Londra. Megan by MrGeorge [Vietato ai minori]




Londra. Megan di MrGeorge New!
Non mi ripresi facilmente dalla perdita di Chiara.
Certo la sua lunga malattia mi aveva preparato, ma quando accadde fu davvero devastante.
Stavo davvero male e mi chiusi in me stesso.
Tanto alcool e tante canne per cercare di stare meglio.
Le uniche persone che vedevo erano la famiglia di Chiara ed Elisa ed è facile immaginare come passavamo il tempo insieme.
Anche il rapporto con Elisa si guastò.
Non poteva più esserci quella leggerezza, quella complicità, quella voglia di divertimento e di trasgressione.
Ogni cosa con lei e di lei mi ricordava Chiara.
Per questo non mi riuscì più di fare del sesso con lei.
Anzi smisi proprio di farlo per lunghi mesi.
Provai a buttarmi nel lavoro ma anche quello non funzionò.
Alla fine tutto mi riportava a lei e mi faceva soffrire.
Fu la mamma di Andrea – ancora lei – a darmi la scossa decisiva.
“Guardati…sei uno straccio …non fai più nulla tranne bere e fumare … Ti stai rovinando la vita. Fermati Giorgio ti prego…”
La ascoltai e presi un aereo.
Londra.
Uno zaino e pochi soldi in tasca. Ma se dovevo ripartire l’unica possibilità era farlo via da Milano.
Lontano dalla vita che sempre mi riportava a Chiara.
Non fu difficile trovare un lavoro, anche se ne cambiai tanti.
Gelataio, cameriere, barman…cose così.
Abbastanza per pagarsi il monolocale in cui vivevo e mantenersi.
Dopo un paio di mesi stabilizzai la mia situazione, andando a lavorare in un bar vicino a Covent Garden.
Era aperto dal mattino a notte inoltrata e questo mi permetteva di lavorare un gran numero di ore, prendendomi anche turni di qualche collega che aveva bisogno di saltare per un qualsiasi motivo.
Andava bene così: guadagnavo di più ed evitavo di rimanere troppo tempo solo con i miei pensieri.
Normalmente iniziavo alle 17 e lavoravo sino alla chiusura e quasi sempre facevo coppia con Patrick un ragazzo dominicano mio coetaneo.
Alto e atletico era sempre al centro dell’attenzione di donne e ragazze che rimorchiava con continuità.
Diventammo amici e ripresi grazie a lui la sana abitudine di frequentare una palestra per rimettermi in forma.
Fu li che conobbi Megan.
Una quarantenne – in realtà scoprii solo dopo averla conosciuta che ne aveva 45 – dal fisico da urlo.
Capelli rossi lunghi e leggermente mossi e occhi verdi attirava lo sguardo di tutti i maschi presenti in palestra, anche perché, oltre ad essere alta e slanciata, la sua terza molto piena e il culo perfettamente modellato e sodo facevano bella mostra di se sotto le tute aderentissime che indossava.
Fu Patrick a farmela notare, rimarcando con i suoi apprezzamenti le sue caratteristiche fisiche.
“Guarda che roba… chissa come prende bene il cazzo quella …peccato non sia roba per sfigati come noi Giorgio…”
“Nessuno ci impedisce di guardarla però…”
“Si guardarla … la sbatterei per bene io quella …”
In realtà non si limitava a ignorare noi due ma non dava confidenza a nessuno e anzi si comportava come chi sa molto bene come tenere a distanza le persone con cui non si vuole avere a che fare.
Per questo rimasi sorpreso quando fu lei a rivolgermi la parola.
Stavamo correndo entrambi su due tapis roulant affiancati e più volte i nostri sguardi si erano incrociati.
O meglio io la guardavo e lei si rendeva conto di come la guardavo.
Il suo culo e i suoi seni sodi mi stavano facendo provare un’erezione piuttosto importante e immagino che i pantaloncini che indossavo la lasciavano vedere in tutta la sua grandezza.
“Per me oggi può bastare così. Tu che fai? Continui o beviamo qualcosa insieme?”
Rallentai la mia corsa sino a fermarmi, balbettando qualcosa per la sorpresa.
“Ciao io sono Megan” mi disse porgendomi la mano “Posso conoscere il ragazzo che mi sta guardando da almeno un’ora’”
“Giorgio”
“Italiano, quindi?”
“Si”
“Lo avevo immaginato”
Eravamo in piedi uno di fronte all’altra, entrambi sudati e con l’asciugamano attorno al collo, quando fu di nuovo lei a prendere l’iniziativa.
“Ci vediamo tra mezz’ora all’uscita dal parcheggio. Ti va?”
“Ok”
Mi feci una doccia accurata con il cazzo che si induriva al pensiero di lei che stava facendo lo stesso nell’altro spogliatoio e mi vestii pentendomi di essere decisamente poco curato nell’abbigliamento.
Jeans aderenti e magliettina sotto il giubbetto di pelle.
Niente slip visto che non erano proprio nelle migliori condizioni.
Per la prima volta da tantissimo tempo stavo riprovando quell’adrenalina particolare che precede l’incontro con una donna e la voglia e il desiderio animalesco di scopare, di fare sesso.
La aspettai una decina di minuti seduto sul muretto di fronte all’uscita del parcheggio finchè arrivò alla guida di un elegante auto sportiva.
“Sei a piedi? Butta lo zaino dietro e sali …”
Un sorriso subito dopo aver imboccato la strada.
Truccata e con il rossetto era ancora più seducente rispetto a prima.
“Non posso certo farmi vedere a rimorchiare ragazzi…”
“Immagino e allora perché lo fai?”
“Forse perché mi piace farlo … o forse perché mi hai guardata così tanto da farmi venire voglia di conoscerti”
“Da come mi guardavi prima in palestra pensavo di averti infastidita”
“Al contrario…lusingata semmai …Ma ho una reputazione da difendere…”
“E quindi dove mi stai portando?”
“Nell’unico posto dove non ci vedrà nessuno … casa mia”
Sono certo che lei percepì la mia reazione di sorpresa e di stupore e che la cosa la divertiva.
Dopo pochi minuti entrammo nel cancello di una villetta signorile e lei parcheggiò davanti alla casa.
“Vieni”
Entrammo e mi fece accomodare in un’enorme soggiorno con due grandi divani uno posto di fronte all’altro separati da un tappeto importante e mi lasciò solo per andare a preparare qualcosa da bere.
Mi guardai intorno percependo la ricchezza e l’eleganza che quel locale e quella casa mostravano e chiedendomi cosa avrebbe pensato lei del mio monolocale piccolo e piuttosto disadorno oltre che sporco.
Tornò dopo pochi minuti posando bicchieri e bibite su un tavolino e sedendosi sul divano di fronte al mio.
Indossava una camicetta bianca di seta elegante e una gonna nera molto aderente a tubo che arrivava appena sotto al ginocchio, calze nere velate e ai piedi un paio di scarpe di vernice nera, lucide con un tacco non sottilissimo ma piuttosto alto.
Un orologio e dei braccialetti completavano il suo abbigliamento.
Mi porse da bere e iniziò a fare conversazione.
Nulla di che. Domande su di me. Sul mio passato da laureato in legge e sul mio presente da barman a Londra.
Faceva di tutto per risultare simpatica anche se era evidente in ogni cosa che diceva e faceva la volontà di rimarcare la sua superiorità su di me.
La bella e ricca signora londinese che ha di fronte un ragazzo italiano, emigrante e senza denaro in tasca.
Nella mia testa si alternava il fastidio per questo atteggiamento e il desiderio di riuscire a scoparmela.
L’immagine di lei sbattuta su quel divano mi fece venire il cazzo duro e decisi di provarci.
Mi alzai e la raggiunsi sul suo divano.
La mia erezione era evidentissima sotto i jeans attillati e percepii il suo sguardo posarsi proprio sul rigonfiamento.
“Ora sei tu che guardi con insistenza”
“In effetti sembra ci sia molto la sotto”
“Tu che dici?”
Accompagnai quest’ultima frase prendendole la mano e posandola sul mio pacco.
“Dico che è da quando l’ho visto sotto i tuoi pantaloncini in palestra che mi sto chiedendo quanto grosso sia il tuo cazzo”
“Allora prendilo”
Non se lo fece ripetere, abbassò la cerniera e infilo una mano sorpresa di trovarmi senza mutande, mentre io slacciavo e abbassavo i jeans.
“Ti piace puttana?”
“E’ enorme … è un cazzo enorme …”
Mi segava lentamente ripetendo quelle parole e con gli occhi fissi sul mio bastone durissimo poi scivolò in ginocchio per terra tra le mie gambe e iniziò a spompinarmi con avidità.
Ora le parti si sarebbero rovesciate.
La signora bella ricca ed elegante stava per diventare la puttana da sbattere senza ritegno.
Da troppo tempo non facevo sesso e di colpo mi accorsi di avere una voglia incredibile. Il cazzo era durissimo e la signora mostrava di sapere molto bene come fare un pompino ad un maschio.
“Brava così …succhiami il cazzo …prendilo tutto… fattelo arrivare in gola… spompinami…”
Con una mano sulla nuca accompagnavo i suoi movimenti gustandomi le sue labbra, la sua lingua, la sua saliva….
Mi sfilai una scarpa e cercai di arrivare con il piede alla sua fica ma la gonna stretta lo impediva, così lei senza smettere di succhiarmi il cazzo si slacciò la gonna lasciandola cadere a terra a fianco alle sue ginocchia.
Di classe anche sotto la signora… non poteva essere altrimenti: mutandine di pizzo nere ed autoreggenti con il bordo di pizzo.
Appoggiai il collo del mio piede nudo alle sue mutandine e iniziai a strusciarlo contro la sua fica. La sentivo bagnata attraverso il tessuto delle mutandine.
“Senti quanto sei bagnata … ti piace proprio il mio cazzo grosso allora …non vedi l’ora di prenderlo …di farti scopare…”
Decisi che era il momento di fermare quel pompino e di scoparla.
Non avevo un preservativo con me visto che da tempo non facevo sesso, ma in quel momento non mi venne certo il pensiero dei rischi che potevo correre e mentre lei si liberava definitivamente dalla gonna le andai dietro e mi inginocchiai dietro di lei, spingendole la testa contro i cuscini del divano.
Eravamo entrambi a terra, in ginocchio e mi bastò spostare di lato le sue mutandine per sbatterglielo dentro con decisione.
“Eccoti il cazzo puttana … senti come ti apre…come ti riempie la fica…”
“Ahhh si … dammelo …scopami …dio quanto è grosso … mi stai sfondando la fica…”
“Sei fradicia … ti piace vero … lo senti come è largo …come ti apre … adesso ti mostro come vanno scopate le troie come te …”
“Si …scopami …sbattimi così …ancora …è enorme …è bellissimo …dammelo ….porco sbattimi …”
Le alzai la camicetta e le feci uscire le tette e cominciai a stringerle mentre affondavo nella sua fica allagata con forza e decisione.
Il suo primo orgasmo arrivò dopo pochissimo e proprio in quel momento le misi una mano sulla nuca schiacciandole la testa contro il divano e aumentando ancora di più il ritmo della chiavata.
“Senti come ti sto scopando troia … come ti sto facendo godere…brava così …vieni ancora ….sborrami sul cazzo …senti quanto stai godendo puttana ….urla …così…fammi sentire quanto ti piace il cazzo… sentilo come è grosso … e duro ….”
Continuai così per una ventina di minuti, godendomi i suoi ripetuti orgasmi e facendola sentire per quello che era: una troia vogliosa di cazzo da scopare senza alcun riguardo, unendo ai colpi profondi di cazzo sculacciate al suo culo o prendendola per i capelli e tirandoli.
“Vieni a prenderti la sborra puttana … girati…”
Era a terra la testa contro il divano mentre io in ginocchio le davo il cazzo in bocca o glielo passavo sulla faccia segandomi per godere il mio orgasmo.
Sapevo che avrei schizzato tantissimo e volevo che quello fosse il segno finale della sua sottomissione: riempita di sborra in faccia e sulla sua camicetta elegante.
“Eccola …prendila tutta …”
La realtà superò le mie aspettative e le riempii la faccia e i capelli di sborra, togliendomi anche il gusto vedere uno spruzzo finire sul suo splendido divano e di macchiare in modo molto evidente la sua camicetta elegante.
Rimanemmo entrambi a terra, piuttosto sfatti per la scopata così violenta ed animalesca.
“Dio …mi hai riempito ovunque … guarda che disastro hai fatto…”
“Mi sembrava che ti piacesse …ma se mi sono sbagliato .. mi vesto e me ne vado subito …”
“Certo che mi è piaciuto…e lo sai bene … mi hai fatto venire in continuazione ….hai un cazzo stupendo … è enorme …e durissimo …”
“E ora che lo hai assaggiato non potrai più farne a meno…lo sai vero puttana?”
“E chi vuole farne a meno….”

mrgeorgemilano@gmail.com

Questo racconto è stato letto 258 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: