La ciliegia




Sono due mesi che non ti vedo e mi manchi tantissimo. Sono due mesi che nessuno mi tocca come si deve, che non ho un orgasmo. Sono al limite della sopportazione, in questi giorni tutto mi accende ill desiderio di te. Ogni cosa che viene a contatto con i miei genitali, anche i normalissimi slip, mi fa dissanguare dal desiderio di te.
E’ sera. Sono sola. Fa molto caldo, in questa estate in anticipo, in questo torrido giugno. Entra, dalla finestra, il profumo dei tigli, così intenso e dolce da essere vischioso, quasi solido. Afrodisiaco, vien voglia di mangiarlo.

Mi agito sul divano. Ho il sesso che morde, le ginocchia di burro.

Devo fare qualcosa!

Mi alzo e vado al frigorifero, prendo la bottiglia dell’acqua fresca e ne bevo, direttamente dal collo, una grande sorsata. Due gocce mi cadono sulla maglietta.
Ci sono le ciliegie. Le ho lavate stamattina.
Rosse, freschissime, invitanti e molto buone.

Le prendo e me le porto sul divano. Ne infilo in bocca una, poi un’altra. La TV ronza in sottofondo. Un filo di aria profumata mi accarezza il collo.
Sono buone, succose, rinfrescano.
Distrattamente giocherello con un frutto sulle mie labbra ed ecco accendersi – di nuovo! – i sensi.
Il tuo sesso sulle mie labbra, la mia lingua che lo lecca, la bocca che gli fa spazio. La ciliegia corre sulle labbra, la lingua la lecca, vogliosa.
Dentro e fuori dalla bocca, la lecco, la strofino sulla bocca, la spingo nelle guance, la estraggo.
Fingo sia tu.

D’un tratto, mi alzo e mi spoglio completamente.

Mi stendo sul divano, abbasso le luci, chiudo gli occhi e gioco con la mia ciliegia. Dentro e fuori dalla bocca, sulle labbra, la lingua la lappa, la saliva cola.

Ne prendo un’altra, più fredda e la faccio rotolare verso il basso, sui capezzoli, l’uno e l’altro. Si tendono, si induriscono, si alzano. Ansimo appena. Passo minuti lunghissimi con la ciliegia sul seno. La schiaccio sulle punte rosee, la sfrego, la schiaccio di nuovo, la sfrego. A destra, a sinistra, a destra, a sinistra.
E intanto l’altra mano scende.
Apro le gambe. Mi sistemo meglio sul divano.
Porto le ciliegia alle labbra e la mangio.

Ne prendo un’altra e la faccio ancora scorrere sulla bocca, sul seno, sui capezzoli, nell’ombelico.

La mangio.

Una mano mi stringe il seno destro, l’altra carezza il fondo della pancia, l’interno delle cosce.
Sono tanto umida che sono bagnate anche le gambe, in alto.
Mi infilo la punta del dito nel sesso e ne emerge bagnatissima. Passo il dito sulla vulva. Apro e chiudo con i due indici le mie labbra. Schiaccio, palpo, premo, frugo le piegoline.
Mi porto un dito alla bocca e lo lecco. Torno già e titillo la clitoride.
Sussulto.

Un’idea!
Prendo una ciliegia col picciolo e mi carezzo il sesso con quella. Lungo l’apertura, in tondo sui bordi del suo accesso umido.
La lecco. La rimetto là.
La lecco e la rimetto là. Aventi e indietro, disegno i miei contorni con la ciliegina.
Mi apro le labbra. Le richiudo e con l’altra mano e il piccolo frutto, torno ai capezzoli.

Infilo un dito nella mia piccola pozza umida e calda. Ne infilo due. Li giro piano piano. Sospiro.
La ciliegia cade.
Mi pizzico piano un capezzolo.

Prendo un altro frutto e lo riporto in basso. Colo liquido e umori vischiosi.
La ciliegia entra in un attimo.

La giro e la rigiro. La estraggo e poi…

la porto alla bocca e la mangio.

Ho mangiato il mio piacere e tremo violentemente, mentre con due dita mi carezzo, stavolta in modo più rapido e premendo, la clitoride.

E, mentre vengo, lascio sporgere la mano sinistra dal divano. Le dita affondano nella ciotola delle ciliegie. Le stringo convulsa tra le dita.
Succo dolce e rosso sulla mano.
Succo tiepido e molle tra le cosce.

Avevo la web cam accesa.
Il video lo mando a te.

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