L'amico bisex di Sara




La bocca di Sara avvolgeva completamente il mio cazzo. I suoi pompini erano una cosa eccezionale. Io in piedi, nudo in mezzo allo studio. Lei in ginocchio con i seni fuori dal reggiseno, il mini perizoma color nero eccitante, le autoreggenti a rete che coprivano le gambe e gli stivaletti tacco 12 ai piedi. La bocca scivolava sul cazzo, la lingua lo leccava tutto, le mani carezzavano i testicoli poi risalivano il corpo, strizzavano i capezzoli e mi carezzavano tutto. Poi Sara si alzò, mi strinse a se e cercò con la bocca la mia lingua per un lungo e appassionato bacio, mentre il cazzo in tiro sfiorava il suo perizomino e le mie mani stringevano le chiappe divise solo da una sottile striscia di stoffa nera. Mia moglie si abbassò di nuovo, infilando un paio di dita nella mia bocca, facendosele leccare tutte. Riprese il mio cazzo in bocca è iniziò a pompare furiosamente mentre una delle dita bagnate dalla mia saliva iniziava a giocare con il mio culetto, fino ad infilarsi dentro il buchetto. Il cazzo in bocca, il dito dietro: impazzivo. Anche l’altro dito piano piano si infilò nel buchetto e proprio in quel momento venni copiosamente dentro la bocca di Sara. Cinque- sei schizzi che lei bevve interamente per poi rialzarsi e baciarmi per far si che la mia bocca sentisse il sapore della mio sborra. Poi Sara si sedette sulla scrivania, scostò il perizoma e offrì la sua fighetta depilata e bagnata alla mia lingua. Leccai il clitoride, infilai la lingua dentro la vagina strizzandole i seni, ripresi a leccarle il clitoride infilandole tre dita dentro. Venne rapidamente, stringendomi la testa tra le gambe e mugolando. Mi alzai, la bocca piena dei suoi umori e i nostri sorrisi si incrociarono. Poi, furbetta, mi disse “ sai mi piacerebbe vederti con una cazzo in bocca, proprio come io prendo il tuo”. La guardai, la conoscevo e sapevo che aveva già la soluzione pronta. “ Sai quel mio amico bisex, Gianni, perchè non lo invitiamo una di queste sere?”. L’idea mi aveva eccitato, acconsentii e poi la girai, lei appoggiò le mani alla scrivania pronta a prendere il mio cazzo alla pecorina. Lo infilai dentro la fighetta scopandola per alcuni minuti e lavorando con le dita il suo buchino, come lei aveva fatto con il mio. Poi sfilai il cazzo e lo infilai rapidamente nel culetto ben allargato, per inondarlo di sborra mentre lei si carezzava il clitoride per godere nuovamente. Tre giorni dopo Gianni venne a casa nostra per un aperitivo. Sara provocante indossava un vestitino a tubo nero, calze color carne e stivali al ginocchio. Gianni era una bel cinquantenne, brizzolato e simpatico. Chiacchierammo del più e del meno sorseggiando un Martini fino a quando Sara si alzò dicendo “ e ora vi voglio vedere giocare”. Per chiarire come si sfilò il vestito restando con una guepiere bianca dal reggiseno a balconcino comprata per l’occasione, reggicalze, calze e stivali. Gianni non attendeva che il segnale. Si alzò, sfilandosi la camicia e quindi togliendosi scarpe, calze e pantaloni. Non indossava intimo e mi apparve un cazzo non completamente in tiro ma di notevoli dimensioni. Si avvicinarono ambedue a me e iniziarono a carezzarmi. Sara mi infilò la lingua in bocca mentre con le mani slacciava la cintura dei pantaloni. Mi sfilarono la polo che indossavo, abbassarono i pantaloni, mi tolsi io calze e scarpe e restai in boxer di microfibra neri, il cazzo già duro. Gianni si sedette su una sedia e Sara mi fece inginocchiare davanti al suo cazzo che mi porse da baciare. Ero un po’ imbranato. Lo leccai tutto e poi lo infilai in bocca mentre Sara mi spingeva la testa, per prenderlo tutto in gola fino quasi a soffocare. La mogliettina si alzò e toccandosi la fighetta si mise a guardarci, io il cazzo di Gianni in bocca e lui con la mano che mi guidava la testa. Poi Gianni si alzò, coricandosi per terra mi disse di togliermi i boxer e mettermi sopra di lui per un bel 69. Obbedii. Mi piaceva il suo cazzo in bocca e mi piaceva che lui si prendesse molto più abilmente cura del mio. Sara si mise dietro di me e iniziò a carezzarmi le palle dicendo “ che belle puttane che siete, vi piace il cazzo vero?”. Mugolai poi sentii qualcosa di fresco sul culetto, un lubrificante utile per prepararmi al nuovo gioco inventato da Sara: un dildo dentro il mio culetto. Tentai di resistere, ma con poca convinzione. Intanto Gianni continuava il suo lavoro mentre io miglioravo la mia tecnica di pompinaro. Il gioco durò un po’. Poi Sara tolse il dildo, mi schiaffeggiò il culetto e disse “ ora tocca a me”. Mi scostai e lei si impalò sul cazzo di Gianni. Io mi misi dietro e infilai il mio cazzo eccitatissimo nel suo secondo canale. Una splendida doppia che terminò con due sborrate da favola dentro Sara, che si alzò colante di sborra che ci invitò a leccare. Rimanenno così per alcuni minuti poi nudi, sporchi di sborra e sorridenti ci salutammo con un nuovo bicchiere, questa volta di Prosecco. Gianni si rivestì, mi sorrise dicendo “ bravo pompinaro, hai imparato presto. Alla prossima, quando il gioco si farà più duro”. Sara sorrise complice.

P.S. Qualcuna/o ha voglia di scrivere un racconto a più mani? Possiamo scegliere insieme il genere.

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