Joey, la mutazione by Key Seven [Vietato ai minori]




Joey, la mutazione di Key Seven New!

Quando mi svegliai sentii, come al solito, il cazzo che mi tirava.
Era un’abitudine che avevo preso da un po’ di tempo…. la sega del mattino.
Certo sarebbe stato meglio farsi una bella scopata ma dormendo solo nella mia cameretta che potevo fare…?
Così, mentre già immaginavo qualche bella donna nuda tipo la nostra vicina di casa con le sue poppe da paura, le mie mani corsero veloci sotto alla lenzuola ad afferrare il mio arnese.
Sorpresa!
Ma cosa avevo tra le gambe?
Seppur usando entrambe le mani non riuscivo a tenerlo tutto…
Ma era possibile? La pubertà mi era passata già da un po possibile che mi crescesse ancora? Così tanto? In una sola notte?
Doveva essere successo qualcosa qualcosa che non ricordavo affatto.
In effetti era stata una serata anomala. Mia madre Tiziana dopo cena aveva insistito per farmi bere una tisana. “Bevila che ti calma i nervi”.
“Ma io mamma mica sono nervoso”.
“Un po’ si…. pensi che non le vedo le tue lenzuola al mattino” e mi aveva fatto un malizioso occhiolino.
Io ero diventato rosso come un pomodoro e non avevo detto altro.
Bhe era ovvio che mi masturbassi come del resto lo fanno tutti i ragazzi alla mia età. Diciamo che sono quelle cose che si sanno ma che non si dicono.
Che mia madre me lo sbattesse in faccia così mi imbarazzava non poco.
Comunque per farla breve bevvi la tisana pur di cambiare discorso o meglio archiviarlo del tutto.
Dopo era tutto un po’ vago. La tisana mi aveva stordito. Ero andato a letto ma non ricordavo ne il come ne il quando… Nemmeno di aver messo o no il pigiama che in effetti non indossavo e stava ancora piegato sul comodino.
Possibile anche che non mi fossi spogliato da solo e questo avrebbe spiegato perchè non l’avevo messo.
Tutte domande che si facevano opprimenti nella mia mente e che per un attimo mi distrassero dall’attivare pratiche più basse sul mio arnese.
Ammettiamolo, era così grosso che mi faceva quasi paura pensare a cosa sarebbe diventato in piena erezione.
Purtroppo i miei bassi istinti non volevano placarsi… Ero gia preso a immaginarmi la signora Celeste, la nostra giunonica vicina di casa con le tettone da competizione.
Non potevo fare a meno di pensare a due giorni prima quando l’avevo incontrata in strada che faceva (o tentava di fare) jogging. Una canotta nera, un paio di pantaloni da ciclista grigio scuri che sottolineavano al massimo il suo bel culo.
Le poppe (SENZA REGGISENO!) pulsavano mentre lei cercava di correre, il tettame ballonzolava da ogni parte e io ero lì a due metri… Che voglia di prenderle in mano, di afferrarle quella latteria, di palparla, mungerla, succhiarla….
Inconsciamente mi stavo segando….
Entrambe le mani sull’attrezzo fuori scala a darmi un perverso piacere.
Stavo godendo…. Non so se perchè era più grosso o solo per il sovra eccitamneto ma stavo godendo come un pazzo….
“Ummmmmmm” contrassi la bocca per non urlare. Una schizzata da paura partì verso l’alto! E meno male che avevo il lenzuolo sennò poteva anche finire sul soffitto….
Ero in un lago della mia stessa sborra.
Il mio cazzo, che ora si stava ammorbidendo piano piano, era ancora enorme. Una specie di serpente boa umido e scivoloso.
Mi alzai.
Raccolsi le lenzuola, le appallottolai pronto a gettarle direttamnete in lavatrice. Se mamma aveva fatto caso agli schizzetti dei giorni precedenti chissà che avrebbe detto di questo “allagamento”.
Mi sciacquai in bagno meglio che potevo.
Indossai una tuta (i Jeans mi parevano troppo aderenti), i boxer neanche a parlarne troppo stretti) e uscii prima di dover parlare con qualcuno.
Avevo bisogno di aiuto. Di un aiuto medico!
Quella cosa che avevo fra le gambe non era normale…
Forse ero malato?
Malato grave?
Lo confesso, era la prima volta che avevo paura del mio uccello.

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