L’INDOLE SCONOSCIUTA DI SILVIA: LA GIOVANE NIPOTE by masterxte [Vietato ai minori]




L’INDOLE SCONOSCIUTA DI SILVIA: LA GIOVANE NIPOTE

La mia compagna ha due sorelle che a loro volta hanno un figlio maschio ed una femmina; la sorella maggiore ha la figlia Silvia 23enne che questo fine settimana è venuto nella nostra casa in montagna con la nostra figlia Petra.
La casa è piccola, con pochi spazi e spesso ci si cambia, ci si veste dove capita senza tante remore e pudori.
Silvia è rimasta orfana di padre sin da piccola, è una ragazza assolutamente normale ma molto spigliata, positiva, decisa: sa quello che vuole con un modo di fare molto affabile e aperto, ha un bel portamento e si veste come tutte le giovani di oggi, a volte trasandata ed altre è tutta in tiro.. Fisicamente è alta circa 1,60 m, magra (anche se la sua nuova vita universitaria fuori casa le ha fatto mettere su qualche chilo che comunque non guastano) capelli castani lunghi fin poco sotto le spalle, un bel musetto e un vezzoso neo al limite del labbro superiore; quello che mi ha sempre attirato di lei, da quando ha raggiunto la maturazione fisica, è il sedere molto pronunciato; un po’ meno il seno relativamente piccolo (2^ misura) nonostante abbia praticato nuoto per diversi anni.
Siamo partiti il venerdì sera io e le due ragazze (Petra e Silvia) che mi avevano pregato di portarle a sciare viste le abbonanti nevicate della settimana precedente, e considerato la loro mediocrità nella tecnica e la mia bravura. Finito il Liceo frequenta la facoltà di Scienze delle Comunicazioni e tra pochi giorni parte per un corso di sei mesi all’estero, per cui si vuole godere gli ultimi giorni in santa pace e cercando di divertirsi.

Al mattino partiamo con l’intenzione di fare il più possibile discese in neve fresca ricordandosi di analoghe ed esilaranti giornate quando erano più piccole.
La neve era fonda e loro spesso cadevano a volta non riuscivano a tirarsi su da sole così dovevo aiutarle e, si sa, in quei frangenti non ci formalizza troppo. Così, se da una parte tiravo su Petra senza alcun secondo fine, ho iniziato ad aiutare Silvia toccandole il sedere, stringendola da dietro toccandole il seno, facendo finta di perdere anche il l’equilibrio e mettendole le mani in mezzo alle gambe per attutire la caduta o issandola facendole aderire bene il mio cazzo al sedere.
La giornata è trascorsa così tra una risata e l’altra ed alla sera rientriamo a casa con le due fanciulle distrutte. Una calda doccia corroborante le rigenera; nel frattempo il pomeriggio ci raggiunge il fidanzato di Petra che le comunica che sono invitati a cena da amici.
Silvia declina l’invito così subito prima di cena rimaniamo soli io e lei.
M: va bene che non hai voglia di uscire e magari fare tardi, ma non hai voglia di andare a mangiare una pizza?
S: Come vuoi Marco basta che torniamo presto.
M: dai allora vestiti che prima andiamo meno dobbiamo aspettare e prima rincasiamo.

Mentre ci vestiamo spostandoci da una camera all’altra vedo che indossa un paio di “mutande della nonna” un paio di collant molto pesanti gonna corta scozzese, stivali UGG, reggiseno, maglia con collo alto, capelli raccolti in uno chignon, giaccone e niente trucco. Nulla di sexi, anzi, forse tuttaltro!
Durante queste operazioni e nell’andare e venire il mio cazzo rinvigorisce e non lascia nulla alla fantasia inguainato in boxer molto aderenti che evidenziano anche il mio sedere parecchio tonico.
Usciamo entriamo in pizzeria scegliamo un tavolo in una saletta un po’ più tranquilla e distante dal vociare delle famiglie con bambini.
M: allora ti sei divertita oggi?
S: ooh siii come qualche anno fa, anzi forse di più!!!
M: come mai?
Lei arrossisce un pochino, abbassa lo sguardo:
S: ma no così niente di particolare
M: daaii su dimmelo suuu
Silvia non si apre e cerco di osare per scardinare le sue remore: o la va o la spacca
M: ho fatto qualcosa che non dovevo?
S: ma noo dai lascia stare
M: no no assolutamente svuota il sacco altrimenti ti ci costringo

In assenza di risposta passo alla carica
M: Forse oggi mentre ti tiravo su, qualche volta ti sei sentita come palpata? Se ho esagerato ti chiedo scusa
M: oppure è l’opposto? Mentre la incalzo lei appare stranamente a disagio: cosa non da lei e con i piedi vado a cercare i suoi facendole aprire le gambe.
S: Daaiii Marco daiii non è il caso, che fai?
M: Sono fuori strada nella mia interpretazione? Guardami:
Mentre mette in bocca un pezzo di pizza con la mozzarella filante che cola mi guarda.
M: Allora? E faccio salire un piede verso il ginocchio. Ero rimasto che ti eri lasciata con Giacomo e ora da quando sei a Milano esci con qualcuno?
S: Mi vedo con uno giù a casa ma niente di particolare
M: Ti scopa?
S: ma daaai che domande sono!!
M: Ti scopa? Non è normale che i nostri contatti di oggi non ti abbiano lasciato indifferente
M: sciogliti Silvia, intanto non mollo la presa per cui volente o nolente mi dirai quello che voglio. Allora?

Silenzio

M: peggio per te

Faccio finta di raccogliere il fazzoletto di carta, vado sotto il tavolo e le metto una mano in mezzo alle gambe fino all’inguine: Silvia sobbalza e riesco a sentire un certo umido nonostante i collant spessi: segno che sono sulla strada giusta.

M: Ti è piaciuta la giornata oggi? E la serata?
S: Siii Marco ma dai sei il compagno della zia
M: dimentica chi sono: cosa ti è piaciuto, cosa ti piace?
S: Stamattina quando mi prendevi e mi tiravi su mi hai dato dei brividi, forti brividi, forse perché ero già scombussolata dall’averti visto mentre ti vestivi con l’intimo aderente che esaltava il tuo fisico di cinquantenne in forma
M: ooohhhh brava ci voleva tanto? E questa sera ……. Ti è piaciuto la mia insistenza il sentirti costretta a confessare ad eseguire degli ordini!!

Paghiamo il conto e usciamo

M: Vuoi andare a casa?
S: Si è meglio

Il tragitto lo facciamo in silenzio, giunti a casa, in garage, scesi dalla macchina, la spingo contro un pilastro le prendo fulmineamente le testa fra le mani, le alzo una gamba le vado contro e la bacio con prepotenza. Silvia inaspettamente risponde al bacio, le nostre lingue si cercano, frugano le rispettive bocche, stacco una mano dalla sua testa e la sposto sulla coscia sollevata la faccio scorrere sul gluteo spingendole il suo bacino verso il mio per farle sentire l’erezione.
Il bacio appare lungo e quando lo terminiamo il volto di Silvia è languido, quello di una giovane donna sconvolta, con l’espressione supplichevole.
Arrivati a casa mi siedo sul divano la avvicino mentre le faccio sbottonare il giaccone, le alzo la gonna e le tiro giù i collant.

M: Tirati su il maglione e tira fuori le tette

Silvia esegue senza replicare né fiatare accettando le mie mani che le sfilano gli stivali, srotolano e tolgono i collant, e che prendono le sexi mutande della nonna tirandogliele e infilandogliele nella fica e tra le natiche.
I suoi capezzoli sono piccoli ma irsuti: piccoli chiodi; eccitati non si sa se per il freddo o per il desiderio, la sua micina molto ben curata quasi completamente depilata a parte un piccolo, vezzoso, rado cespuglio poco sopra.
Mi alzo, la spoglio tutta mentre le sussurro:
M: non avere paura, stai tranquilla, quando non vuoi più mi dici basta e io smetterò, ma nel frattempo rilassati, assecondami, goditi quello che ti farò e che ti chiederò perché penso che ti potrà piacere parecchio.

Mi risiedo sul divano, prendo Silvia per mano e la faccio mettere, nuda, sdraiata sulle mie ginocchia con il suo bel sedere davanti agli occhi: la tentazione è troppo forte.

M: Lo sai che sei stata mooolto indisciplinata stasera?
Schiaffo sul sedere
S: Ahhii, nooo ero inibita non pensavo ……
Schiaffo su chiappa destra
M: moolto indisciplinata, non pensavi che cosa?
Schiaffo su chiappa sinistra
S: non pensavo che potessi arrivare a questo punto. Proprio con te.

Le lasso una mano sotto il cavallo sfiorandole la fichetta e la rosetta del sedere

M: Ahhh proprio con me, perchè mai? Sono brutto (schiaffo), troppo vecchio (schiaffo), antipatico (schiaffo). Dal bacio che ci siamo dati non sembrava.

Silvia dimena il corpo cercando di sfuggire ai colpi, si lamenta, ma poi neanche troppo convinta

S: Ahhiii No, è che sei il compagno della zia e….. (sussurrando) siiii Marco Siiii mi piace

La stavo penetrando la fica con un dito

M: Ohhh ti accontenti di poco vedrai dopo!!!! Da quando non fai sesso e non godi come si deve?
S: Ogni tanto mi tocco fino a godere
M: e a cosa pensi mentre lo fai?
S: A come mi piace fare sesso e godere con un ragazzo
M: ora basta parlare e assapora e vedrai che questa serata ti cambierà.

Le dita nella fica diventano due (indice e medio) le faccio entrare ed uscire sempre più lucide di umori, con noncuranza ogni tanto le tocco il buchino del sedere per bagnarlo un pochettino.

S: Siiiii Marcooo
M: Nel culo lo hai mai preso, ti sei mai infilata mai niente lì? E mentre glielo chiedo le infilo le due dita in fica ed il pollice nel sedere

S: NNNNooooooo SIiiii iiiiiiii AHhhhhhiii Non l’ho mai fatto con un uomo ma quando voglio godere tanto mi piace infilarmi dei giochi
M: Ohhhh brava viziosettaaaaa e hai anche goduto con il culo?
S: Siiii
M: Inginocchiati prendimelo in bocca

Silvia diligentemente su accuccia mentre io alzo, sbottono e tolgo i pantaloni e le mostro il mio cazzo in tiro, scappellandolo glielo mostro con la punta gonfia e lucida e l’asta dura irsuta dalla vene gonfie.

M: ora prendilo. L’hai mai preso in bocca, ti piace?

Silvia non risponde, si avvicina, prende l’asta con una mano, tira fuori la lingua e come una bambina golosa con il suo gelato preferito, inizia a lavorare la cappella.

M: Guardami. Cosa mi stai facendo?
S: (Tra una leccata e l’altra) Un pompinoooo
M: Ma brava nipotina brava inizi bene, ora faremo un po’ di esercizio lessicale: CONTINUAAAAA
Ogni errore sarai punita. Pompino si dice anche …….
S: Pompino, pom (uuuhhhhhmmmmm) pa, bocchi (oooooohhhhh) no oooohhhhhhh
M: Succhialo così brava!!!! Togli la mani e fallo solo con la bocca. Bene ora una giovane perversa, che forse non sapeva di esserlo, sta facendo un pompino a suo zio: ossia gli sta prendendo in bocca ….
S: Siiii uuuhhhmmmmm il cazzo
M: Non leccarlo solo, prendilo anche in bocca: tutto, insalivalo bene porcellinaaaaaa siiii brava Silviettaaaa siiiiii. Il cazzo anche chiamato ….
S: uhhmmm minchia????
M: ti sei mai fatta sborrare in bocca? Poi anche …..
S: Nooooo ho solo leccato lo sperma siiii Marco nerchiaaaaa!!!
M: poi

Silvia dissente con la testa: non sa altri sinonimi di cazzo

M:: Toccati, masturbati

Dopo qualche minuto

M: Alzati: punizione
S: Perchèèèèè
M: Non hai saputo altri modi di dire cazzo

La metto appoggiata con le mani e faccia contro la portafinestra, in piedi, mi metto dietro di lei mi accuccio e inizio a leccarle fica e culo, li bagno tutti e due bene con tanta, tanta saliva che si mischia ai suoi umori di giovane donna in calore.

M:Allargati bene la chiappe con le mani, gira la faccia e guardami.

Brandisco il cazzo in tiro, le schiaffeggio le chiappe poi appoggio la cappella al suo buchino quasi vergine, mi avvicino al suo visino e le sussurro:
M: PU ( e le do un colpo penetrandola)

S: AAAAAAAAAAH

M: Puttanellla. NI ( un secondo colpo ed il cazzo sparisce per metà nel suo bel sedere). Il cazzo si dice anche uccello (e nel mentre roteo i miei fianchi), fava (le bacio il collo), membro (le sussurro troietta). ZIO (un altro colpo ben assestato la induce ad inarcare la schiena)

S: SIIIIII Marcoooo Siiii
M: Inizia a piacerti Silvia? Siii cosa
S: Sei un porcoooooo
M: Allarga le gambe nipotina adorata!!! Battacchio, fallo, pene. Senti in quanti modi si chiama!!! NE (ultimo colpo finale di inculata fino a farle sbattere le palle sulle chiappe e che Silvia asseconda con un altro inarcamento di schiena e l’irrigidimento delle spalle)
Stai prendendo per la prima volta un cazzo vero nel tuo bel culetto ora non sei più vergine da nessuna parte. Ora inizio a incularti come si deve, assecondami e vedrai che ti piacerà.

La stacco dalla porta finestra, la faccio andare il più giù possibile con il busto ed inizio un lento sfilamento del cazzo del suo sedere appena sfondato.
S: OOOOOHHHHh
Sfilato per metà riaffondo il colpo
S: AHHHHH

La prendo per i fianchi, le sciolgo i capelli ed inizio un animalesco lavoro pelvico; Silvia si lamenta, rantola, grugnisce ma dopo qualche colpo inizia ad assecondarmi a muovere i fianchi, a indietreggiare col sederino per sentire meglio le penetrazioni che ora sono complete: tutto il cazzo fuori tutto la nerchia dentro, e quando lo infilo, ogni tanto, il colpo la sferro a destra o a sinistra. In questo andare e venire mi assaporo con la vista questo giovane sedere appena sfondato e allargato.
Le tiro su il busto.
M: Unisci le gambe e guardami Silvia
I capelli scarmigliati, il suo corpo imperlato di sudore, i suoi gemiti ed ora il suo sguardo sconvolto e sfatto da un mix di piacere, sofferenza e supplichevole mi arrapano.
Alterno baci tra l’appassionato e il volgare, a leccate nelle orecchie, bacetti ai lobi, schiaffi alle chiappe, palpate alle tette con martirio ai capezzoli con sussurri del tenore :
Troietta ti stai facendo inculare da tuo zio
Potrei essere tuo padre porcellina
Ti piace ehhhhh????
Hai un culo fenomenale!!!!
Ti farò diventare una insaziabile giovane donna, se vorrai troia e puttana sia con maschi che con femmine.
Con più di un maschio magari di colore con un cazzone enorme!!!!
Sarai la mia porcellina
Ti insegnerò a fare sontuosi pompini e a ingoiare la calda e vischiosa sborra di un uomo.
Diventerai esibizionista, godrai dal farti vedere, o dalla paura di essere vista in locali pubblici, in macchina, in metro.
Ti vestirai solo in modo da essere sempre disponibile a tutti

E Silvia in questa escalation di affermazioni rispondeva con SIIIIII ancoraaaa siiiiii nel sedere MArcoooo, fammi godere, farò quello che mi chiedi voglio godereeee, godereeeee siiiiiiii sbattimi, sono una porcaaaaaaaaaaaa, fammi diventare la tua porcaaaaa uuuuuuhhhhmmmmmm, porcooooooo

M: Ora ti sborro nel culo Silvia sentiiiii
S: SIiiiiiiiiii daiiiii siiiiii Marcoooo Godo anche iooooo ohhhhh siiii
Ci accasciamo sul divano consapevoli che dobbiamo rimanere vigili e che non possiamo rilassarci perché Petra e il fidanzato potrebbero arrivare a breve.

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