La collega non è bella ma è porca by notteinbianco [Vietato ai minori]




La collega non è bella ma è porca di notteinbianco New!

Note:

Mara non è bella, ma ancheggia in modo particolare..e poi è proprio antipatica

Note dell’autore:

E’ stronza e va punita anche con metodi poco ortodossi

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Ho la grande fortuna di avere un ufficio pieno di donne, alcune piacenti, altre un po’ meno, una in particolare veramente molto figa. Devo anche dire che sono molto simpatiche, qualcuna meno qualcuna di più come è giusto che sia. Con loro mi trovo bene, ho un buon feeling ed essendo un single incallito, alla soglia dei 36, sono riuscito a togliermi con loro anche qualche sfizio sessuale, sfruttando questa mia aria da fratellone. Beh si non sono neanche brutto, questo aiuto.
In tutto questo idillio ovviamente c’è anche una crepa, si chiama Mara, è decisamente antipatica, approfitta del clima piacevole che si respira in ufficio ma senza mai fare un minimo sforzo per ricambiare. Non è nemmeno bella, un po’ abbondante di fianchi, e anche con una discreta pancetta che non nasconde, anzi evidenzia vestendosi attillata, e strappando i risolini alle spalle di noi colleghi. Ha il capello lungo ricciolino biondo, alta sul metro e sessantacinque, e un visino un po’ paffutello, con un principio di doppio mento. Non ha nemmeno dei lineamenti brutti, ma insomma niente di che.
Insomma fino a una calda giornata di Luglio non avevo mai fatto troppa attenzione a Mara, lei stava nel suo brodo, svampita che non si capiva se ci era o ci faceva, e io passavo le pause pranzo a ridere e scherzare con le altre colleghe.
Poi un martedì mattina la incrociai nel corridoio mentre parlava al telefono. Sarà stata quell’aria da stronzetta strafottente, quel suo modo di fare che per salutare sembra che ti stia facendo un favore, sarà stato che non mi ero mai accorto che mentre camminava ancheggiava in quel modo, insomma dopo che la incrociai mi girai a guardarle il culo. Era fasciato dentro una gonnellina a balze, ridicola, con dei fiori rosa su fondo bianco, Ma quel culo che oscillava in quel modo…mmmm..insomma mi procurò un’erezione.
Nella pausa pranzo parlai con Riccardo un collega della mia età molto simpatico, fidanzatissimo, con cui cazzeggiavamo e parlavamo per lo più di sesso. Gli dissi se aveva notato se Mara ancheggiasse in modo particolare. Lui mi rispose che dopo mi avrebbe fatto sapere. Come un segno del destino, Lei entrò nella aula riunione che durante la pausa pranzo usavamo come sala pranzo. Dovette fare tutto il giro dell’aula, circumnavigando il grande tavolo per raggiungere un posto libero e sedersi. In quella camminata ebbe gli occhi miei e di Riccardo puntati addosso, a metà tragitto spostai il mio sguardo sul mio compare, che mi fece un sorriso complice. Sì, l’aveva notato anche lui quel suo ancheggiare particolare.
Passò qualche ora e in pausa sigaretta mi raggiunse “quella ha voglia di cazzo te lo dico” mi disse.
“ma se è fidanzata..”risposi
“ e che c’entra?..ma tu l’hai visto il ragazzo? E’ uno sfigato, mingherlino che se ciula più di una volta al mese probabilmente le schiatta a letto..no no, te lo dico io, quella ha voglia di cazzo…secondo me te la devi fare”
“si va beh poi..a parte che non mi piace fisicamente..e poi lo sai come si comporta…quella non caga nessuno” mi difesi
“Guarda che mi hai detto tu che ti è venuto duro..quindi tanto cagare non ti fa..poi ti capisco quella è una zozza e ha voglia di cazzo..e quindi te lo fa venire duro..io non fossi fidanzato me la scoperei…Poi se vuoi una mano te la do io”.
E fu così che la settimana successiva Riccardo mi chiamò da parte e mi disse che il suo piano era pronto.
“Oggi è mercoledì, Mara di solito si ferma in ufficio fino a tardi, va via per le sette e mezza, dalle sei negli uffici non c’àè più nessuno e quindi bisogna sfruttare la situazione. Tu rimani nel tuo ufficio fino a tardi, ma non farti vedere così che lei penserà di essere sola, tanto c’è solo il Pietro il custode al piano di sotto ma quello non si accorge mai di un cazzo.” A quel punto tirò fuori dalla tasca una boccettina, un medicinale.
“e questa è la tua chiave per la fighetta zozza di Mara..eheh” disse. Io lo guardai perplesso
“E’ un medicinale..anzi è un sonnifero. A questo ci penso io, metto qualche goccia nella tisana drenante che tiene sulla scrivania. Dopo una mezz’oretta vedrai che si abbioccherà. Vai tranquillo che andrà in bagno a sciacquarsi il viso, ma non servirà a niente questo farmaco è implacabile, Tu la tieni d’occhio e quando va in bagno..zac..ti infili dietro di lei..eheh..e poi ti infili dentro di lei..”
“Ma mi vuoi far arrestare?” mi opposi.
“ma vai tranquillo.. a parte che il bagno delle donne vicino al suo ufficio non si chiude quindi entri dicendo che quello degli uomini è guasto..e poi fidati che lei si addormenterà ma quando si sveglia si ricorderà a malapena di essersi alzata dal letto questa mattina..”
La cosa mi lasciava alquanto permesso. Va bene scoparmi le colleghe, però violentarle era un’altra cosa. “Senti riccardo grazie però non me la sento, magari rimandiamo..”
Lui rimase un po’ deluso “va beh come vuoi, alla fine io lo faccio per te..nel caso ci pensi e mi scrivi un messaggio ok?”
Devo dire che il piano, malefico per quanto fosse, mi aveva eccitato, ma passai la mattinata a dire che avevo fatto bene a rifiutare. Poi a pranzo, seduto insieme alle colleghe vidi entrare Mara con la solita aria insofferente, camminava come se lei appartenesse a un altro mondo, cosa cazzo aveva da menarsela in quel modo, già mi fece montare la rabbia. Poi una volta seduta, la Mia collega Elena, simpaticissima e molto in gamba le chiese poteva passarle l’olio per condire l’insalata. Ma ra non alzò nemmeno testa dal suo piatto, tantè che Elena dovette ripeterlo un paio di volte a voce sempre più alta, ma ara niente, faceva proprio finta di non sentire, allora per gentilezza nei confronti di Elena e perché mla situazione mi stava proprio innervosendo mi alzai e afferrai la bottiglia poggiata a dieci centimetri dal braccio di Mara con gesti palesi. “Ah ce l’avevi con me?” alzò finalmente lo sguardo lei “beh scusate..però dai invece di alzarti tu poteva benissimo alzarsi lei..no?”
– Ma guarda sta stronza –pensai. Elena invece la fulminò con una battuta delle sue che Mara non fece nemmeno cenno di recepire, continuando a mangiare. Vebeh mi incazzai proprio con questa stronza menosa.
Verso le tre del pomeriggio ero ancora nervoso e incazzato. Allora decisi che quella stronza una punizione se la meritava. Tirai fuori il cellulare e scrissi a Ricky “Ok facciamo oggi pomeriggio” e mi rituffai nel lavoro con molta più convizione di prima contento che avrei compiuto un atto di giustizia. Il pomeriggio passò velocemente Già alle sei meno un quarto già gli altri uffici erano svuotati, controllai senza farmi beccare che Mara fosse al suo posto, la vidi che maneggiava scartoffie, e vidi anche la tisana sulla sua scrivania. – bene bene – pensai, già ero eccitato allora mi misi alla scrivania andai su un sito porno e mi guardai giusto giusto quindici minuti di un film hard dal titolo, poco esplicito, “segretaria troia si fa inculare dal capoufficio”. Mi sparai una bella sega e quando ebbi finito dissi tra me e me – così duro di più e te lo faccio sentire bene il cazzo, Troia”
Cazzeggiai ancora un po’, quando a un certo punto , dai corridoi silenziosi sentii chiaramente i suoi tacchi rimbombare. Mi nascosi dietro lo stipite del mio ufficio e sbirciai, potevo vedere chiaramente la porta del bagno e vidi comparirei lei, ancheggiante e con quella testa stronza e riccioluta. Stava entrando in bagno. Era giunto il momento, feci un bel respiro, contai fino a trenta, mi gettai nel corridoio controllando che non ci fosse nessuno in giro, quindi mi diressi ad ampie falcate verso il bagno.
Spalancai la porta e lei era china sul lavandino. – Bravo Riccardo hai previsto proprio tutto nel minimo dettaglio – pensai
“uh” disse lei strabuzzando gli occhi – bene il sonnifero sta già facendo effetto – mi dissi, sbattei la porta e non le lasciai il tempo di dire altro, le fui subito addosso, con le mai cingendole le tette da dietro e facendoli sentire il mio corpo sulla schiena. “oh” disse lei mentre le strizzavo i capezzoli. “ ora ci divertiamo un po’” le sussurrai, cattivo, all’orecchio
“ma no..che ffai?..ooh” mi rispose in affanno. Si vedeva che erà gia mezza andata. Le feci sentire il cazzo tra le chiappe ma c’era ancora decisamente troppo tessuto. Le alzai la gonna a balzi, anche questa in una orrida tinta rosa, e le appoggiai tra le chiappe il mio pacco mentre con una mano mi infilai veloce a toccarle il pelo, le torturai il clitoride, e lei abbassò la testa, chinandola ancor di più verso il lavabo. – questa si sta addormentando – mi dissi – meglio andare veloce. Mi tirai fuori il pisello in tiro, e zac feci un colpo solo fino ai coglioni. Trovai la strada bella bagnata. Lei fece un gemito. Io mi attaccai alle tette che liberai dalla canottieriena che aveva e lei si aggrappò ai bordi del lavabo, cercando di contrapporsi alle mie pompate possenti. Spingevo come un dannato, rinfrancato dalla figa bagnata che mi lubrificava bene l’asta e dalla sega che mi ero fatto un quaranta minuti prima. Inizia a sculacciarla sulle chiappe, non piccole ma comunque ben disegnate, e poi erano bianche, candide e prenderle a schiaffi per vederle arrossare era eccitante.
A un certo punto sentii che lei spingeva il suo culo all’indietro, assecondando i miei colpi, sta troia voleva il cazzo, anche se era mezza addormentata. Accelerai il ritmo, aumentai la violenza dei colpi, sentii le pareti della sua figa stringermi il cazzo, lei mugolò, un suono lungo, soffocato, quasi una sirena alla distanza. La troia stava avendo un orgasmo. Tirai fuori il pisello e lo vidi con una patina di umori vaginali. Quanto era bagnata sta troia, Era li china in vanti, tremante dall’orgasmo, con la figa aperta e il culo esposto e arrossato. Vidi il buchino del culo sfidarmi – beh tanto scoparmela per scoparmela a ‘sto punto me la inculo anche- Sputai oscenamente sull’ano, e poi mentre lei ancora tremava puntai la cappella. Era strettino, ma il cazzo ben lubrificato si fece strada. Non ebbi troppe remore, pazienza se le facevo male, tanto non si sarebbe ricordata niente. Entrai fino a metà , accelerai i colpi e poi affondai fino in fondo. Lei sembrava svenuta accasciata sul lavabo. Ci diedi dentro di brutto. Tirai fuori il cazzo e vidi il culo richiudersi, e poi riaffondai, facendo così cinque sei volte, avevo la cappella paonazza, il cazzo durissimo, le vene erano tese, cazzo che inculata!
Passarono dieci minuti buoni, meno male che mi ero fatto la sega altrimenti sarei già venuto da un pezzo, invece mi stavo il culo della stronza. Mi sfilai e mi segai brevemente schizzandole sul culo arrossato dalle mie sberle. Quasi mi cedettero le ginocchia per lo sforzo e l’urlo abominevole che cercai di soffocare con cui venni. Cercai di ricompormi velocemente,le pulii con una salvietta la borra dalle chiappe per non lasciare tracce. Uscii e la lasciai là, mentre mugolava nel dormiveglia.
Il giorno dopo in pausa sigaretta Riccardo mi raggiunse “oh Scusa se non ho risposto al messaggio ieri, sono dovuto correre a casa dalla mia ragazza, ha avuto un piccolo malore” mi disse
Tranquillo Riky è andato tutto bene” gli dissi sorridendo
“se vuoi ci pensiamo settimana prossima preparati” mi disse lui . “ma no Riky basta, una volta mi è bastata..lei non si è accorta di niente” gli ribattei io. La sua faccia si fece seria, mi si avvicinò ancora di più e a voce molto più bassa mi disse “in che senso scusa?”
“Beh ieri è andato tutto bene..ho fatto tutto come hai detto tu..perfetto, grazie mille” gli dissi, poi ammiccai “me la sono pure inculata”.
“Ma che cazzo dici..?” si fece scuro in volto. A quel punto anche io inizia a preoccuparmi
“Guarda che il messaggio che mi hai mandato, l’ho visto solo ieri sera…te l’ho detto sono andato a casa verso le due perche la mia ragazza ha avuto un malore…altrimenti ti avrei risposto” mi disse, preoccupato, Riccardo.
“oh porca puttana..” feci io e inizia a sbiancare.
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Note finali:

Per commenti e critiche, sempre ben accette potete scrivermi a notteinbianco2015@libero.it

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