La passione di una vedova.Ramy: La vacca che sto possedendo by alybas [Vietato ai minori]




Ho conosciuto Ramy o meglio Ramona in una chat, su Badoo per essere chiari. Ramy non è italiana è rumena, e ha 40 anni. Prima di incontrarla abbiamo molto discusso. Io le ho detto molto di me e lei molto di se. Mi piaceva il suo modo di fare esplicito e la sua serietà nell’affrontare le cose. Lei cercava una relazione e io anche. Ci siamo trovati in chat e ci è piaciuto molto flirtare. Per un certo periodo Ramy ha giocato con me alla gatta che intrappolava il topolino e per un altro periodo io ho fatto il gatto e lei la topolina. Ci siamo attratti a vicenda e non potevamo resistere tanta era l’esigenza di scriverci sensazioni, interessi, pensieri, impressioni. Poi siamo passati ai messaggi sms e alle telefonate. Anche qui le cose avevano funzionato a meraviglia, tutto era fatato e il passaggio successivo è stato skype, li ci siamo potuti sentire e ci siamo potuti vedere. Ramy che in foto appariva interessante era senza dubbio belloccia, ben truccata e molto molto in carne. La sua carne debordava. Era una splendida signora abbondante, florida e opulenta. A me le donne così mi fanno sangue e io ho iniziato a farle una corte ancora più serrata, senza darle scampo. Mi piaceva, mi eccitava e io non le ero insensibile. Mi rendevo conto che cercava in più occasioni di restare sulle sue ma non le è stato possibile per molto tempo. Una sera mi sono denudato di fronte alla web cam e con il mio pene grosso e ritto come un pennone le ho chiesto di spogliarsi per me. Lei ha voluto declinare ma dai suoi occhi si vedevano le scintille aveva vergogna ed era indecisa. Era avida guardava il mio grosso pene e rideva, era a disagio combattuta fra quello che voleva il suo intimo e quello che la morale le imponeva. Ad un tratto io ho chiuso il collegamento ed ero certo che lei, come al solito, avrebbe chiuso e si sarebbe fatta la doccia prima di andare a letto. Non ho dato ulteriore interesse alla questione quando dopo circa una oretta mi è comparso un suo messaggio su wathapp. Ramy non riusciva a dormire e mi chiedeva di ritornare su skype. Ci ho riflettuto ma non ho voluto dargliela vinta. Credevo che si sarebbe sciolta e mi avrebbe fatto vedere il suo corpo ma non ho voluto darle la soddisfazione di ritornare on line. Dopo circa una ora su wathapp la frase era netta e perentoria, in maniera stizzita e mi imponeva quasi di ritornare sui miei passi. Ho abbassato la suoneria, mi sono voltato dall’altra parte e ho cercato riposo. Non ci sono riuscito ma la mattina è ricominciato con il buongiorno da parte della donna e tutto è passato nella normalità. La sera la solita chiamata su skype. Non ho risposto subito ma con fare riottoso ho deciso di  accettare la chiamata. Ramy era seduta sulla sua sedia difronte al suo computer ma questa volta era in accappatoio e sorrideva nervosamente. La notte l’aveva maturata e dopo poche parole dolci e sicure le dissi perentoriamente di aprire l’accappatoio e lei con moltissimo imbarazzo lo fece. Esponeva alla mia vista due tettone enormi. Fantastico, Erano due fantastiche bombe 5 misura. Le dissi che quella vista mi faceva morire e lei sorrise di un sorriso malizioso. Iniziò a massaggiarle sfiorando i capezzoloni con le dita che avevano le unghie smaltate di un rosso molto arrapante. Non sapeva giocare con il corpo molto ingombrante ma si toccava in una maniera straordinariamente goffa e si stupiva vedendo che io morivo per lei. Portò alternativamente le dita in bocca riempiendole di saliva. La saliva debordava dalle labbra e lei la faceva cadere con dei filamenti proprio sul suo fantastico seno. Continuava ad impastare saliva e tette, chiedendomi se mi piaceva e io rischiavo un infarto. Guardavo i suoi movimenti goffi ma eccitanti senza tregua. Ero eccitato sempre di più e ben presto il mio cazzo si è rizzato. Ero già pronto in tiro e ho iniziato a segarmi mentre lei continuava a pastrugnare senza tregua quelle tettazze infinite. Era troppa tutta quella carne e il suo viso era arrapante le labbra rosse colore delle unghie, il trucco e quei sommovimenti erano straordinari per me che guardavo tutto e sognavo di possedere quelle montagne. Le ho detto che il mio scettro doveva montarla e lei ha fatto stretto a se le mammellone come per accogliermi. Nonostante fossero cadenti erano piene e il mio desiderio aumentava sempre più. Le urlavo che era fantastica e continuavo a godermi un rapporto a distanza con le sue poppe che ballonzolavano sbatacchiavano e ciondolavano al ritmo della mia masturbazione. Per quanto Ramy stringesse le tette il loro sballottare non dava tregua quelle montagne salivano e scendevano in maniera arrapante. Anche Ramy faceva sul serio si portava le tette alle labbra e si succhiava in una maniera spettacolare era oramai una performance erotica e il mio pene grosso di suo non resisteva più. Non chiesi nulla a Ramy, lei vedeva il mio stato in cam e la sua eccitazione era anch’essa al culmine. Aveva abbassato la sua mano destra e se io oramai reggevo il mio cannone lei si stava sditalinando il clitoride senza riposo. Ansimava e si masturbava. Toccava le sue intimità, si toccava in modo vorticoso quasi in una danza che le sue mani portavano a termine in maniera indiavolata. Non era abituata a pastrugnarsi ma voleva darsi piacere e voleva vedere il mio cazzo in primo piano. Lo chiedeva a gran voce, in maniera roca. Lo voleva in bocca, diceva che voleva sentire la sborra e sebbene lo stesse facendo di fronte a me in cam il senso del pudore era evidente e io sapevo che dovevo farle saltare il limite. C’era ancora in lei qualche freno inibitorio. Io la volevo e volevo facesse molto di più, molto di più. Mi sollevai sulle gambe e le mostrai il pennone dicendo che era tutto per la sua ficona calda, che non vedevo l’ora di infilarla senza tregua e lei rossa in volto toccava la fica e succhiava le dita in maniera voluttuosa. Mi diceva che io ero dentro lei e che voleva sentire il mio cazzo penetrarla ancora, ancora e poi ancora. Dissi che la stavo penetrando e lei ansimò ancora di più, gemeva non si dava tregua e io la incalzavo. Niente tregua e niente limiti. Ben presto tutto divenne ritmico e Ramy si fece rapire dal desiderio. Guardava avidamente la mazza, urlava che la voleva dentro e io le dicevo di si che era tutta per lei e che gli e lo stavo mettendo con tutta la forza che avevo. Guaiva laida e tutta la sua opulenza di carne era debordante, scomposta. Si alzò anche lei era grassa ma oramai ogni parte di se urlava desiderio mi desiderava in modo animale come io la volevo senza tregua. La sua lingua mulinava e continuava a gemere mentre le sue dita penetravano nella fica la aprivano in maniera lacerante e lei si carezzava con passione. Poco ci volle ed esplose in una maniera fragorosa cadendo sul letto vicino in preda all’orgasmo. Non sentii nulla per diverso tempo dopodiché lei ritornò ancora nuda e mi disse che era tutta bagnata e che avrebbe dovuto fare di nuovo la doccia. Avrei voluto essere in quegli istanti li a succhiarle tutto quel miele di donna ma ero distante era il problema di skype, le dissi di andare ma lei non volle lasciare il collegamento. Volle rimanere a fissarmi e ad incitarmi nella mia attività masturbatoria e la sua voce fu perfetta per spingermi dove ancora non ero arrivato, venni tra le mie mani e lei urlò che venne anche lei ancora, ancora e poi ancora e fece una cosa magnifica riempiendo dei suoi umori le tettone e offrendomi quei fantastici capezzoli grossi e duri pronti per essere succhiati. Fu bello sentii la realizzazione di un desiderio anche se eravamo distanti.

I giorni che seguirono furono simili a quello. Ogni sera avevo il pretesto e le chiedevo sempre di più il suo corpo carnale mi faceva godere sempre e solo la distanza ci frenava. Visto che io risiedo a Roma e lei in un paese vicino ma il desiderio per me è sovrano ed incontrollabile  per cui le feci capire che non avrei aspettato oltre. Lei mi tirò per le lunghe l’incontro mentre io ormai avevo una voglia che mi portava via. Conoscevo tutto di lei e volevo possedere dal vero tutto quello che possedevo telematicamente. Più cercavo un appuntamento più lei nicchiava faceva di tutto si toglieva il reggiseno e io godevo di sentirla e vederla godere. Oramai eravamo diventati perfetti godevamo telematicamente all’unisono in continuazione la mia voglia era molta ma una volta che lei era diventata disinibita non la fermava più nessuno. Con il passare delle settimane io avevo acquisito tutti i dati possibili e immaginabili sapevo di lei tutto o quasi del suo passato e anche della sua vita attuale. Era divorziata e con una figlia ma viveva ormai da anni in Italia dove si voleva stabilire. Era infermiera ma faceva la badante e avevo saputo pure l’indirizzo della famiglia in cui svolgeva il suo servizio. Sapevo che Ramy ogni sera faceva una passeggiata al centro del paese e nel paese piccolo dubbi per trovarla non ve ne erano molti. Ero fortemente decisa a prendermi quello che mi spettava e dopo aver parlato in mattinata con lei e dopo averle promesso che ci saremmo rivisti nella serata su skype partii alla volta del paese con la mia macchina, intenzionato a godermi tutta la trasferta. Fu una giornata piacevole il paese era ospitale e anche le aree limitrofe non erano male. Mangiai in un ristorantino molto noto e poi andai ad attendere la sua uscita. Aspettai non poco ma più attendevo più il mio desiderio cresceva. Finalmente il portone si aprì e lei comparve. Era quasi identica a come la vedevo su skype. Truccata bene con occhiali da vista modello leggero un bel viso, curata e abbondante, molto straripante. Era vestita con gusto sebbene senza esagerazione. L’unica particolarità era nella ricerca degli accessori: collane e bracciali. Scesi dalla macchina e mi avvicinai. Lei rimase perplessa come fulminata e io le sorrisi. Il suo sorriso fu imbarazzato e io le dissi Sali tu in macchina o devo farti salire io? Non rispose salì e io uscii dal paese. Non mi disse altro di evitare la gente pettegola e io evitai tutto e quando fummo ad una distanza ragguardevole dal paese le dissi: “in albergo o a casa mia a Roma?” ma lei non rispose. Decisi io e partii per Roma. Lei mi disse che non si poteva allontanare per così tanto tempo ma io le dissi che era solo una notte che avrebbe dovuto trascorrere e che era meglio che si fosse rilassata tanto indietro non l’avrei portata. Prendemmo l’autostrada e finalmente la donna si era rilassata ora rideva e scherzava, mentre io covavo desiderio. Era stato un rapimento vero e proprio con lei che però sembrava consenziente. “Non ci volle  che un’oretta ed eravamo sotto casa mia parcheggiai sebbene non fosse affatto facile e la feci scendere dalla macchina. Era rosa dall’ansia e dai sensi di coolpa mentre io già l’avevo abbracciata e la tiravo verso il portone di casa. Esitammo ancora ma io sentivo il suo sudore, lìodore di lei misto al profumo femminile in un che di afrodisiaco che non mi dava pace e allora la spinsi, la trascinai senza violenza ma con risoluta convinzione e lei fece i passi che doveva fare. Già quando salimmo in ascensore lei era fra le mie braccia e io l’abbrancavo con grande smania. Fu un attimo aprii la porta e le piombai addosso con lei che era in mia balia. La voglia mia era irrefrenabile anche se non nascondo che Ramy provò a resistere. L’avevo già condotta sul divano e con metodica insistenza avevo preso di mira le sue labbra prima dischiuse poi sempre più aperte sino a far entrare la mia lingua guizzante e sempre più prepotente. La volevo tutta e subito mentre lei cercava di sottrarsi. Sapevo che dovevo un po’ forzarla e se la lingua sendeva in profondità le mie mani non erano da meno. La stavo lavorando cercando di sfilarle il pantacollant. Le dissi che la desideravo. Volevo sfinirla. Ora non avevo in mente altro che possedere quella immensa donna che iniziava a gemere per le toccate che andavano tutte a segno. Volevo chiavarla, soddisfare tutto quel ben di dio e soprattutto soddisfarmi. Nonostante le vane difese di Ramy sono arrivato dove volevo. Abbiamo lottato una mezzoretta. Schermaglie più che altro ma lei aveva allargato le gambe. Aveva iniziato ad accettare ed io le avevo iniziato ad infilare in vagina alcune dita titillandola. Sapevo di dover raggiungere la clitoride e lo feci. Era di grandi dimensioni, fu semplice sgrillettarlo e lei subì i miei primi giochi. Non ci volle molto che era già fra le mie dita e io lo potei suonare a mio piacimento prima pollice e indice poi pollice e medio quindi pollice ed anulare. Ramy non sapeva più che fare era in preda ad una tempesta di sensazioni, si stringeva a me prima di cedere e intanto ansimava. Era desiderio forte, vibrante. Ho accompagnato le sue dita sulla fica e lei ha iniziato a fare la cosa più naturale lavorandosi le grandi labbra come solo una donna può fare. Si è offerta. Io ero già in posizione e il suo pensiero fu il mio. Iniziai a leccarle tutto l’interno cosce e poi con le labbra umide e la lingua calda succhiai tutto con avidità. Mordicchiai e leccai come un affamato e lei era pronta a capitolare. Ci voleva poco, nulla era li per abbandonarsi. Lavorai tutto di lingua senza lasciarle un attimo di tregua. Sentivo di dominarla ma ancora non cedeva la porcella. Era tanto il suo liquido, i suoi umori mi piaceva sentire come produceva, come secerneva. Ansimava, grugniva la porca, era pronta. Non bastava la lingua guizzante c’era bisogno di altro e allora infilai le dita ritmicamente. Lavoravo con forza e sapevo che era questione di attimi. La clitoride era in mio possesso. Tra dita lingua e labbra non aveva scampo. Ero avido iniziai a ciurrarlo a succhiarlo come dovessi prenderle l’anima e in effetti questo volevo da lei  come stesse succhiando un capezzolo. Questa sollecitazione fu troppo per Ramy e la voce rotta dall’emozione segno il momento. Stava venendo in maniera brutale e fu una cascata di orgasmi a catena, una ripetizione senza limite. Fu fantastico sentire tutto nella mia bocca. Quel liquido era il simbolo del mio possesso. Penso a quanto è fantastico averla domata e penso a quanto ancora mi potrà dare ora che l’ho presa per la prima volta. La voglio vedere in viso mentre lei si vergogna di essere venuta in questo modo travolgente. Il divano è pieno di liquidi e lei sbroda ancora mi chiede per favore di andare al bagno, non sopporta quei liquidi i suoi liquidi e soprattutto non sopporta che la mia barba è piena di suo liquido di suoi umori, mi chiede ed esige di potersi lavare ma io non gli e lo concedo. Sono più forte, lei svaccata dal solo preliminare, dalle mie leccate e dallo sditalinamento si sente sfatta. Ancora esce quel fantastico liquido dalla fonte e io bevo. Credo che leccare la fica di una donna sia la cosa più fantastica del mondo.e sento lei  che gode. Mi implora di lasciarla andare ma non ha capito molto perché io la devo svuotare. Devo prendere tutto da lei. Lei è esterrefatta e io non ho tempo da perdere la sistemo in maniera brutale in modo che possa infilarle il mio cazzo nella sua bocca e lei non ha la possibilità di parlare. Io entro fino in gola. La sento soffrire non respira non fa nulla poi inizia a succhiare. Anche in questo è goffa, forse non ha mai fatto un pompino ad un signor cazzo? Ho pensato che imparerà. Le labbra sono carnose fantastiche, la bocca ha una bella apertura e la lingua è dolce e calda. Lei impara mentre io la dirigo. Non è una bocchinara ma fa il suo effetto, poi i suoi seni sono li a portata di mano e io amo mungere le vacche. Si è una vacca, una vacca rumena e io sento il desiderio di dominarla mentre lei è sottomessa. Muggisce la vacca la sento che è calda che vuole tutto senza risparmio e allora io sono li dentro di lei. Mi vuole finalmente e lei che mi cerca avida e io la servo con il mio cazzo che spadroneggia nella bocca. Non riesce a farmi venire, io sono molto lungo. Lei ciurra ma io non venni. Ramy aveva capito e fece la cosa più eccitante che poteva fare offrendomi le tettone che io iniziai a leccare senza tregua. Le baciavo, le succhiavo e le leccavo lasciando su di esse la mia copiosa saliva. I suoi capezzolotti mi stimolano pensieri lascivi, mi sento un porco che vuole la sua scrofa e la otterrò. Mungo la donna in una maniera così violenta che lei rimane senza fiato. Sono sempre su di lei. Anche lei capisce che voglio penetrare nel seno e finalmente trova la posizione giusta. Non vi è dubbio le sue tettazze debordanti ricoprono il mio pennone e la lotta e impari ma ben presto le sue tette e i suoi sforzi vengono premiati e io l’ho inondata senza limite, innaffiando tette, capezzoli bocca e braccia. Mi sono svuotato sopra di lei e ho avuto la sensazione di afflosciarmi come si affloscia un palloncino sgonfiato. Questa sensazione è durata molto poco mentre continuavo a succhiare avidamente le sue poppazze bagnate dal mio seme. Non ci volle molto, solo un po’ di riposo e il mio fantastico pistone era già pronto ad entrare in lei finalmente. La posizionai alla pecorina. Era oscena grassa e cosce larghe, davvero oscena. Il mio ingresso fu facile, facile, lei era zuppa di secrezioni vaginali. Pensavo tutto fosse più difficile e invece no, tutto fu estremamente facile. La sensazione di monta è terribile, forte e indicibile. In quel momento lei è la mia femmina da monta e io sono il maschio da monta che la piega e la fa sua nella maniera più animale possibile. La fotto……………….., si la chiavo senza limiti. Non voglio limiti. Non le do tregua con il mio stantuffo pompo la sua fica. Lei e grossa, voluminosa mentre io sono forte e agile. Entro ed esco con rapidità ma sono profondo, netto, duro. Sento la mia vacca e sento di essere il toro che quella vacca deve distruggerla. La voglio demolire e le lo sente e mi incita. Il suo italiano non è perfetto ma è meglio così l’eccitazione rende meglio e la sua fregna è un lago, un brodo caldo da cui non esco più non voglio uscire. I miei colpi sono molto violenti. Brevi e violentissimi. Perdo in velocità ma sono molto profondo L’ho abbrancata per le tette e la mungo come una vera vaccona deve essere munta. Lei mi cerca con le mani e io non le faccio mancare nulla sono tutto per lei. Gronda di umori. La vacca è bagnata zuppa. La fica rasata è madida e io non riesco di fronte a tanto squirtare a resistere e vengo in lei nella sua ficona con un urlo spettrale. Ci ho messo tutto in quell’urlo di disperato possesso mentre lei ansimava e gridava. Si accasciò ed io su di lei rimasi. Lei cedette al sonno mentre io rimasi a guardarla. A me sembrò una eternità ma era un peccato avere tanta abbondanza e sprecarla così per cui iniziai a lavorarla in profondità mentre dormiva. Mi predisposi nel modo migliore e la predisposi titillando ogni parte intima con le mie dita. Nonostante fosse in dormiveglia ilsuo corpo rispondeva pienamente a tutte le sollecitazioni. Era bagnata, ancora bagnata di umori che scendevano a fiume e quello oramai era il mio fiume. Quanto è bello sentire le sue secrezioni e l’orgasmo, liquidi umori che succhio e lecco con grande desiderio: fantastico. Ramy ora era sveglia le sue mani si agitavano sul suo corpo giunonico e si mungeva con ardore le tette, mentre godeva delle mie succhiate. Si torturava i capezzoli, era magnifica. A questo punto non risposi più di me stesso, mi impuntai che volevo il suo ano e lì fu una vera battaglia, anzi direi una vera guerra Ramy da subito si mostrò ostile. E più io imponevo le mie mani sul suo culone natiche puntando a infilare le dita, per fare pressione, aprire e soprattutto allargare il buchetto più lei si rivoltò con forza. Lottammo le diedi diversi ceffoni ma lei non voleva cedere quel buchino in quel deretano immenso. Ero più forte ma faticai a imporle le dita nell’ano. La insalivai, avevo una crema ma non avevo tempo per andarla a prendere. Non immaginavo che quella vaccona avesse il buco del culo vergine. Mi toccava violarla. Ci volle molto si difendeva la cagna, nonostante la colpissi in maniera diretta. Le cose più belle si ottengono con difficoltà mi ripetevo e più la martirizzavo più la donna rumena cedeva e io aumentavo il mio desiderio. La posizionai bene e puntavo solo all’orifizio anale. Urlava e non sapevo come fare, pensavo e decisi che avevo bisogno di pochi istanti. La massacrai di toccate e ditalini, la feci sgorgare senza ritegno la affaticai senza tregua. Tutto di mano e di dita uscendo ed entrando dal ficone e poi mentre lei era in catalessi mi alzai di scatto raggiunsi la camera da letto. Presi il dildo e mentre ancora Ramy si riprendeva eccolo che gli e lo avevo messo nel culo, forte possente e solo un po’ lubrificato. Urlò come la stessi scannando, diceva parole indicibili, in una lingua indecifrabile era arrabbiatissima ma il dildo era in culo e la sformava a mio piacimento mentre io giocavo ormai con la fica che era zuppa piena, satura di brodo. Questo era il succo primordiale che volevo.  

 

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