Joey by Key Seven [Vietato ai minori]




Alzai lo sguardo e vidi mia cugina Sara che mi fissava.
Il suo sguardo aveva un che di strano, un misto fra stupore e rabbia.
In effetti ne aveva tutte le ragioni…..

Preso dai sensi e schiavo del sesso non riuscivo a smettere nonostante lei mi fissasse. Il mio cazzo duro come marmo entrava e usciva dalla vulva della porcona che ragliava a tutta forza. Le sue grandi poppe a pera ciondolavano avanti e indietro mentre a pecorina si dimenava per farsi penetrare fino in fondo dal mio attrezzo.
La porca non era mai sazia. Un, orgasmo, due, tre e ancora implorava “Ho si Joey pompa… Pompa che godo… Si, si si”.
Io tutto contento me la stavo sbattendo da un’ora o forse piu e nonostante le avessi già abbondantemente annaffiato le poppe e il culo lei aveva continuato a farsi sbattere pretendendo la terza sborrata… magari in figa.
“Dai troia, dai che ti sborro in fica e ti ingravido… Dai porcona” le sussurravo tutto felice mentre aprendola in due col mio cazzo le palpavo da dietro le grandi poppe. Come un cane la montavo a pecora a tutto spiano e lei non diceva mai di no.
Monica era la vera porca per eccellenza, sempre in minigonna, un po larga di fianchi e generosamente abbondante sul petto era una che pareva aver scritto troia in faccia.
Incurante che fosse mia zia, mi ero sparato una marea di seghe da ragazzo immaginandomela nuda.
E poi era successo.
Come per caso ero uscito dalla doccia quando, in teoria, in casa non avrebbe dovuto esserci nessuna.
E invece lei era li. Io con l’accappatoio aperto e col cazzo durissimo come sempre mi succede quando l’acqua della doccia gli scorre sopra calda stimolando i miei sensi (non per nulla la doccia è uno dei posti dove mi segavo di più da ragazzo).
Mi fissa. L’accappatoio blu è tutto aperto e il cazzo svetta come un palo “Cavoli Joey ma cosa hai: tre gambe?”.
In effetti è un po più grosso della media….
A sentirsi tanto lusingato anche il mio attrezzo si sveglia e inizia a pulsare. Ondeggia un po’, la cappella sbuca tutta fuori e pulsa.
Mi decido ad osare. Faccio un passo avanti verso mia zia Monica che naturalmente è in calze di nylon e tacchi con una mini che nasconde poco o niente.
“Ti piace?”.
Lei sussulta da dietro le lenti degli occhiali “E’ il cazzo più grosso che abbia mai visto”.
“E ne hai visti molti vero zia”.
“Che fai mi dai della puttana”.
“Dai zia non prenderla a male, lo sappiamo che da quando hai divorziato ti diverti in giro… Mica c’è nulla di male anzi…”.
“Anzi cosa?” mormora lei inarcando le sopracciglia.
“Anzi mi divertirei pure io potendo”.
“A il poco!”.
“A la porca che continua a fissarlo -ribatto secco- dai zia non fare la santa lo vedo come me lo guardi”.
“Ma ti rendi conto che sono la sorella di tua madre?”.
“E tu ti rendi conto che mi sarò fatto almeno cento seghe pensando al tuo seno e alle tue cosce”.
“Ma dai…” sorride.
“Ma si” annuisco mentre faccio un altro passo verso di lei. Ora la mia cappella è quasi poggiata alla sua gamba.
“Ti desidero Monica.. Tanto” e senza darle tempo di aspettare la bacio in bocca. Le nostre lingue si toccano. Lei non fa alcuna resistenza. Mi bacia con pasione, sospira e gli animi si scaldano. Il mio cazzo le poggia sulla coscia e il contatto col nylon delle sue calze mi stimola ancor di più.
Le infilo una mano sotto la gonna senza smettere di baciarla e (sorpresa) sento la vulva che pulsa sotto al collant.
Porca vacca ma non ha gli slip! La troia!!!
La cosa mi ingrifa come un montone. Lei non ha problemi a farmi felice sembra in calore…
Cala la gonna e mi mostra tutto. Un bellissimo culo, una gran fica tutto contenuto da un collant velatissimo che sta per togliersi. “No ti prego tienilo. Ti prego”.
“A che porco” commenta ma io sono già chinato fra le sue gambe a leccarle la vulva che inizia a bagnarsi come non mai.
Monica geme e sospira “o si… o madonna… che lingua…. ma non è la prima che lecchi vero porcone?”.
In effetti no ma questa è un altra storia.
Il nylon umido si strappa sotto alla mia bocca e il buco si allarga quanto basta liberando le labbra della sua bella fichetta.
“Basta lingua basta voglio il cazzo” esclama la zia e si china sul tavolo del salotoo prona e col culo teso.
Il cazzo le scivola dentro lubrificato dal suo seme. “Oi! Ma che roba hai” esclama
“E pensa che è solo mezzo” dico io continuando ad infilarlo fin che non sento i coglioni contro la sua vulva.
“Cazzo sembra di aver dentro un palo” esclama col fiato mozzo.
“Fa male?”.
“Ma scherzi è un paradiso”-
“Bene. Allora è ora di far partire la giostra” e iniziando a pompare su e giù la fotto a tutto spiano con tutte le forze che ho.
Zia Monica ulula tutto ilo suo piacere “o si… fottimi… si sono la tua vacca… si si spaccami… si ecco di nuovo si vengo…. si ancoraaaaa”.
“Ma quante volte vieni porca?”.
“Non so ho perso il conto” ansima lei.
“Ora tocca a me… Dai che sborro zietta”.
“No no. Non dentro… No dai che mi riempi”.
La assecondo (per questa volta) lo tiro fuori e le sborro sul culo pulendomi poi il cazzo sul suo collant.
“Non eri vergine vero?” domanda la zia mentre si spoglia per andarsi a lavare.
“No no. Non lo sono da un pò”.
“A ecco… Infatti avevo capito subito che ci sai fare… Magari quando possiamo ce ne facciamo un’altra che ne dici?”.
“Zia e chi ti molla più” dico mentre, approfittando che è tutta nuda, le accarezzo per la prima volta le grandi tette.
“Scommetto che vorresti infilarlo li in mezzo vero?”.
“Scommessa vinta… Dai zia andiamo in camera mia”.
“Ma no dai che tra venti minuti torna Sara. Dai domani Joey. Quando siamo soli. Tra le dieci e mezzogiorno quando siamo solo noi… Che ne dici”.
“Dico che ti aspetto ogni giorno alle dieci col cazzo duro” e la bacio di nuovo.
“Bravo…. Dai fammi andare a lavare ora che sennò Sara ci becca davvero” prende il collant che si è tolto dal pavimento. Tutto strappato e pieno di sperma “Certo che se me li riduci cosi bisogna che me ne faccia scorta”.
“Bhe tanto risparmi sulle mutande che non metti no?”.
“Porco” ride lei.
“Troia” rispondo io e vado in camera mia a vestirmi.

Da allora quasi ogni mattina dal lunedì al venerdì mi faccio mia zia Monica. Lei 43 io 23 anni ma non importa. Siamo due porci.
Piano piano che ha preso confidenza mi ha concesso davvero tutto, anche il culo.
Le nostre due ore di sesso sfrenato prima del pranzo.
Il gioco poteva continuare per anni se non fosse che oggi mia cugina Sara, 19 anni, è rientrata prima non si sa bene perchè.
Ed ora eccola li a fissarmi mentre stantuffo il cazzo dentro e fuori alla fica di sua madre.
La cosa divertente è che nonostante l’evidente imbarazzo io non riesco a fermarmi e Monica, che non può vedere la figlia sulla soglia, continua a dimenarsi sussurrando oscenità tipo “si dai aprimi in due porcone….”.
Sara guarda tutto, sgrana gli occhi come se fosse ai confini della realtà ma non se ne va……..

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