L'intervento al menisco con l'aiuto di Angela




L’intervento al menisco con l’aiuto di Angela

Sembrava un intervento di routine, un semplice menisco operato in laparoscopia, due giorni di ricovero e sarei stato di ritorno a casa…visite mediche già fatte e arriva il momento della rasatura dei peli.
Si prenota subito un’infermiera distinta, collega di mia suocera, addetta ai ferri in sala operatoria.
Angela cosi si chiama l’infermiera disposta a farmi la depilazione al ginocchio, la conosco da tempo avendola incontrata alcune volte a casa della suocera, è di bell’aspetto, mora con un fisico molto giovanile, poco più di 40 anni.
Era separata, si dedicava a viaggiare, la sua passione da quando riacquistò la libertà, e alla lettura di racconti erotici. Da sempre apprezzava i miei racconti di tal genere, sapendo che ero un dilettante scrittore.
Per precauzione e su richiesta del chirurgo, cosi disse lei, la depilazione doveva essere estesa anche all’inguine.
Si presenta in stanza con guanti monouso, acqua calda e lametta, non va molto per il sottile.
E’ una stanza a tre posti ma oggi l’occupante della stanza sono solo io.
Fino ad ora, non ho fatto caso al lavoro di Angela se non per una battuta fatta a mia suocera, in precedenza.
– Vado io…voglio proprio vedere come sta messo sotto tuo genero – sorridendo maliziosamente.
Angela che da subito mi era sembrata una delle tante infermiere dedite al lavoro, non l’avevo mai conosciuta e apprezzata cosi da vicino, e quindi da un altro punto di vista.
Subito cerca di mettermi a mio agio salutandomi cordialmente e chiedendomi di scoprire il ginocchio, cosa che eseguo immediatamente.
Con una mano tengo il lenzuolo sopra il mio pube, per pudore.
Lei se ne accorge e mi dice che devo togliere il lenzuolo e anche lo slip, che deve depilarmi anche parte del pube.
Non credo alle mie orecchie.
– Angela che c’entra il ginocchio con il pube? –
Pericolo di infezioni ribatte lei.
Cosi mi trovo costretto ad obbedire e nonostante il mio pudore mi tolgo tutto.
Lei da prima non dà importanza al mio sesso, tutta presa dalla preparazione e con una garza mi bagna tutta la coscia con l’acqua calda, per poi posizionarsi di fronte a me chinandosi leggermente sul mio ginocchio.
Non so se involontariamente o volontariamente i miei occhi vanno alla sua scollatura, dove si intravede dall’apertura del grembiule un bellissimo seno sorretto da un delizioso reggiseno nero merlettato e più lei si dà da fare con il rasoio e più il mio pensiero vola verso nuovi orizzonti.
Lei parla ma io non l’ascolto e rispondo come un automa alle sue domande.
Quei seni sodi duri e due capezzoli che pareva volessero bucare il grembiule prendono tutta la mia attenzione.
Lei, sentendosi osservata, alza la testa e mi vede perso nel suo petto.
– Beh!! – Mi desta ad alta voce, – Hai finito di guardarmi le tette? Io qui lavoro …guarda che lo dico a tua suocera…- e si fa una risata…
Il mio uccello, intanto, preso da certe fantasie circa il suo seno inizia a inturgidirsi e questo a lei non sfugge affatto.
– Hei!! Ma che fai? – Esclama Angela con un sorriso sornione stampato in faccia: – Ma sei matto? Se entra qualcuno? –
Per tutta risposta le dico: – Angela tu mi fai questo effetto…scusami.-
Pensando tra me e me che mi riprenda, esordisce invece dicendo: – Tranquillo ormai non mi fa più ne caldo ne freddo, ci ho fatto l’abitudine, ne vedo tutti i giorni di tutte le specie, certo uno come il tuo non passa inosservato complimenti…ora stai buono e lasciami finire….-
Ormai la mia mente viaggia e non riesco a padroneggiare i miei sensi, tant’è vero che il mio sesso è ora totalmente eretto e pulsa come non mai e attendo la sapiente mano di Angela per la depilazione.
Con totale imbarazzo da parte mia, ma per la gioia di Angela e dei suoi sensi, abilmente, smanetta quel totem eretto davanti ai suoi occhi, la preparazione prosegue, lo sposta con il dorso della mano, mentre mi pennella con la sua lametta.
Quando si volta dandomi le spalle per poter stare più comoda, non posso fare a meno di notare il culetto di Angela bello sodo dove già in precedenza a casa di mia suocera ci avevo messo volentieri gli occhi sopra, ora è tirato dal grembiule che lo fascia armoniosamente e sorretto da un classico slip bianco, ho voglia di toccarlo quanto è bello.
Ma devo stare buono e fermo…se non voglio rischiare qualche taglio…
Finita questa preparazione Angela mi saluta e mi augura buona fortuna.
Di lì a poco vengono a prendermi per farmi fare il pre-sala operatoria dove c’è un via vai di infermieri; anestesia lombare: dopo un paio di ore sono di nuovo nel mio letto mezzo assopito e con un dolore sopportabile al ginocchio.
Torna Angela e sorridendomi mi chiede: – Come va?-
L’intervento è stato semplice e di normale amministrazione e tutto si era svolto per il meglio.
Io le confido che ho un gran dolore alla vescica, non riesco ad urinare per via dell’anestesia.
Lei mi rassicura dicendo che si sarebbe tutto risvegliato al più presto, e se il dolore persisteva, prima del cambio turno mi avrebbe inserito un piccolissimo catetere. Così è stato, i dolori si sono fatti forti e la richiamo dicendo che non ce la facevo più.
Lei indossa di nuovo i guanti e questa volta scarta una confezione di cannule monouso e scoprendomi il bacino prende con due dita il mio sesso, o almeno quello che rimane, cioè un pezzo di bollito inerme e del tutto insignificante, e dopo averlo scappellato un paio di volte, e lo fa mentre se la ride, inserisce la cannula che mi permette di urinare e avere sollievo dal dolore…
Grazie Angela le dico, preso da imbarazzo…
Non può mancare una sua battuta ironica: – Che cambiamento da stamattina….mi piaceva più prima – e anche questa volta sorride mentre lo dice.
Salutandomi per via del cambio turno mi stampa un bacio sulla guancia, molto affettuoso…
– Ci vediamo stasera, quando riattacco per il turno di notte. Ciaoo e non muoverti…-
Tra me e me non posso dimenticare i doppi sensi di Angela e man mano che riacquisto l’uso delle gambe, anche il mio sesso riprende quota ogni volta che con la mente fantastico di Angela e del suo delizioso corpo.
Non vedo l’ora che passi tutta la giornata, per poterla rivedere alla sera.
E’ simpatica e il pensiero del suo culetto, della sua bocca, del suo seno mi attanagliano le gambe e istintivamente le stringo per i fremiti.
E con questo in mente mi addormento, sino a quando un rumore sordo metallico mi sveglia dal mio sonno.
E’ l’inserviente con la cena, per me sul vassoio ci sono due fette biscottate e una tazza di the.
Di lì all’imbrunire è un tutt’uno, non vedo l’ora che Angela bussi alla porta .
Verso le undici e trenta, Angela fa il suo ingresso nella stanza, silenziosamente come per non svegliarmi.
– Pensavo dormissi – esordisce, con un dolce sorriso stampato sulle gote.
– Come stai? Passato il fastidio? – E si avvicina a bordo letto per sedersi su di un fianco.
– Bene grazie Angela, sono riuscito anche ad alzarmi per andare in bagno a lavarmi un poco sai, ne avevo bisogno. Mi e rimasto solo un fastidio all’inguine per via della cannula, ma nulla di più.-
Mmmm esordisce lei…so io cosa ci vorrebbe ma è troppo presto ancora. Io ingenuamente penso a qualche pomata lenitiva…
Solo quando lei passa una mano sopra il mio inguine per cercare e saggiarne la consistenza allora afferro il vero significato…
– Tutto quello che vuoi Angela basta che mi passi il bruciore…-
– Ora devo andare ripasso più tardi per vedere come stai, devo fare l’ultimo giro delle stanze.-
Non sto più nella pelle e non voglio che lei vada via, cosi le prendo una mano e l’attiro verso di me sfiorando la sua bocca con la mia e quando le nostre labbra si toccano per qualche secondo…la lascio andare.
Lei non si ritrae da quel dolce bacio, questo mi lascia ben sperare.
Il mio sesso immediatamente balza in su e devo massaggiarlo per il dolore…
Dopo una mezzora si riaffaccia Angela e questa volta con molta calma mi chiede:
-Allora come ti senti? Hai ancora quel fastidio? –
– Certo – dico io con voce bassa, appoggiandole una mano sulla guancia e avvicinandomi a lei, la bacio con ardore questa volta.
Lei non fa una mossa per sottrarsi, lo vuole…
Mentre le nostre lingue si aggrovigliano, la sua mano va dritta al mio sesso trovandolo duro e tremante per l’eccitazione.
– Sei sicuro di avere ancora fastidio? – Esordisce lei staccandosi dalla mia bocca.
– Si, certo, ho tanto dolore Angela.- Sospiro…
– Bene allora – dice lei – Ci penso io, dopotutto sei steso su di un letto, in mio potere…voglio allungare le mie mani su di te, voglio tartassarti un po’…-
E cosi ha fatto. Mi toglie il lenzuolo che ho in grembo e prende silenziosamente ad armeggiare con il sesso eccitato.
Ripensando a come era ridotto qualche ora prima, mi stendo sulla schiena e con una mano le accarezzo ancora una volta il viso invitandola a lenire il mio fastidio il più presto possibile.
Angela capisce che questo è l’ultimo momento se vuole tirarsi indietro, alzarsi ed andarsene, magari anche sbattendo la porta: dopo sarebbe troppo tardi.
Ma è quello che vuole anche lei, cosi… decide di restare.
Infila la mano in mezzo alle mie gambe e comincio a sollazzarmi con le sue carezze.
Non posso permettermi di gemere, tanto meno di far sentire i miei sospiri al di là del muro della mia stanza, con il silenzio che c’è a quest’ora ci scoprirebbero subito.
E’ un membro grande e duro, Angela da subito sa cosa fare.
Quando se lo trova davanti alla bocca non ha più dubbi, non vede l’ora di gustarne il sapore.
Io lo prendo in mano e comincio a segarmi piano piano, con movimenti lenti a pochi centimetri dal suo viso.
Il mio sesso cresce e diventava sempre più duro, stretto nel mio pugno.
– Dimostrami adesso che ti piace Angela – dissi guardandola negli occhi.
Lei allora lo afferra e se lo passa sotto al naso più volte sospirando profondamente.
L’odore del mio membro la fa eccitare come non mai.
Angela lo strofina sulle labbra, fino a che non decide di aprire la bocca, quindi lo accoglie calorosamente, cominciando a lavorarlo con la lingua.
E’ eccitante il suo viso alle prese con un membro di quelle dimensioni.
Senza voler dare l’idea di forzarla le metto una mano sulla testa e con la scusa di spostarle i capelli la invito verso di lui riuscendo a farglielo ricevere per intero, dentro quella amata bocca per qualche secondo, sentendosi piena succhiava e mi dilettava di un piacere mai inteso prima.
– Angela, sei fantastica! – quindi l’attiro a me facendole lasciare la presa con la bocca e le do un bacio mischiando il suo sapore al mio.
Non soddisfatta, con gli occhi lucidi per la gioia, afferra nuovamente il mio arnese e se lo rimette in bocca, lo succhia per diversi minuti, fin quando non percepisce che io sto arrivando al culmine. Le faccio segno di mollare la presa, ma lei caparbiamente continua nel suo sapiente lavoro di succhio facendomi capire che intende che io le riempia la gola con il mio succo, cosa che faccio tra mille contrazioni e spasmi, il tutto nel più totale silenzio.
Riesco soltanto a infilare una mano tra le sue cosce aperte, la sua vagina già da qualche minuto ha iniziato a diventare umida e le sue mutandine sono già bagnate.
Grazie Angela, balbetto con un filo di voce mentre lei ultima l’azione di pulizia andando con la punta della lingua a cercare le ultime gocce che il mio sesso emetteva.
– Sei proprio un mandrillo! E sei matto da legare. E adesso mettici anche questo, nei tuoi racconti erotici…-

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