La cartolaia




Per chi come me distribuisce all’ ingrosso materiale di consumo nelle cartolerie luglio è il mese delle tanto famigerate “scolastiche”, queste non sono altro che forniture speciali, copiose, che servono a riempire i magazzini dei negozi per essere pronti a settembre quando le richieste dei clienti saranno più sostanziose con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Mi trovavo a Torino in una cartoleria in Corso Giulio Cesare intento a scaricare un bancale intero di quaderni, penne e vari ammennicoli.
Essendo il periodo tranquillo per la tipologia del negozio in cartoleria c’eravamo solo io e la signora Marisa che gestisce il negozio con il marito.
Io cercavo di finire le operazioni di scarico il più velocemente possibile mentre Marisa sistemava un pó la contabilità dell’esercizio.
Stavo mentalmente bestemmiando tra me e me poiché i boxer si erano spostati facendo uscire i testicoli fuori dalla lycra.
La cosa mi procurava non poco fastidio ma non mi sembrava educato ravanarmi per aggiustare il tutto davanti alla signora.
Continuai a tirare giù i pacchi ma ad un certo punto non ce la facevo proprio più e vedendo Marisa girata di spalle infilai una mano nei pantaloni, misi al proprio posto i miei testicoli e ripresi a lavorare.
Dopo qualche minuto però mi ritrovai nella stessa situazione con lo stesso fastidio. Maledicendo la marca di abbigliamento intimo che indossavo attesi che Marisa fosse distratta per rimettermi in ordine.
Dopo una buona mezz’ora e tre ravanate finii di portare tutto il materiale dal furgone al negozio appena in tempo visto che l’orario di chiusura era prossimo. Presi le bolle di trasporto e mi avvicinai a Marisa per farmele firmare
“Chiudi la porta per favore che con tutto sto materiale è un attimo che mi entrano dentro!” mi disse la signora
Feci come mi era stato detto e andai al banco da Marisa.
Avevo tutta una serie di fogli da farle firmare, divisi le mie copie dalle sue e le misi in ordine tutte le bolle da timbrare.
Lei si chinò sul banco concentrata sui documenti offrendomi la visione del suo piccolo seno che potevo vedere benissimo dalla scollatura generosa della sua maglia. Marisa non è bellissima, è una donna normalissima, mora, capello corto, occhiali tondi, bocca carnosa ed un naso leggermente pronunciato… fisicamente era piatta in tutti i sensi… poco seno… poco sedere… magra… insomma non era una donna che faceva girare gli uomini per strada ma non era neppure una brutta donna.
Continuavo comunque a buttare l occhio nella sua maglietta quando lei improvvisamente alzó lo sguardo per chiedermi una cosa. Ero sicuro che mi avesse beccato mentre la spiavo ma vedendo che non fece una piega e non fece nulla per ricomporsi pensai di averla sfangata. Lei riprese a compilare i documenti ed io ripresi a guardarla.
“Hai finito di guardare dentro la mia camicetta?” mi chiese tenendo gli occhi fissi sulle bolle e continuando a scrivere
“Mi perdoni signora, mi è caduto l’occhio!” ammisi sorridendo
“Ma dai è una seconda scarsa… non c’è nulla da guardare” mi disse rispondendo al mio sorriso
“Mah… per come la vedo io un capezzolo è sempre un capezzolo!” scherzai
Mi guardó e scoppio in una risatina.
“Se ci fosse qui mio marito non avresti mai detto questa cosa” disse a mó di sfida
“Ha ragione, mi scusi non volevo mancarle di rispetto, volevo solo essere simpatico per stemperare la tensione” dissi
“Ma io non sono tesa… a differenza tua” mi disse
La guardai enigmatico non avendo capito a cosa si riferisse
“Ti ho visto prima mentre ti mettevi le mani nei pantaloni… onestamente non pensavo di fare questo effetto ad un ragazzo della tua età” esclamò convinta
“Signora guardì, mi spiace se le ho dato modo di pensare tutto ciò, ma le giuro che stavo semplicemente mettendo a posto il mio… il mio “amico” perché continua ad uscirmi dai boxer e mi da fastidio” spiegai
“Ahhhh… adesso allora si usa sta scusa?” sorrise provocandomi
Io la guardai un pó imbarazzato mentre vidi che abbassava lo sguardo sul mio pacco che era nuovamente uscito dalla sua sede naturale
“Quindi quel gonfiore non è dovuto alla tua eccitazione… peccato!” mi disse e facendo ciò schioccó la lingua e mi fece l’occhiolino
“Ma guarda sta troia!” pensai tra me e me così presi a giocare al suo stesso gioco
“Signora se non si fida non mi rimane altro che mostrarle che non mento” le dissi
“Beh a sto punto sono curiosa!”
Fu così che improvvisamente mi ritrovai a slacciarmi la cintura e ad abbassare i bermuda rimanendo in boxer davanti a lei con i testicoli che uscivano dal lato destro.
Mi osservó compiaciuta e mi disse “Fermo li!”
Marisa fece il giro del bancone, spense le luci del negozio, chiuse la porta a chiave e venne da me
“Avevi ragione… era solo colpa dei boxer!” e così dicendo mi guardó fisso negli occhi mentre tirando l’elastico dei miei boxer infiló dentro la mano raccogliendo i miei testicoli e rimettendoli a posto, li soppesò stringendoli appena poi prese la mia asta che iniziava ad indurirsi la mise dritta adesa al mio pube e richiuse i miei boxer lasciandomi con l’armamentario finalmente a posto.
Continuo ad accarezzare lievemente la mia verga da sopra il tessuto mentre sempre guardandomi in maniera sfacciata mi chiese “E perché ora che è bello al suo posto continua a gonfiarsi?”
“Signora… che vuole che le dica… di questo passo non solo si gonfierà ma rischiamo anche di macchiarlo questo boxer”
“Noooo… sarebbe uno spreco vedere della sborra buttata dentro un paio di boxer non credi?”
Sta zoccola continuava a provocarmi e a farmi una sega da sopra i boxer…. chi se lo sarebbe mai aspettato
“Marisa se ha qualche idea me ne parli” dissi facendole l’occhiolino
“Credo che sto già parlando abbastanza…” disse e dicendo ciò mi abbasso i boxer facendo uscire come una molla il mio cazzo ormai duro, lo scappelló un paio di volte e poi si inginocchiò
Inizió ad annusarlo… sapevo che dopo aver scaricato tutto quel materiale non doveva avere proprio un profumo di felce azzurra ma vidi che Marisa continuava a passare il suo naso aquilino tutto intorno… inebriandosi dell’ odore della mia nerchia sudata… alzó lo sguardo, mi guardó e mentre mi menava il cazzo schioccó ancora la lingua… la tiro fuori e cominció a leccarmi sotto i coglioni proprio nel punto dove ero più sudato… mentre la sua mano scorreva sapientemente lungo il mio cazzo sentivo la sua lingua turgida viaggiare nello spazio che va dai coglioni all ano… quando finì quello che sembrava un vero e proprio bidet salì leggermente e prese a succhiarmi il testicolo mentre continuava a segarmi facendo roteare leggermente la mano ogni volta che mi tirava giù lo scroto… dopo aver accuratamente lavato le mie palle comincio a passare la lingua sul mio uccello gonfio… la sua lingua viaggiava lungo tutta la mia asta… sembrava un cammello assetato che lecca una statua di ghiaccio… più andava avanti e più mugolava e più mugolava più aumentava la velocità
Io nel frattanto ero arrivato ad un livello di eccitazione che rasentava il limite.
“Continui… manca poco!” le dissi
Lei fece un verso strano e in una frazione di secondo si infilò tutto il mio cazzo nella bocca, mise le sue mani sulle mie chiappe ed inizió a pompare forte
Si staccò solo un attimo mi guardó e mi disse “Riempimi la bocca!”
Era così sfacciata che quasi mi inibiva ma oramai il processo atto ad eiaculare era ad un punto di non ritorno, pochi secondi e mi sarei scaricato nella sua cavità
Le presi la testa tra le mani ed iniziai a spingere forte il mio cazzo dentro di lei… oramai non era più lei che mi stava facendo un pompino ma ero io che mi stavo scolando la sua bocca
La gamba destra prese a tremare mentre vedevo Marisa sotto di me che iniziava a sudare e a diventare rossa… alzai lo sguardo e facendo un verso da troglodita sborrai nella sua bocca…. immaginai i fiotti caldi del mio seme spargersi nella sua trachea… la guardai deglutire con ancora la bocca piena del mio sesso… premetti la sua testa forte contro il mio pube per penetrarla fino in fondo e la tenni ferma lì per qualche secondo… quando compresi di aver eiaculato tutto il mio seme dentro di lei mollai la presa e le permisi di staccarsi… Marisa alzó lo sguardo e si passò un dito sulla guancia per raccogliere un rivolo di sborra che era uscito dal suo orifizio poi si passò quel dito in bocca e lo succhió voluttuosamente… Si alzò e mi sussurrò all orecchio “Te l avevo detto che era un peccato sprecarlo!”

ladistrazione@live.it
KIK: veleno13

Questo racconto è stato letto 234 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!