La Rivincita by bronzo96 [Erotico]




La Rivincita di bronzo96 New!

Note dell’autore:

Questo è il mio primo racconto erotico, per qualunque commento, correzione o consiglio potete contattarmi all’e-mail simone.ballelli@gmail.com

Da in fondo all’aula Alessandro osservava, perso nei suoi pensieri, la sua classe. O, per meglio dire, osservava le tre ragazze che lo mandavano fuori di testa. Al primo banco, di fronte alla cattedra, era seduta Gaia, seconda scarsa di seno, un visino da troia e un bel culetto sodo, la rendevano una delle protagoniste principali delle sue masturbazioni. Nella fila di fianco a lei, due banchi più dietro, c’era la seconda protagonista dei suoi sogni erotici: Giada. Era dotata di una quarta abbondante di seno e di un bel visino che facevano diventare di marmo il cazzo di Ale. L’ultima era la sua compagna di banco Asia. Madre Natura non le aveva dato nè grosse tette, nè un bel viso, compensando con un culo spettacolare. Lei era quella con cui Ale era più in confidenza delle tre, l’unica che potesse definire un’amica, ma avrebbe fatto carte false per scoparle il culo fino a farla urlare. Delle tre Gaia aveva un carattere da arpia, Giada lo salutava ogni tanto, ma non lo teneva in grande considerazione e con Asia parlavano e usciva ogni tanto con lui e i suoi amici, ma rimaneva invisibile a tutte e tre.
Gettò di nuovo lo sguardo verso la lavagna, trovandola piena di formule e numeri scritti minuziosamente dalla prof di matematica. Diede un’occhiata all’orologio che portava e sbuffò: mancavano ancora 35 minuti alla fine della lezione. Sconfortato, continuò a seguire il flusso dei suoi pensieri, facendo un’analisi sulla sua vita sentimentale: fidanzate mai avute, qualche pomiciata con qualche sconosciuta e un paio di scopate con la cugina straniera del fidanzato della sorella, poi ritornata in Spagna. A quel pensiero sentì il cazzo cominciare a indurirsi e a spingere verso la stoffa dei suoi pantaloni. “Maledizione! Proprio oggi dovevo mettermi la tuta!” pensò allarmato, sperando che non si vedesse la sua prepotente erezione. Cercando di coprirsi con la t-shirt, alzò una mano e chiese di poter andare in bagno. Si alzò, nascondendo per niente l’imponente erezione, uscì e si diresse verso il bagno. Il bidello, Edoardo, quando lo vide lo salutò e disse: “ehi Ale! Mi dispiace non puoi andare nel bagno dei maschi, è saltata una tubatura ed è tutto allagato!” “e ora come faccio?” chiese lui “puoi andare in quello delle femmine, tanto cosa vuoi che succeda?” rispose Edo. Questo non era previsto! Ale si fece coraggio, entrò nel bagno delle ragazze e chiuse la porticina alle sue spalle, non chiudendo a chiave perché la serratura era rotta. Sentì Edoardo allontanarsi, allora si calò i pantaloni e le mutande e prese in mano il suo cazzo, iniziando una lenta sega. Avendo poco tempo, accelerò il ritmo e stava per raggiungere il limite, quando sentì che una persona stava entrando in bagno. Allarmato, lasciò il cazzo e fece per mettersi in piedi, quando la porticina del suo bagno si aprì e apparve Asia.
Rimase impalato, in piedi, di fronte a lei, con il cazzo svettante e con l’erezione che non accennava a diminuire. Fu lei a parlare per prima, anticipando Alessandro, affermando:”allora avevo visto bene! Guarda qui che bel pisellone che abbiamo!” e così dicendo, afferrò il cazzo con due mani e iniziò a masturbarlo. Chiuse la porta e si inginocchiò, guardandolo negli occhi e senza smettere di segarlo, continuò:”credi che non mi sia accorta di tutti quegli sguardi al mio culetto?”- si interruppe per un istante per scappellare il cazzo e leccarne la punta- “mi sono accorta dell’effetto che ti faccio e oggi, forse perché è tanto che non scopo, forse perché oggi ho visto quanto è grosso il tuo pacco, ho deciso di agire” e leccò nuovamente la punta del cazzo di Alessandro, facendolo sussultare. Asia concluse: “ora abbiamo poco tempo, quindi adesso ti faccio un pompino e basta, oggi pomeriggio vieni a casa mia, sono sola e avrai il dessert…” quindi prese fiato e cominciò a infilarsi il cazzo di Ale giù per la gola. Lui, stufo di essere passivo, le afferrò la nuca e con un deciso colpo di reni le infilò tutto il cazzo in gola, strappandole un singulto. La tenne in questa posizione per parecchio tempo, osservandola mentre cominciava a sbavare, a lacrimare e a dilatare le narici alla ricerca d’aria. Dopo una trentina di secondi, lasciò la presa, permettendole di respirare. Lei lo guardò con aria furibonda, ma Ale la anticipò, dichiarando:”cara la mia puttanella, io non sono il tuo giocattolino sessuale, decido io quello che ti farò e se lo farò… Ora forza fammi sborrare” Asia si infilò nuovamente tutto il cazzo in gola e iniziò a sbocchinarlo con forza, finché Ale non lo estrasse, si masturbò un po’ e le venne in faccia, costringendola a chiudere gli occhi. A quel punto Alessandro le ordinò di ripulirgli il cazzo e lo rimise in bocca alla ragazza. Mentre Asia era alle prese con il suo cazzo, lui le scattò una foto, a insaputa della fotografata avendo messo il silenzioso, con il cellulare, quindi si alzò e uscì dal bagno. Asia lo chiamò e gli disse che non poteva uscire così conciata, allora Ale le rispose lapidariamente:”cazzi tuoi, troia”.

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