La mia ragazza posseduta da un gruppo di nefandi aborigeni neozelandesi su una misteriosa isola dell'oceano pacifico meridionale by ken50029 [Vietato ai minori]




Collasso di Sistema,
Collaso di Sistema “4 8 15 16…”

Namasté:)

Forse tutto questo vi ricorda qualcosa ma non eravamo su quel volo e non precipitammo su quella famosa isola, anche se forse sarebbe stato meglio esser li’..

Io e la mia ragazza Elena al rientro dalla nostra vacanza salimmo a bordo del volo 816 della (“”) Airlines. Il 23 Settembre 2014, alle 11:55 partimmo da Sidney, Australia , dal gate 24, in direzione Los Angeles, California, usa. L’aereo era un Boeing 777, un jet di linea bimotore a lungo raggio.

Dopo circa 5 ore, il nostro volo 816 comincia ad avere problemi con la radio. Il pilota decise di tornare verso le Fiji, e approssimativamente 2 ore dopo, l’aereo incontro’ una turbolenza.

L’aereo comincio’ a precipitare spezzandosi in due a mezz’aria. La Sezione di coda fu’ la prima a staccarsi, precipitando nell’oceano. Poco dopo, la cabina di pilotaggio e la sezione centrale precipitano in una sperduta isola. Non ci furono superstiti, solo io e la mia ragazza sperduti su un isola apparentemente deserta.

Tutte le nostre valigie contenenti cellulari documenti vestiti andarono persi nell’incidente.Non avevamo niente per comunicare e chiedere soccorso.

Nessun contatto radio, niente di niente. Soli, smarriti su un isola deserta ci sentivamo senza speranza. All’inprovviso vedemmo spuntare fuori’ 3 grossi individui, che a prima visione mi sembravano dei cavernicoli.

Elena inizio’ ad urlare gridando ehy! ehy! siamo qui! siamo qui!

Sbracciandosi a piu’ non posso per farsi vedere.

I nostri indumenti erano mezzi stralciati e ogni volta che Elena saltellava,
gli sobbalzavano le tette di fuori.

Sotto la maglietta non portava neanche il reggiseno,

qualche minuto prima ne avevamo cercati alcuni in qualche valigia rimasta integra,

ma Elena porta una grande misura la 5 e non trovvamo niente adatto a lei.

In una valigia pero’ trovammo una scorta di pillole anticoncezzionali. Io avendo un brutto presentimento dissi a Elena di tenerle strette in tasca per ogni eventualità.

Vidi il volto di Elena sbiancare alle mie parole, senza dir niente aveva immediatamente intuito di cosa avevo paura.

I 3 indigeni subito’ ci notarono e vennero’ verso di noi con faccie non proprio rassicuranti,

dissi a Elena di coprirsi imediatamente le tette che le spuntavano fuori dalla maglietta.

I 3 arrivarono nessuno di loro parlava la nostra lingua pensavamo di esser salvi invece da li a poco per me ma soprattutto per Elena le cose non si sarebbero’ messe bene.

Ci presero per i bracci e ci portarono dentro una cascina poco distante.

Dentro la cascina trovammo altri 2 indigeni. Erano degli energumeni alti 1.90 uno di loro doveva essere il capo.

Appena si accorse che a Elena spuntavano fuori le tette dalla maglietta, scoppiarono in una fragorosa risata che non prometteva niente di buono.

Subito dopo ci portarono in un altra stanza.
Presero’ me, mi legarono e mi inbavagliarono su una sedia mentre Elena aveva iniziato ad urlare istericamente aiuto!.. aiuto! ma che volete fare?

Il piu’ grosso di loro gli tappo’ la bocca e fece un cenno agli altri sorridendo,

subito le furono tutti addosso iniziando a strappargli quei pochi resti di vestiti,
denudandola completamente.

Io cercavo di divincolarmi in tutti i modi ma le corde erano troppo strette e non potevo far niente.

Io e la mia ragazza ogni tanto avevamo fantasticato che una situazione del genere potessi capitarci e l’idea eccitava entrambi, ma sapevamo benissimo che se fosse avvenuto nella realta’ sarebbe stata tutt’altra cosa. Adesso pero’ stava per succedere davvero.

I 5 inizirono a tastare le tette a Elena,

mani sulle sue tette si alternavano una dopo l’altra. Elena era ricoperta di mani. Poi mani su tutto il suo splendido corpo, mani ovunque continuavano a massaggiarla tastarla palparla.

Raggiunsero poi la sua fighetta completamente depilata,

piu’ dita contemporaneamente gli entrarono dentro come a cercare qualcosa, mentre gli altri bavosamente gli succhiavano le tette con grande accadimento. Si spogliarono completamente nudi tutti e 5 e io inpallidi’ alla visione dei loro cazzi. Neanche nelle doccie della mia palestra dove ci sono dei ragazzi di colore avevo mai visto delle nerchie cosi’ grandi.

Presero Elena la misero a pecorina e uno di loro inizio’ a penetrarla in figa. Un altro gli ando’ davanti la faccia iniziando a schiaffeggiare con il cazzo il bellissimo viso di Elena, poi a forza glielo inseri’ dentro le sue dolci labbra. Io chiusi gli occhi a quella visione. Elena con il cazzo di quel cavernicolo in bocca mugugnava il mio aiuto invano.

Riaprii gli occhi e vidi’ quello piu’ grosso il capo che aveva fatto fermare gli altri e si era posizionato sopra il culo di Elena pronto a penetrarla. Raramente a me Elena aveva concesso il culo, perchè gli procurava troppo dolore, e adesso poverina stava per essere sodomizzata da quell’imponente cilindro sotto forma di cazzo. Gli penetro’ il culo con forza bruta senza un minimo di riguardo, Elena diede un urlo’ spaventoso.

L’altro indigeno per farla tacere gli reinserii il cazzo in bocca e Elena con le lacrime che le scendevano dal viso mugugnava di dolore. Il terzo riprese a chiavarla in figa mentre gli altri 2 indigeni rimasti in disparte assistevano al tutto segandosi davanti a Elena.

Tutti e tre adesso la stavano chiavando con forza spaventosa in figa in bocca e in culo. Per scoparla con cosi’ tanto accanimento penso’ che non vedessero una donna li sull’isola non so da quanto tempo, neanche nelle scene piu’ spinte di film porno avevo mai visto una tale furia distruttiva e adesso non doveva sembrargli vero avere quella meraviglia tutta per loro.

All’improvviso uno degli altri rimasto escluso venne verso di me e con sorpresa m slego’ e mi tolse il bavaglio. A sorpresa parlava un po’ di italiano , ma non fu’ una bella cosa perche’ quello che disseì fu per me umiliante. Sorridendo si rivolse agli altri e disse..(Duro! Duro! ah ah ah lui avere Duro! suo ragazzo Duro essere venuto..ah ah continuo’ irrisoriamente..

Aveva pero’ ragione il cazzo mi era diventato granitico nel vedere la mia ragazza posseduta in quel modo,

e quando vidi che lei ormai invece di provare dolere stava iniziando a godere mi alzai in piedi e iniziai a masturbarmi insieme agli altri indigeni spettatori.

La mia ragazza ora stava godendo , nel suo volto vedevo chiaramente smorfie di piacere.

Il tutto mi fu’ poi confermato quando i suoi gemiti si mischiarono a grida’ di piacere.

Non l’avevo mai vista e sentita godere cosi’ tanto neanche quando aveva dei rapporti con me. Mi eccitava tantissimo guardarla, era meraviglioso che stesse godendo cosi’ tanto. Vergognosamente io che avevo iniziato a stantuffarmi il cazzo per ultimo fui il primo a sborrare.

Gli indigeni invece ancora stavano continuando a inculare Elena a piu’ non posso.

Pensai che ancora avevo tutto il tempo per farmi un altra sega davanti a lei quindi ripresi a masturbarmi copiosamente questa volta con ancora piu’ vigore.

Finalmente vedevo che anche gli aborigeni stavano per venire.

Di fatti poco dopo quasi in concomitanza tutti e tre iniziarono a sbraitare e roboare emettendo versi da gorilla in calore. Pochi istanti dopo sborrarono come degli idranti alla massima pressione dentro la bocca, la figa, e il culo della mia dolce Elena. La inondarono di sborra in ogni dove, vedevo lo sperma sbrodolargli dalla figa e colargli dal culo, solo in bocca era pulita.

Compresi cosi’ che il nefando aborigeno gli aveva fatto ingoiare tutto il suo repellente sperma. Gli altri due spettatori passivi poi si posizionarono davanti a Elena sborrarondogli in faccia ricoprendola completamente.

Gli aborigeni ci ospitarono li’ altre 2 settimane, non erano poi cosi’ delle cattive persone. Ci diedero da mangiare e dei vestiti.

Familiarizzammo con loro anche se non capendo la loro lingua, iniziando anche a scherzare.

Elena la sera dormiva con me, ma per tutti i giorni seguenti continuarono a possederla.

Erano consapevoli che chissà quanto altro tempo avrebbero dovuto aspettare prima di scoparsi una figa del genere.

Elena per i restanti 14giorni divenne a tutti gli effetti la loro ragazza,

..subentrarono poi anche gli indigeni rimasti a guardare la prima volta,

scopando la mia ragazza prevalentemente nel culo.

I giorni seguenti ogni volta che se la scopavano mi lasciarono libero di assistere oh di starmene in disparte.

Dopo 14 giorni una nave venne a salvarci. Era una nave mandata da un uomo di nome Charles…

NO, non c’erano,

tanto lo so che me lo chiederete, nessuno di loro c’erà.

Questa era un altra isola.

Quella famosa è affondata tanto tempo fà…

Dopo circa un mese dal nostro ritorno, chiamai Elena per dirgli,

..”Dobbiamo tornare indieto”

Dimenticavo… L’ultimo giorno sull’isola notai uno strano fumo nero :)

Saluti a tutte, “Namasté” :)

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