Laura. Una moglie è anche una donna. by 1945 [Vietato ai minori]




Laura. Una moglie è anche una donna. di 1945 New!

Note:

Moglie,donna,femmina.Si può scegliere l’ordine che si vuole, ma non si possono negare gli impulsi che si possono avere.

Laura. Una moglie è anche una donna.
Questo è un racconto particolare. Quando mi è arrivata la richiesta da una lettrice, che mi chiedeva di raccontare la sua storia fornendomi alcuni elementi di partenza, ho sospettato che fosse una bufala. Una fantasia. Non ritenevo il contesto ed i personaggi veritieri, ed allora le ho scritto che non ero interessato spiegandole il perché. La sua risposta fu immediata : mi scrisse che era tutto vero e, che confidando sul fatto che nessuno avrebbe mai potuto provare che fosse stata lei a “postare” il racconto ,mi ha inviato una sua foto completa .Da quella ho capito che diceva la verità Una bellissima donna/signora era la protagonista del racconto . Lei.
Man mano mi ha fornito tutti gli elementi che mi hanno permesso di scrivere.
La vicenda si è svolta a Milano dieci anni fa e il racconto è “riportato” ad allora.
Lei è una avvocatessa, i trentacinque anni, sposata con due figli piccoli. Lavora, con altri colleghi, in uno studio associato presso il tribunale di Milano. Le piace il suo lavoro, la gente e l’ambiente che frequenta . Vive un bel matrimonio e pur essendo molto impegnata (casa, figli, lavoro) è felice. Nello studio lavorano diversi avvocati e avvocatesse ,una di queste è una sua “grande amica”.
Le stranezze della vita.
Si erano conosciute in università durante la frequenza del corso di studio di giurisprudenza, in Cattolica, a Milano.
Avevano studiato spesso insieme e hanno solo un mese di differenza di età. Si sono laureate nella ala stessa sessione di laurea e poi si sono “casualmente” incontrate un anno dopo presso lo studio associato in cui lavorano.
Hanno delle similarità, sono ambedue molto belle, eleganti e brillanti, ed una sola importante differenza: una e sposata l’altra no.
Vanno molto d’accordo e nei momenti di pausa si raccontano le loro vite.
Laura , la mia referente , racconta dei figli, del marito, dei problemi di chi ha famiglia. Mirella, l’amica, racconta dei suoi svaghi, dei suoi week end pieni d’impegni.
Laura, sposata da sei anni, ascolta con piacere e un po’ di nostalgia, i racconti di Mirella. E’ colpita da tutte quelle cose che Mirella fa con passione e un po’ rimpiange la propria mancanza di libertà. Pensa di Mirella: no casa, no figli, no impegni obbligati. Di se: che bello sarebbe ogni tanto staccare….ma è contenta di essere moglie e mamma.
Mirella le racconta dei suoi amici ed amiche. Li descrive. Non sono molti, una decina. Racconta di cosa organizzano e fanno di volta in volta: la gita, il piano bar, la discoteca.
Con molta attenzione, racconta anche delle sue avventure amorose. E’ un po’ una birichina. Non si è mai sposata non perché le mancassero i pretendenti, ma per spirito di indipendenza.
Non si sentiva pronta ad un rapporto duraturo, che ha tante positività, ma che le avrebbe tarpato le ali. Voleva godersi ancora un po’ la vita.
Essendo amiche intime raccontava a Laura dei suoi “fidanzati temporanei” e delle loro caratteristiche e non si sottraeva nel racconti delle loro “dotazioni sessuali” e delle loro capacità amatorie.
Mirella e Laura sono una bellissima coppia di femmine. Si somigliano anche fisicamente, unica differenza il colore dei lcapelli. Mirella è mora, Laura è bionda. Ambedue hanno i capelli lunghi e lisci.
Sempre eleganti, un metro e settanta di femminilità. Erano guardate con ammirazione da uomini ed anche dalle donne.
Da tempo Mirella insisteva con Laura, cercando di convincerla, ad uscire ogni tanto con loro.
Che ti costa? Prenditi un boccone d’aria fresca? Sei ancora giovane…
E tanto insistette , spalleggiata anche dal marito di Laura, Gianni, che la convinsero.
Anche Gianni voleva che Laura si distraesse un po’. La vedeva sempre impegnata e spesso stanca. Capiva come le diversi attività la stancassero e ne era dispiaciuto. Quindi vide di buon occhio, conoscendo la virtù di Laura, la proposta di Mirella. Anche perché lui un po’ di spazio per sé era riuscito a ritagliarlo.
Essendo anche lui un libero professionista, ma del settore commerciale, poteva gestirsi gli orari, ed un paio di volte la settimana andava in palestra e tutti i venerdì sera, o quasi, incontrava, al bar della sua gioventù, gli amici di sempre.
In quelle occasioni, se la temperatura esterna lo permetteva, stavano davanti al bar a chiacchierare, altrimenti giocavano a carte nel bar organizzando tornei ad eliminazione di scopa o briscola. Se venivi eliminato presto e non avevi voglia di guardar gli altri giocare te ne andavi a casa, ma presto che fosse, non era mai prima di mezzanotte /mezzanotte e mezzo.
Il giorno dopo raccontava puntualmente a Laura cosa avevano fatto la sera precedente ,gli amici che erano presenti, le eventuali novità.
Finalmente convinta, Laura, consapevole di infilarsi in un gruppo affiatato e volendo evitare gaffe chiese a Mirella informazioni più dettagliate sui partecipanti.
Mirella fu contenta di fare la “cicerona”: in questo momento siamo in otto. Da pochi mesi si è aggregato uno nuovo, di nome Boris ,di cui ti dirò alla fine. C’è un motivo.
Nessuno è ” accoppiato”. Sicuramente c’è stato qualche filarino e qualche scopata tra noi , ma nessun legame.
Certo siamo affiatati. Usciamo insieme ed andiamo in vacanza insieme da un po’ di anni e non ci sono grossi segreti tra noi; anzi tra donne ci scambiamo opinioni e conoscenze particolari, anche piccanti.
Sono tutti bei ragazzi e ragazze. Tutti laureati e con reddito elevato. Tutti single. Tutti tra i trenta ed i quaranta anni
Segue in sintesi la descrizione del gruppo fatta da Mirella:
Mirella: la conosciamo
Franca : avvocatessa anche lei, molto simpatica, sveglia e disponibile. E’ molto selettiva nelle sue scelte, solo uomini “mirati”.
Rosa: laureata in Bocconi, determinata ,le piace ballare. E’ quella che ha più “avventure”. Lavora in una finanziaria
Ada: laureata in lingue in Cattolica, fa l’interprete . E’ di compagnia sempre pronta a far casino. Quando beve non ha limiti, in nessun senso.
Michele: il più giovane. E’ pronto a tutto. Quando vede una gonnellina non capisce più nulla. Laureato in economia e commercio, è occupato nell’azienda di famiglia
Fabio: il più alto. E’ l’intellettuale del gruppo. Laureato in filosofia ,è docente universitario a Pavia. Con la sua aria “persa”, “cattura” più di quanto si pensi.
Flavio: appare più vecchio di quello che è per la pelata. Amante della palestra. E’ ingegnere ed è consulente informatico . Anche lui non scherza a conquiste.
Boris: di lui sa poco. Si occupa di grandi progetti, ma non sa quali. E’ il bello del gruppo. Alto con un fisico tosto ,sempre elegante. Pare molto ricco. Enigmatico, non dice molto di sé. Ha il fascino slavo e lo sguardo da canaglia. Le donne impazziscono per lui. Le attira come la carta moschicida. E qui il piccante: hanno detto due, di cui non ti faccio il nome, che è “dotato” in modo mostruoso.
Adesso Laura sa.
Arrivò la sera in cui Laura incontrò il gruppo per la prima volta e constatò che la descrizioni fatte da Mirella corrispondevano alla realtà . Era un gran bel gruppo di amici.
Furono tutti molto gentili con lei. Si dissero contenti della sua presenza. Mirella aveva raccontato di lei.
Uno alla volta si presentarono esprimendo cortesia e gioia per la sua bella presenza.
Vi fu chi alzò la mano presentarsi e chi le diede la mano in segno di benvenuto.
Boris fu tra questi. Laura si accorse che le tenne la mano più del necessario e ciò le procurò una strana sensazione. Effettivamente era il bello del gruppo. Attraeva e poi Laura non aveva dimenticato della dotazione, era curiosa .
Quella sera andarono in un piano bar molto grande. C’era sufficiente spazio per andare in giro e vedere l’ambiente e gli avventori. Qui e là si creavano gruppetti di persone che chiacchieravano, ridevano, ascoltavano la musica.
Laura fu subissata dalle attenzioni degli altri maschietti ,l’unico che parve non considerarla fu Boris. Lui sorrideva e chiacchierava con tutti e tutte, anche con altri presenti nel piano bar, ma mai con lei. Era spesso circondato da ragazze che pareva pendessero dalle sue labbra. Il fatto di essere estranea a Boris le diede un po’ fastidio.
Fu una bella serata e rientrò contenta a casa alle tre di notte.Il marito ed i figli dormivano alla grande.
Il mattino dopo raccontò della serata al marito dicendole che si era trovata molto bene.
Gianni, felice della sua gioia, la esortò a continuare le uscite di gruppo, quando fosse stato possibile.
Una ventina di giorni dopo vi fu una nuova uscita . Partecipanti sempre gli stessi. Questa volta andarono in una nota discoteca a Milano. Le donne, come al solito , erano vestite da urlo e suscitarono le occhiate ammirate sia degli accompagnatori che di altri.
In queste uscite le donne erano indossavano abiti eleganti e molto femminili. Tutte indossavano capi a due pezzi, gonna e giacchetta, e ciascuna faceva risaltare la propria individualità indossando modelli diversi che sottolineavano la propria personalità. C’era di che scegliere..
Nella discoteca si alternavano diversi tipi di musica da pop, ad hard e più morbida. A seconda del tipo di musica e delle preferenze le persone si cimentavano nel ballo.
Dopo un paio di ore l’ambiente era saturo di musica, rumori ed odori. L’allegria dei presenti saliva con la musica e gli alcolici bevuti. Vino o altro che fosse. Il gruppo di amici aveva ordinato più bottiglie di champagne che velocemente diventavano “cadaveri”. Tutti bevevano e, chi più chi meno, erano euforici. L’ambiente si prestava.
La musica lenta stava occupando in progressione, all’avanzare della notte ed alla stanchezza degli avventori, il suo spazio. Nella pista da ballo le coppie ruotavano, si formavano e cambiavano velocemente. Le donne del gruppo erano prede ambite e ricevevano continui inviti ,sia dai compagni che da altri interessanti uomini. Laura era in pole position .
Non faceva in tempo a tornare al posto che veniva nuovamente invitata a ballare. Laura si guardava intorno e vedeva che Boris era sempre insieme a donne, alcune molto belle. Anche quella sera non l’aveva considerata. Un saluto ed uno sguardo di sfuggita quando il gruppo si era incontrato, poi nulla.
Si stavano facendo le ore piccole e la gente cominciava a lasciare la discoteca. Uno di loro disse: ragazzi, è quasi ora di andare. Un ultimo ballo lento.
Si formarono spontaneamente le coppie. Rimasero soli gli ultimi arrivati nel gruppo. Laura e Boris. Si guardarono e fu quasi obbligo che ballassero insieme.
Boris la “prese” come solitamente si fa nei “lenti”. Vicini, cominciarono a ballare. Passati i momenti di adattamento i loro corpi presero le posizioni migliori e più opportune. Boris la teneva per i fianchi e Laura ,più bassa , poggiava il capo sulla sua spalla. Fu tutto normale sino a quando Boris esercitò con le braccia una leggera ,ma continua trazione su Laura. Esercitava una spinta costante sui suoi fianchi facendola avvicinare al suo bacino.
Laura non riusciva ad opporsi a quell’azione, troppo forte era lui. Ad un certo punto il bacino di Laura fu contro quello di Boris.
A guardarli tutto ciò non si notava.
Laura era appoggiata completamente su Boris.
Sentì fu una grossa protuberanza che spingeva contro il suo pube. Rammentò le parole di Mirella.
Tante volte, da ragazza, si era trovata in quella situazione ballando con ragazzi eccitati dalla sua bellezza. Questo era qualcosa di anomalo ,di unico. Pensò ad una lattina di coca cola
Voleva razionalizzare, capire cosa fosse…ma quello che percepì maggiormente fu la reazione del suo corpo. Si senti eccitata e senti un flusso di umori muoversi nella sua intimità.
Ebbe una reazione inconsulta , non cerco di sottrarsi a quanto stava accadendo. Il suo corpo, non comandato dalla razionalità, si spinse in avanti. Il suo pube accentuò il contatto sulla protuberanza per meglio cogliere quel …. .
Sollevò il viso e vide il sorriso sul volto di Boris che la stava guardando.
Si riscosse dal torpore in cui era caduta e cerco di sottrarsi al contatto, ma Boris non glielo permise.
Le calò le mani sul culo spingendola ancor più contro il suo bacino.
Laura non aveva più dubbi. Quello che premeva contro lei era fuori dalla normalità.
La musica terminò e lui la lasciò. Non si dissero nulla e tornarono dai compagni. Fu l’ultimo ballo. rientrarono a casa.
A letto Laura era agitata. Non riusciva a prendere sonno. Appena rientrata a casa si era fatta una doccia rinfrescante, ma si sentiva ancora accaldata. Pensava al ballo, a lui, al suo …..Si sentiva eccitata come non le accadeva da lungo tempo. Guardava il marito che dormiva sereno. Le sarebbe piaciuto svegliarlo e fare sesso con lui, ma non ne aveva il coraggio. Aveva la passera piena d’umori ,che chiedeva attenzioni. Non voleva farsi cogliere dal Gianni e si alzo, andò in bagno Si sedette sul bidet, le sue dita corsero alla passera, si infilarono in essa cercando di soddisfare il desiderio. La mente tornò ai momenti del ballo, a quella protuberanza che spingeva e in pochi secondi ebbe un silenzioso orgasmo. Poi si risciacquò e appagata tornò al letto.
Distesa “guardava” il buio intorno a sé. La mente tornò nuovamente al ballo, alla sua eccitazione , a Boris ed al suo sorriso. Al senso di appagamento si stava sovrapponendo, soverchiandolo , un senso di colpa .
Si rivolse al marito e provò una “stretta al cuore”
Con il marito andava tutto bene . Tutto nella normalità di una coppia sposata e con figli. Non c’era più l’entusiasmo della gioventù; era un rapporto posato ,sereno. Facevano sesso episodicamente, ma avevano una vita familiare intensa.
Pensò che quella serata l’aveva riportata alla sua gioventù, alle voglie e desideri di allora. Ma era il passato, non il presente.

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