La mia amica casa e chiesa




Erano almeno vent’anni che io e Sonia ci conoscevamo. Avevamo frequentato le elementari insieme e fatto poi il liceo classico nella stessa classe, verso la fine delle medie nel primo gruppetto di amici del sabato sera c’eravamo entrambi, per cui si può dire che la nostra amicizia fosse di lunga data.
Amicizia, perché pur essendo sempre stato io un bel ragazzo e lei una bella biondina non ci eravamo mai frequentati con secondi fini, né avevamo mai fatto alcuna allusione. Semplicemente eravamo amici e le nostre esperienze amorose la facevamo con altri.
Con il passare degli anni io riuscii a laurearmi in giurisprudenza e trovai un lavoro in comune, trovai anche moglie, una bellissima bruna con cui mi capivo al volo e che mi stuzzicava sessualmente e intellettualmente senza farmi mai pensare ad un tradimento.
Anche Sonia ottenne una laurea ma in Scienze Politiche, cosicché finiti gli studi decise, non trovando lavoro ma avendo un fidanzato ricco, di occuparsi della casa. Si sposò con il ragazzo ricco che però aveva un’impresa edile e alla sera tornava a casa spesso stanco e con cui ben presto Sonia capì di non avere alcuna intesa. Nonostante ciò decisero di sposarsi, infatti la mia amica non ebbe mai il coraggio di esprimere i propri dubbi, in fondo poi la vita da mantenuta non le dispiaceva.
Sonia era una ragazza casa e chiesa, non vestiva mai in maniera provocante e non voleva attirare l’attenzione di nessuno. Addirittura una sera che facemmo un uscita in otto venne a ballare in jeans e addirittura con un paio di occhiali da secchiona. Spesso parlavo con mia moglie del fatto che se si fosse fatta più audace avrebbe potuto trovare di meglio, ma evidentemente la cosa non le interessava.
Il fatto di cui voglio parlarvi risale a circa due mesetti fa, Sonia aveva invitato me e Virginia (mia moglie) a cena di giovedì e naturalmente accettammo. Visto che io lavoro nella città in cui vivono lei e Nicola le chiesi se potevo andare da loro già alle 6 invece che alle 8, in cambio avrei aiutato con la preparazione della cena. Virginia invece ci avrebbe raggiunti alle 8 perché quella sera non poteva proprio uscire prima. Naturalmente Sonia mi disse che non c’erano problemi, così alle 6 suonai il citofono della loro villetta in periferia con una bottiglia di Moscato in mano.
Sonia mi accolse vestita con shorts e canottiera, mi disse che era ancora presa con i preparativi e non aveva ancora avuto tempo di cambiarsi. Le dissi di non preoccuparsi che tanto io ero sì in camicia ma mi ero vestito al mattino.
Mentre entravo quasi per abitudine le guardai i fianchi, le gambe erano perfettamente depilate per la prima calura ed erano lucide, evidentemente se le era depilate solo al mattino. Il culo invece era tenuto stretto dagli shorts aderenti e per una volta mi trovai a pensare a Sonia in maniera diversa, era bassina, però fisicamente era diventata molto bella…
Dovetti pensare ad altro perché sentivo il cazzo crescere dentro i pantaloni, successivamente le chiesi se Nicola fosse già a casa. Mi rispose in maniera abbastanza fredda che sarebbe dovuto arrivare già da un’ora ma che di lui non c’era traccia. Mi sembrò che fosse fredda al riguardo e non stetti ad indagare.
In cucina la aiutai girando un sugo, purtroppo non sono un grande cuoco ma per fortuna era già tutto pronto. Dopo cinque minuti mi invitò a sedermi sul divano mentre lei preparava tavola. Rifiutai categoricamente e le dissi che volevo assolutamente aiutarla a preparare visto che lei aveva già fatto tutto, così mi passava le stoviglie e io preparavo.
Dopo il momento freddo su Nicola, Sonia era tornata allegra e il suo visino sprizzava allegria. Non ho detto che il punto forte di Sonia è appunto il viso, bionda con degli occhi azzurri che rapiscono, non che sia brutta fisicamente, alta forse solo un metro e 60-65 ma con forme morbide. Poco seno ma pelle sempre abbastanza abbronzata, insomma quella sera mi sembrava davvero una splendida trentenne!
Decise di prendere piatti e posate di un servizio particolare che era nel mobile basso, così si inginocchiò per cercare e mi diede una visione perfetta del suo culetto. Mi sentii tornare l’eccitazione ma per fortuna avevo pantaloni scuri, pei trovò le stoviglie e me le passava.
Mentre si girava a passarle era a terra mentre io ero in piedi, così oltre al culo ebbi successivamente una visione del suo seno. Infatti non portava reggiseno stando solo in casa e dall’alto notavo il solco del seno con piccole goccioline di sudore che scendevano. Muovendosi poi riuscivo a scorgere i suoi capezzoli e faticavo sempre più a trattenere l’eccitazione.
Mi vergognai da morire quando se ne accorse. Eravamo all’ultimo bicchiere e la tavola era praticamente pronta quando lei abbassò lo sguardo per vedere cosa guardavo. Divenne scarlatta in viso e si alzò imbarazzata.
-Scusami Sonia, mi è scappato l’occhio ma non volevo assolutamente offenderti.
-Ma no scusa tu… avrei dovuto cambiarmi prima o almeno coprirmi- parlava in evidente stato confusionale, era imbarazzatissima –eri sopra e non poteva che caderti l’occhio.
Poi fece una cosa strana, mi fece un sorrisetto che lì per lì mi fece uno strano effetto, poi però mutò espressione e si sedette sul divano e, con le mani sul viso, cominciò a piangere.
Mi diedi mentalmente del coglione, avevo fatto una figura di merda e con un carattere gracile come quello di Sonia bastava poco. Le andai davanti e con le mani sopra le sue le chiesi ripetutamente scusa. Lei mi disse che non era colpa mia e anzi di sedersi di fianco a lei e aspettarla mentre andava in bagno a risciacquarsi il viso. Furono due minuti eterni, lei si lavava il viso con acqua fredda mentre io mi chiedevo che scusa avrei usato con mia moglie per aver rovinato la serata.
Poi lei ritornò e sedendosi di fianco a me mi disse che mi doveva delle scuse per quel comportamento, io cercai di fargliele a mia volta mi disse che non era colpa mia e che anzi aveva gradito molto quel gesto di “apprezzamento”. Abbassando lo sguardo mi spiegò che tra lei e Nicola non c’era più grossa attrazione e che anzi lei due settimane prima era andata in cantiere per fargli una sorpresa. Mentre si avvicinava allo studio però notò che non c’era la segretaria e avanzò senza problemi. Quando fu davanti alla porta dello studio di Nicola sentì dei gemiti e guardando dalla fessura vide che Nicola stava prendendo a pecorina la sua segretaria che godeva.
Mi disse che avrebbe voluto entrare e fare una scenata ma decise di andare a casa senza farsi vedere. Alla sera Nicola la salutò normalmente e a letto lei disse che voleva fare l’amore. Lui rifiutò perché era a suo dire stanco e così rimasero nel letto. Sonia mi disse che aveva pianto di nascosto e piangeva all’idea di non poter neanche separarsi da suo marito perché non avrebbe avuto una casa o un lavoro con cui mantenersi.
Le aveva fatto piacere che le guardassi la scollatura perché quello era il primo gesto di apprezzamento che riceveva da un uomo da settimane. Poi non tenendosi più riprese a piangere.
La storia mi aveva messo un’enorme tristezza, ma tutti avevamo l’impressione che Nicola non fosse un marito fedele, comunque cercai di rincuorarla come potevo, le dissi che era un bellissima donna e che poteva farsi ancora una vita. Che comunque per i tradimenti avrebbe ottenuto degli alimenti, anche se sapevo che senza figli era assai poco.
Mi disse che non era vero, che sapeva che la consideravo brutta e aveva sentito che la chiamavo “bigotta santarellina” parlando con Fabio a ferragosto. Mi venne il panico, a ferragosto esagerai con l’alcol e avrei potuto formi scappare una cosa così stupida. Lei si accorse della mia incertezza e teneva i suoi occhi nei miei.
-Se non è vero che mi consideri una bigotta e credi davvero sia così bella, Mauro, mettimi una mano sulle gambe.
Le risposi che mi spiaceva e che avevo solo bevuto troppo a ferragosto, non avevo intenzione di sfiorarla.
-Mauro ora se non mi tocchi la gamba chiamo Virginia e le racconto cosa è successo prima e te ne torni a casa.
Provai a ribattere e scusarmi, ma non capivo proprio perché volesse così tanto che le toccassi le gambe, le avevo già detto che era bella, cosa voleva?
Allora capendo la situazione mi prese la mano e se la portò sulle cosce lisce.
Mi ritornò duro il cazzo istantaneamente e lei capendo cosa stavo pensando disse “vedo che riesco ancora ad avere un effetto su un uomo”.
-Ma Sonia dimmi, che cazzo vuoi? Certo che mi eccito se mi fai toccare le cosce! Spiegami a che gioco stai giocando.
Allora con un balzo si mise a cavalcioni sopra di me e prima che me ne rendessi conto con la mani teneva i miei polsi contro il muro. Mi stupì molto quando sentì la sua lingua dentro la mia bocca e capì finalmente perché apprezzava i miei sguardi e voleva farsi toccare.
Nonostante sapessi che dovevano arrivare mia moglie e suo marito sentivo il cazzo durissimo, lei strusciando i fianchi se ne accorse e staccando le labbra dalle mie mi disse “direi che ormai non è più il caso che ti tenga i polsi”.
Poi mentre si alzava le dissi che stavano per arrivare Virginia e Nicola, che non potevamo farlo e soprattutto non in quel momento. Guardò l’orologio e disse che erano Virginia non sarebbe arrivata prima di un’ora e che il garage era di fronte al muro del salotto, quando fosse arrivato suo marito ce ne saremmo accorti immediatamente. Mentre le dicevo ancora qualcosa si tolse definitivamente la canottiera e rimasi in silenzio fissando il suo seno. Era solo una seconda ma stava su benissimo ed era sodo. Soprattutto era anch’esso abbronzato, segno che prendeva il sole nuda.
Si riavvicinò e piegandosi mise una mano sul mio cazzo da sopra i pantaloni “che dici mi tolgo anche qualcos’altro?” e prima che potessi rispondere (e questa volta avrei detto di togliersi anche quel qualcos’altro) si rimise dritta e si abbassò i pantaloncini. Non portava mutandine per cui potei ammirare per la prima volta in vita mia Sonia nuda. Era bellissima e per farmi eccitare si girava su se stessa per permettermi di ammirare anche il suo culo. Volevo scoparmela.
D’istinto finalmente mi tolsi le scarpe e gettai via i pantaloni, lei si inginocchiò e abbassò i miei boxer mentre sbottonavo la camicia. Il cazzo uscì fuori in perfetta erezione e con un gesto lento iniziò una piccola sega per tastarlo. Io ormai ero nudo e aspettavo solo un suo gesto. Alzò lo sguardo e vidi che era ingorda e finalmente vidi sul viso della santarellina una porcaggine che non avrei mai immaginato.
Con una mano mi spinse seduto sul divano e con calma si mise sopra di me, prima in piedi con le gambe ai lati, poi prese il cazzo in mano e si abbassò facendoselo entrare lentamente.
Sentii l’ingresso nelle grandi labbra e non aspettavo altro, poi si sedette e mentre iniziava una lenta cavalcata le misi una mano sul seno e una sulla nuca per avvicinarla alla mia bocca.
La sua vagina era morbida e il mio pene veniva massaggiato dal suo movimento a cavalcata che aumentava di intensità man mano che la sua eccitazione cresceva. Con la lingua incrociavo la sua e a occhi chiusi la immaginavo ancora santarellina mentre ormai senza ritegno avevo tutta la bocca occupata da lei.
Con entrambe le mani allora le presi i seni e li spingevo per poi stringerli e lasciarli. Mia moglie Virginia moriva di desiderio con questo movimento e anche Sonia sembrava gradire visto che sentivo le pareti della vagina sempre più morbide e la sua andatura cresceva. Non per vantarmi ma so tenermi per diverso tempo, così le feci avere il primo orgasmo mentre eravamo così.
Dopo l’orgasmo lei voleva staccarsi ma io fui più lesto ad afferrarla per i fianchi e a darle un’andatura mia. Non si aspettava questa cambiamento e ormai emetteva gemiti più forti, gli occhi blu erano spalancati e godeva mentre la scopavo forte. Con il busto davo colpi decisi e ogni volta le scappava un urletto.
Con le mani stringevo quel culo che era soffice in superficie ma ben sodo. Per aumentare la sua (e mie) eccitazione con la lingua andai a leccarle in seno che era di fronte a me. Sapeva di salato per il sudore ma sentivo il battito del suo cuore che faceva sì che i seni fossero spinti ancora di più verso di me. Ogni tanto la morsicavo leggermente per farle uscire ulteriori grida, e la cosa mi eccitava da morire.
Venne così una seconda volta ma in modo molto più impetuoso. Sentì i liquidi colarmi intorno al cazzo e il suo urlo liberatorio era di una donna che da tempo non godeva così.
Decisi allora di venire anche io ma mi ricordai che non avevamo il preservativo.
-Sonia siamo senza preservativo!
Mi diede un bacio, poi si abbassò e vidi il mio cazzo sparire tra le sue labbra rosse. Oltre a succhiare cominciò anche a farmi una sega con la cappella in bocca e entro poco sentì che stavo per venire.
-Sonia vengo!
Non provò neanche a staccarsi, ma anzi quando glielo dissi tolse la mano e con la bocca avvolse tutto il mio cazzo, così che sentii i miei fiotti andare contro la sua gola. Ingoiò tutto, poi sembrava non fosse sazia, così riprese a farmi un pompino con la faccia di una bambina che lecca un gelato.
Mi ritornò durissimo, ma all’improvviso sentimmo il rumore di un portone che si apriva, era arrivato Nicola!
-Presto vai in bagno a vestirti!
Andai in bagno e mi vestii velocemente, per fortuna la roba era ancora pulita perché era rimasta su una sedia. Mi rimisi in ordine e uscii giusto in tempo per vedere Sonia che aspettava dalla porta sua marito con shorts e canottiera.
-Ciao amore! Perché hai fatto così tardi? Mauro è già qui!- e gli diede un bacio con la lingua che probabilmente aveva ancora il sapore del mio sperma.
-Dai vatti a cambiare Sonia, io preparo un aperitivo a Mauro, gli hai già offerto qualcosa?
Tra me e me pensai che mi aveva offerto molto più che un aperitivo, però risi sotto i baffi e Sonia andò a cambiarsi.
Arrivò anche Virginia e la serata andò bene come se non fosse accaduto nulla. Sonia anzi era vivace e gioiosa. Tornato a casa scopai ancora con Virginia e mi trovò più eccitato che mai.
Giorni dopo passai da Nicola in cantiere per un problema di lavoro, mi dissi che così avrei anche potuto dare uno sguardo alla sua amante. Arrivai e entrai nel caseggiato dove aveva la studio, all’ingresso inaspettatamente trovai un ragazzo e non una donna. Mi dissi che probabilmente era solo un sostituto, così finita la consulenza presi da parte Nicola e gli chiesi che fine avesse fatto la sua segretaria.
Rimasi di sasso quando mi chiese quale segretaria, visto che non ne aveva mai avuta una perché faceva tutto il ragazzo all’ingresso. Insomma Nicola non aveva un’amante. Insomma Sonia non aveva visto nessun tradimento. Insomma era una vera troia.
Inutile dire che i nostri incontri proseguirono, ma questa è un’altra storia…

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