L'avventura della mia ex ragazza durante la nostra pausa di riflessione




Aveva gli occhi verdi e i capelli biondi, lisci e lunghi che scendevano ai lati del viso e incorniciavano una faccia da pompinara che già a diciotto anni mostrava per bene.
Il viso tondo con due belle guance, due labbra belle gonfie e il nasino con le sopracciglia chiare.
Alta 170, era magra con un bel culetto, belle gambe snelle e la terza di tette. Il seno era gonfio e mettendo molti top, risaltava.
Una gran faccia da piccola troia che tutti avrebbero voluto veder pompare su e giù il loro cazzo. Appena passava era quello il primo pensiero.
Non amava molto esibirsi, vestiva alternativa portando lunghe gonne, scarpe senza tacchi e un top nero che mostrava bene le tette grandi.
Portava collane o orecchini che faceva lei o che comprava ai mercati etnici. Erano collane strane, etniche, di quelle che i negri ti vendono per strada.
Solo un filo di matita di solito incorniciava i suoi occhi, dandole quel fascino della ragazza ingenua, appena maggiorenne.
A letto era impacciata, non chiamava nemmeno le pompe col loro nome all’inizio, le chiamava blowjob perché si vergognava, ma le pompe erano la cosa che le facevo fare di più, sborrandole sempre in faccia dopo aver chiuso con una sega vicino i suoi occhi.
I primi tempi non si depilava nemmeno, non portava lingerie sexy o altro, era una ragazza molto semplice che tenevo ogni giorno a pomparmi il cazzo per svuotare sulla sua faccia i litri di sborra che avevo nei coglioni.
Era molto socievole e abbracciava tutti, specie quando era sbronza.
E siccome beveva spesso, lo faceva venire duro a tutti quelli che la conoscevano e veniva considerata una troia. Chiunque la vedesse ogni sera, piena di vino a soli diciott’anni, sbronza che ballava in quei vestitini etnici e infradito, pensava che questa troietta prima o poi l’avrebbero scopata.
Lei amava bere, usciva ogni sera quasi, riducendosi ubriaca. Si faceva accompagnare a casa molte volte da sconosciuti mentre era completamente andata.
Più volte le è capitato di baciare anche una decina di ragazzi e uomini mentre era ubriaca, uomini di tutte le età.
La verginità l’ha persa ubriaca, a casa di un tizio che conosceva poco, a cui lei stessa aveva chiesto di scopare.
Siamo stati assieme vari anni, in cui lei è cambiata gradualmente, facendo uscire le parti più perverse e cambiando anche il modo di rapportarsi al mondo: non era più la ragazza alternativa che avevo conosciuto, ma aveva iniziato a portare vestitini con gonna molto corta mettendo in mostra il suo corpo e il suo viso.
Adesso aveva venti anni e sapeva di esser desiderata da chi la incontrava e, anche se non lo dava a vedere, le piaceva.
Si era cominciata a truccare di più, usando rossetto e mascara, aveva tinto i capelli di rosso e li teneva corti fino a sopra le spalle e legati.
Era anche dimagrita, e anche se ormai di seno portava solo una seconda, la faccia più sottile e spigolosa mostrava ancora meglio i suoi tratti da pompinara.
A fare pompini era davvero diventata una dea (si sa, la pratica funziona): c’erano volte che non lo prendeva in bocca nemmeno, semplicemente iniziava a leccare la cappella mentre si sbatteva il cazzo sulla faccia. Amava leccare la cappella perché lo faceva sempre e sembrava godere davvero tanto a usare la lingua li.
E adesso si depilava pure, quasi completamente.
Abbiamo avuto una relazione turbolenta e periodi in cui abbiamo preferito non stare insieme: so che in quei momenti ha cercato incontri su internet, arrivando all’apice della sua perversione.
Con me non usava mai il preservativo, si faceva sbattere senza ritegno e senza protezione, facendosi sborrare sempre ovunque.
Non prendeva nemmeno la pillola o altro, semplicemente si faceva fottere così.E così in quel periodo si fece fottere da altri.
Furono un paio di mesi in cui non stavamo assieme ed era molto frequente trovarla su internet in chat o siti erotici.
Le prime cose che aveva trovato erano solo delle chat eccitanti, niente di così scandaloso per una ventenne.
Gradualmente però in lei era scattato qualcosa, non le bastava più toccarsi immaginandosi di essere scopata. Fu così che inizió a incontrare uomini sconosciuti.
Dopotutto era una studentessa fuorisede, una ventenne che tutti si sarebbero scopata tutti che spesso aveva casa libera e si sentiva libera in una città che non era la sua, con tutta l’autonomia delle studentesse fuorisede.
Non so quanti ne abbia incontrati in questi due mesi ma di certo una sera la cosa le era sfuggita di mano.
Non è stato facile farla aprire e raccontarsi, ci sono riuscito solo dopo mesi e a poco a poco sono riuscito a mettere assieme i pezzi del racconto.
A quanto ho scoperto solamente dopo, da sue momentanee confessioni in momenti di debolezza, aveva dato il suo numero a un uomo sui cinquant’anni, molto alto e muscoloso che era stato molto insistente con lei in chat.
Lui era stato attratto dal nickname in una chat e poi dalla sua faccia da troia nella foto che le aveva mandato dopo e non aveva resistito a riempirla di insulti mandandole dei video porno con ciò che avrebbe fatto con lei.
Nonostante questo atteggiamento la ripugnasse, le piaceva non poco essere l’oggetto del desiderio di un uomo adulto, senza scrupoli: non le era mai successo.
Si, è vero, riceveva spesso commenti in mezzo la strada, i muratori le dicevano cose orribili, ma mai avrebbe pensato che anche nelle conversazioni, qualcuno poteva vederla solo come una troia.
Hanno parlato qualche giorno via messaggio, in cui lui la trattava veramente come una zoccola, come un oggetto buono solo ad essere riempito.
La cosa la eccitava particolarmente, dopotutto era solo virtuale, un modo per passare il tempo..
È stato dopo qualche giorno che lui si è autoinvitato da lei per un caffè, approfittando del fatto che nella foga dei messaggi lei gli aveva detto che era sola a casa ad annoiarsi: non era convinta, anzi, stava per dire no, ma qualcosa che non riusciva a controllare, quella figa bagnata al pensiero di non essere per la prima volta vista come una ragazzina da idioti ma come una donna sexy e sortomessa da un uomo maturo che la desiderava, le ha fatto accettare passivamente la proposta con un si quasi forzato.
Era una sera che le coinquiline non c’erano ed era sola.
Casa sua in quel periodo era modesto appartamentino in zona universitaria in cui aveva una stanza graziosa, alternativa come lei.
Lei era visibilmente eccitata all’idea, ma non sapeva bene come fare in una situazione del genere. Non sapeva cosa sarebbe successo esattamente e la cosa la eccitava molto. I pensieri rendevano il tutto più eccitante.. Cosa faceva lui nel frattempo?
L’uomo forse si stava preparando e questa decisione di incontrarsi magari non era la scelta giusta..
Nemmeno il tempo di finire il pensiero e il cinquantenne aveva già bussato al citofono ed era entrato in casa sua.
In questo punto i racconti non erano mai chiari e non so come lei l’abbia accolto, ma sicuramente doveva esser vestita come una troia, o forse solo in mutandine, come a volte accoglieva me.
Fatto sta che si era fatta legare a letto nuda, con la figa completamente depilata e con la faccia da pompinara in estasi che osservava il suo cazzo, vogliosa e bagnata.
Penso che avevano concordato prima quel trattamento, magari in chat o via telefono dopo che lui le aveva inviato un video porno in cui la protagonista riceveva le stesse attenzioni.
I suoi racconti a questo punto riprendono in un fiume di parole, con lei che aspettava che il cinquantenne iniziasse con qualche audace preliminare, mostrandole come erano solo ragazzini i suoi amanti precedenti.
Ma ad un certo punto ha risuonato il campanello.
Il panico.
Lei pensava fossero le due coinquiline. Che avrebbero pensato se l’avessero vista con un uomo che poteva essere suo padre, con il cazzo duro mentre lei era legata ad aspettare di essere fottuta come una qualsiasi zoccola? Ricordo ancora le coinquiline, una era quasi una santa con un corpo molto eccitante, piccolina, ma completamente senza esperienza sessuale, le altre due erano due sorelle pronte a giudicare tutto.
Preoccupatissima diceva lui di slegarla, senza successo.
È andato lui ad aprire, completamente nudo.
Lei diceva di non farlo ma a lui non interessava. Sapeva già come sarebbe andata a finire la situazione.

Erano i suoi amici, li aveva chiamati lui dicendo che c’era una troia pronta a farsi sbattere e con la faccia da pompinara. Erano tutti uomini maturi sulla cinquantina, gente molto rozza sicuramente a giudicare dai suoi racconti.
E lei era legata, senza poter nemmeno chiedere aiuto.
Alla vista di questi sconosciuti che entravano a casa sua con l’intenzione di scoparla, uomini che non aveva mai visto prima, la sua figa divenne immediatamente un fiume in piena.
Era eccitatissima come non lo era mai stata.
Loro la fissavano, legata con le gambe aperte e la figa che iniziava a colare, gli occhi quasi lucidi perché era la prima volta che si trovava in questa situazione, mentre loro cominciavano a fare commenti.
E bastavano i commenti a farla bagnare tremendamente sempre di più.
Mi ha raccontato che le dicevano che cercavano la gangbang, che le vere troie ormai erano le ventenni che si trovano in rete. Le davano della troia e della succhiacazzi mentre si slacciavano i pantaloni mostrando i loro cazzi già durissimi.
I suoi occhi chiari erano pieni di timore ma allo stesso tempo di eccitazione sotto le sopracciglia chiare e sottili, i capelli bellissimi di quel colore rosso-biondo tipico di una tinta ormai schiarita, il seno bianchissimo e morbido coi capezzoli eretti e le gambe aperte con le caviglie legate ai lati del letto.
E inerme alla mercè di uomini di cinquant’anni che non si facevano alcuno scrupolo e non l’avrebbero trattata certo bene..
Era il suo sogno proibito che si realizzava e lei col cuore in gola non vedeva l’ora di essere dominata da sconosciuti.
Non le era mai successo, aveva il cuore a mille, la figa era un lago.
In poco tempo hanno avvicinato tutti i cazzi verso la sua bocca, con lei attonita che sarebbe voluta fuggire, mentre l’uomo con cui lei aveva parlato in chat, si era messo sopra di lei e iniziava a puntare il cazzo verso la figa.
Qualcosa le pervadeva la psiche, si trovava in una situazione che non avrebbe mai immaginato, degna di una zoccola, con uomini che nemmeno sapeva chi fossero e non riusciva a liberarsi del pensiero che voleva solo essere scopata.
Più tardi mi confessó che non riusciva a dire di no, che l’eccitazione era talmente tanta che stare li a subire questo trattamento da troia umiliata e fottuta senza rispetto, era una cosa che la eccitava davvero troppo, una cosa che desiderava profondamente e nessuno le aveva mai dato.
Lei era li, legata mentre due cazzi vicino la bocca venivano sbattuti con forza sulla sua faccia in estasi.
I capelli rossi le andavano dappertutto, mossi col suo corpo mentre il cinquantenne le aveva iniziato a pompare la figa in modo molto rude e con una forza selvaggia, il trucco blu sugli occhi e la matita nera venivano sbavati sulle guance dal sudore..
Non aveva preservativo, nessuno di loro l’aveva con lei perché per loro era solo una troia come quelle che si vedono in strada, solo che loro l’avevano trovata in chat..
Pronta com’era a prendere cazzi di estranei, avranno pensato che non faceva molta differenza il numero di persone che la scopavano o se le venivano dentro.
E mentre il cinquantenne continuava a pompare la figa della mia ragazza con lunghi affondi tenendola per i fianchi o strizzandole il seno, mentre il sudore le aveva ormai sfatto il trucco, il primo che aveva cominciato a segarsi sulla sua faccia la inondava di sborra.
Il primo porco, quello della chat, stanco della posizione forse, la slegava, pensando che era arrivato il momento di scoparsela meglio. La prendeva su di se, seduto sul letto matrimoniale della troia (aveva un letto matrimoniale in stanza) mentre quello che ancora non era venuto continuava a segarsi furiosamente, e il terzo guardava toccandosi il cazzo per farlo tornare duro.
Continuava a fottersela così, mettendola seduta sul suo cazzo, seduti sul bordo del letto, guardandola dritto negli occhi con la sua faccia da pompinara piena di sborra che colava.
Lei era ormai solo una bambolina di vent’anni inerme nelle mani di tre cinquantenni che la stavano usando. Veniva scopata come una troia e godeva, aveva avuto già diversi orgasmi.
Adesso l’uomo pompava più velocemente, sempre di più, mentre le faceva fare su e giù sul suo cazzo. Godeva e mugugnava come un porco ma a un certo punto si era fermato col cazzo ancora dentro di lei. Aveva iniziato a prenderla a schiaffi, dicendole che era solo una lurida troia e poi l’aveva di nuovo stesa sul letto e riprendendo a pomparla in figa, tra gli schiaffi.
E avere un trattamento così rude la eccitava, tanto che il cazzo del porco scivolava sempre più facilmente nella figa della mia ragazza.
Alla fine era arrivato il momento dell’orgasmo anche per lui che le ha scaricato in figa una quantità inaudita di sperma, senza rispetto o preoccupazioni, nella figa di una ventenne che poteva essere sua figlia. La inondò letteralmente, dopotutto era un’ora che le distruggeva la figa col suo cazzo.
L’avevo lasciata con la fighetta ancora stretta, l’ho ritrovata con la figa aperta e slabbrata come quella di una quarantenne.
L’uomo che l’aveva inondata ammirava ora lo spettacolo di una ventenne con le cosce aperte riempita della sua sborra che colava dalla figa, bianca, densa e decisamente troppa. Probabilmente l’aveva ingravidata e il pensiero di questo lo rendeva sempre più eccitato: era sicuramente uno spettacolo notevole per un cinquantenne.
Si è fatto anche pulire il cazzo dalla sua bocca, per poi sedersi su una vecchia sedia di legno della stanza, vicino il ventilatore e la finestra.
Lei era scossa per il trattamento ricevuto e qualche lacrima le scivolava dalle palpebre.
Ma sicuramente, come lei mi ha raccontato poi, non aveva molto tempo per riflettere, gli altri due l’attendevano e lei voleva essere scopata duramente.
Mentre il primo era ancora seduto a guardarla, toccandosi per eccitarsi e goderla di nuovo, gli altri due sembravano adesso indemoniati:
quello che non era ancora venuto, un uomo alto 190 per almeno 100 chili di muscoli, inizió a fotterla in bocca con una forza inaudita mentre la schiaffeggiava con la mano destra e con l’altra le teneva i capelli rossi ormai fradici di sperma e sudore. I suoi occhi erano lucidi e fissi che guardavano gli occhi del bastardo, ma godeva e urlava di farlo più forte, mentre gli altri la guardavano, chi sul letto accanto a lei segandosi, chi seduto ad ammirare la scena.
Non l’ha fottuta per lungo tempo, perché subito dopo era uscito fuori dalla bocca della troia e aveva scaricato talmente tanto sperma sulla sua faccia da coprirla quasi completamente: non si distinguevano più gli occhi e tanto sperma le colava dal naso. Le lacrime che aveva iniziato a versare pur piacendole quel trattamento, la sborra ovunque, il corpo stupendo e tonico di lei, avevano fatto tornare durissimi gli altri due, che avevano iniziato a scoparla entrambi in figa allo stesso momento, dandole della troia, della zoccola, dicendole che era peggio delle troie rumene che si trovavano in strada.
Niente più schiaffi però, chiedeva lei, con la faccia rossa e gli occhi lucidi.
La figa in fiamme che due cazzi stavano slabbrando per bene, insieme, ben lubrificata dai suoi orgasmi e dallo sperma del bastardo cinquantenne che le aveva fatto vivere questa situazione nuova e eccitantissima.
Adesso senza schiaffi godeva veramente come la zoccola che le dicevano essere, mentre la fottevano, mentre le dicevano che era solo una troia e che l’avrebbero vista bene a battere sulle piazzole autostradali. E alla fine tutti e due hanno svuotato i loro coglioni dentro la mia ragazza, come fosse una prostituta. Prima uno con un urlo animalesco, poi l’altro, inondandole di nuovo la figa.
Hanno cambiato posizioni più volte, per godere tutti dentro di lei e sul suo bel viso.
Poteva essere la figlia di uno qualsiasi di questi tre, coi suoi venti anni appena fatti, la pelle giovane e il corpo ancora di ragazza non matura. La potevano trattare meglio, ma a loro non interessava. Se la sono fottuta da dopo cena fino alle prime luci dell’alba, sul suo bel letto matrimoniale, nella sua bella stanza alternativa, dopo aver tutti goduto nella sua figa ma soprattutto sulla sua bella faccia da pompinara.
Nessuno l’aveva mai scopata così, nessuno l’aveva mai distrutta in questo modo, e nonostante tutto aveva goduto come una troia, era venuta più volte che in qualunque altra sua scopata.
La stanza era come se ci fosse stata una guerra, il letto sfatto e lei era ridotta piena di sperma, col vestitino inutilizzabile e faccia una maschera di sborra.
La figa era completamente allargata, ricordo che mentre prima era strettissima, dopo questa esperienza ho potuto masturbarla anche con quattro dita.
L’hanno salutata dicendo che se non avesse fatto la brava sarebbero tornati e il cinquantenne le ha detto di chiamarlo se voleva essere la protagonista di un’altra gang.
Mi ha raccontato che tutto questo è durato un’ora, ma mentiva: le hanno scattato foto col suo cellulare come ricordo, in cui era sorridente, coperta di sperma. In alcune succhiava i cazzi dei porci facendo segno di vittoria, in altre sorrideva mentre le sborravano sul viso o mentre la scopavano in due in figa. Soltanto una volta, da ubriaca, mi ha rivelato che aveva paura di esser finita su un sito porno perché il porco di cinquant’anni aveva anche filmato tutto.
Le foto le ho trovate una volta che le ho controllato il cellulare, qualche settimana dopo, ed erano state scattate alle 5 di mattina.
Dalle 21 alle 5 almeno, l’hanno tenuta li, come un oggetto buono solo per soddisfare i loro cazzi.

Mi ha chiamato il giorno stesso, verso le 8 di mattina, dicendo di venire a darle una mano, senza dire altro. Quando sono arrivato a casa sua lo spettacolo era incredibile, mi ha aperto la porta quasi nuda, con un vestitino stracciato e sporco, coi capelli sfatti, il trucco dei suoi bellissimi occhi sbavato fino al mento, le guance rossissime. Dalla figa colava tra le gambe un denso rivolo di sperma e la sua faccia era incrostata.

Io ero sconvolto a vederla così, nonostante non stessimo assieme la consideravo sempre la mia ragazza.

Lei non ha voluto parlare, ha solo voluto che l’aiutassi a cercare un nuovo appartamento.

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