La zia vogliosa by John Dorian [Vietato ai minori]




A ventidue anni ancora non avevo mai avuto un rapporto sessuale. O meglio, un rapporto sessuale completo, perché varie ragazze durante la mia adolescenza mi avevano soddisfatto oralmente o manualmente, e mi era anche capitato di leccare o sditalinare una vagina.
Ma questo non poteva bastarmi, e molto spesso parlavo di questa mia frustrazione con Luca, il mio coinquilino e amico.
– Sei troppo timido – mi diceva, – una volta o l’altra dovresti buttarti. –

Io non facevo altro che aspettare l’occasione giusta, che mi si presentò in un maggio. Piccola digressione: all’epoca frequentavo l’università a Roma, sebbene fossi nato a Milano, città dove ero anche cresciuto e dove la mia famiglia abitava. Comunque, tornando a noi, un giorno rincasai dopo una giornata particolarmente faticosa in facoltà, e notai un messaggio in segreteria. Lo so, sembra strano detto oggi, ma allora era un uso abbastanza frequente quello della segreteria telefonica. Ad ogni modo, il messaggio era di mia zia, che mi avvisava che avrebbe soggiornato tre giorni nella Capitale per lavoro e mi chiedeva di vederci.

Monica, mia zia paterna, era sempre stata un mio desiderio erotico da quando avevo tredici anni, e cioè la prima volta in cui la vidi nell’ottica sessuale. Era sempre stata formosa, con due tette enormi ed un culo che faceva invidia a molte. Inoltre, i suoi occhi azzurri, le sue labbra carnose ed i suoi movimenti seducenti la rendevano irresistibile per tutti gli uomini.

Appena ascoltai il messaggio dovetti subito spararmi una sega al ricordo delle sue forme, poi la richiamai per informarmi sul suo arrivo a Roma.

– Vengo domani, tesoro – rispose, – però devo chiederti un favore: non saprei proprio dove andare, e… –

La interruppi:

– Non ti preoccupare zia, qui da me c’è posto –

L’indomani la andai a prendere all’aeroporto e la trovai in splendida forma. La chioma bionda era perfetta e, pur tenendo conto che aveva ben quarantasette anni, era decisamente una bomba sexy. Quanto mi ero masturbato su quella donna!
Ci salutammo con due baci sulle guance e mi si rizzò subito il cazzo.

Una volta arrivati in casa, mi consultai con Luca riguardo mia zia e gli chiesi se per qualche giorno lui avrebbe potuto togliersi di mezzo:
– Certo – rispose lui – per la tua prima volta con quello schianto di zia… –
Continuammo a fantasticare su cosa io e mia zia soli in casa avremmo potuto combinare, convinti che in quel momento lei si stesse facendo la doccia. Poi Luca prese alcune sue cose e se ne andò, lasciandomi solo nel salone.

Dopo pochissimi minuti apparve zia Monica coperta solo da un asciugamano, stretto dalle tette in giù: era meravigliosa. È inutile dire che il mio pene si risvegliò. Poi, senza accennare a niente in particolare, lei si fece scivolare l’asciugamano per terra, e per la prima volta la vidi come mamma l’ha fatta.
Poi si sedette sul divano accanto a me, cominciando a baciarmi sulle guance e sul collo. Rimasi stordito, ma stavo impazzendo di eccitazione. Poi mi disse:

– Sei cresciuto bene, adesso sei un bel ragazzo. Non escluderei che sia diventato grande anche il tuo amichetto là sotto –

Non ci potevo credere: quello che avevo sperato da nove anni finalmente stava accadendo! E senza nessun mio sforzo! Poi lei continuò:

– Vi ho sentito mentre parlavate, tu e il tuo coinquilino, e ho deciso di stare al gioco. Ma tuo padre e il resto della famiglia non devono scoprirlo, sarebbe terrificante per loro. –

Senza dire una parola le ficcai la lingua in bocca e ci baciammo appassionatamente per una manciata di minuti. Poi lei mi slacciò i pantaloni ed iniziò a masturbarmi lentamente. Quando smise per riposare la mano, io non le diedi il tempo di continuare e cercai la sua figa, leccandola avidamente. Lei gemette venendo, ed io accolsi volentieri il liquido del suo piacere sulla mia lingua. Poi mi chiese di penetrarla e io non me lo feci ripetere due volte. Mi sdraiai sul divano e la feci sedere sul mio palo. Il suo movimento ondulatorio sopra di me mi causò un’eiaculazione spropositata e senza preavviso dentro di lei: in fondo era la mia prima volta, e per di più con la donna dei miei sogni.

Ma lei non sembrava preoccupata, e pensai che evidentemente prendeva la pillola. Quindi si tolse da sopra di me e iniziò a spompinarmi. Subito il mio cazzo prese vigore di nuovo. Era passato troppo poco tempo dalla prima sborrata, perciò dopo una decina di minuti che me l’aveva accolto in bocca decise di passarselo tra le tette. Era una sensazione stupenda, che mai avevo provato: ed avere il mio pene tra le sue grandi e morbide poppe mi fece venire un’altra volta. Infine andammo a farci una doccia insieme, durante la quale ci baciammo e palpammo, ma nient’altro.

Quella notte dormimmo insieme, e la mattina seguente lei andò al lavoro e io all’università.
Nei due giorni successivi parlammo di quello che era successo, e confermammo di non dire nulla a nessuno della famiglia.
L’ultimo giorno l’accompagnai in aeroporto e là ci salutammo. Sapevo che tutto ciò non sarebbe mai più ricapitato, ma speravo comunque di rivedere zia Monica.

Poi, tornato a casa, trovai Luca che si era risistemato, e che mi chiese informazioni succose riguardo ai tre giorni passati con mia zia. Io gli raccontai tutto, nei minimi dettagli.

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