Liceo by MarcoB [Vietato ai minori]




SASHA

Suonarono al citofono e Sasha tirò un sospiro di sollievo. Giorgio andò a rispondere. Sasha era una ragazza slava, bella e dolce come solo le ragazze del liceo sanno essere, che, con la famiglia, si era trasferita da piccola in Italia, aveva frequentato le scuole in Italia, acquisendo un buon italiano, senza perdere un filo di accento slavo che procurava, a chi l’ascoltava, un overdose di fascino. Era la ragazza di Federico, ma sua madre le aveva inculcato sani principi morali e lei era decisa a portare la sua verginità, se non sull’altare, nel letto di un ragazzo di cui fosse sicura di essere innamorata e ricambiata. A quella età, però, le certezze in materia sentimentale sembrano durare poche settimane.

Da qualche giorno, Sasha aveva notato che Giorgio, che frequentava la sua stessa classe, non le era indifferente e temeva che se egli si fosse fatto avanti, non avrebbe saputo resistere alle avances. Sasha voleva valutare bene il sentimento per Giorgio, per lasciare a cuor leggero Federico.

Quel giorno Sasha indossava dei legging attillatissimi , color rosa carico, che le coprivano le sue lunghe gambe affusolate fin sotto il ginocchio, mettendo in risalto gli eleganti polpacci nudi che finivano in altrettanto eleganti caviglie. I legging fasciavano il sedere di Sasha e, poiché ella indossava un sottilissimo tanga, si infilavano tra le chiappe della ragazza come una seconda pelle. Un richiamo sessuale formidabile per Giorgio, ma anche un valido ostacolo alle tentazioni. Sasha, infatti, non era proprio sicura di poter resistere agli attacchi di Giorgio, al suo fascino da maschio dominante alfa e i pantaloni le avrebbero consentito una difesa qualche secondo più lunga, abbastanza per pensare dieci volte a quel che stava facendo, come le suggeriva sempre sua madre. Una camicetta attillata color blu fasciava la ragazza e metteva in risalto il seno certamente più grande di quello delle sue compagne di pari età.

Quel pomeriggio Sasha era andata a casa di Giorgio convinta che i genitori di lui l’avrebbero favorita a respingere gli attacchi di lui. Quando si accorse che Giorgio era solo in casa ed i genitori non sarebbero tornati che dopo qualche il giorno, era già troppo tardi e fu presa dalla paura di essere finita come un pesce in bocca al gatto. Quel citofono che suonava la fece ben sperare di trovare un scappatoia per liberarsi delle fauci del gatto.

Al citofono era Andrea, un compagno di classe, amico fraterno ed inseparabile di Giorgio con il quale condivideva tutto ciò che si può condividere tra amici di quella età.

Prima di partire, la madre di Giorgio aveva preparato una torta al cioccolato guarnita di panna montata, aveva riempito il frigorifero di snack e cibi già pronti solo da riscaldare, succhi di frutta e the freddo. Giorgio offrì agli amici la merenda e i tre ragazzi attaccarono la torta al cioccolato con the freddo. Si misero sul tavolo vicino al divano e mangiarono tranquilli, chiacchierando del più e del meno e di quanto avveniva nella loro classe. Poi, finito di mangiare, si spostarono sul divano a guardare la TV. Sasha sedette tra i due.

Tra una pausa pubblicitaria e l’altra, Giorgio posò una mano sulle cosce tornite di Sasha e, guardando verso Andrea, disse: “Guarda Andrea, guarda come sono belle le gambe di Sasha. Scommetto che libere dai legging sembrano di porcellana! Prova a toccarle”

Sasha, presa di sorpresa, non fece in tempo a zittire Giorgio. Andrea, che certamente apprezzava le bellezze di Sasha, non si fece pregare e posò una mano sulle cosce di Sasha accarezzandole.

“È vero! Devono essere vellutate …… “

Sasha, un po’ perché aveva i suoi legging che le davano sicurezza, un po’ per non sembrare troppo reattiva, non disse nulla e si lasciò accarezzare, fino a quando Andrea, infilata la mano tra le cosce non si avvicinò pericolosamente alla zona proibita. “Ora basta, Andrea! Stai andando un po’ oltre – disse. E poi, rivolta verso Giorgio – e tu che sei il padrone di casa, non dici nulla ad Andrea?”

“Cosa ha fatto di male? Ti ha solo accarezzato le gambe.”

“Ok, ma guarda caso Andrea non è il mio ragazzo e, guarda caso, tu lo hai incoraggiato ……”

“E va bene, va bene, in fondo …… si, non è il tuo ragazzo ….. ma è un tuo buon amico ……”

“E con questo? Devo farmi scopare da lui solo perché è un amico?”

“No, non dico questo …… ma non è che Andrea ha provato a scoparti….. ti ha solo messo una mano sulle gambe …….”

“Se a te  non da fastidio questa intimità …… a me non faceva certo piacere…..”

“Insomma, Sasha, l’intimità, anche fra un uomo ed una donna, non vuol dire scopare, vuol dire essere intimi! Tu ed io siamo amici, Andrea ed io siamo amici intimi, dunque è giusto che lui sia intimo anche con te …..”

“Cosa vuol dire che siete amici intimi “ rispose provocatoriamente Sasha

“Vuol dire che tra di noi parliamo di tutto, che ci diciamo anche delle cose che ad altri non diremmo ……. Parliamo dei nostri desideri, delle nostre passioni….”

“Ah, si? parlate anche di sesso, di sesso con le ragazze?”

“Bhè, si certo! Ora Andrea non ha la ragazza, ma …..”

“Allora tu gli hai parlato della tua ragazza ….. del sesso, magari gli hai raccontato, inventando tutto, anche che tu ed io chissà cosa abbiamo combinato …… – poi, rivolta ad Andrea, Sasha continuò – allora Andrea, non so cosa ti abbia raccontato Giorgio, ma devi sapere che Giorgio ed io non ci siamo spinti oltre qualche manifestazione di affetto tra buoni amici ed anche tra me e Federico c’è stato solo qualche bacio ed un paio di pomiciate. Io sono ancora vergine e non ho ancora deciso quando e con chi fare l’amore per la prima volta…..”

“Va bene, va bene Sasha – rispose Andrea – non è il caso di prenderla così ……. In fondo ognuno fa le proprie scelte ……”

“Insomma, Sasha – riprese a parlare Giorgio – l’intimità è un cosa che va sussurrata, non va gridata. Andrea ed io siamo intimi perché ci raccontiamo l’un l’altro di noi stessi. Qualche volta è anche successo che ci masturbassimo insieme….”

“Che schifo ….. “ intervenne Sasha

“No, no, non è stato uno schifo! È stato moto bello! Anzi, Andrea ed io siamo andati oltre….”

“Oltre ? cosa vuoi dire?”

“Voglio dire che è capitato che ci siamo aiutati a vicenda “

“Io masturbavo lui e lui masturbava me” intervenne Andrea

“Mio Dio ! Siete due gay?”

“No, no, ma che gay e gay! È stato per aggiungere un po’ di sale al piacere”

“A te, piaceva masturbare Andrea?”

“Certo che no! Io lo masturbavo perché piaceva a lui”

“Mi sembra una porcata! E voi siete due gay!”

“No Sasha, non è come tu pensi. Non siamo gay. A noi piacciono le ragazze, ciononostante ci capita di masturbarci e, a volte, lo facciamo insieme. Se vogliamo provare qualcosa di nuovo, lui lo fa a me ed io a lui, contemporaneamente. Fino a quando non c’è penetrazione, non c’è sesso, è solo amicizia. Io aiutavo lui e lui aiutava me….”

“Fatico a capire …..”

“Vuoi vedere come facciamo ?” intervenne Andrea

“Bè, a questo punto mi avete messo curiosità”

I due ragazzi tirarono giù pantaloni e mutande e rimasero con i piselli penzoloni. “Ecco! Vedi? Ora se io tocco il suo, gli diventa subito duro…..” disse Andrea mentre prendeva il pisello di Giorgio e cominciava a segarlo. Anche Giorgio si allungò e prese il pisello di Andrea. I due ragazzi si misero in piedi di fronte a Sasha che stava seduta di fronte a loro. Ognuno dei due ragazzi aveva un braccio teso a masturbare l’altro. Le due braccia, insieme, si incrociavano sospesi sopra Sasha. I due cazzi cominciarono a crescere e sfuggì loro qualche gemito di piacere. Sasha si accorse che qualcosa stava succedendo anche tra le sue gambe.

“Vedi ? non c’è niente di male  – disse Giorgio mentre scappellava il cazzo di Andrea – Guarda come crescono ed è davvero piacevole che una mano amica ti faccia del bene”

“E tu dici che non c’è niente di male? Che non siete gay pervertiti e viziosi?” chiese Sasha mentre sentiva crescere una certa qual eccitazione di pari passo con la crescita dei due piselli.

“Certo che no! Ti confesso che, se anche fa un certo piacere vedere che l’amico dipende fortemente da ciò che gli fai, sono le sensazioni che ti vengono dal tuo proprio uccello, quelle che soddisfano di più. “ spiegò Andrea.

“Ti piace?” chiese Giorgio a Sasha mentre il respiro dei due ragazzi cominciava ad interrompersi tra i gemiti.

“Bhè, si, ….. si, devo confessare che è un bel spettacolo …… “ rispose Sasha, interrotta dalla forte emozione che le fece deglutire un po’ di saliva che le si era raccolta in bocca.

“Vuoi provare ? “ chiese Giorgio

“Cosa dovrei provare ?” rispose Sasha che non riusciva a distogliere gli occhi dal cazzo eretto di Giorgio.

“Puoi provare ad essere tu a darci una mano …..”

“Ma sei matto? Non l’ho mai fatto nemmeno a Federico e poi….. lo sai, voglio rimanere vergine. Non è ancora arrivato il mio momento!”

“Cosa centra? Non è mica come fare l’amore! Non è sesso! Sarai ugualmente fedele a Federico.” rispose Giorgio che oramai faticava a parlare normalmente equesto accendeva ancora di più l’eccitazione di Sasha

“Solo il tuo …. “ rispose timidamente Sasha sempre più eccitata

“Bè, non sono mica il figlio della gallina nera. – intervenne Andrea – siamo tre amici e siamo uguali …..”

Sasha si lasciò convincere, non tanto dalle richieste dei due ragazzi, ma dall’urgenza che la sua passerina mostrava con abbondanti secrezioni vaginali che, superata la barriera del tanga, stava aggredendo i legging e salendo in superficie. I due ragazzi si sedettero di fianco a lei che prese i due cazzi e cominciò a segarli.

“Oh, …. come son duri ….. “

“Per forza …… ci stai masturbando – rispose Andrea che aveva chiuso gli occhi ed appoggiato la testa sulla spalliera del divano mentre si gustava la manipolazione.

I tre mugolavano di piacere mentre i loro respiri erano rotti dai gemiti. Giorgio si accorse che, per la scarsa esperienza di Sasha e la situazione che stava andando per le lunghe, il suo cazzo si era piuttosto asciugato ed ora gli faceva un po’ male.

“Sasha, la mia cappella è troppo asciutta. Prova a bagnarlo un po’ .”  disse Giorgio

“Ma sei pazzo? Non l’ho mai preso in bocca” rispose con fatica Sasha tra sospiri sempre più profondi e contro i propri impulsi.

“Cosa c’entra? Non ti ho mica chiesto un pompino”

“No, no, non se ne parla!”

“Allora, bagnamelo tu, Andrea”

Andrea, a malincuore, si alzò, si mise in ginocchio tra le gambe di Giorgio e infilò il suo cazzo in bocca, insalivandolo per bene e succhiando con cura.

Sasha ne fu sconvolta.

“Vedi? Non è mica niente di male. Non è un pompino, è un aiuto. Lui che è un amico si è reso conto che ne avevo bisogno ed è venuto in mio soccorso.” Disse Giorgio.

Sasha ne fu davvero colpita e la sua eccitazione aumentò. La curiosità, insieme al desiderio della trasgressione, e la visione di Andrea che spampinava Giorgio, spinsero la ragazza ed avvicinarsi ad Andrea. “Sai? Il tuo cazzo è molto bello …. è come un giocattolino. Sembra come se mi implorasse di giocare con lui. Forse voi due non siete gay, ma siete due perversi. Questo giocattolo è irresistibile mi farà diventare anche me una pervertita come voi. Lo farei – disse Sasha, mentre l’eccitazione saliva forte – ma mi fa impressione vederlo da vicino. “

“Hai ragione. Andrea, prendi quel fazzoletto che le bendiamo gli occhi.”

Andrea le bendò gli occhi e Sasha avvicinò la bocca al cazzo di Giorgio. Andrea le porse il cazzo e lei lo prese tra le labbra e cominciò a lavorare di lingua.

“Ehy, forse non lo hai mai fatto, ma sei molto brava …… ti viene spontaneo …… sei portata …. sei davvero brava …..” Disse Giorgio tra i gemiti di piacere e facendo inorgoglire Sasha.

Andrea, rimasto libero, si mise alle spalle di Sasha e cominciò a baciarle il collo ed accarezzarle le tette. Poi, preso coraggio dall’assenza di reazioni di Sasha, sbottonò prima qualche bottone della camicetta, poi l’intera fila di bottoni e liberò quelle due splendide gemelle dalla tortura del reggiseno. Tutto nel più completo silenzio di Sasha che, invece, si stava godendo il cazzo di Giorgio.

Sasha era presa dalla nuova esperienza. Leccava e spompinava quel cazzo con vera passione e non si accorse che Andrea l’aveva lasciata a petto nudo.  Anzi quando Andrea volle levarle la camici, si lasciò fare aiutandoloo nell’impresa, liberando un braccio alla volta senza abbandonare il cazzo di Giorgio. Ora, Andrea stringeva le tette di Sasha e le torturava i capezzoli stappandole forti gridolini di goduria. Poi, stanco di avere il cazzo in tiro senza cura, piano piano cominciò a tirare giù i legging abbassandoli fino al ginocchio. Poi, approfittando del silenzio di Sasha, mise il cazzo tra le gambe di lei.

“Cosa fai? Sei pazzo?“ disse Sasha come risvegliata

“Niente, niente, sta tranquilla – disse Andrea – sono rimasto a bocca asciutta e te l’ho messo tra le gambe.”

“Bada che voglio rimanere vergine…! “ rispose minacciosa Sasha senza staccarsi dalla sua preda.

“Certo, certo. Anche io voglio difendere i tuoi desideri ….. voglio solo farti felice”

“Andiamo Sasha, basta con queste storie. Abbiamo ormai accettato che tu voglia rimanere vergine, ma ora stiamo aiutandoci l’un l’altro. Mi hai lasciato così, a metà strada …… Concentrati sul mio cazzo, per favore” intervenne Giorgio a reclamare le sue urgenze.

Sasha riprese il cazzo di Giorgio in bocca e ricominciò un lavoro di fino, mentre lui le prese la testa fra le mani accompagnando i suoi movimenti e per non rischiare che lei lo abbandonasse di nuovo.

Intanto, Andrea che stava scopando tra le gambe di lei, smorzò il suo entusiasmo non appena l’assenza di un minimo di lubrificanti gli portò il glande vicino alla temperatura di fusione. Si fermò ed estrasse il cazzo da quella difficile situazione.

“Oh, povera Sasha, sei a bocca asciutta – disse Andrea mentre afferrava il tanga per abbassarlo – ora provvederò io a darti un po’ di piacere” Ciò detto, abbassato il tanga fino a metà gamba infilò la lingua tra le gambe di Sasha per raggiungere la figa.

La manovra ebbe successo e Sasha, per agevolare il lavoro di Andrea, divaricò, per quanto possibile, le gambe permettendo ad Andrea di entrare con la lingua. Fu un successo strepitoso. I gemiti e le grida di piacere di Sasha aumentarono di numero e di volume. E fu facile per Andrea convincerla a togliere completamente legging e tanga, sdraiarsi sul divano a gambe aperte per farsi leccare e succhiare la passerina, senza interrompere il pompino a Giorgio.

Sasha era in paradiso. Godeva della lingua di Andrea mentre gestiva il pompino a Giorgio. Le sembrava di essere lei a comandare i giochi ed aveva ormai allentato la guardia. E così non si accorse quando Andrea, messosi tra le sue gambe, puntò la sua cappella di fuoco sul buchino più intimo. Fu allora che ritrovò un minimo di forza per fermare Andrea.

“No, Andrea, non voglio. E l’ho detto sin dall’inizio, voglio rimanere vergine “

“Ma tu rimarrai vergine – rispose Andrea che ormai vedeva rosso – lo metto nel sederino che fa ugualmente piacere ma lascia tutto intatto”

“No, …… no, Andrea …..  mi farà male ….. non voglio!”

“Scherzi? Il male c’è solo inizialmente, solo un po’, ma poi il piacere supera di gran lunga il dolore”

“Mettile un po’ di crema …. “ disse Giorgio

Andrea ci pensò un attimo, poi allungò la mano e prese un pugno abbondante di panna che guarniva la torta della mamma di Giorgio e la spalmò sul buco del culo di Sasha. Poi, veloce come una fucilata, appoggiò il cazzo sul buco e spinse con tutte le sue forze. Il cazzo scivolò nel culo di Sasha, fino in fondo.

 

 “Ahhhhhhh…..”

Questo racconto è stato letto 162 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: