Laura, la sorella troietta del mio migliore amico




Laura era la sorella del mio migliore amico, Vittorio, una ragazza molto carina di 19 anni, l’ho vista crescere, ho dieci anni in più di lei e ammetto che mi ha sempre affascinato in qualche modo. Ha lunghi capelli rossi, occhi verdi, le lentiggini e un fisico sportivo, merito della sua passione per la pallavolo.

Insomma è la ragazzina perfetta circondata da una marea di coetanei pronti a fare a pugni pur di avere un appuntamento e portarsela a letto. Non mi vergogno a dire che io sono tra questi, so che il fascino dell’uomo più grande vince sempre, la cosa che mi ha fermato è che è la sorella di Vittorio e sono sicuro che non la prenderebbe bene se lo venisse a sapere.

Per questo motivo ho sempre cercato di tenere a freno le mie pulsazioni in sua presenza, ma una sera è stato davvero difficile trattenermi: eravamo a casa di Vittorio con altri amici, lui vive solo in un appartamento, aveva invitato pure Laura, che si era presentata con un paio di amiche, subito circondate da qualche ragazzo.

Quando l’ho vista mi sono avvicinato per salutarla, lei mi ha sempre considerato come un secondo fratello, ricordo che fino a qualche anno fa tante volte giocavano a far la lotta, lei mi si sedeva in braccio a cavalcioni, si fermava, mi guardava e stavano anche qualche minuto a parlare in quella posizione.

La voglia di baciarla era tanta, il mio cazzo nei pantaloni si gonfiava, non so se Laura se ne sia mai accorta.

Dopo averla salutata ho raggiunto i miei amici, non riuscivo a fare a meno di guardarla ogni tanto, diverse volte mi ha beccato a incrociare il suo sguardo, lei mi sorrideva e continuava a conversare. Era stupenda, non so perché ma quella sera non riuscivo proprio a pensare ad altro, quando abbiamo cenato, casualmente mi era seduta di fronte, indossava un vestitino molto scollato, questo mi permetteva di vedere il suo seno perfetto.

Ogni tanto parlavamo, cercavo di non farle capire il mio interessamento, a metà serata ero quasi riuscito a focalizzare la mia attenzione altrove, quando sentii un suo piedi accarezzarmi la gambe, inizialmente pensai che fosse un errore, poi mi resi conto che mi stava guardando, rimasi immobile.

Col passare dei secondi sentivo quel piede salire lentamente verso su, era quasi arrivato tra le mie gambe, improvvisamente lo tolse e tornò a far finta di niente.

Approfittai del fatto che gli altri si erano un po’ sparsi in giro per l’appartamento per cercarla e chiederle spiegazioni in merito a ciò che era successo poco prima, dopo aver dato un’occhiata veloce fuori in terrazzo e in un paio di stanze, la vidi uscire dalla porta del bagno, mi avvicinai, eravamo solo noi due nel piccolo corridoio.

“Laura cosa significava quella cosa di poco fa?” Lei mi guardò maliziosa ma fece finta di nulla “Non so di cosa parli”. Mi superò e tornò dalla sua amica.

Ad una certa ora l’appartamento iniziò a svuotarsi, rimanemmo solo io, Vittorio, Laura e un altro nostro amico, lei si comportava in modo disinvolto come se non fosse mai successo niente, non riuscivo a reggere questo suo atteggiamento.

Fortunatamente ci pensò Vittorio a facilitarmi le cose, mi chiese di accompagnare la sorella a casa, lei mi guardò in modo strano come se non aspettasse altro, entrati in macchina calò un silenzio piuttosto pesante.

Decisi di fermarmi in un parcheggio isolato, volevo chiarire quello che era successo prima di accompagnarla a casa.

“Non dirmi che non è successo niente prima, vorrei capire perché ti sei comportata in quel modo e soprattutto perché poi hai negato”.

“Pensi che non mi sono accorta del modo in cui mi guardi? Che non ho visto che per tutta la sera non hai fatto altro che guardarmi le tette?”.

“Ammesso che sia così, cosa volevi fare?”

Laura si avvicinò a me, armeggiò con la zip dei miei pantaloni, sentii la sua mano toccarmi il cazzo, dovevo fermarla ma una parte di me non aspettava altro da anni.

“Lo sai quello che stai facendo?”

“È da qualche anno che la notte prima di addormentarmi penso a come sarebbe succhiarti il cazzo”.

“Allora mi provocavi di proposito quando ti buttavi addosso?”

“Finalmente l’hai capito”

In quel momento non mi frenai più, glielo lasciai tirare fuori, la sua bocca lo avvolse completamente, le misi una mano tra i capelli e la spinsi di più contro il cazzo, lo prese tutto in bocca e mi fece un bel pompino caldo.

Non ci volle molto per mettermelo in tiro, aspettavo di scoparla da troppo tempo, quando ebbe finito di pompare, abbassai il sediolino, lei si sollevò un po’ il vestito, scostò le mutandine, finalmente assaggiai la sua figa, il suo sapore mi riempì la bocca, era un sapore dolce.

Gliela leccai per un po’, quando la sentii pronta, mi stesi su di lei e la penetrai lentamente, il mio cazzo scivolò fino in fondo, avvolse le cosce intorno al mio bacino, la guardai negli occhi, ci baciammo e mi mossi, prima lentamente e poi con colpi profondi e decisi.

La macchina si riempì dei suoi gemiti di piacere, avevo tirato fuori le sue tette le succhiavo i capezzoli alternandoli, era fottutamente eccitante e quando arrivai al limite del piacere, gli misi il cazzo in mezzo alle tette e spinsi veloce fino a sborrarle il mio succo caldo sulle labbra.

Ci sistemammo, misi in moto e l’accompagnai sotto casa, a quel punto non sapevo cosa dire, non sapevo cosa avremmo fatto, fu lei a togliermi ogni dubbio baciandomi.

Mi disse che avremmo potuto vederci ancora, magari di nascosto da Vittorio, inizialmente sono riuscito a mantenere il segreto ma lui iniziò a sospettare qualcosa e alla fine ho dovuto confessare.

Abbiamo fatto a pugni, abbiamo discusso di brutto e non ci siamo parlati per qualche settimane, poi ha capito che tra me e sua sorella c’era sempre stato qualcosa ed ha cercato di accettarlo, adesso le cose stanno iniziando ad andare di nuovo bene.

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