L'Estate by Godflesh [Vietato ai minori]




Bagagli e borsoni erano pronti, stipati nella macchina fino a riempire anche gli ultimi spazi possibili. Per Sara sarebbe stata la seconda estate di fila al camping coi suoi.Gli esami di maturità erano finiti, e i 18 anni appena compiuti le avevano dato nuova linfa. L’anno precedente si era divertita,il camping marchigiano si era rivelato un posto splendido e,dopo qualche giorno di adattamento, aveva trovato alcuni ragazzi e ragazze della sua età. Tra serate al bar del camping e festicciole sulla spiaggia i giorni erano scivolati via velocissimi, e i ricordi di quelle giornate l’avrebbero accompagnata per molti giorni dopo il ritorno a casa.
Purtroppo papà ,durante l’inverno, si era mosso tardi e scoprì con grande delusione che non avrebbero trovato più posto nello stesso camping così i genitori di Sara avevano optato per un camping ben più lontano, a Orbetello.
Sara non l’aveva presa bene, non avrebbe più rivisto Francesca e Pamela, le amiche dell’anno precedente. Inoltre non avrebbe visto Marco,il suo fidanzato, che avrebbe passato un periodo di vacanza a Rimini e che probabilmente sarebbe passato a trovarla, vista la vicinanza delle due località. Protestò vivacemente, dicendo che avrebbe preferito rimanere a casa piuttosto che andare di nuovo da sola coi suoi e col pestifero fratello più piccolo.
Dopo qualche settimana di broncio, mamma Roberta riuscì finalmente a placare le ire di Sara, facendole capire che,come aveva conosciuto dei nuovi amici nelle Marche, sarebbe successa la stessa cosa a Orbetello.

La partenza era fissata pochi giorni dopo la fine della scuola, papà per quell’ estate aveva ottenuto due settimane di ferie a luglio e due ad agosto.
In fondo era contenta, non avrebbe trovato la ressa delle vacanze d’agosto e il camping sarebbe stato meno affollato di quello dell’anno passato.

Così,pochi giorni prima della partenza, preparò accuratamente la sua valigia. Nell’ ultimo anno era cresciuta, e molti degli abiti estivi dell’anno scorso non le andavano più bene.
Nella valigia mise 4 paia di bikini, tutti appena acquistati, i suoi 3 paia di leggings preferiti,qualche short e la sua amata gonnellina,ideale per le serata troppo calde oltre ad un’infinita di altre cose. Si guardò allo specchio e constatò con gioia che la prova costume era stata ampiamente superata: l’anno di pallavolo le aveva tonificato le gambe, ora ben tornite, le aveva rassodato il culetto,piccolo e delizioso, e il seno le era cresciuto, tanto che aveva dovuto cambiare la taglia del reggiseno, ormai aveva raggiunto una bella terza.
Il visino,dolce e poco truccato, dava un senso di innocenza e la sua timidezza contribuiva spesso a colorarlo di un vivo rossore. Sara si emozionava spesso e all’improvviso, e parenti e amici non perdevano occasione per farglielo simpaticamente notare.

Partirono così di mattino presto e dopo qualche ora di viaggio arrivarono al campeggio.
Papà si dimostrò subito nervoso, come ogni volta che arrivava in un posto nuovo. Litigò coi tizi della reception a causa di un errore nell’assegnazione della piazzola. Alla fine,testardo com’era,riuscì a spuntarla e furono dunque messi in una splendida piazzola,a pochi metri sia dai bagni, sia dall’unico bar del camping, che,come notò subito Sara, era grande e accogliente.
Si guardò subito attorno e vide che di fianco alla propria piazzola ve ne erano altre 2,entrambe occupate da due famiglie che parevano condividere alcuni spazi. Ipotizzò dunque che fossero parenti.
Papà non perse tempo e subito si presentò ai nuovi “vicini”. Erano due coppie, sui 45-50 anni, di cui una senza figli e l’altra con un bambino di circa 8 anni. Mentre riordinava le sue cose osservò da lontano i suoi spendere i primi convenevoli con i nuovi vicini e giurò che sua mamma avrebbe subito trovato la situazione fantastica, era ansiosa di fare nuove amicizie. Dopo aver montato la tenda e sbrigato le prime incombenze, decisero di cenare con qualcosa che mamma aveva portato da casa.

A fine cena, papà chiese a Sara se poteva andare al bar a prendergli una bottiglia di amaro e Sara ne fu contenta, avrebbe esplorato un po’ il campeggio e avrebbe visto come si presentava il bar alla sera. Si avviò,indossando un paio di leggings azzurri aderenti e una canottierina, anche alle 10 di sera faceva ormai un caldo non indifferente.

Arrivata al bar si guardò intorno. Vide una serie di tavolini occupati da famiglie,pochi giovani in giro, per lo più ragazzini più giovani di lei. Un po’ delusa si avvicinò al bancone dove le venne incontro il barista.
”Buonasera signorina “ le disse con un grande sorriso “ che cosa desidera?”
”Buonasera” disse Sara “ Vorrei una bottiglia di amaro “
“Certamente, te la porto subito” e si allontanò a recuperare la bottiglia.
Mentre Sara attendeva fu raggiunta al bancone da due uomini, entrambi ben più grandi di lei,sui 45 anni. Chiesero al barista due cocktail e cominciarono a parlare. Non ci misero molto ad accorgersi della presenza di Sara, che attendeva sola al bancone. Uno dei due uomini ,quello girato verso Sara, ogni tanto buttava uno sguardo su di lei. Notò il seno, che spingeva tondo e sodo contro la canottierina, e le guardò il culetto, stretto nei leggings aderenti,come erano soliti mettere le ragazze alla sua età.
Diede di gomito all’amico che si girò,osservando anch’esso quelle forme giovani e invitanti.
”Però” disse a bassa voce uno dei due uomini “ che bella fighettina”
”Dici bene…non l’avevo mai vista prima d’ora,deve essere appena arrivata” rispose l’altro.
”guarda che culetto…” disse il primo uomo,buttando un occhi sul sederino di Sara.

Sara era ora appoggiata la bancone, col culetto ben esposto agli occhi degli avventori del bar. Certamente non solo i due uomini al banco si accorsero di quella delizia, diverse occhiate fecero capolino su quello splendido culetto, le cui forme erano messe in risalto dai leggings stretti. Quella notte non sarebbero stati pochi quelli che si sarebbero segati pensando a quel ben di dio, nel silenzio del campeggio.
Dopo un cenno di intesa uno dei due uomini, vedendo che il barista aveva portato un’intera bottiglia di amaro a Sara, colse la palla al balzo.
”Si fa festa stasera eh?” disse in tono divertente a Sara guardandole il dolce visino.
Sara,dopo un attimo di titubanza, rispose gentile:” No,non è per me, è per babbo”.
L’uomo che aveva parlato sorrise amabilmente e,conscio di aver rotto il ghiaccio, continuò:”Bè certo,mi sarei preoccupato nel sapere che una ragazza così giovane e carina avesse deciso di bersi un’intera bottiglia di amaro da sola”. Anche l’altro amico rise, si girò verso Sara e le chiese:”Ma non ti abbiamo mai vista prima. Sei arrivata oggi al camping?”
Sara,un po’ imbarazzata nel parlare con uomini così grandi, rispose titubante“Si, siamo arrivati questo pomeriggio”.
“ah una nuova ospite allora. E con chi sei qui?”
“Con i miei e mio fratello più piccolo” spiegò Sara,tenendo con due mani la bottiglia di amaro stretta contro il seno.
”Capisco” fece uno dei due uomini “ e ti piace il posto? Come sono state le prime impressioni?”
“Si,mi sembra molto bello e ordinato” rispose Sara.
”Si,il posto è bello e tranquillo. Però non c’è molto da fare per le ragazze della tua età” puntualizzò Bruno,l’uomo più vicino a Sara.
”E’ vero” disse ridendo Roberto,l’altro uomo “A giugno ci sono soprattutto famiglie di vecchietti come noi”
“Vedrai che comunque ti troverai bene…e dove state di piazzola?”
”Laggiù “ indicò Sara “ è proprio vicino al bar”.
”Dobbiamo proprio festeggiare il tuo primo giorno qui con un brindisi” disse Bruno “ che cosa ti possiamo offrire?”
Sara fu sorpresa da questa offerta, e non sapeva come comportarsi,non le avevano mai offerto da bere due uomini di quell’età.
”Io…non so” disse timidamente “non posso accettare,e poi papà mi aspetta. Comunque grazie lo stesso” provò a dire gentilmente Sara.
”Su su,non puoi rifiutare, sarebbe maleducazione. Papà può aspettare” disse ridendo Roberto.
”Cosa prendi?”
”Non so..una coca allora” disse Sara
”Ok, una coca ghiacciata per questa bella signorina ” disse Bruno al barista.
Sara a quel complimento sentì il viso arrossarsi, i complimenti le facevano sempre un effetto strano, non si era mai abituata a riceverli, soprattutto se a farli erano due uomini più grandi.
”Grazie mille” disse Sara stringendo la lattina di Coca nella mano.
Roberto si mise di fianco a Sara, che dunque finì per rimanere in mezzo ai due uomini.
”Che fai di bello? Sei studentessa?” chiese curioso Bruno
”Si. Ho appena terminato il liceo” rispose Sara
”Ah una ex liceale allora. Bella scuola il liceo scientifico. Lo frequenta anche mio figlio” proseguì Roberto.
Sarà annuì dolcemente.
”Certo si deve studiare molto,vero?”
”Si” disse Sara “cioè,non è così facile. Comunque è impegnativo”
”Sicuramente lo è. E’ una scuola che prepara all’università” disse saggiamente Bruno.
”Bè ma non si vive di sola scuola,per carità. Farai anche qualcosa d’altro no,oltre che passare le estati al campeggio!” disse simpaticamente Bruno.

Sara sorrise, i due uomini erano molto simpatici e la facevano sentire sempre più a proprio agio e chiacchierare con qualcuno che non fosse suo fratello o i suoi non le dispiaceva affatto.
”Si certo. Faccio la volontaria alla croce rossa e gioco a pallavolo”.
”Pallavolo? Fantastico sport” si entusiasmò Bruno,lanciando un’occhiata di intesa a Roberto.
”Si è molto divertente” rispose Sara.
”Divertente e anche molto utile. Tonifica e fa stare in forma. Dovrei giocare anche io a pallavolo” esclamò ridendo Bruno,che nonostante tutto aveva un fisico invidiabile.
“Su smettila. Non hai più l’età per certe cose” lo prese in giro ironicamente Roberto.
Sara seguiva un po’ divertita lo scambio di battute tra i due.

“Devo dire che la pallavolo ha avuto un buon risultato su di te” osò dire Bruno, osservando subito quale potesse essere la reazione di Sara, che si fece subito rossa in volto.
”Grazie” disse Sara,un po’ impacciata.
”Confermo” disse Roberto, bevendo un’altra sorsata di Bacardi. E nel farlo girò la testa all’indietro osservando il culetto di Sara ridendo.
”Si si,proprio un bel risultato” rincarò la dose Bruno,sorridendo simpaticamente a Sara.
Sara girò un po’ la testa di lato,verso Roberto, osservandolo guardarle il culetto mentre faceva ampi gesti affermativi con la testa. Poi si girò verso Bruno e sorrise timidamente.
”E poi,scusami se lo dico, questi leggings sono davvero fenomenali” disse Roberto a Sara.
Sara non sapeva bene come comportarsi, era la prima volta che qualcuno le faceva dei complimenti così diretti. Eppure lo facevano in modo elegante, senza volgarità,con grande senso dell’ironia.
“Grazie mille”, disse ancora Sara, rossa in volto, e stupita dal fatto che rimaneva ancora lì a farsi ammirare il sederino.
Roberto, che stava alla sinistra di Sara, le disse “Prova a girarti un po’ di schiena verso di me, ho un negozio di abbigliamento proprio per ragazze della tua età sai?Sono un vero esperto di leggings” disse scherzosamente.”Su su,non farti pregare!” vedendo Sara un po’ indecisa.
”Davvero ha un negozio?”esclamò Sara, che era una vera e propria appassionata di shopping. Passava sabati interi a girare per negozi con le amiche a provarsi qualsiasi tipo di abito.
”Certo” rispose Roberto, che capì di aver fatto centro. In fondo era abituato a confrontarsi tutti i giorni con le ragazze che venivano nel suo negozio, e aveva maturato una grande esperienza nel farsele amiche.
Dopo un’iniziale titubanza Sara si girò,dando la schiena a Roberto e trovandosi di fronte a Bruno, che appoggiato al bancone osservava divertito la scena. Con la testa appena girata osservò Roberto,che le guardava il sedere.
”Si, davvero belli questi leggings, sono di una marca che tratto anche io” confermò Roberto,che guardò lungamente il sederino che Sara gli mostrava,cercando con gli occhi il segno del piccolo perizomino che indossava sotto.
Era un culetto piccolo e tondo,di dimensioni perfette, e Sara si era messa un pochino sulle punte dei piedi,avvicinando le gambe l’una all’altra in modo che il sedere risultasse ancora più alto e visibile.

”Bene bene,non possiamo fare altro che ribadire i nostri più sinceri complimenti” cicalò Bruno, lanciando occhiate di intesa a Roberto.
”Grazie” disse Sara tornando in mezzo ai due, rossa in volta ed emozionata da tutti quei complimenti.
Guardò improvvisamente l’ora sull’orologio del bar e si rese contò che era tardissimo.
” E’ tardi, devo tornare in tenda. Papà poi si arrabbia”
”Certo, hai ragione. Ti abbiamo intrattenuta anche troppo” disse Bruno.
”Allora buona notte. E’ stato un piacere averti conosciuta. Sicuramente avremo altre occasioni per scambiare due chiacchiere” disse poi Roberto.
”Penso di si” disse ingenuamente Sara “Grazie ancora per la coca”
”Di nulla “ disse Bruno “ adesso vai che babbo si arrabbia davvero”
”Si, grazie ancora, buonanotte”.
E si avviò verso la tenda mentre i due uomini,appoggiati al bancone, seguirono con lo sguardo il sederino fasciato dai leggings.

Appena Sara fu a debita distanza il tono del discorso tra i due mutò drasticamente.
”Ha proprio un culetto da sfondare” disse volgarmente Bruno.
”E hai visto che visino dolce? Glielo riempirei volentieri di sborra” continuò ancora più volgarmente Roberto.
”Ahah sei sempre il solito, il lupo perde il pelo ma in il vizio. Andiamo a dormire su, che le mogli ci staranno aspettando”
E si avviarono, ognuno alla propria tenda.

Sara percorse di corsa in tragitto che la separava dalla sua piazzola, quell’ incontro l’aveva un pochino scombussolata, non era da lei dar corda a degli estranei. Ma si erano rivelati così affabili,gentili e simpatici che il suo comportamento era stato del tutto naturale,senza nessuna forzatura.
”Ma dove sei stata?” incalzò papà Giulio appena Sara fu in vista.
”E’un’ora che ti aspettiamo!”
”Scusa papi, ho fatto un giretto per vedere meglio il camping, ero così curiosa”.
Mamma le diede un grosso bacione e Sara si infilò in tenda,pronta ad addormentarsi dopo una giornata così faticosa.

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