Lo sziget, una tenda, Elena ed io by LouisEF [Vietato ai minori]




Lo sziget, una tenda, Elena ed io di LouisEF New!

Elena, questo era il suo nome. Io mi trovavo in prima superiore quando lei fece il suo ingresso nel mio liceo. Raramente si trovano bellezze del genere. Media statura, sul metro e 65, corpo perfetto, nè magro nè grasso, ripeto, perfetto. Il suo culetto ovviamente aiutava il suo fisico ad essere quanto più vicino alla definizione di perfezione: sodo, alto, di quelli che quando vedi al mare ti giri insieme ai tuoi amici e iniziate a ridacchiare pensando a cosa gli fareste. Perfino il suo seno era qualcosa di magico, non era una tettona Elena, però la sua seconda abbondante le ha sempre permesso di fare la sua figura, e la cosa pazzesca avveniva nelle occasioni in cui decideva di non indossare il reggiseno. Restavano su, perfettamente immobili e sode. Non avete idea di che viaggi astrali io, così come tutti i maschietti della scuola, mi sia fatto guardando nella sua scollatura. Il pezzo forte però era il viso. Elena infatti aveva i capelli rossi, due splendidi e allo stesso tempo magnetici occhi verdi e diverse lentiggini, ma non di quelle troppo evidenti, a rendere il suo faccino a dir poco angelico. Fintanto che eravamo entrambi ancora al liceo, apparte sporadiche occasioni in cui riuscii a scambiarci qualche parola, non ebbi praticamente mai occasioni con lei, mi limitavo come tutto il resto della scuola a fantasticare su di lei. Dopotutto io avevo le mie relazioni, così come le aveva ovviamente lei, e come la vita insegna erano tutti dei gran coglioni con la c maiuscola. Dopo la maturità non ebbi quasi più occasione di rivederla, dato che frequentavamo giri totalmente diversi, e io comunque mi stavo per avviare verso il percorso universitario e lei invece aveva ancora due anni di liceo davanti a sè. Capitó però una sera che ci incrociammo alla festa di compleanno di una mia ex, che nel frattempo era diventata molto amica di Elena. Quindi decisi che avrei dovuto sfruttare l’occasione. Prima che lei arrivasse avevo bevuto abbastanza, per cui quando arrivó presi coraggio e feci per andarle incontro. Preso com’ero non mi accorsi che in mezzo a noi c’era un mio carissimo amico che non vedevo da tempo che ovviamente dovetti salutare, con piacere ma anche un po svogliatamente. Mi tenne a parlare diversi minuti, ma quando riuscii a liberarmi dalla conversazione mi girai nella direzione dove l’avevo vista l’ultima volta ma non la trovai.
Cercai per tutto il locale ma nulla, non si trovava. Pensai allora che se ne fosse andata e sconsolato mi diressi verso il barman per chiedergli un Boulevardier. Mentre ero in attesa mi sentii chiamare alle spalle.
“Ei, anche tu qui?”
Mi sembrava di riconoscere la voce ma non ricollegai finché non me la trovai di fronte. Era Elena che mi guardava con un sorriso stampato sulle labbra.
“Ciao Elena come stai? Comunque si, sono rimasto in buoni rapporti per fortuna con Marta e quando mi ha invitato sono venuto con piacere. Che bello vederti! Che combini?”
“Eh purtroppo quest’anno tocca anche a me la maturità, ho una paura… però non vedo l’ora di levarmela dalle scatole così almeno potrò finalmente studiare ciò che mi piace. E te invece, come ti stai trovando all’università?”
“Mah, diciamo potrebbe andare meglio. Sai, non è che abbia tutta sta voglia di studiare, però dai, si tira avanti!”
Continuammo a parlare del più e del meno per una buona mezz’ora, mi fece compagnia a bere, ci sedemmo su un divanetto e la conversazione diventava sempre più interessante.
“E che mi dici invece delle tue avventure amorose? Stai con qualcuna?”
“Nono, ormai sono sei mesi che ho deciso di stare da solo per un po’. Sono uscito da un paio lunghe relazioni e quindi ho deciso di prendermi un po di tempo per me divertendomi quando capita.”
“E quand’è che capita che tu ti diverta?”
“Mi diverto quando conosco una bella ragazza, con la quale non mi annoio, riesco a farci una bella conversazione e poi sai, a un certo punto si passa a fare altro.”
“Mm e che tipo di ragazze ti piacciono?”
Colsi la palla al balzo e risposi:” Be una ragazza tipo te sarebbe perfetta!”
Il suo sguardo si fece più malizioso e continuó a punzecchiarmi.
“Perfetta per cosa?”
Non ebbi il tempo di risponderle che arrivarono due sue amiche che si stavano annoiando e dovendo tornare in macchina con lei la pregavano di andare via dalla festa. Lei ne fu visibilmente scocciata però alla fine dovette acconsentire. Così ci salutammo con la promessa di sentirci per andare a prendere un caffè ma prima di andarsene si avvicinò e mi sussurrò all’orecchio:”Anche tu non sei male…”
E con tutta la nonchalance del mondo se ne andò via ancheggiando. Inutile dire che quando arrivai a casa la prima cosa che feci fu farmi una pugnetta pensando a lei. Aspettai un paio di giorni prima di scriverle, ma sfiga volle che dei suoi amici l’avevano invitata per qualche giorno nella casa in montagna di uno di loro. Con la promessa di vederci al suo ritorno, non feci altro che aspettare quel momento. Che però non arrivò, infatti tra gli amici con cui era partita ci stava anche quel coglione del suo ex, col quale lei decise di tornare insieme per cui inutile dire che non ci scrivemmo più. Con l’amaro in bocca passai oltre e mi consolai con diverse scopate per tutto l’inverno. Arrivata l’estate era arrivato il momento di partire per Budapest alla volta dello Sziget, un festival di musica dai più svariati generi musicali che sarebbe durato una settimana e che noi avremmo trascorso in tenda. Sarei partito con 3 amici: Marco, Andrea e Giulio. Fatta eccezione per Andrea che aveva appena finito la maturità eravamo tutti coetanei e programmavamo questo viaggio da mesi. A prescindere dai concerti moltissimi nostri amici erano andati e nessuno era tornato in patria senza aver scopato quindi volevamo saggiare anche noi con mano. A due giorni dalla partenza ci stavamo prendendo un caffè tutti insieme per programmare gli ultimi dettagli del viaggio quando a un certo punto squilló il telefono di Andrea. L’aveva chiamato una sua compagna di classe ma non gli demmo peso e noi tre continuammo come se non fosse a parlare. Appena riagganciò ci zittì subito.
“Ragazzi, non avete idea. Mi ha appena chiamato Angela. Mi ha detto che anche lei sarà a Budapest durante i giorni dello sziget, soltanto che essendosi organizzata tardi è riuscita a prendere esclusivamente due day pass e quindi ci ha chiesto se cortesemente potremmo ospitare lei e una sua amica nella nostra tenda per quelle due notti.”
Angela era sempre stato un chiodo fisso di Andrea per cui era comprensibile il suo entusiasmo. Quando però gli chiesi chi sarebbe stata l’amica restai di stucco.
“Viene con Elena.”
Così come lo disse, cadde il silenzio per qualche secondo per poi tramutarsi in una classica caciara da ragazzi spintonandoci a vicenda esaltati dall’idea di dormire con quel pezzo di fica. Presi la notizia come un segno del destino e mi promisi che non mi sarei fatto sfiggire un’altra occasione. Dopotutto avevamo deciso che avrebbe dormito nella mia tenda che era quella un po’ più spaziosa, per cui era una partita che potevo perdere solo io…

Note finali:

Per commenti o consigli, scrivetemi a Louis.E.F.rdm@gmail.com

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