L'ovetto by LupoArtico [Vietato ai minori]




– “Lorenzo, stai scherzando, vero?” – mi disse Paolo, che era rimasto davvero incredulo per ciò che gli avevo appena confessato.

Paolo è il ragazzo di mia sorella minore, Francesca. Io e Paolo siamo coetanei, 25 anni, mentre Francesca ne ha solo 20. 

Lui non è solo il boyfriend di quel gran bocconcino che è mia sorella – cioè il tipo che, beato lui, se la scopa ogni volta che ne ha voglia e occasione – ma è anche un mio amico di vecchia data.
Ci conosciamo fin dai tempi dell’infanzia.

Quella sera io e Paolo eravamo usciti soli, senza di lei. Paolo ci teneva a vedere un film al cinema che a Francy non interessava minimamente, e aveva chiesto a me di fargli compagnia. Senza donne al seguito, era bello ogni tanto fare avere l’occasione di rinsaldare i rapporti di una amicizia di così lunga data.

Dopo il film eravamo andati a mangiare qualcosa in un fast food. Seduti al tavolo a ungerci le dita con saporite schifezze, stavamo entrambi fissando la cassiera al banco che ci aveva servito poco prima. Molto, molto carina e sexy da morire, nonostante l’uniforme di lavoro provasse inutilmente a nasconderne le forme.

Ridacchiando degli apprezzamenti sulla ragazza che ci scambiavamo fra noi, il discorso cadde inevitabilmente sull’argomento altamente filosofico che più o meno potrei riassumere così: Quali sono le ragazze che conosciamo entrambi e ti vorresti sbattere fino a prosciugarti le palle?

Paolo aveva il suo paio di nomi per le potenziali candidate, due ragazze fidanzate con due nostri amici. Una di queste, una certa Erika, era anche una delle mie fantasie ricorrenti. Ma avevo un altro nome e non osavo confessarlo a Paolo.

– “Okay,” – disse Paolo – “Erika, e poi?”
Deglutii involontariamente per l’imbarazzo, ma poi mi decisi – “Senti, io l’altro nome te lo faccio. Ed è una ragazza che mi fa impazzire, una che non riesco a togliermi dalla testa per quanto ci provi a farlo. Una alla quale a volte non riesco a non pensare persino mentre sono con la mia ragazza.”

– “Bene. E’ proprio la tipa che intendevamo, no?” – mi incalzò Paolo – “Una che ti fa ingrifare come un animale.” – ridacchiò –  “Dai, spara fuori questo nome. Non farti pregare.”

Presi ancora tempo.
 – “Però tu non ti incazzare e non giudicarmi male, qualsiasi nome sia. E’ solo un pensiero. Tutto nella testa.” – lo preavvisai.
Ora Paolo aveva una espressione molto incuriosita e un po’ perlessa.
– “Okay… è ovvio. E’ un gioco. Stiamo solo immaginando!” – disse lui.

– “E’ Francesca. Mi sento un pazzo a dirtelo, ma è così. A volte non riesco a toglierle gli occhi di dosso.” –  Ecco, l’avevo detto.

Nonostante temessi la reazione di Paolo a quella confessione, l’espressione di sbigottimento che aveva in faccia in quel momento era talmente surreale che mi scappò quasi da ridere.

(Continua…)

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