La nuova segretaria troia




Molte esperienze possono sembrare surreali o da film, ma posso assicurare che a volte alcune accadono sul serio, proprio come è successo a me.

Sono un uomo single di 40 anni, nella mia vita mi sono dedicato totalmente al lavoro, sono il proprietario di un’azienda che si occupa di grafica pubblicitaria, per arrivare dove sono, ho dovuto faticare tanto ma alla fine ho avuto le mie soddisfazioni.

Ho una segretaria che mi gestisce tutto, si chiama Amanda, una donna di 36 anni, sposata con due bambini, è una persona squisita e non ho mai avuto problemi con lei.

Purtroppo, si è dovuta assentare due mesi per questioni di salute ed io sono stato costretto a cercare qualcuna che la sostituisse.

Ho fatto vari colloqui con diverse donne, alla fine ho assunto una ragazza i 28 anni che aveva bisogno di fare esperienza in qualche azienda.

Si chiama Francesca, inizialmente ha avuto qualche problema ma una volta che ha capito il meccanismo e come Amanda mi organizzava le cose, è andata benissimo.

Lei è una ragazza molto carina, da quando ha iniziato a lavorare, ha sempre indossato gonne molto corte e top scollati, alcune donne che lavorano nell’azienda la trovano sconcia, mentre, egoisticamente, la trovo adeguata.

Insomma, è davvero una gran figa, giovane e bella e probabilmente le altre ne parlano male solo perché non possono permettersi di andare in giro in quel modo.

Comunque, questa ragazza oltre ad essere molto bella, è anche molto dolce e disponibile, ha un sorriso per tutti e non l’ho vista perdere il controllo nemmeno una volta, forse è perché vuole fare bella figura o magari è davvero dotata di tanta pazienza.

Io stesso mi rendo conto che a volte sono difficile, se sono nervoso capita che rispondo male o che ma la prendo con i miei dipendenti, poi mi calmo e cerco di farmi perdonare.

Giusto cinque giorni fa è successo proprio questo, una mattina avevo discusso animatamente con un cliente che mi faceva storie su un lavoro, ero nervosissimo, così entrato in ufficio ho chiamato Francesca per chiederle il numero di un cliente, lei non ha saputo darmelo sul momento ed io ho sbraitato, dandole dell’incompetente.

Lei è uscita mortificata e dopo qualche minuto è tornata con il numero, me l’ha messo sulla scrivania ed è uscita, era evidente che c’era rimasta male ma faceva il possibile per non farlo vedere.

Trascorsa un’ora mi ero calmato, pensai che l’aveva trattata davvero malissimo senza che lo meritasse, la mandai a chiamare con una scusa, lei entrò e mi chiese in cosa potesse essermi utile.

Mi alzai e andai alla macchinetta del caffè, ne feci due e gliene porsi uno, lei mi guardò negli occhi, mi sorrise e poi lo bevve.

Mi scusai, dicendole che a volte capitava che per nervosismo trattassi male qualcuno, lei posò la tazzina sulla scrivania, mi guardò maliziosamente e mi disse che non mi avrebbe perdonato.

Io rimasi incredulo, pensavo stesse scherzando ma lei continuò dicendo che avrei potuto fare molto di più per farmi perdonare; a quel punto, stavo per arrabbiarmi di nuovo, quando sentii la sua mano posarsi tra le mie gambe.

La troietta voleva scopare e la cosa non mi dispiaceva affatto, la lascia fare, lei mi abbassò la zip dei pantaloni e tirò fuori il cazzo, mi prese per mano e mi fece sedere sulla mia sedia.

Si chinò, inginocchiandosi a terra, con la mano destra afferrò il cazzo mentre con l’altra si tirò fuori le tette dal top, la puttanella non indossava il reggiseno.

Sentii il calore della sua bocca avvolgere il mio cazzo, l’afferrai per i capelli e l’accompagnai nei movimenti, mentre sentivo che succhiava e leccava la cappella, a volte si fermava per guardarmi, me lo segava e poi ritornava a prenderlo in bocca.

Le sue tette erano eccitanti,  le dissi di metterci il mio cazzo in mezzo, lei obbedì, le strinse con le mani e lo imprigionò , mentre continuava a succhiare la cappella.

Ero davvero molto eccitato, avevo voglia di leccarle la figa, così la feci alzare e sedere davanti a me sulla scrivania, le allargai le gambe, le sfilai le mutandine da sotto la minigonna e iniziai a giocare con il suo clitoride.

La mia lingua scivolava sulla sua figa con estrema facilità, era bagnatissima, il suo sapore mi riempieva la bocca, mentre io la riempivo con le mie dita.

Quando la sentii venire, decisi di farla godere ancora di più, mi alzai, le tenne ben aperte le gambe e la penetrai nella figa lentamente, affondando tutto il cazzo dentro.

Lei si aggrappò ai bordi della scrivania, ad ogni mio colpo gemeva, mi diceva che ero bravissimo a farla godere, mi chiese di spingere più forte, era una gran troia e mi piaceva.

Cambiammo posizione, mi sedetti nuovamente sulla sedia con lei a cavalcioni sopra di me, si infilò il cazzo dentro e mi montò, sbattendomi le sue tette in faccia.

Leccai e succhiai i suoi capezzoli, le strappai un urlò di piacere, la sentii venire sul mio cazzo più di una volta, poi scese improvvisamente, si rimise tra le mie gambe, lo prese in bocca e lo spompinò velocemente.

Stava aspettando la sua sborra, che non tardò ad arrivare, dopo l’ennesima ciucciata esplosi con una buona quantità di sperma caldo che le riempì la bocca.

Si alzò, mi guardò e poi ingoiò il mio nettare. Si rivestì, mi sistemai anche io, poi tornò davanti alla scrivania, si fece un altro caffè, mi disse che adesso eravamo pari.

Sorrisi e la lasciai tornare alle sue mansioni, ero e sono del tutto incredulo di quanto è accaduto, la cosa non si è più ripetuta, ma penso che potrebbe accadere di nuovo, perché negli ultimi giorni non fa che provocarmi.

Sto pensando se tenere anche lei quando sarà tornata Amanda, due segretarie possono farmi comodo, soprattutto se una delle due è una troietta pronta a soddisfare qualsiasi altro tipo di richiesta.

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