La tentazione che ti scava by Idraulico1999 [Erotico]




Le giornate piovose erano sopraggiunte. Oggi, in special modo, Rossella si sentiva ampiamente assente e sbadata, notevolmente distratta da una riflessione e da un timore periodico, dall’impazienza e dal nervosismo di sperimentare saggiando inedite e ignorate emozioni, aspirazioni e bramosie d’avvertire e da mettere in pratica, come dei fuochi artificiali covati fin da troppo tempo né giammai appieno accontentati né soddisfatti. In quell’occasione lei aveva finito tardi in ufficio, s’avvolse alla svelta il soprabito scuro e iniziò ad avanzare velocemente verso la macchina attraversando il parco, nel tempo in cui l’odore dell’erba, delle foglie bagnate, delle piante e dei pini s’insinuava nelle narici e là dentro rimasero conficcandosi sorprendendola piacevolmente, siccome era davvero insolito riscoprire quelle svariate essenze di quei profumi boscosi inspirandoli peraltro all’interno d’un territorio protetto cittadino.

Le pozzanghere erano fangose e particolarmente insidiose, dato che si soffermò riparandosi sotto le fronde d’un grande albero per osservare due cani che si rincorrevano. La pioggia fine e insistente aveva nel frattempo ricoperto la macchina in maniera uniforme e diffondeva alla vernice scura una brillantezza inconsueta e assai elegante, decise a quel punto che non aveva voglia di cenare a casa da sola, pertanto in quell’occasione si diresse in un ristorante che conosceva e nel quale c’era sempre un’aria pacata, anche se quella sera l’atmosfera appariva più attiva e vivace del solito. Attraversò la città guidando lentamente, intanto che il tergicristallo puliva il vetro assieme alle gocce della pioggia, che spostandosi rischiarava la sua vista sulla strada lucente, giacché in quell’attimo avrebbe voluto che facessero chiarezza, comprensibilità e limpidezza anche nei suoi desideri, peraltro smorzati e fin troppo sopiti fino a quel momento. Rossella era alla ricerca d’un fresco e novizio motivo, per poter dare radicalmente una svolta alla sua vita. Lungo il largo viale camminando a ridosso del muro per non bagnarsi troppo arrivò all’entrata del ristorante, il grande locale era da tempo affollato, repentinamente le fu indicato dal cameriere un tavolo quasi in mezzo alla sala, lo adocchiò, le piacque, poiché da lì avrebbe avuto modo di guardare facilmente da ogni parte. Si tolse il soprabito, si sedette e rimase qualche istante come incantata fissando il menu, poi iniziò a guardarsi intorno.

Le vetrate che s’affacciavano verso la strada erano bagnate, però non tanto da non riuscire a scorgere la figura d’una piacente donna che da qualche istante aveva attratto irrimediabilmente la sua attenzione. Era una donna alta, slanciata, con i capelli ricci e neri, cosparsi dalle gocce della pioggia, indossava un soprabito di pelle nera, una gonna attillata e alti stivali che avvolgevano le lunghe gambe, lo sguardo attento, incisivo e quegli occhi scuri che si erano incontrati con quelli di Rossella per un interminabile momento. Lei lo seguì con lo sguardo, fino a quando la sconosciuta non scomparve dietro alla colonna di cemento per riapparire dopo qualche istante, in compagnia del cameriere che le indicò un posto libero quasi di fronte a lei. Lo sguardo di lei attualmente era lievemente compassato e contegnoso, quasi severo, forse attratto da chissà quale pensiero, eppure Rossella si ritrovò a fissarla con insistenza, adocchiandola in maniera inopportuna, quasi come se la conoscesse da qualche tempo. La donna sconosciuta era attualmente seduta di fronte a lei con la lista delle pietanze in mano, dato che lanciò in direzione di Rossella dapprincipio occhiate veloci, che a poco a poco si fecero più perseveranti.

Rossella era edotta a meraviglia della sua rilevante scalvatura, dove allusivamente i seni apparivano spuntando maliziosamente in modo volontario fuoriuscendo da essa. Lei gradiva enormemente vagare con la fantasia, immaginando sia gli uomini tanto quanto le donne che li notassero e che lì ci lasciassero incollati i loro occhi. Lei giocava spesso con la catenina che s’adagiava morbidamente tra di essi, visto che rimase a osservare se la sconosciuta in quel momento volesse perdersi naufragandoci dentro con lo sguardo. La donna di fronte l’aveva guardata fissa più d’una volta e quando la sorprese con lo sguardo disperso e smarrito nella sua scollatura, attese che i loro occhi s’incrociassero e le regalò un sorriso delicato, che la donna ricambiò con un’alzata del sopracciglio sottile in evidente segno d’approvazione e di gradimento. Da quel momento iniziò il loro passatempo, perché più d’una volta infilando la forchetta in bocca, Rossella si sorprese nel desiderare d’avere la sua lingua tra le labbra, in quanto si soffermava a guardare la bocca dell’affascinante sconosciuta e a immaginare d’averle addosso. Entrambe, infatti, si scambiarono occhiate sempre più insistenti, la donna di fronte a lei indugiava con la lingua sulla forchetta in segno d’evidente eccitazione guardando con petulanza la scollatura di Rossella, che dal canto suo giocherellava sempre più con sfacciataggine con la collanina, passando allusivamente e scaltramente il dito tra i seni e desiderando che al posto della sua mano ci fosse la bocca della donna, che di fronte a lei non nascondeva più il suo interesse verso quel gioco astuto, malizioso e avveduto.

Nel frattempo, intorno a loro, un giovane maschio s’accorse del loro scaltro gioco e con un atteggiamento sornione cercò il consenso e il sostegno di Rossella regalandole un sorriso di beneplacito, che però lei si guardò bene dal confermare, poiché era notevolmente e unicamente interessata alla donna bruna che l’allettava solleticandole la fantasia. Dopo ambedue chiesero il conto, nello stesso momento s’avvicinarono alla cassa e per la prima volta proprio lì si sfiorarono. L’energia che Rossella avvertì fu molto forte, perché il profumo che la sconosciuta aveva addosso era deciso, quasi maschile, come il suo sguardo che con perseveranza continuava ad andare sulle sue labbra e sul suo seno. Lei avrebbe voluto coscienziosamente essere baciata lì davanti a tutti, in maniera quasi indocile e selvaggia, visto che captava l’urgenza d’assaggiare quelle labbra e di perdersi nel gioco veloce della sua lingua. Rossella si sorprese nel desiderare quella sconosciuta in maniera così tenacemente fisica, per il fatto che si scambiarono ancora un’occhiata, poi le rivolse la parola:

“Come continuiamo la serata?”.

La donna la guardò fissa, le fece un sorriso e si limitò a riferirle:

“Seguimi, vieni”.

Tutte e due oltrepassarono frattanto il viale, Rossella seguiva la sconosciuta senza dire nulla, perché avrebbe potuto fare di lei qualsiasi cosa in quel momento, in quanto era assolutamente avvolta, incantata e meravigliata da quegli occhi scuri e dal desiderio che ci aveva diffusamente captato e letto dentro. La donna s’avvicinò a una grossa berlina scura parcheggiata in una stradina secondaria, guardò ancora una volta Rossella che si stava dirigendo in maniera decisa verso la portiera dalla parte opposta e gliel’aprì, prima d’entrare si tolse il soprabito e lo gettò sui sedili posteriori, entrò nella macchina e sprofondò sul sedile. In quel preciso istante il profumo intenso di lei l’avvolse per intero dentro l’abitacolo affagottando persino il suo sguardo, giacché restò immobile, mentre la mano della donna dalle dita affusolate lentamente sfiorò con opulenza la sua. Brividi fantastici e indescrivibili percorrevano il suo corpo in lungo e in largo, sempre più prepotentemente aumentò sennonché in lei il desiderio di quelle labbra sulle sue e di quella lingua sul suo seno. Rossella agguantò la mano della donna e se l’avvicinò alle labbra, le baciò delicatamente le dita, le lambì inizialmente le nocche passandole successivamente in conclusione la lingua tra le dita.

La sconosciuta con l’altra mano aprì lentamente la camicia di Rossella e passò un dito tra i due seni lentamente, continuando a guardare con i suoi occhi scuri, fissi, quella scollatura che avrebbe voluto aprire totalmente. Le loro bocche si cercarono e si trovarono a esplorarsi con una lentezza smisurata, mentre le mani su muovevano veloci tra i seni di Rossella. La donna si estromise, squadrò nuovamente Rossella fissandola negli occhi, si sorrisero e posò in ultimo la bocca senz’indugio sul bavero per digradare comodamente fino a raggiungerle i seni, nel tempo in cui la lingua scorreva tra di essi. Rossella perse radicalmente la cognizione di dove si trovasse e che cosa le stesse realmente succedendo, per il fatto che quei brividi che le attraversavano la sua schiena la travolgevano in modo gigantesco sconquassandola di piacere, per il fatto che il desiderio di quella donna era così prorompente e spumeggiante che lei si sentì inzuppata in un istante, dal momento che la fica le pulsava in maniera esuberante e rabbiosa. Quelle mani delicate che s’infilavano con decisione e con grinta nel reggiseno, accarezzandoglielo e stuzzicandoglielo con forza, contribuirono in ultimo a compiere adeguatamente il resto.

Là di fuori seguitava a piovere in maniera insistente, la pioggia batteva con decisione sul vetro e sul tetto della macchina, perché quel tamburellare così imperioso non faceva altro che potenziare rafforzando dentro Rossella il desiderio di trovarsi le mani di quella donna tra la fica. Di lì a qualche istante, infatti, furono le mani di Rossella che s’insinuarono sotto la gonna della donna, dato che indossava le calze autoreggenti e non aveva gli slip, la sua mano l’accarezzò delicatamente per infilarsi dentro di lei e farla sussultare, poiché era assai accalorata. La desiderava almeno quanto lei e l’agguantò con decisione fino a farla godere, mentre, con la testa tra il suo seno, continuava a baciarla e a giocarci con la lingua. Avrebbe voluto averla tra le gambe quella lingua, cosicché in pochi minuti si ritrovarono semi sdraiate sul sedile, con quella donna stupenda con la testa piena di ricci tra le sue gambe, che la morsicava e con la lingua la tormentava morbidamente, mentre affondava le dita della mano dentro di lei in un movimento ritmico lento e deciso, fino a farle raggiungere l’orgasmo. Il lampione sopra di loro, illuminava il cruscotto, nel tempo in cui la luce filtrava attraverso il vetro appannato.

Rossella si rivestì senza dire nulla, appoggiò un dito sulle labbra della donna, s’avvicinò e le diede un bacio delicato, alla fine scrisse il proprio numero di telefono sul vetro e scese dalla macchina.

Un nuovo giorno da incorniciare era per lei sopraggiunto, perché un inedito e un originale arco vitale era giustappunto cominciato in modo insperato.

{Idraulico anno 1999}

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