La prima volta da scambista




Faccio da quattro anni il fattorino per una grossa azienda americana di spedizioni. Non un lavoro qualificante ma da ventitreenne senza titolo universitario non è che potessi pretendere molto. Sono il più giovane nel magazzino dove lavoro e nel complesso tutti mi trattano quasi come un figlio. Quasi tutti i miei colleghi sono sposati e con prole, alcuni hanno addirittura ragazzi più grand me e quindi faccio tenerezza a tutti. Sono abbastanza alto, corporatura muscolosa grazie agli anni di piscina e un viso discreto. le ragazze con cui trombare non i sono mai mancate e anche a lavoro qualche collega ogni tanto mi ha strizzato l’occhio per avere un po’ di attenzioni in privato. Non sono mai andato oltre qualche sveltina sulle scrivanie degli uffici però, sempre occasionali.

Quello che vi voglio invece raccontare oggi è stato l’inizio di un incredibile ed appagante amicizia, un rapporto costante che mi ha portato a scoprire le gioie indiscusse sello scambismo. Da un anno a questa parte sono infatti diventato il bull preferito dalla moglie del mio capomagazziniere!

Tutto è iniziato una sera, rientrato dopo la chiusura degli uffici a causa di un incidente stradale che aveva bloccato me e molti altri conducenti in superstrada, trovai che solo il capo del magazzino mi aveva aspettato, per sistemare le consegne mancate e fare rapporto. Finito di sbrigare le pratiche mi diressi verso gli spogliatoi, come ero solito fare dopo il lavoro, per farmi una doccia calda e prepararmi per andare a casa. Mi seguì anche lui, aveva l’aria stanca ed in effetti aveva girato con il muletto fin dalla mattina a causa di due dipendenti in malattia.

L’acqua calda mi rilassò completamente e anche il mio capo sembrò gradire, era capitato spesso che mi facessi la doccia con altri dipendenti, lo spogliatoio ricordava quello di una palestra e c’erano quattro box dove lavarsi in contemporanea. Io non avevo certo vergogna, abituato com’ero a quel genere di situazioni e un po’ di sano cameratismo non era mai mancato a lavoro. Chiusa l’acqua me ne andai verso la panca nudo, lui era già seduto e si stava mettendo le mutande, era ancora in forma nonostante fosse quasi sulla sessantina. Fu allora che mi guardò e mi sorriso.

“Ho una moglie quarantenne che con quel tubo che hai in mezzo alle gambe si divertirebbe proprio”, scoppiando in una grossa risata. Non sapevo cosa rispondere, mi aveva colto completamente alla sprovvista, abbozzai un sorriso visto che mi sembrava una battuta innocente, magari spinta. Lui però continuò: “Non scherzo ragazzo mio, vieni a casa mia stasera se non hai da fare e avrai la migliore scopata della tua vita”.

Ero frastornato, con lui avevo un rapporto cordiale e qualche volta avevamo chiacchierato sul culo delle colleghe, mai però mi sarei aspettato una simile proposta. Era serio, non scherzava affatto ed io rimasi come imbambolato. Lui finì di vestirsi e mi diede una pacca: “Allora?”. “Va bene, ti seguo”. Fu l’istinto forse a farmi dire così, sta di fatto che mi rivestii in fretta e in dieci minuti mi ritrovai in macchina con lui che fischiettando mi raccontava di come sua moglie fosse brava a letto e di come loro si divertissero a cercare bei ragazzi per farla godere di più.

“Non sono un uomo geloso, anzi, mi attizza molto vederla sfondata da qualche ragazzo ben fornito in mezzo alle gambe! Sentire mia moglie che urla di piacere è qualcosa che ho sempre adorato”, era un cuckold e non lo sapevo! Mentre la strada correva via sotto di noi realizzai che forse non ero il primo in ufficio a scoparsi la moglie del capo magazziniere e che quella sarebbe stata la mia prima volta con una quarantenne.

Arrivammo a casa sua e lei ci accolse con un largo sorriso. Era vestita normalmente e aveva appena finito di preparare la cena. La situazione iniziava ad intrigarmi, lei era una bella donna dai capelli corvini e lunghi fino alle spalle, raccolti dietro in una coda di cavallo. Non molto alta aveva almeno una quarta di seno, un morbido petto sul quale avrei potuto affondare la faccia. Una bella donna senza dubbio. Eravamo arrivati al dolce, una fetta di torta fatta nel pomeriggio, buona a dire la verità. Fu allora che lui disse a lei: ”Cara, questo ragazzo lavora con me al magazzino. Se è bravo a scopare metà di quello che è bravo a raccontare le sue avventure con le coetanee stai sicura che domattina non ti alzerai dal letto tutta intera”, e scoppiò in una delle sue risate allegre. Francesca, così si chiamava, mi guardò ammaliata. I suoi occhi mi stavano scrutando, fu allora che senza dir nulla mi si avvicinò e mi baciò. Non chiese certo permesso e in un attimo aveva già la lingua nella mia bocca. Cominciò a passarmi la mano sul petto sotto la maglietta che portavo, non opposi resistenza alcuna, ormai ero completamente partito e sentivo già che il mio amichetto ero bello duro in mezzo alle gambe. Se ne accorse anche lei visto che avevo dei pantaloni della tua indosso. La sua mano scese rapida e la sentii tastarmi con premura: “Sembra che tu sia già eccitato, vieni con me”. Mi prese per mano e mi portò nella sua camera matrimoniale, il marito ci aveva seguito e si era sistemato in una poltrona ad angolo. Mi disse di non badare a lui, che avrebbe guardato e con un sorriso mi spronò a darci dentro.

Detto, fatto! Ormai il mio cervello si era spento, a ragionare era il tubo che portavo in mezzo alle gambe. Ricambiai le attenzioni di lei e in poco tempo mi ritrovai completamente nudo. Il mio pene eretto svettava nella stanza, madre natura era stata generosa e i miei venti centimetri facevano bella figura sul mio corpo muscoloso. Francesca aveva ancora della biancheria di pizzo, le sue calze a rete fasciavano della gambe perfette, senza un filo di cellulite. La sua femminilità si intravedeva dalle mutande, un cespuglietto di peli rasati la incoronava; il suo seno era invece lo spettacolo sul quale volevo mettere le mani, due belle mozzarelle sode che promettevano di essere morbide e succose, tutte dal leccare e baciare. Quando le tolsi il reggiseno fecero capolino le sue grandi mammelle, scure e turgide, anche lei era eccitata, potevo sentirlo sotto le mie dite. Ci scambiammo un altro bacio e passai a leccarle le tettone  scendendo poi giù con la lingua fino al suo monte di venere. Una volta che le sue mutandine presero il volo, mi fiondai con la bocca tra quelle due grandi labbra carnose dalle quali un filo di umori già scendeva. Ansimava e mi teneva le mani tra i capelli mentre le infilavo la lingua nel profondo della sua vagina. Era dolcissima e la mia voglia di sbatterla si faceva sempre più grande. Fu lei a dirmi di fermarmi, mi tirò verso di sé e dopo un altro bacio mi chiese di scoparla.

Non me lo feci ripetere due volte, mi sistemai in mezzo alle sue gambe e dopo aver preso la mira, affondai il mio duro cazzo giù in profondità. Urlo nelle mie orecchie, chiedendomi di non smettere, di iniziare a muovermi. La sua fica era incredibilmente stretta per una donna di quarant’anni e la sentivo stringere le pareti ogni volta che spingevo. Ero in estasi!

Suo marito intanto mi incitava e si era spogliato anche lui, era ancora seduto sulla poltrona e si stava segando mentre io gli scopavo la moglie davanti! Non potevo ancora crederci eppure stava succedendo!

Lei ormai urlava e basta, graffiandomi la schiena e dandomi pacche sul culo, chiedendomi di andare sempre più veloce. non feci fatica ad accontentarla e la sentii finalmente venire sotto le mie spinte. Anche io ero oramai al limite e glielo dissi in un orecchio. Mi spinse via e con la bocca volle finire ciò che la sua fica aveva cominciato. Prese il mio cazzo ed iniziò a succhiarlo, leccandomi la cappella e stimolandomi con le sue dita. In un attimo le arrivai in bocca, rilasciando tutto il mio seme che lei ingoiò soddisfatta. Un trionfo per me, mi sentivo svuotato ed in estasi mentre lei con cura ripuliva ogni angolo della mia verga.

“Beh, come è andato il ragazzo?”, chiese il mio capo dopo qualche minuto. “Molto bene, credo che me lo terrò ben stretto questa notte, non si sa mai voglia darmi un’altra ripassata!”, disse ammiccando verso di me.

Da quella notte sono diventato il loro bull preferito e ogni fine settimana che non sono con la mia ragazza lo passo tra le gambe di Francesca, rendendola felice e soddisfatta. Evviva gli scambisti!

Bardo del Piacere

Voto:
(4 votes, average: 4,25 out of 5)

letto: 3.669 views

Questo racconto è stato letto 318 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: