La prima volta col nero




Scritto da Paola_73,
il 2015-10-08,
genere etero

Mi chiamo Paola, signora poco più che quarantenne, mora, sicuramente la natura è stata generosa con me e il mio corpo è stato uno strumento di divertimento senza freni. Con mio marito abbiamo deciso di fare della trasgressione uno stile di vita, non ci siamo fatti mancare niente; scambi di coppia, privè, orge, rapporti saffici, situazioni particolari, insomma…..abbiamo fatto di tutto nella più totale disinibizione. L’unica esperienza che mi mancava era quella con un uomo di colore, le dicerie sui neri sono note a tutti e la curiosità mi stava consumando, mai un’occasione per provare quell’esperienza bestiale e, sinceramente, la cosa mi stava procurando un po’ di frustrazione. Abbiamo provato a mettere qualche annuncio…..nulla. Solo bianchi che si spacciavano per neri per rimediare la scopata. Quando sembrava che ormai tutto era inutile, quando meno te lo aspetti si presenta l’occasione. I primi di giugno di quest’anno ero al mare da sola (abbiamo una casa), con mio marito fuori per lavoro e una mattina poco distante dal mio ombrellone appare questa figura, un nero giovane, non più di trent’anni, fisico palestrato, imponente, che prendeva il sole sulla battigia, non vi dico la libidine che mi correva in corpo con scariche di adrenalina allo stomaco peggio di una quindicenne. Chiamo subito mio marito per avvisarlo della situazione, lui avrebbe voluto esserci e partecipare come osservatore, ma sinceramente doveva stare fuori ancora diversi giorni e non potevo certo aspettare. Appena il maschio mi scorge, capisco immediatamente che è attratto da me, non mi stacca gli occhi di dosso e toglie gli occhiali per comunicarmi con gli occhi le sue intenzioni. Avevo un bikini ridottissimo molto sexy che di certo contribuiva a eccitarlo, a un certo punto i suoi sguardi vengono accompagnati con allusioni discrete ma esplicite con la sua mano che si toccava il membro. Avevo capito benissimo, ricambio scostandomi lo slip a perizoma facendogli vedere la passera, confermando la mia disponibilità. A quel punto la situazione si fa intrigante. Mi fa segno con la mano all’orecchio che vuole il telefono, prendo la penna, lo scrivo su un pezzo di carta e lo metto sullo schienale della sdraio, lui fa finta di passare, lo prende con circospezione e scompare. Il tutto è avvenuto senza dare nell’occhio, senza che gli altri bagnanti non si accorgessero di nulla. Per fortuna che quella mattina non c’erano persone che conoscevo, altrimenti mi avrebbero rotto le uova nel paniere. Non passa molto, la telefonata arriva puntuale:
-“Pronto, sono Amir”, chi parla ? “
– “Piacere, Paola”
Con un buon italiano mi dice: “Mi fai impazzire, ti desidero, ho voglia di te !”
– “Anch’io”- Rispondo
-“Dove possiamo vederci ?” – Continua
-“ Ti va di venire a prendere un caffè a casa mia verso le 5.00 oggi pomeriggio ?”
-“Va, bene”, mi dice” dove abiti ?”
-“La traversa di fronte allo stabilimento, la prima casa a destra, suona al campanello dove c’è scritto………..”
-“ Capito, non vedo l’ora”
– “A dopo”
Soddisfatta della conquista, chiamo mio marito e riferisco il tutto, lo sento imbarazzato forse un po’ per gelosia, un po’ per il fatto che non può essere partecipe come accade di solito, mi dice di fare attenzione perché in fondo ho invitato a casa uno sconosciuto, ma gli ho risposto che la voglia del nero è fortissima e avrei corso il rischio. Ci salutiamo e mi metto a prendere il sole, per la verità agitata per quello che sta per succedere e trascorro la mattinata ad abbronzarmi. Poco dopo mezzogiorno decido di rientrare, mangio qualcosa e mi riposo per essere al massimo della forma. Verso le 3.00 comincio a prepararmi, faccio una doccia, mi trucco in modo pesante e indosso un vestito nero corto allacciato dietro la nuca, sandali a tacchi altissimi e sotto…..niente. In prossimità delle 5.00 il cuore comincia a battere forte, lui è puntualissimo. Suona, vado ad aprire, è elegantissimo e si presenta con in pacchetto da oreficeria in regalo. Sono confusa, gli dico se gradisce un caffè, lui annuisce, metto la moca, apro il regalo…..una cavigliera d’oro bianco, è lui stesso a mettermela, scambiamo qualche chiacchiera fino al caffè, ma subito dopo Amir prende l’iniziativa con decisione, si alza e mi stringe forte, mi bacia in bocca quasi con violenza, slaccia il vestito e lo fa scivolare, mi toglie i sandali, sono nuda completamente alla sua mercè. Poi tocca a lui si toglie camicia, scarpe e pantaloni mostrando il suo fisico scultoreo, ma quando toglie i boxer appare il bastone smisurato, enorme, mostruoso che mi fa sobbalzare per una sensazione di paura dovuta alle dimensioni del suo attrezzo. Lui capisce la mia sorpresa e mi bacia a lungo, seduto sul divano mi fa venire sopra di lui facendomi accavallare le gambe sopra la sua coscia, questo sfregamento delle labbra della fica con la sua pelle nera mi sta quasi portando all’orgasmo, lui se ne accorge, si ferma e mi prende in braccio portandomi in camera. Mi adagia sul letto, mi apre le gambe e si tuffa con la bocca nelle labbra della fica aggiustata per l’occasione con un leggerissimo pelo raso. Mi lecca e mi bacia in modo esasperante e stavolta non ce l’ho fatta a trattenere l’orgasmo esplodendo nella sua bocca. A quel punto me lo dà da succhiare, a stento riesco a metterlo in bocca solo una piccola parte, è mostruoso, si ingrandisce a dismisura con il bocchino, quando è alla massima durezza mi sdraia schiena sul letto e punta il bastone alla mia fica.
-“Ma non metti il preservativo ?”
-“Scordatelo, ti voglio tutta, sarai mia completamente.
La paura comincia ad assalirmi perché ero nei giorni fertili, ho cercato di convincerlo a mettere il preservativo, ma è stato inutile, dopo diversi spennellamenti punta deciso e mi apre le labbra montandomi nella posizione classica. Ho dovuto mordermi le labbra per il senso di squarciamento, pochi colpi per abituarsi e poi comincia a sfondarmi con un ritmo forsennato, senza pietà e senza tenere conto delle mie urla, più lo imploravo di fare piano più mi sfondava con colpi violentissimi, non finiva mai, quando l’ho sentito grugnire prossimo all’orgasmo ho cercato di togliere l’attrezzo dalla fica, ma è stato tutto inutile, mi ha sborrato dentro rantolando come un gorilla riempiendomi tutta la fica. E’ rimasto a lungo con il bastone dentro di me, quando lo ha tolto sentivo la sborra colarmi dalla fica, ma non era finita. Amir mi mette a pancia in giù sul letto, capisco quello che vuole fare e mi ribello, dietro li avevo presi , ma di quelle dimensioni mai, avevo paura di una lacerazione, ma lui sordo alle mie proteste mi immobilizza tenendomi i polsi schiacciati sul letto e punta il tronco al mio buchino. Urlo, cerca di entrare, ma il muscolo non cede, non ci riesce, è troppo grosso, tiro un sospiro di sollievo, ma dura poco, Mi fa cambiare posizione impalandomi seduta sul suo bastone mostruoso, girata di schiena, mi prende per i fianchi lentamente, ma con decisione e mi spinge giù, stavolta il muscolo cede tra le mie urla disumane, con un’ultima spinta lo fa entrare tutto e rimane fermo per farmi abituare al corpo estraneo spropositato, poi comincia il su e giù prendendomi per i fianchi, urlo provo solo dolore, ma in quella posizione seduto su di lui comincia a masturbarmi il clitoride accompagnato dalle spinte del suo membro dentro il mio buchino, piano piano mi sta portando all’orgasmo che esplode in tutta la sua violenza. con il mio spruzzo che raggiunge le sue gambe e le lenzuola azzurre.. A quel punto mi gira a pancia in giù e stavolta mi entra senza pietà, con colpi animaleschi mi incula in quella posizione dove sono totalmente sottomessa, sembrava non finire mai, gli dicevo di smettere, lo imploravo di venire, non ce la facevo più, ma lui continuava come un forsennato, stavo per svenire dal dolore e dalla lacerazione, riecco il grugnito che prelude alla sborrata violentissima dentro il mio buchino devastato.
Dopo quella trapanazione inumana, mi avvinghia a sé, mi stringe e mi accarezza a lungo sdraiati sul letto, dicendomi: “ Da oggi sarai mia, farò parte di te per sempre “.
Le altre esperienze che ho avuto con lui superano ogni immaginazione, sono stati mesi di fuoco, allucinanti, con mio marito complice, ma nello stesso tempo geloso come non mai in quanto non pensava si potesse arrivare a tanto, anche se non lo ha dato a vedere, quando è andato via Amir quella sera l’ho chiamato, c’è rimasto male perché si è sentito escluso, ma ha sempre assecondato il gioco per il mio piacere, mentre lui, ne sono certa, era devastato da un misto di gelosia ed eccitazione, sapeva perfettamente che dopo che avevo assaggiato quel membro mostruoso, con lui non sarebbe stata più la stessa cosa. Ma ora abbiamo dovuto fermarci, come temevo sono rimasta incinta, abbiamo deciso di tenere il bambino perché, oltre a trasgredire e divertirmi senza inibizioni, voglio sentirmi mamma, anche se il rischio che nasca di colore è forte, ma di comune accordo abbiamo deciso di vincere anche questo pregiudizio.

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