Jezabel – capitolo 11 – La nascita di una sissy by Serena [Vietato ai minori]




Jezabel – capitolo 11 – La nascita di una sissy di Serena New!
Il club doveva rimanere chiuso tre giorni per lavori, lasciandomi di fatto disoccupata, ma con tanti pensieri in giro per la testa.
Uno riguardava Larissa e Tommaso, che ormai consideravo miei schiavetti personali, anche se l’incontravo solo al club, e spesso era solo per un veloce saluto, ma che in ogni caso avevano dimostrato d’essere un coppia non solo di sottomessi, ma anche molto perversa. Di lei mi aveva soprattutto colpito il fatto d’amare il sesso anale quanto me, anzi in qualche occasione era arrivata a penetrazioni tanto estreme da rasentare l’incredibile.
Decisi così d’invitarli a casa facendo si che ci fosse anche mio marito, che aveva sempre dimostrato d’apprezzare il fondoschiena di Larissa.
I due si presentarono in anticipo, ma quel che subito saltò agli occhi era l’abbigliamento della donna, o sarebbe meglio il suo non vestito. Infatti sotto uno spolverino indossato solo per non dare scandalo in strada, c’era solo un miniabito molto scollato, e che ben faceva vedere la mancanza di qualsiasi indumento intimo.
“Ti piaccio vestita così ?” mi chiese sfiorandosi le labbra con un dito, rendendosi ancor più arrapante.
“Si ma aspetta un attimo, prima devo sistemare una questione.” le risposi un po’ stizzita.
Presi Tommaso e lo chiusi nel ripostiglio, da dove poteva guardare dallo toppa della serratura ciò che succedeva in salotto.
“Ora facci vedere cosa sai fare.” dissi a Larissa dopo aver messo della musica d’atmosfera.
Lei iniziò a ballare in modo sensuale, e ben presto la minigonna salì tanto da lasciar del tutto scoperta la passera, mentre le tette si muovevano libere già da tempo.
Francesco ed io la guardavamo seduti sul divano, quasi increduli di tanta spudoratezza.
Larissa invece sembrava a suo agio, anche quando iniziò a toccarsi in mezzo alle gambe, poggiando il sedere sulla schienale del divano. Il suo abito era ormai ridotto ad una fascia che le copriva la pancia, lasciando così nude le chiappe che avevamo entrambi a portata di mano.
E le nostre mani non rimasero ferme a lungo.
Quasi insieme afferrammo una chiappa di Larissa per stringerla, finendo poi per toccarci le dita in mezzo al suo bel culo.
“Vieni a sederti fra noi.” le disse Francesco ormai eccitatissimo.
Lei fece cadere a terra l’ormai inutile abito per poi inginocchiarsi fra le gambe di mio marito e, dopo avergli tirato fuori l’uccello, iniziare a succhiarglielo da gran puttana.
“A questa un cazzo non basta.” dissi prendendo un grosso strap-on che avevo messo sotto un cuscino.
La mia mazza, se pur falsa, era di gran lunga più grande di quella di mio marito, ma Larissa non ebbe alcun problema quando gliela infilai fra le labbra, per scoparla in bocca tenendole ferma la testa.
“Scommetto che non vedi l’ora che ti fotta fica e culo.”
“Tu scopi da Dio, e poi con questo gran cazzo…”
Francesco si sentì toccato nell’orgoglio, così iniziò quasi una ‘guerra’ per contendersi la bocca di Larissa, che ormai sbavava in modo incontrollato.
La scena che si presentava agli occhi di Tommaso era quasi comica, la testa della moglie veniva infatti sballottata da Francesco e me, passando dal prendere in bocca un cazzo vero di dimensioni normali, ad uno di gomma di quasi trenta centimetri di lunghezza.
“Dai inculala per primo tu.” dissi a mio marito “Ma lasciami libera la sua fica.”
Francesco fu ben felice di sedersi sul divano, e lasciare che Larissa si sodomizzasse da sola, la quale s’impalò senza dire nulla.
“Cazzo ma questa è un lago !” esclamai dopo aver portato una mano sulla sua passera e successivamente alla mia bocca “Il sapore è anche buono, un po’ di troia, ma non è niente male.”
Vedere tutti quegli umori sgorgare senza fine, mi fece perdere per un attimo il controllo della situazione, così m’inginocchiai fra le sue gambe per assaporare dalla fonte quella bontà.
Larissa gemeva in preda ad un piacere per lei forse sconosciuto, abituata com’era ad essere usata come una bambola senz’anima, un semplice oggetto sessuale controllato da altri.
Mi persi fra le sue gambe sino a quando non diedi la giusta importanza a ciò che stava succedendo.
Mio marito stava inculando Larissa, alla quale io leccavo la fica, e ciò era almeno in parte ‘innaturale’. Così quasi all’improvviso mi ricordai del fallo che avevo legato fra le gambe, e decisi che era giunto il momento d’usarlo.
Nonostante la mia posizione non fosse fra le più comode, non abbi difficoltà ad infilarle il cazzo di gomma dentro la passera, per poi dare i primi affondi.
“Alla fine sei solo una puttana da scopare.” le dissi fissandola negli occhi.
“E a te piace farlo.”
“Si e ora voglio il tuo culo.”
Con un minimo di riluttanza, Francesco fece alzare Larissa che ben sapeva cosa volevo farle, così si mise carponi e ai allargò le natiche con le mani.
“Dai mettimelo dietro e fammi godere.”
“Francesco tappatale la bocca col cazzo, non voglio sentire un gemito quando le spacco il culo.”
Mio marito obbedì ben felice di mettere il pene in bocca, e non appena lo vidi godere, feci entrare la punta del fallo nell’ano di Larissa.
“Eccoti il tuo cazzo troia.” urlai dopo averle afferrato con forza i fianchi e spinto dentro più di metà dello strap-on nel suo retto.
“Dillo che dopo vuoi rompere il culo anche a quel frocio del marito.” mi disse Francesco tenendole la testa quasi schiacciata contro il suo ventre.
“Perchè tu no ? Però adesso vieni qui e scopami perchè anch’io ho voglia di cazzo.”
Per l’uomo di casa non fu semplice scoparmi, con quella strisciolina di pelle che quasi copriva la mia passera, passando attraverso il solco delle chiappe. Usando però del lubrificante , il suo pene riuscì a scivolare sotto le cinture dello strap-on, ed entrare dritto nella mia fica.
Avendo preso del Viagra, com’era oramai sua abitudine prima di un rapporto che non fosse una sveltina, Francesco non ebbe i suoi soliti problemi di eiaculazione precoce, anzi oltre ad aumentare la durata del rapporto, cresceva anche se di poco la dimensione del suo cazzo.
Con mio marito che mi scopava da dietro, e la visione di Larissa che stavo inculando, il mio piacere era al massimo livello, e il primo orgasmo della giornata non fu che la logica conseguenza del godimento che stavo provando. Per degli istanti che mi parvero lunghissimi, mi bloccai quasi schiacciandomi contro Larissa, per poi tornare lentamente in me.
“Che ne dici d’incularci insieme la troia ?” dissi a mio marito dopo avergli dato un lungo bacio in bocca.
“Che non aspetto altro.” mi rispose sfilandosi dietro di me.
Non mi restò che sedermi sul divano e far si che Larissa si sodomizzasse da sola, impalandosi sul fallo.
“Ora ti spacco il culo.”
Francesco non finì quasi di dire quella frase, che già aveva messo dentro il culo della donna mezzo pene, facendola urlare dal gran dolore.
“No pietà così mi fa troppo male.” cercò di protestare Larissa.
“Stai zitta puttana ! O vuoi che ti riempa il culo con quattro o cinque cazzi di gomma ?” le risposi strizzandole un seno con forza.
“Siete due maiali “ disse allora la nostra schiava sessuale “Ma da voi due mi farei fare di tutto.”
Era ormai evidente come quella donna fosse in nostro possesso, del tutto incapace a ribellarsi a qualunque richiesta, e allo stesso tempo vogliosa di sperimentare nuove forme di sottomissione.
Francesco da parte sua la considerava il ‘suo culo personale’, e sodomizzarla nelle maniere più violente quasi una missione.
Poco prima che Larissa avesse il suo orgasmo la bloccai, impedendole di venire, tirando fuori un lato sadico che quasi non sapevo d’avere.
“Sdraiati e leccami la fica.” le ordinai mentre mi toglievo lo strap-on “Una troia come te non ha il diritto di godere sino in fondo.”
Dopo essermi messa carponi sopra di lei dissi a Francesco di scoparmi ancora.
“Amore fammi godere. Se vuoi mettimelo anche dietro, ma non come hai fatto con la troia, io voglio provare piacere e non dolore come piace a questa puttana.”
Mio marito iniziò a scoparmi fica e culo, ma senza alcuna fretta, facendo si che entrambi godessimo il più possibile, mentre Larissa ci leccava le intimità. Dopo tutto quel sesso così violento, ci concedemmo un momento tutto per noi, dimenticandoci quasi dei nostri ospiti, o per meglio dire sottomessi.
Solo quando fui prossima al nuovo orgasmo, spinta forse da un momento di pietà, infilai quattro dita nella fica di Larissa, facendo venire anche lei, mentre Francesco le schizzava in faccia il suo piacere.
“Se non fosse per il pavimento ti piscerei in faccia.” disse Francesco a Larissa strusciandole il pene sul viso.
“Per quello c’è tempo.” risposi io “Ma c’è soprattutto il marito frocio della puttana. Anzi direi che è giunto il momento di divertirci anche con lui, non è vero Tommaso ?”

Lo trovai seminudo con le mani sporche del suo stesso sperma che cercava di ripulirsi alla meno peggio.
“Ma guarda un po’ il segaiolo !” esclamai prendendolo per un orecchio “Ora ti faccio perdere il vizio si farti le seghe mentre tua moglie fa la troia ! Vai subito ad appoggiarti al tavolo che inizio a farti diventare la mia puttana.”
Presi un tagliacapelli elettrico e cura gli depilai la zona intorno al pube, poi passai al sedere facendomi aiutare da Larissa che gli tenne ben aperte le chiappe. Gli feci quindi indossare delle calze che arrivavano a metà coscia, un bel perizoma di pizzo ed infine un reggiseno imbottito.
“Ora diamo il tocco di classe, altrimenti sei solo una troia col cazzo.” dissi dandogli uno schiaffo sul sedere “Inizia a chiuderti il cazzo qui dentro.”
Tommaso non ebbe alcuna difficoltà ad indossare la cintura di castità, del resto era abituato a portare quella costrizione, simbolo massimo della sua impotenza.
Conclusi la ‘vestizione’ mettendogli due morsetti ai capezzoli agganciati ad una catenella, una minigonna di pizzo che non copriva assolutamente nulla, quindi gli ammanettai le mani dietro la schiena, prima di mettergli il consueto rossetto rosso.
“Adesso sei proprio una bella servetta !” dissi prendendo un frustino da equitazione “Ora vediamo quanto sei anche troia.”
Iniziai a colpirlo senza troppa forza sui testicoli e sulle natiche, mentre gli giravo intorno, insultandolo per il suo essere così sottomesso.
“Lo so che non vedi l’ora di prenderlo nel culo, brutto frocio che non sei altro. Ma il cazzo te lo devi meritare, come ha fatto poco fa quella troia di tua moglie. Ora faccia a terra e leccami i piedi.”
Tommaso ubbidì mettendosi carponi, così ebbi modo di frustarlo con maggior precisione, colpendo sempre l’incavo delle chiappe, ma senza mai troppa forza.
“Tu troia cosa fai li ferma.” dissi rivolgendomi a Larissa “Non vedi che un mio piedino non riceve nessuna attenzione ? Quindi prendi esempio dal frocio e leccamelo.”
La donna s’inginocchio a fianco del marito ed iniziò a leccarmi il piede, facendomi sentire la lingua che s’insinuava fra le dita.
“Ti piace dominare queste nullità.” mi sussurrò Francesco all’orecchio mentre da dietro mi palpava delicatamente il seno “Scommetto che non vedi l’ora di rompergli il culo.”
“Hai ragione, ma prima devono dimostrarmi quanto sono disposti ad umiliarsi prima di godere. Per esempio il frocio quanto cazzo può prendere senza nessun aiuto ? Secondo me almeno trenta centimetri, però devo esserne sicura.”
“Quindi ?”
Lasciai mio marito senza risposta, almeno per il momento, perchè andai a prendere un grosso fallo munito di ventosa, che sistemai sul pavimento, per poi ungere leggermente sulla punta.
“Allora troia d’una serva, c’è bisogno che ti spieghi cosa devi fare ?”
“No no Anita, ora..” cercò di dire Tommaso prima che lo colpissi con un schiaffo in pieno volto.
“Anita un corno ! Tu mi devi chiamare Signora o Padrona, sono stata chiara ?”
“Si Padrona.”
“Bene adesso taci e inculati da sola.”
Tommaso puntò la cappella del fallo contro il suo ano, poi lentamente iniziò a scendere cercando di soffrire il meno possibile, ma i miei desideri erano ben altri.
“Così lo prendono nel culo le ragazzine !” gli urlai contro dandogli una forte frustata sul sedere “Quindi o ti muovi, oppure ti richiudo nello sgabuzzino e passo il tempo con quest’altra troia.”
Con mio grande stupore, Larissa aiutò il marito ad infilarsi nel retto tutto il fallo, e successivamente a muoversi simulando una scopata a smorzacandela.
“Adesso basta o godi troppo.” dissi sedendomi sul divano e facendo segno a Francesco di mettersi vicino a me “Troie venite qui, tu Tommasina leccami la fica e tu puttana prendi in bocca il cazzo del mio uomo.”
Larissa fu la più veloce a prendere posizione anche perchè non doveva sfilarsi un fallo dal culo, ma il marito si dimostrò un autentico maestro nell’uso della bocca, facendomi godere fin dai primi passaggi della lingua sulla mia passera.
“Bravo il mio frocetto, fammi godere così dopo ti scopo per bene. Anzi sai che ti dico ? T’inculo subito però prima fai anche tu un pompino al mio uomo.”
Tommaso quasi spinse via la moglie per mettersi fra le gambe di Francesco, e poterlo così spompinare come gli avevo ordinato, mentre io indossavo uno strap-on che scelsi fra quelli più grandi.
Dopo che era stato aperto col fallo che gli avevo dato prima, il culo della servetta era pronto a ricevere qualunque cosa, e così il mio strap-on entrò dentro quasi tutto insieme al primo affondo.
“Guarda un po’ com’è sfondata la puttanella !” urlai dandogli due pacche sulle chiappe “Amore perchè non t’inculi il puttanone così ci facciamo queste due troie insieme ?” dissi poi rivolta a mio marito.
“Hai proprio ragione ! Tu puttana mettiti vicino al culorotto che te lo rompo di nuovo.”
Larissa si mise carponi vicino a Tommaso, e subito dopo Francesco la sodomizzò quasi completamente con la prima spinta.
“Questi due hanno il culo talmente aperto che quasi non c’è più gusto a fotterli.” disse Francesco afferrando la donna con forza “Non è che hai qualcheduna delle tue idee perverse per fargli sentire qualcosa ‘”
“Infila nella fica della puttana il fallo che prima aveva nel culo il marito, mentre io lo sfondo a dovere.”
Così mentre Larissa si masturbava col fallo e veniva sodomizzata da Francesco, io mi preparai a fistare la serva ungendomi per bene la mano.
Tommaso non solo no disse nulla pur sapendo cos’avrei fatto, ma s’allargò le chiappe con le mani.
“Brava la mia serva, ora ti faccio godere io !”
Iniziai ad allargargli lo sfintere usando quattro dita, poi quando vidi che era pronto per ricevere tutta la mano, unii il pollice e spinsi con forza.
Lui urlò un attimo per il gran dolore, ma io non mi mossi di un millimetro, anzi ruotai lentamente la mano per fargliela sentire ancora di più.
“E’ inutile che urli, tanto lo so che stai godendo.” gli dissi mentre iniziavo a far scorrere dentro e fuori la mano “Godi perchè sei una checca che vuole solo che gli riempano il culo.”
Sentii un brivido di piacere partire dal cervello per arrivare alla passera, che sfiorai trovandola fradicia d’umori. Compresi che stavo godendo anche solo dando del piacere, per quanto perverso, a Tommaso, che oramai gemeva al pari della moglie. Così mentre fistavo Tommaso presi a masturbarmi con sempre più furore, arrivando all’orgasmo quasi insieme a mio marito che sborrò sulla faccia di Larissa.
La donna era esausta, ma con le ultime forze si mise davanti a Tommaso che, senza che nessuno gli dicesse nulla, le pulì il volto dallo sperma per poi portarglielo in bocca.
“Sono proprio due puttane !” sentenziò Francesco “L’unica differenza è che il frocio ancora non è venuto.”
“Hai ragione ma per lui ho in mente qualcosa di veramente diverso dal solito. Intanto tu togligli la cintura di castità e dopo fallo rimettere a pecora.” ordina a Larissa che ubbidì prontamente.
Non appena fu libero, il piccolo pene di Tommaso s’irrigidì, facendolo sembrare ancora più ridicolo di quel che era.
“Certo che con un cazzetto del genere non potevi che diventare frocio.” gli dissi mentre mi ungevo entrambe le mani “Pensa che a me fa schifo anche solo toccarlo, quindi sarai tu troia a fargli una sega mentre lo sfondo.”
Non appena Larissa gli sfiorò il pene, Tommaso venne facendo uscire poche gocce di sperma.
“Così mi fai proprio incazzare ! Ora ti rompo il culo senza pietà, almeno impari la lezione.”
Senza troppi fronzoli gli allargai l’ano usando le dita di entrambe le mani, per poi infilare la destra come avevo fatto poco prima. Solo che questa volta non appena mi resi conto di poter muovere l’arto con facilità, ne tirai fuori metà per fingere d’unire l’altra mano.
Tommaso cercò di divincolarsi, ma riuscì solo a farsi male da solo, dato che mi bastò muovere un po’ il pollice per far si che la mano non potesse uscire dal suo culo.
“Dove vai frocio di merda ! Scommetto che stai sborrando più di prima, non è vero puttana ?”
“Si signora, la troia gode parecchio.” mi rispose Larissa.
“Lo sapevo, però ora voglio godere anch’io quindi tu leccami la fica.”
Così con Larissa sdraiata fra le mie gambe, intenta a leccarmi la passera, continuai a fottere ed insultare Tommaso, sino a quando non appagai completamente il mio sadismo, lasciando l’uomo sfinito a terra del tutto privo di forze, ma felice per il trattamento ricevuto.
Lasciai che i due facessero una doccia, prima di rimandarli a casa, certa che li avrei rivisti a breve.
“Non ti sapevo così sadica.” mi disse Francesco una volta rimasti soli.
“Ti dirò che non avevo mai fatto nulla del genere, ma quei due riescono a tirar fuori il peggio di me, anche se davvero non saprei più cosa fargli.”
“Credo che sia giusto usarli come servi in casa e come fenomeni da baraccone al club, in fondo a loro piace così, quindi non ci vedo nulla di sbagliato.”
“Hai ragione, tanto al club le occasioni in cui serve una puttana come Larissa non mancano mai, e lui può essere da esempio per gli altri cornuti.”
Continuammo a parlare di quella strana coppia sino all’ora di cena, ma visto che in casa non c’era quasi nulla, ci buttammo insieme sotto la doccia prima d’uscire per andare a mangiare fuori.
Non riuscivo però a non pensare a come a Tommaso mancasse davvero poco per diventare una perfetta sissy, in grado non solo di darmi del piacere, ma d’accompagnarmi nei rapporti con dei veri uomini. Mi era sempre più chiaro il fatto che mio marito era del tutto inadeguato come maschio alfa, ma anche di come riuscivo a godere sottomettendo qualcuno, e poco importava che fosse uomo o donna.
Nonostante ciò non avevo alcuna intenzione d’umiliarlo, se non altro perchè non lo meritava, in fondo lui era solo ‘normale’ mentre io dovevo dar sfogo alla mia indole dominante. Non so perchè ma non riuscivo a vedere Francesco, vestito magari da cameriera sexy, essere la mia servetta personale, pronta a soddisfare ogni mia richiesta, anche la più perversa.
In compenso Tommaso era perfetto per quel ruolo, quindi mancava solo l’occasione giusta per iniziarlo alla sua nuova vita.

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