L'AMORE PERVERSO . by Educatore [Vietato ai minori]




CAP.1    UNA SIGNORA PER BENE

In una grande città del nord Italia , viveva una famiglia formata da solo donne ,dalla nonna Matilde , dalla figlia Daniela e dalla giovane nipote Sabrina e senza saperlo e se ne rendessero conto , stava per succedere qualcosa di molto perverso nelle loro vite.

Nonna Matilde ,mamma di Daniela aveva 65 anni , era vedova da qualche anno , ma ancora una donna piacente nell’aspetto , nonostante un fisico formoso e cadente , si dedicava assieme alla figlia Daniela , alla crescita e all’educazione della nipote Sabrina, ragazza bellissima , diciottenne, educata e studiosa.

Daniela era una donna di 44 anni compiuti , molto bella e seducente , bionda ,alta 1.70 cm circa, di presenza appariscente , a vederla non si poteva non rimanere abbagliati dal suo fascino e dalla sua avvenenza .

Era una donna colta e raffinata,molto sensuale ,con un atteggiamento che a volte aveva anche dell’arrogante e dell’altezzoso essendo una donna in carriera , arrivata all’obbiettivo prefissosi . Era diventata direttrice di banca .

Il suo corpo era mantenuto seducente e giovanile oltre che dalla cosmesi e dal look ,anche dalla dieta e dagli esercizi ginnici che praticava in palestra o in casa , che facevano di lei nonostante gli anni ,una donna con un corpo , attraente e provocante e molto desiderato .

Non era raro che sentisse su di se nel passeggiare per le vie della città o al bar quando prendeva il caffè, oltre agli sguardi libidinosi degli uomini e quelli invidiosi delle donne ,dei commenti erotici nei suoi confronti.

Solo qualche piccola ruga sul viso ,che nascondeva bene con il trucco lasciava trasparire la sua età.

Aveva dei bei lineamenti , molto regolari ,che evidenziava sapientemente con un maquillage leggero e sobrio.

I capelli biondi , lunghi e tinti come l’oro , cadevano sciolti sulle spalle facendo da cornice al viso, rendendolo attraente e simpatico , con i suoi occhi azzurri come il mare .

A volte nella sua funzione professionale li raccoglieva dietro la nuca e li fermava con un mollettone di strass brillante e colorato, che oltre ad esporre il suo superbo collo agli sguardi , ne ostentava la sensualità , assieme all’impressione algida e altera che dava ai suoi impiegati.

Ma era solo un’impressione ,perchè come poteva apparire tanto severa con loro , altrettanto si mostrava simpatica e sorridente con la clientela.

Fasciata in quei tailleur eleganti , sfoggiava il suo corpo adulto sotto il tessuto , con la consapevolezza di farsi notare, curando molto i particolari dell’abbigliamento e gli accessori ,come spille , braccialetti, collane e anelli.

Il suo corpo , avvolto e stretto dagli indumenti , ostentava spesso una scollatura studiata e un seno prosperoso e attraente , come il sedere che aderente alla gonna ,sporgeva fuori rigonfio dal tessuto.

Il suo corpo seducente ,si slanciava su scarpe eleganti di tacco modesto ,mostrando delle gambe lunghe e affusolate con le cosce coperte dalla gonna fin sopra al ginocchio .

Era una di quelle bellezze che l’età della maturazione non sfiorisce,ma accentua di più .

Da giovane ,da sua madre Matilde aveva ricevuto una educazione molto tradizionale .Dalle elementari al liceo classico aveva frequentato istituti di studi religiosi, diretti da suore. Mentre l’università, l’aveva frequentata a Torino , laureandosi in economia e commercio con 110 e lode.

Dopo essersi laureata, aveva vinto un concorso in banca , dove con il tempo per la sua bravura e capacità fece carriera , arrivando negli anni a diventare direttrice di una filiale in un paesino limitrofo e poi in una della città capoluogo.

Nell’istituto bancario dove lavorava , aveva bruciato tutte le tappe professionali in pochi anni di carriera e solo ed esclusivamente per i suoi meriti , impiegata , cassiera , addetta al settore finanziario , mutui , vice direttrice e finalmente direttrice , dirigente di primo livello. Era arrivata al top della sua professione e carriera .

Per raggiungere quella posizione di prestigio e di potere, propria di chi occupa i gradini delle funzioni direttive della professione bancaria , aveva dovuto fare ricorso ad una giusta dose di determinazione, ma anche ad una preparazione inappuntabile che acquisì studiando e perseverando nel lavoro e le permise d’inserirsi rapidamente nell’ambiente finanziario.

Studi universitari commisurati alla necessità di raggiungere gli obiettivi che si era prefissa ,da quando ambiziosa sedeva sui banchi del liceo , che provvedette ad ampliare e perfezionare
facendo master in marketing finanziario , corsi di economia specifica ed acquisendo una eccellente conoscenza delle lingue straniere ,indispensabili per il ruolo che voleva occupare.

Era molto apprezzata dalla dirigenza e in filiale era molto rigorosa con i suoi impiegati, facendo valere la sua autorità conquistata sul campo e non per raccomandazione o peggio allargando le gambe come molte sue colleghe avevano tentato di fare.

Ma come le era andata bene la carriera professionale , così era stata sfortunata nella vita sentimentale .Dopo essersi laureata si era sposata incinta , con un ragazzo brillante , di cui si era infatuata , che non era e si dimostrò il principe azzurro che lei sognava .

Si chiamava Giorgio ed era titolare di una piccola impresa edile.

A vent’anni aveva vissuto la sua prima storia d’amore con lui .

Come tutti gli innamorati il giorno di San Valentino , si scambiarono l’anello di fidanzamento giurandosi amore eterno,sognando e iniziando a costruire una vita in comune .

Lei ,come capita a molte ragazze , cedette al suo desiderio sessuale e vittime della loro sprovvedutezza ebbero una figlia che chiamarono Sabrina , una bellissima bambina.

Ma dopo pochi anni le cose cambiarono e il loro matrimonio come molti ,naufragò.

Giorgio l’accusava di trascurarlo , di dedicarsi troppo al lavoro , sacrificando lui e Sabrina per la sua carriera e dopo varie liti si erano lasciati , lui si era messo con un’altra , una sua collega ex compagna d’università, dove si ricostruì una vita sentimentale ed ebbe altri due figli .

Lei continuò a vivere con sua figlia.

Eppure Daniela quando si sposò era convinta che Giorgio sarebbe stato il grande amore della sua vita, ma così non fu.

A differenza di Giorgio , lei visse da separata per circa 15 anni avendo praticamente cresciuto Sabrina solo con l’aiuto fondamentale di sua mamma ,nonna Matilde.

Aveva un rapporto speciale con la figlia, si volevano un bene dell’anima , frutto del fatto che si erano dati forza a vicenda durante gli anni della solitudine, ma Sabrina era molto più legata alla nonna , essendo stata lei il vero fulcro della sua crescita ed educazione , vera mamma adottiva.

Certamente non era una situazione molto bella dal punto di vista famigliare.

Lei negli ultimi anni iniziando a guadagnare molto ed essendo già benestante di famiglia ,aveva acquistato un grande appartamento al centro della città , lo aveva ristrutturato e arredato con gusto quasi maniacale , da sembrare una casa hollywoodiana.

L’interno molto curato sembrava quasi un’esposizione , tanto regnava la pulizia e l’ordine.

Non una cosa fuori posto, tanto che Sabrina , continuava a preferire di vivere con la nonna , dove almeno a casa , poteva fare quello che voleva , dividendosi nel vivere, tra sua mamma e sua nonna , anche se quella di sua madre era sempre casa sua.

A Daniela non dispiaceva ogni tanto vivere qualche serata sola e aveva accettato la situazione con favore.

Si trovò a 29 anni, separata dal marito ,con una figlia di tre da dover crescere e trovarsi a dover ricominciare una situazione e una vita nuova , diversa da quella che aveva sognato .
Fortunatamente aveva un buon lavoro che le consentiva di essere completamente indipendente, anche perché visto il malo modo in cui si erano divisi, non poteva e non voleva certo contare su Giorgio per il suo futuro e quello di sua figlia .

Gli alimenti che gli passava per Sabrina erano una miseria , al punto che pochi anni dopo,su stimolo di sua madre Matilde , Daniela con orgoglio rinunciò ad averli .Non ne avevano bisogno .

Sua madre che viveva sola essendo restata vedova , era benestante e aveva case di proprietà , oltre un’ottima pensione sua da impiegata e del suo povero marito direttore delle ferrovie.

A 65 anni ,era ancora una donna attiva e dinamica, aiutandola nel crescere Sabrina.

Era religiosa ,ma le piaceva apparire , come sua figlia essere ammirata dagli uomini , anche se viveva nel ricordo del suo povero Eugenio.

I primi tempi appena separata ,Daniela non aveva voglia di fare niente , ne di uscire ne di vedere gente , era in crisi e aveva bisogno di ritrovarsi in se stessa e di riflettere e in quel periodo le fu di grande aiuto sua madre , che diede affetto anche a lei, oltre a quel batuffolino di Sabrina ,mentre per dimenticare il suo matrimonio sbagliato ,Daniela , si cacciò completamente nel lavoro.

Ora Sabrina era grande , era diventata una splendida diciottenne , ma sua madre la considerava sempre una bambina .

Erano una famiglia particolare , composta da tre donne di tre generazioni diverse.

La nonna , la mamma e la figlia.

Sabrina era molto somigliante a sua mamma , alta come lei con i capelli biondi quasi come i suoi , lo stesso taglio e stile, al punto Daniela ,di schernirsi piacevolmente quando le dicevano che sembravano sorelle . Era molto orgogliosa di sua figlia.

Lei era una ragazzina bellissima , ancora adolescente sotto certi aspetti ,ma con i lineamenti del viso perfettamente disegnati , più belli di quelli di sua madre , occhi verdi e denti regolari e bianchissimi , che nelle ore notturne per perfezionare collocava l’apparecchio correttivo ortodontico.

Una vita da donna matura, di classe quella di Daniela , con una immagine da competere e far invidia a tante ragazzine, in primis sua figlia Sabrina.

Dopo la separazione aveva avuto ancora qualche storia , dimostratasi insincera e fasulla , era arrivata al punto da non credere più agli uomini e di preferire vivere da sola , con sua figlia …senza sesso , una sorta di astinenza voluta, soddisfacendosi sessualmente da sola , come probabilmente faceva sua figlia, praticando l’autoerotismo.

Dopo Giorgio che aveva amato , conobbe Marco, pochi mesi di frequentazione per scoprire una incompatibilità di carattere e di gusti.
Poi Enrico, un suo collega meridionale , figlio unico di una famiglia facoltosa , ma scoprì che aveva il vizio del gioco e voleva a tutti i costi trascinare anche lei nelle sue debolezze , così finì tutto e subito .Non seppe più nulla di lui ,perchè si trasferì al sud.

Quando conobbe Rolando , commerciante ,le sembrò la persona giusta e seria , ma scoprì presto che era terribilmente bugiardo, già sposato e con due figlie e le sue uniche mire erano quelle di avere agevolazioni bancarie e le sue grazie intime .

Oltre ad altri episodi particolari e sconfortanti legati al ricordo di uomini che l’avevano adulata e
invitata a cena solo per portarla a letto,di quelli che l’avevano cercata per corteggiarla, per poi scoprire che erano seriamente impegnati con un’altra.

Tutti uomini a cui aveva concesso solo la sua confidenza e non il suo corpo, restando volutamente in astinenza sessuale, come una vergine votata , in castità fisica . L’ultimo e unico uomo che l’aveva avuta carnalmente era stato il suo ex marito Giorgio.

Senza considerare le conoscenze delle storie d’amore delle sue amiche separate, a cui aveva assistito in quegli anni , anche loro ingannate , tradite , maltrattate dai loro compagni e poche in verità, quelle che erano riuscite a rifarsi una vita nuova .Qualcuna c’era riuscita sottomettendosi al nuovo “Lui” per i figli.

All’inizio erano nuove fidanzate felici e rispettate, per poi tornare in pochi anni a diventare di nuovo mogli o compagne infelici.

“Meglio sola!” …Meditava.

“Non mi manca niente ! …Sono una donna di successo e non mi innamorerò più di nessuno .

Voglio essere e restare libera ! Decidere del mio tempo come dico io , dedicarlo solo a me stessa e a mia figlia .Non rinuncerei mai più alla mia libertà e indipendenza ,non la cambierei con niente!” Si ripeteva.

“Sono benestante , guadagno bene , non mi manca niente e non mi serve nessuno nemmeno sessualmente .
Gli uomini sono tutti ingannatori e ipocriti, li disprezzo e non mi fido più di loro. Sono tutti bugiardi!” Pensava , quasi a giustificarsi per il suo modo di vivere imperfetto, da single .

Era una stranezza , una contraddizione ,che una donna bella come lei , affascinante e desiderata , non potesse essere di nessuno , era come una pietra preziosa esposta sotto vetro , tutti potevano ammirarla , desiderarla , sognarla per loro ,ma nessuno poteva averla .

Uomini e donne comprese

“Meglio il lavoro, il successo e il potere, dedicarsi esclusivamente alla casa e ai figli che a un uomo che non si ama. E questo non sarà certo il mio avvenire !” Pensava.

Il suo era un lavoro duro, competitivo, che non ammetteva distrazioni di sorta.

C’era sempre qualcuna o qualcuno pronto ad occupare la sua poltrona e da questi colleghi contendenti si doveva difendere ogni giorno .

Ed essendo femmina doveva sostenere più stress rispetto agli uomini che gli giravano intorno se voleva mantenere il successo che aveva raggiunto .Anche se questo modo d’essere e di pensare , la

mostrava insensibile verso i collaboratori .

C’è chi affermava malignamente che aveva fatto carriera ma era una donna sola e infelice .

Ma non era così , come tutte le donne spesso era in contraddizione con il suo io, con se stessa e come a tutte le donne , anche in lei , dentro in un angolo del suo cuore come nelle fiabe , non smetteva di sperare di essere in attesa dell’uomo dei suoi sogni, anche se si diceva che non esisteva e non sarebbe mai arrivato .

Aveva riversato le sue attenzioni e gli interessi verso altre cose più serie e utili a suo vedere , il cinema ,il teatro , lo sport, oltre che la parrucchiera e il maque up per essere sempre attraente e all’altezza del suo ruolo.

Spendeva molto per il vestire , abbigliamento e capi di marca , griffati ma tutti di una certa sobrietà .

Anche gli indumenti intimi erano ricercati , prediligeva lingerie firmata sempre sobria e rigorosa , di pizzo o di tulle, confortevole e comoda , piuttosto che ridotta e sexy.

Preferiva l’intimo di pizzo di Leavers , con disegni creativi, definiti ,elaborati e a rilievo ,con un alto potere seduttivo ,decorati e traforati che lasciavano trapelare la sua pelle pallida sotto di essi .

Niente perizoma o reggiseni a balconcino, ma culotte e slip classici trasparenti e a volte body ricamati .

Reggiseni con coppa a triangolo ,che ricopriva tutta la sua splendida mammella, rivelando e lasciando intravvedere assieme al capezzolo la cute candida sottostante.

Non le importava se nessuno potesse vedere la sua lingerie , ma solo il pensiero di indossarla e di pensare che qualcuno potesse fantasticarlo… l’appagava e soddisfaceva.

Quell’intimo così ricercato era la sua seconda pelle.

L’indossava sul lavoro con abbigliamento classico , sia che fosse con tailleur blu e camicetta bianca con volant o con pantaloni eleganti con le pence , lo stesso faceva nel tempo libero , le poche volte che in vacanza con Sabrina indossava jeans e maglietta.

Il suo livello di carriera la costrinse , per mantenere il corretto aplomb ad essere oltre che brava e preparata , anche seducente , cosa che le riuscì molto bene con quel suo corpo sinuoso e quel sorriso accattivante nell’attirare e mantenere i clienti , affascinando per la sua eleganza e classe i signori e le signore della città , commerciati , professionisti e piccoli artigiani.

Daniela era una donna pratica e pragmatica .

Capì presto che non si può avere tutto nella vita , ma bisogna fare delle scelte , come gli diceva sempre suo padre e lei aveva scelto la carriera, alla famiglia.

Si era comunque realizzata , aveva una casa splendida , da far invidia a una star del cinema.

Una figlia ben educata e studiosa , ma soprattutto rispettosa dei principi che lei e sua madre le avevano inculcato , oltre che ad essere una ragazza bellissima.

E Dulcis in fundus , una carriera di successo , era arrivata ad essere una delle più giovani direttrice di banca di filiale.

Parlando del suo lavoro ,le risposte e i consigli importanti che suggeriva alle donne che volevano intraprendere una carriera di successo e contemporaneamente essere buone madri e mogli ,erano semplici .

Spiegava loro , con un pizzico di arroganza e altezzosità come se fosse un insegnante che impartiva una lezione alle alunne :

“Dovete imparare a dire di no quando è necessario!

Non sempre si può piacere a tutti, quindi meglio dispiacere ed essere se stesse che compiacere e accondiscendere ed essere oppresse e derise.

Per riuscire nel lavoro , non possiamo fare tutto da sole!

Dobbiamo avere un team al nostro fianco che ci sia di supporto , ma bisogna essere una guida per loro , ci devono seguire e rispettare e oserei dire anche se la parola non mi piace … ubbidire!

Se si vuole che la squadra sia vincente.

Ci devono essere persone al nostro fianco , che capiscono con un occhiata quello che noi vogliamo trasmettere a loro e che lo facciano senza esitazioni .”

Esprimeva un concetto senza saperlo che presto si sarebbe adattato a lei , non nel settore professionale, ma in quello sessuale .Quelle parole , come compiacere , accondiscendere e ubbidire presto le avrebbe provate su se stessa, sulla sua pelle e la sua mente. Erano profetiche.

Sempre nelle sue dissertazioni informatrici annunciava adulandosi :

“Noi donne possiamo fare molto ! Io ne sono un esempio e anche voi se seguite i miei suggerimenti lo potreste essere un giorno.”

Le piaceva lodarsi , faceva parte del suo vezzo femminile , come essere ammirata anche dalle donne e non perdeva occasione per spiegare come lei era arrivata a quel ruolo:

“Io dopo gli studi… farei meglio a dire la separazione da mio marito ,con una figlia piccola , mi sono come si suol dire, tirata su le maniche e ho iniziato a lavorare studiando su quello che conoscevo . L’economia!

Avevo e ho fiducia e sicurezza in me stessa e nelle mie capacità.

Per avanzare nel settore bancario che avevo scelto, ho messo in campo tutta la mia abilità intellettiva e professionale e oltre che formarmi , mi sono fatta una esperienza!”

Chi l’ascoltava , soprattutto giovani impiegate e signore della borghesia cittadina , non poteva fare a meno di ammirarla.

“Mi sono creata e definito una mia dimensione professionale e sociale , con l’impegno e l’interesse sul lavoro ,che mi fa apparire …oltre che essere. Naturalmente !”

Aggiungendo sorridente: ” Anche attraente! …Sia nel campo professionale… che …”

E sorrise ancora con civetteria :

” In quello esteriore , nell’aspetto estetico.”

Era una bella donna invidiata e ammirata oltre che capace e lo sapeva.

Lei a soli 42 anni era arrivata dove le altre ci arrivano a 50 anni.

A vederla discorrere ,dava l’impressione di una donna sierosa e impegnata , sempre fasciata in quei tailleur colorati che la rendevano seducente ed elegante.

Ma anche lei , come tutte le donne, aveva il suo punto debole, il suo tallone d’Achille , dove presto sarebbe stata colpita fino a capitolare.

Viveva di semplici regole , a volte severe con se stessa e non facile d’accettare .

Le colleghe invidiose e anche qualche impiegato malizioso, la definivano “ Figa fredda”, per quel suo vivere da single ,senza uomini e dedita all’Onanismo .

Quella pratica sessuale a cui si era votata dopo vari delusioni maschili e per dedicarsi completamente alla carriera ,così era diventata esperta oltre che di economia e finanza bancaria , anche di masturbazione femminile ,di autoerotismo.

Era diventata esperta a manipolare i suoi genitali e darsi piacere da sola, chiusa in camera da letto sotto le lenzuola , mentre sua figlia Sabrina nella cameretta a fianco dormiva …oppure a sua insaputa faceva lo stesso.

Lo faceva anche mentalmente per la medesima ragione per cui si masturbava sessualmente .

Provava piacere a perdersi con il pensiero e l’immaginazione nei loghi mentali del cervello e nelle sue zone erotiche, come si perdeva con le dita nei genitali ,provando un piacere profondo , sensibile e complicato ,ma anche sottile, delicato e irrinunciabile , che solo una donna si può dare.

Lei ! Una bella signora matura, borghese , desiderata , sognata , preferiva eseguire quella pratica biblica, piuttosto che trovarsi un compagno a cui concedersi.

Ma tutta questa sua vita ,che si era costruita , a cui era arrivata con sacrificio e dedizione , stava per essere travolta, da qualcosa più grande di lei , che non avrebbe saputo fermare. L’amore.

Ogni commento e suggerimento è gradito.

Grazie.

Inviare a “dressage1@hotmail.it

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