Lucy una vita di abusi 3 parte




Racconto erotico trans mistermaster Lucy una vita di abusi 3 parte Racconti erotici,
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fantasie sessuali e confessioni completamente gratuite

Scritto da mistermaster,
il 2015-09-06,
genere trans

Primo giorno di lavoro. Lucio sapeva che sarebbe diventata la troietta del suo capo ma aveva bisogno di soldi. Arrivó davanti la porta dell agenzia che era ancora chiusa. Dopo un paio di minuti arriva un Mercedes nero che si parcheggia li davanti; scende il suo capo sorridendo e apre la serranda. Entrano e richiude a chiave dicendo “ci speravo davvero che accettassi sai? Vieni ti faccio vedere la tua postazione”. c era una porta adiacente la sala d aspetto, entrarono in una piccola stanzetta dove c era una scrivania con un PC. “dovrai stare qui dentro a scrivere dati sul PC ma nn preoccuparti c è poco lavoro da fare”. Poi tirò fuori una busta dalla sua valigetta e disse “tieni questi sono tuoi, ora vai in bagno e metti quello che ti piace di più”. Lucio obbedí ed andò in bagno. Aperta la busta vide che c erano mutandine da donna, tutti tanga finissimi e sexy. Ne prese uno nero con un fiocchetto rosso all altezza dell osso sacro e lo indossò; poi si rimise i jeans e tornò nella stanzetta dal suo capo. Lui disse “dai fammi vedere come ti sta”. Lucio si scese i pantaloni e mostró il culo. “Brava la mia segretaria.. ti sta davvero bene.. da oggi in poi tu sarai Lucy e dovrai chiamarmi capo ok?”. Lucio annuì e stava per rivestirsi quando il capo gli fermò le mani dicendo “che fai? Ti ho forse detto di rivestirti? Chinati con la faccia sul tavolo”. Lucio lo fece e l uomo cominciò a baciargli il culo poi spostò il filo del tanga e inizio a leccarlo andando sempre più dentro l ano. Poi si alzò e tirò fuori l uccello; non era molto grosso ma duro come ferro. Disse “avanti Lucy toccalo, dagli anche qualche bacio”. Lucio lo fece e l uomo lo invitò a sedersi sulla sedia. Di lì a poco Lucy si ritrovó a fare un pompino al suo capo mentre lui gli accarezzava la testa. Si sentiva umiliato ma ormai era in gioco e non poteva tornare indietro. Il capo ad un tratto lo fermò dicendo “ferma sto per venire, sei davvero brava ma non voglio rischiare di sporcarci di sborra quindi dovrai prenderla tutta in bocca ed ingoiare. Se ne fai cadere una sola goccia ti frusto”. Dopo pochi minuti Lucy si ritrovó una manciata di sborra calda in bocca che dovette inghiottire. Il capo si rivestí e uscì dalla stanza di Lucio dicendo “sappi che questa sarà la tua colazione di ogni mattina”.
Che umiliazione pensò Lucio… la cosa che più lo infastidiva era che in fondo gli piaceva ma non riusciva ad accettarlo. La mattinata procedeva bene e lucio doveva solo scrivere dei dati sul pc quando il suo capo entrò e disse “preparati che andiamo a pranzo”. Dopo aver chiuso l ufficio andarono in un ristorante, mangiarono e il suo capo disse che ci avrebbe pensato lui a pagare ogni giorno. Tornarono in ufficio verso le 14:30 e si chiusero in ufficio dove Lucy ricevette l ordine di spogliarsi e obbedí. Il capo lo fece mettere alla pecorina e iniziò il solito rituale che si concluse con un pompino. Poi il capo uscendo chiese a Lucio che numero di scarpe portasse e uscì dall ufficio. Tornò una mezz ora più tardi con una busta che diede a Lucio dicendo di indossarle. C erano un paio di zoccoli da donna di color rosa e diverse boccette di smalto. Il capo disse “dovrai indossarle quando sei qui e avere sempre lo smalto ai piedi. Ora indossare vedi se ti stanno”. Lucy le indossò e il capo volle guardare come camminava sculettando. Non era facile camminare con quelle scarpe ma ben presto ci fece l abitudine. La scrivania della stanzetta dove sedeva Lucy era di fronte alla porta quindi anche se fosse entrato qualcuno non avrebbe visto le scarpe che indossava ma si teneva vicine le sue nel caso doveva uscire da li. Finita la giornata verso le 19 il capo tornò da Lucy che dovette togliersi i pantaloni e sculettare in perizoma e tacchi davanti a lui che iniziò a masturbarsi. Poi chiese a Lucy di spompinarlo e gli sborró in faccia. Disse “ora vai a lavarti che ti riporto a casa”. Lucy corse in bagno e si vide allo specchio; il suo viso ricoperto di sborra la faceva sentire una troietta da 4 soldi che si prostituiva per lavoro. Scoppiò in lacrime poi si lavó e tornò in ufficio a rivestirsi. Si rimise le sue scarpe lasciando i tacchi in un armadietto e uscì dall ufficio. salirono in macchina e il capo l accompagnó a casa. Arrivati a destinazione l uomo disse “mi raccomando domani non dimenticare di indossare le tue mutandine e metti lo smalto”. Lucy disse con voce tremante “capo la prego non posso metterli in ufficio?” E lui “non discutere i miei ordini. Se non fai come ti dico te ne pentirai”. Lucy scese dall auto e andò a casa. Il primo giorno di lavoro aveva fatto 3 pompini, gli mancavano ancora oltre 2 mesi alla scadenza del contratto quindi c era molto ancora da succhiare. Dopo aver mangiato qualcosa si fece una doccia e andò in camera. Cominciò ad applicarsi uno smalto rosso ai piedi e sistemó i tanga in un cassetto ma la sua parte femminile uscì fuori tanto che li provò tutti e iniziò a masturbarsi mentre si infilava un dito nel culo. La settimana passava sempre allo stesso modo; ormai era la sua troietta. Il capo amava leccare i suoi piedi smaltati e a Lucy piaceva molto, poi continuava con il culo e Lucy ricambiava con pompini e seghe con i piedi. Il sabato chiusero a ora di pranzo, mangiarono al solito ristorante e poi il capo la portò nella sua villetta. L uomo viveva da solo era divorziato e abbastanza ricco. La portò in camera da letto aprì un armadio e disse “questi vestiti sono di quella trova della mia ex. Vestiti sexy e truccati”. Lucy prese un mini abito nero, indossò reggiseno e tanga di pizzo neri e tacchi a spillo; un po di trucco sugli occhi e tornò dal suo capo che era in sala seduto sul divano. Fece cenno a Lucy di avvicinarsi e la fece sedere sulle sue ginocchia. Disse “sei davvero carina. Questa cosa la faremo ogni sabato e quando sarai qui da me dovrai chiamarmi amore. Capito?”. Lucy disse “si” e lui “devi dire si amore!”. Lucy arrossendo disse “si amore” e l uomo prese a baciarla. Pomiciarono per un bel pó poi la prese in braccio e la portò in camera sul letto. Si spogliarono e Lucy rimase in reggiseno e perizoma mentre spompinava il capo. Lui la fermò e iniziò a leccare il culo alla pecorina di Lucy. Ora però la voleva. Disse “adesso ti farò sentire una vera donna”. Appoggiò il cazzo sul buco e iniziò a spingerlo dentro. Lucio cercava di tirarsi in avanti ma il capo gli teneva i fianchi e in un colpo secco lo mise tutto dentro. I primi minuti gli faceva male ma poi il dolore si trasformò in uno strano piacere. Poi il capo lo fece sdraiare a pancia in su, gli prese le gambe fino a fargli toccare le ginocchia sul petto e cominciò di nuovo a scoparlo dicendo “ti piace vero?”. Lucio aveva gli occhi chiusi e non capiva più niente frastornato da un mix di dolore e piacere fin quando il capo cominciò a sbattere sempre più forte e Lucy ebbe un orgasmo anale. Una sensazione talmente intensa che la fece tremare tutta e svenire. Quando rinvenne dopo qualche minuto il suo capo era seduto sulla poltrona a fumare una sigaretta tutto soddisfatto. Lucy lo guardò e lui gli disse “complimenti sei appena diventata una donna a tutti gli effetti. Hai goduto come una troietta. Da adesso in poi sei tutta per me, guai a te se scopi con qualcun altro”.
Lucio non esisteva più ormai. La sua parte femminile Lucy aveva preso il sopravvento. Aveva goduto mentre il suo capo la scopava e non riusciva a non pensare a quanto fosse stato intenso. Stava male e piangeva, quello stronzo le aveva riempito il culo di sborra. L uomo lo fece alzare e andarono in bagno. Riempì la vasca ed entrarono. Lucy era tra le sue braccia e pomiciavano di nuovo poi lui disse “da lunedì lo faremo anche in ufficio”.
Le settimane successive Lucy scopava almeno 1 volta al giorno e faceva pompini a raffica. Stava imparando a far godere il suo uomo che pretendeva sempre di più. Voleva che Lucy lo guardava negli occhi mentre lo succhiava, amava sbattersi la sua Lucy sempre più forte e il sabato a casa sua scopavano per diverse ore. Lucy ormai ci aveva fatto l abitudine. Si sentiva una troietta e la paga che l uomo le offriva era sempre più alta. Purtroppo agosto era finito e con lui anche il contratto di lavoro. Il suo capo disse “quando vuoi dei soldi già sai cosa devi fare. Basta che mi chiami e vieni da me la sera che ti scopo per bene”. Lucio si sentì sollevato da una parte perché non doveva più fare quelle cose ma tra poco ricomincia la scuola e sarà difficile andare avanti con pochi soldi..

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