alla fine anche in piedi appoggiata a gambe larghe sulla barra di sostegno della barca, mentre lui da dietro mi sfondava tutta a colpi di cazzo facendomi urlare di piacere. Mamma era poco distante ma la guardai solo un paio di volte, ero troppo concentrata sul mio uomo per dare importanza ad altro.. la giornata era appena iniziata ma già prometteva benone. sembrava la scena del Titanic, con di caprio e la winslet, solo che li eravamo io davanti e lui dietro di mè e non proprio vestiti. alla fine si svuoto’ le palle dentro di mè, allagandomi il culetto,prima di stendersi con mè sul lettino al sole e riprendere fiato. Un vero stallone non cè che dire… poteva dare la merda a molti ragazzi piu’ giovani in quanto a scopare e resistenza fisica. ero io che magrolina ed esile com’ero,tiravo spesso il fiato faticando non poco. la gita in barca e proseguita poi con un bel pranzetto ormai giunti all’ora giusta. abbiamo attraccato in un posto che non ho mai visto ma che Ll’uomo conosceva assai bene dato che si fermava spesso nelle sue gite in barca per mangiare. un’isoletta dove ci abitavano poche anime, per lo piu’ gente anziana o di mezza età, un posto assai tranquillo, poche auto pochi negozi prezzi buoni e cibo ottimo. per la maggioranza erano contadini quindi cio’ che coltivavano,mangiavano. una specie di agriturismo insomma, ci avviammo verso una trattoria che si chiamava ‘la cambusa’. classico nome per un posto dove la specialità ovviamente era il pesce fresco appena pescato. io che non sono mai stata amante del pesce,ovviamente ho storto un po’ il naso nell’entrare in un posto simile. Ivan mi rassicuro’, “Non Fanno solo Ppesce Tranquilla” mi ha detto ridendosela di gusto, Mamma invece era assai felice di poter assaggiare il pesce locale del posto. entrammo, ovviamente non in costume da mare, ci eravamo rivestiti per scendere a terra. io avevo degli shorts sgambatissimi in jeans e una T-shirt nera senza maniche con le spalle nude, una T-Shirt scollata davanti a V. Mamma aveva un’abito lungo e Ivan che era elegante anche nudo, un paio di pantaloni una maglietta a mezze maniche occhiali da sole,mocassini. prendemmo posto in un tavolo a trè posti e aspettammo che un signore un po’ curvo con la gobba che saluto’ Ivan in modo assai amichevole, ci fece ordinare. Buongiorno signor Ivan, cosa le porto il solito o oggi cambia? chiese L’uomo anziano gobbo. aveva una faccia furba quello lo osservai bene, intanto che Mamma e Ivan ordinavano. Ovviamente loro ordinarono pesce, Mamma del fritto Misto, Ivan che andava sempre sul lusso, del Salmone affumicato. io che ero piu’ schizzinosa, tra le altre pietanze elencate ordinai Hamburger di Manzo e patatine fritte, sperando che fossero almeno mangiabili. guardai il posto, questa ‘Cambusa’ aveva il tipico aspetto di un locale per marinai, tutto addobbato con reperti di Mare alle pareti,mi ricordava un posto dov’ero già stata con un’altro uomo in un’altro momento con Mamma, e gliene parlai. anche Mamma ricordo’ l’episodio non proprio con piacere,visto la figura che gli avevamo fatto fare quella volta scopando praticamente davanti a lei sul tavolo del posto. mi esorto’ seriamente di non fare altre porcate simili. e di comportarmi bene. Il Pranzo filo’ liscio e come promesso a Mamma non feci cose che la mettessero in Imbarazzo. uscimmo dalla trattoria per fare una passeggiata nei dintorni dell’isolotto, a dire il vero assai stranamente troppo deserto anche per un posto con pochi abitanti come mi aveva detto Ivan. per digerire attraversammo a piedi un tratto di ‘spiaggia’ che costeggiava il mare poco pou’ in là di dov’era attraccata la barca. io abbracciata a Ivan e Mamma a seguito, il pranzo miaveva rigenerata e iniziavo ad avere di nuovo voglia di Ffare L’amore,cosi’ iniziai a stuzzicare L’uomo con baci e toccatine sulla patta dei pantaloni. cosa che non piaceva a Mamma che distanziava sempre piu’ il passo da noi lasciandoci avanti e restando abbastanza indietro. Ivan dal canto suo sembro’ invece divertito dalla situazione e stava al gioco toccandomi il culo e palpandomi mentre si camminava abbracciati,ad un certo punto raggiungemmo un’altura con un grosso albero una specie di collinetta dove si vedeva tutto il posto, compresa la piccola trattoria da dov’eravamo appena usciti. decidemmo di fermarci li’ e sederci un po’ sotto il grosso albero. nei dintorni nemmeno una macchina o un’anima in giro, sembrava davvero un posto disabitato, ne un rumore ne una persona avevamo incrociato. pareva un posto sperduto. Mamma si sedette li vicino a noi ma non parlava molto, noi due invece eravamo presi dalla voglia di scopare,ce da dire che nell’ultimo periodo in cui sono stata con Ivan, lo vidi cambiato… voglio dire, all’inizio della nostra conoscenza era sempre attento elegante ed educato con modi regali da Lord. con il passare dei giorni e delle settimane, lo vidi piu’ porco piu’ vicino a mè insomma, questo non significa che perse la sua eleganza e i suoi modi generosi ed educati, ma molto spesso anche lui si lasciava andare a fare cose che magari prima non faceva. non so’ se questo fosse dovuto alla mia vicinanza o cosa, ma fui felice del suo lieve cambiamento. Seduti sotto l’albero ci sdraiammo l’uno sull’altro iniziando ad amoreggiare baciandoci e toccandoci. fino a che non ce l’ho fatta piu’ e gli ho detto apertamente che volevo fare l’amore li’ adesso e subito. come dicevo poc’anzi, all’inizio della nostra conoscenza ad una proposta simile L’uomo avrebbe seccamente rifiutato,magari scusandosi dicendo che preferiva farle in intimità certe cose. Ora invece che aveva abbracciato il cambiamento,accetto’ di buon gusto la mia proposta, fu lui stesso a togliermi gli shorts e la maglietta lasciandomi addosso solo il Bikini e spogliandosi a sua volta. Mamma che a pochi passi vigilava ci blocco’ subito: “Non avrete intenzione di farlo qui’ spero”. Iivan cerco’ di spiegargli che il posto era deserto che conosceva ogni zona di quel posto venendoci spesso in barca, ma stavolta i suoi modi sembrarono non fare presa su Mamma che inizio’ a protestare vivamente e minaccio’ di allontanarsi da noi se avessimo iniziato a fare porcate in pubblico. Mi ci misi anchio a tentare di rassicurarla, ma Lei non ascolto’ nessuno dei due questa volta… Avevo troppa voglia per aspettare di tornare in Barca, e alla fine decidemmo di ignorare Mamma e fare i nostri comodi come deciso. Mentre prendevo in mano il grosso cazzo dell’uomo infilandomelo tutto in bocca Mamma si alzo’ seccata e inizio’ a scendere la collinetta facendo il percorso indietro dicendo che l’avremmo trovata alla trattoria e che se qualcuno ci beccava lei non voleva saperne nulla. non l’ascoltammo nemmeno e continuammo a fare l’amore in un bel Sessantanove lui nudo sotto e io in Bikini sopra di lui. L’albero ci riparava dal sole scottante e da eventuali visite,comodamente sull’erba ci dedicammo alle nostre porcate. dopo esserci succhiati a vicenda il cazzo, Ivan mi ha fatta mettere a pecorina montandomi in groppa come una puledra e da sopra di mè mi ha presa penetrandomi con il suo cazzo duro e grosso facendomi sospirare e godere ad ogni spinta che mi dava. er a uno scopatore davvero eccezzionale quell’uomo, e aveva una resistenza davveronotevole per la sua età. mi lasciai sfondare il culo dal suo bel cazzo non so per quanto tempo sotto quell’albero sull’erba fresca e all’aperto,anche se nessuno passo’ di li’ come detto da Ivan,il posto sembrava davvero disabitato. ce la godemmo alla grande scopando come Maiali senza preoccuparci di niente e nessuno. come al solito finommo con lui che mi riempi’ dentro al culo di sperma caldo e io che poi una volta uscito dal mio culo, glielo presi in bocca per ingoiarla tutta. soddisfatti e contenti ci siamo sdraiati vicini restando per un po’ li’ cosi’ fino a che Ivan rivestendosi mi ha detto: “Andiamo a cercare tua Mamma dai,prima che magari si incazzi ulteriormente vedendoci tardare”. concordai, mi rimisi gli Shorts e la T-shirt, mi sono pulita alla meglio, e siamo subito scesi dalla collinetta dirigendoci alla Trattoria. Mamma era li’ seduta fuori su una sedia e uno dei pochi tavolini leggeva una rivista e beveva un’aranciata ordinata dal vecchio gestore. vedendoci arrivare abbracciati non fece una piega, ma dal volto si capiva che non era certo di buon umore… infatti appena raggiunta, chiese subito all’uomo di andare in barca e di finire li’ la nostra Gita tornando a Casa. con la scusa che non si sentiva bene. L’accontentammo dirigendoci verso la barca e salpando per il ritorno a Milano. il viaggio di rientro non fu certo bello come quello di uscita, Mamma se ne stava sotto in cuccetta senza nemmeno parlarci e se gli si chiedeva qualcosa, rispondeva abbastanza freddamente e sgarbatamente. non gli era andata giu’ la scopata sulla collinetta era evidente. io e L’uomo cercammo di non fare altre porcate almeno fino al rientro per tenerla buona. una volta rientrati al porto attraccammo. Ivan lascio’ la barca e presa L’Auto ci riaccompagno’ a Casa. qui’ fini’ la nostra avventura. anche stavolta come era già successo con altri Uomini con cui eravamo usciti in Trè,Mamma mi proibi’ di rivedere L’uomo dicendo che stavolta ero stata io a far cambiare un’uomo educato e gentile, di ottime maniere e rispettoso di tutto, in un Maiale come mè. in pratica mi accusava di averlo traviato. Ero Incorreggibile sempre e solo con il pensiero al sesso e al cazzo. Per Mamma ero Ormai irrecuperabile, mi fece il solito cazziatone che come al solito non mi fece cambiare le mie porche abitudini, come aveva ben detto mi piaceva troppo il Cazzo per rinunciarci, Mamma doveva farsene una Ragione.
Mail: travesta1974@yahoo.it

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