LA SUOCERA by Pensieri Osceni [Vietato ai minori]




LA SUOCERA di Pensieri Osceni New!
E’ una fresca sera di metà giugno, sono giorni particolarmente caldi, la temperatura segna circa dieci gradi sopra le medie di quel periodo e durante il giorno la città è preda di una pesante cappa di afa. Fortuna che mio suocero ha scelto un ristorante in collina per festeggiare il suo settantacinquesimo compleanno e fortuna che, quella sera, la cappa è resa meno opprimente da un leggero venticello che allontana la calura.
Io e mia moglie Eleonora arriviamo alle 9 e troviamo la famiglia già tutta riunita attorno al tavolo. C’è mia suocera e sua figlia Laura, mia cognata; c’è mio cognato Luigi, suo marito; c’è poi l’altro cognato Stefano, che è il fratello di mia moglie e di Laura, con la moglie Nicoletta, e poi c’è naturalmente il festeggiato, il grande vecchio, che si alza e ci viene incontro col suo solito fare sornione e non sai mai se è sinceramente contento di vederti o se ti manda a fare in culo sorridendo.
Il vecchio ci accoglie a braccia aperte e ci fa strada fino al tavolo, là prendiamo posto e dopo i saluti e qualche battuta il discorso, inevitabilmente, cade sul lavoro. Mio suocero è il titolare di una impresa di costruzioni e Stefano è il suo vice, destinato a prenderne il posto, come è giusto che sia; anche Luigi lavora lì nella ditta ma come semplice dipendente e più di una volta ho scorto nella moglie un senso di fastidio ed una certa sottile acredine nei confronti del padre e del fratello che evidentemente non favoriscono suo marito nella scalata ai posti di rilievo dell’impresa. Non sono comunque affari miei visto che facendo l’insegnante nelle scuole medie non ho a che fare con il loro ambito lavorativo (e ne sono ben felice) e questo mi permette ogni volta di limitarmi a fingere di seguire le loro conversazioni e potermi trastullare nei miei pensieri peccaminosi, primo fra tutti in quel momento è buttare l’occhio, con discrezione ovviamente, nella oscena scollatura di mia suocera che ha due tette grosse e pesanti che se non fosse per il reggiseno rinforzato che indossa le penderebbero come le mammelle di una vacca, ha 65 anni ed io che ho trent’anni meno di lei, e ho sposato la prima figlia, esco pazzo dalla voglia di scoparla. Da un po’ di tempo non faccio che pensare a quello, sono ossessionato da lei e dall’idea di farci del sesso. Un giorno, più o meno un mese fa, con mia moglie andiamo a trovare i suoceri nella loro villa in campagna ma ci presentiamo senza preavviso, non che la cosa crei problemi a nessuno (erano tranquilli in veranda a godersi il già torrido sole primaverile) ma il vederla con addosso un semplice e leggero prendisole mi ha turbato, è stata la prima volta in cinque anni di matrimonio che ho fatto caso a quanta parte di corpo quel prendisole di seta offriva alla vista: braccia grosse, spalle larghe e scoperte e un petto enorme su cui si vede nel mezzo il solco profondo dei seni gonfi e pesanti come meloni coperti dal sottile velo della veste, quando si alza per accoglierci l’occhio mi cade tra le grosse cosce e l’immagine di me che la lecco proprio lì tra le cosce mi procura un’immediata erezione. Ho pensato ad un turbamento passeggero, ad un momento di debolezza invece i giorni sono passati e i pensieri sconci su mia suocera sono sempre rimasti là a frullarmi nella mente ed a ingrossarmi il cazzo. Da quel giorno è diventata il mio chiodo fisso ed a furia di farmi fantasie su di lei ora la immagino come una troiona insaziabile di cazzi, e del mio in particolare. Ho preso a fissarla con sempre maggiore insistenza e in un paio di occasioni nel chiacchierare con lei sono riuscito a piazzarle dei complimenti circa il suo stato che l’hanno lusingata e oltre che arrossire sulle gote, sono certo, anche fatta fremere tra le grosse cosce.
Siamo dunque a tavola e mentre mio suocero, il figlio ed il genero fanno considerazioni ed analisi sulle pesanti ripercussioni della crisi economica sul settore edilizio e mentre le donne parlottano tra loro io continuo imperterrito ad alternare lo sguardo fra gli occhi di mia suocera e la fenditura tra i suoi seni con la sfacciata voglia di farmi beccare a sbirciarle le enormi tette. Ho una vigorosa erezione sotto il tavolo ed un lampo di pazzia che mi spinge a giocarmi tutto (moglie e reputazione) quella sera stessa. Mi alzo e dico di aver bisogno del bagno ma mi fermo appostandomi nel corridoio e da lì tenendo d’occhio il tavolo mando un messaggio sul cellulare di mia suocera, un messaggio alquanto ambiguo: ”Ce l’ho io un bel regalo…!!! …appena torno al tavolo devi dire di esserti dimenticata qualcosa a casa e chiedere che qualcuno ti ci accompagni! …e vedrai che regalo!!! ;)))”. Osservo la scena: appena sente il segnale dell’SMS prende l’elegante borsa di Gucci e rovista dentro un bel po’, il tempo di recuperare il cellulare e un astuccio da cui tira fuori gli occhiali agganciati ad una lunga catenella placata d’oro che si passa sul collo dopo avere inforcato le lenti e averle poggiate sulla punta del naso. Ha un sussulto e un’espressione stupita in faccia mentre legge, quando posa tutto mia moglie deve averle chiesto cosa ha e lei con un movimento della mano la fa cenno che è tutto a posto. Vado quindi in bagno e lascio passare qualche minuto e appena mi rimetto al tavolo mia suocera borbotta di dover essere accompagnata a casa per controllare qualcosa, il figlio fa per alzarsi ma io lo precedo e sono già alle sue spalle a scostarle la sedia rassicurando lei e tutti che ci avrei pensato io ed usciamo dal locale. Prima di entrare in macchina mi chiede, con un tono ansioso e preoccupato, di che cosa si tratti ed io le rispondo facendole l’occhiolino e con un sicuro e deciso ”Lo sai bene…” che le fa strabuzzare gli occhi e la lascia a bocca aperta, poi durante il tragitto non dice una parola. E’ nervosa e agitata ed ha il respiro affannoso e corto, io allora le prendo una mano e appena la tocco lei sobbalza spaventata ritraendola istintivamente ma io la forzo e le sussurro: ”Dai che l’hai capito che regalo è… E’ solo per noi, ce lo meritiamo!”, lei bisbiglia un gemito e sento la sua mano rilasciarsi, cedere e abbandonarsi alla mia che la trascina sulla patta che copre il mio cazzo in erezione. Gliela spingo contro il tessuto dei pantaloni e le dico di sbottonarmi, lei è impaurita e combattuta, non riesce ad aprirmi la patta ma neanche ritrae la mano, io allora oso. Ho ormai oltrepassato il punto di non-ritorno e ho intenzione di godermela fino in fondo quella pazzia perciò le ficco la mia mano sotto la gonna nera e salgo fino a sentirle la fica da sopra le mutande poi le scosto e palpo le grandi labbra trovandole gonfie dure e bagnate, lei reclina il capo come se stesse per svenire ed ansima a bocca aperta, le mie dita affondano nello spacco carnoso, sento la peluria tutta intorno, ne è ben fornita, immagino che bel cespuglio grigio deve avere questa vecchia matrona e mi eccito ancora di più, tiro fuori le dita impregnate dei suoi umori e me le ficco in bocca succhiandole, il tutto mentre guido verso casa.
Durante il tragitto lei, vinta ormai ogni resistenza, mi slaccia la cinghia, mi sbottona la patta e mi libera il cazzo che, ora che sono eccitatissimo, svetta fuori grosso e lungo. Appena fermo la macchina sul pietrisco davanti alla villa afferro mia suocera per la nuca e la spingo verso il basso, verso il mio cazzo duro e dritto, la sento sussurrare una implorazione alla sua ”santuzza bedda”, una richiesta di clemenza dall’alto per quel che sta per fare poi spalanca la bocca e si passa fulminea la lingua sulle labbra prima di ingoiare la mia turgida e pulsante cappella rossa, all’inizio guido il movimento spingendo e ritraendole la testa poi la vecchia ci prende gusto e si mette a ciucciarmelo da sola e lo fa con grande avidità, io allora allento la stretta sulla morbida e grassa collottola dove erano affondate le mie dita e le faccio scorrere sulle sue larghe spalle. Mi eccita così tanto accarezzare quella schiena che devo sfilare l’uccello dalla sua bocca per non venire intanto continuo a passarle la mano addosso e girando il palmo oltre il fianco passo ad afferrarle una tetta talmente gonfia che non sta nella mia mano. A quel punto non riesco più a rimandare il desiderio di scoparla e così entriamo in soggiorno, ci buttiamo sul divano e ci alleggeriamo svestendoci. Liberandosi dell’elegante abito elasticizzato che la fasciava si rilasciano tutte le sue pesanti forme e con immensa goduria guardo mia suocera nuda, con il grosso culo cadente così come le mammelle che le pendono fino all’ombelico. E’ una cagna in calore. Una grossa cagna che adesso arde dalla voglia di sentire il mio cazzo dentro la figa. Ha una voglia matta di farsi scopare, un desiderio irrefrenabile di sentire il mio cazzo tutto dentro e io la faccio allungare sul divano, le accarezzo ed ammiro tutto il cespuglio di pelo attorno la fica e poi le infilo la mia verga calda e tirata al massimo e prendo a stantuffarla con colpi di bacino. Lei ansima e geme dal piacere sussurrando quando stia godendo e ringraziando ”santuzza bedda” di averle fatto la grazia di provare un simile godimento poi le sborro dentro e ci rivestiamo e rinfreschiamo.
Quando siamo in macchina, diretti nuovamente al ristorante lei rompe il silenzio dicendo che è stato bellissimo e mi sarà sempre grata perché è grazie a me se ha provato per la prima volta quelle pulsioni lussuriose e quelle voglie carnali che suo marito, l’unico uomo della sua vita, non le hai mai fatto conoscere. Io la guardo e le sorrido, sono soddisfattissimo di essermi ingroppato mia suocera così e mi intriga molto l’idea di farla diventare una grandissima zoccola, poi appena arrivati abbraccio mia moglie bisbigliandole ”Ti amo.”

per commenti scrivetemi su: pensieriosceni@yahoo.it

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