La ragazza sulla spiaggia




Vivo in una stupenda casa in riva al mare da ormai sette anni ed è uno dei posti più belli in cui si possa desiderare di trascorrere gli anni migliori della propria gioventù. Adoro il mare, nuotare mi ha sempre rilassato e d’estate vivo la mia stagione più intensa, divertente, dove le mie passioni e i miei ardori esplodono prepotentemente.
Quella mattina, andai a correre come sempre sulla spiaggia. Respirare l’aria del mattino mi piace e mi da la carica per tutto il resto della giornata.
Dopo un po’ che correvo, vidi ad una certa distanza due uomini che cercavano di recuperare un corpo nudo dall’acqua e di tirarlo fuori per adagiarlo sulla sabbia. Mi bloccai d’improvviso, non so perché, ma non volevo che i due mi vedessero. In fondo potevo anche trovarmi dinanzi alla scena di un delitto di cui non volevo essere la scomoda testimone. O forse ero un po’ troppo paranoica.
Così mi nascosi dietro un muretto, residuato di un vecchio stabilimento balneare ormai in disuso e rimasi lì ad osservare ciò che i due uomini facevano. Guardandoli meglio e mettendoli maggiormente a fuoco, vidi che il più alto, un bel brunone, doveva avere all’incirca la mia età, mentre l’altro era decisamente più grande, sulla quarantina e oltre, stempiato con una pancetta non proprio attraente. Aguzzando l’udito potei riuscire a sentire, non proprio distintamente, ciò che si dicevano.
– Aspetta qui, vado a chiamare la polizia – sentii dire al più anziano dei due, e corse via.
Intanto la ragazza mi sembrava davvero priva di vita, totalmente immobile, ma al contempo così bella e leggiadra. Aveva lunghi capelli biondi e la sua forma era piuttosto longilinea e snella. Non potevo però vedere il suo viso dato che era riversa per terra.
Il ragazzo rimasto solo con lei in attesa della polizia e del suo amico la guardava con insistenza. La pelle liscia e dorata di lui brillava al sole, era davvero un bel fusto e in quel momento stava guardando la ragazza con una certa insistenza. Il sole la stava asciugando. Il ragazzo la toccò, provò a sentirle il cuore e da come la guardò spaventato, capii che era morta.
Notai però che la mano del ragazzo rimase come attaccata al seno della ragazza.
Lui tremò, si piegò e le baciò il seno. Era elastico e mordido sotto le sue labbra, come un seno vivo. All’improvviso lo invase un violento desiderio sessuale. Continuò a baciare la ragazza, le aprì le labbra e, mentre lo faceva, dalla bocca uscì in po’ d’acqua, come fosse la saliva stessa di lei.
Ebbi la sensazione che, se il ragazzo l’avesse baciata abbastanza a lungo, la donna sarebbe tornata in vita.
La scena iniziava a conturbarmi non poco, ero in costume da bagno e guardandomi sotto, vidi una macchiolina scura sui miei slip. Mi stavo già eccitando, ma non volevo toccarmi, bensì assistere con estrema attenzione all’evolversi della situazione.
Il ragazzo le baciò la bocca, i capezzoli, il collo, il ventre, infine le sue labbra scesero verso i suoi peli pubici ricci e bagnati. Era come se la baciasse sott’acqua.
La ragazza era sdraiata, con le gambe leggermente aperte, e le braccia lungo i fianchi. Il sole trasformava in oro la sua pelle, e i capelli bagnati sembravano alghe marine. Al ragazzo sembrava piacere parecchio quel corpo abbandonato, nudo e indifeso. Gli piacevano quegli occhi chiusi e la bocca lievemente aperta. Da come la toccava, sembrava che la sua pelle fosse seta sotto le sue dita.
D’improvviso vidi che il ragazzo con la mano destra si tastava con leggerezza il bozzo che cominciava ad emergere dai suoi boxer, era evidente che cominciava ad amare la passività e il silenzio di quella donna.
Si sentì teso, bruciante. Infine si guardò intorno, furtivamente, come se stesse per commettere chissà quale azione proibita…
Si abbassò in un attimo i boxer, rimanendo con l’uccello già duro in bella evidenza. Cominciò a masturbarsi vicino al corpo della donna, ignaro che io lo stessi spiando in quel suo raptus erotico.
Infine si lasciò cadere su di lei, prese il suo cazzo in mano e lo diresse verso il buco bagnato della donna. Quando lo trovò, cominciò a stantuffarla ritmicamente nella vagina, con movimenti profondi e cadenzati. I suoi movimenti facevano ondeggiare il corpo di lei. Continuò ad infierire dentro il suo corpo, aspettando da un momento all’altra di sentirla reagire, ma il corpo di lei si muoveva semplicemente secondo il suo ritmo.
Io ero un lago tra le cosce, quella scena mi sconvolse, e lentamente, quasi senza accorgermene, feci entrare la mia manina negli slip cominciando a torcermi il grilletto.
Con il passare dei minuti, notai nel ragazzo un certo nervosismo per la paura che tornasse l’amico con la polizia. Cercò di affrettarsi e di soddisfare il suo desiderio. I suoi colpi dentro di lei si facevano più veloci e profondi, ma il ragazzo sembrava non riuscire a concentrarsi per raggiungere l’agognato orgasmo.
Si mosse disperatamente, per liberarsi del suo tormento, per iniettare il suo liquido caldo in quel corpo freddo. Ero convinta che avrebbe voluto venire da un momento all’altro, magari proprio mentre le baciava il seno. Freneticamente continuò a spingere il suo sesso dentro di lei, muovendosi ormai convulsamente, mentre con gli occhi vagava attorno con la speranza che nessuno lo stesse vedendo. Ma non riusciva a venire.
L’uomo e la polizia l’avrebbero trovato lì, sdraiato sul corpo della donna morta. Alla fine prese il corpo per la vita, sollevandolo contro il suo uccello spingendo violentemente dentro di lei.
In quel momento sia io che lui udimmo delle grida tutt’intorno, e in quel momento sentii un gemito del ragazzo che esplodeva dentro la fica della ragazza. Si ritrasse ancora un po’ gocciolante, lasciò cadere il corpo e fuggì.

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