Io schiavo




Torno dopo qualche ora.

Arrivo tutta felice mi diede un bacio in fronte, mi slego e mi porto fuori con lei.
Mi vestii molto velocemente come mi era stato ordinato: fui costretto a indossare sotto i jeans un paio di reggicalze, ed un paio di mutande rosa, dalla vite in su indossavo un reggiseno nero e una camicia maschile non molto elegante che si adattava ai jeans. Insomma avevo la biancheria intima di una donna di sotto e quella di un uomo di sopra. La situazione precipito quando mi accorsi che la mia padrona mi si avvicino con un paio di scarpe da donna e mi ordino di indossarle io rimasi un po’ perplesso ma poi me li misi. Scesi le scale a fatica mentre lei mi torturava con numerosi insulti.

“Schiavo forza cammina non ti fermare o vedrai cosa ti aspetta”.
Appoggiato alla ringhiera camminavo piano piano cercando di non scivolare, non c’è l’ ha facevo più ma finalmente arrivai.
“Andiamo merda, sali in macchina” io in silenzio e senza farmi vedere da nessuno m’intrufolai in macchina “ok merda ora andiamo in centro” per un momento impallidii al pensiero di dover scendere con quelle scarpe in mezzo a tanta gente.
Rimasi in silenzio e avevo un po’ di paura.
Dieci minuti dopo arrivammo in un luogo dove la macchina si fermo Giusi mi diede una leggera spinta che mi fece capire che dovevo scendere preso da una vergogna che mi saliva per tutto il torace e la schiena non pensai minimamente di accontentarla poi avvertii un brivido di piacere non so come ma mi venne istintivo scendere in mezzo alla folla.
Guardavo tutti ma pochi guardavano me non mi vide quasi nessuno per fortuna, senza pensare segui la mia adorata padrona che mi condusse in un grosso appartamento, un po’ antiquato, vi erano grossi quadri che raffiguravano grandi eroi del passato e grosse donnone che falsificavano la ricchezza di quei tempi lei mi condusse lungo un corridoi di circa cento metri con quei tacchi mi facevano male i piedi e guarda caso la mia padrona mi ordino di camminare in ginocchio appioppandomi un collare pieno di peli (era stato usato da un cane).
Arrivammo finalmente ad un porta nera dove vi era un cognome al quanto strano vichinghe-los non avevo mai sentito dire nulla del genere. Giusi suono alla porta io mi spaventai e feci per alzarmi ma sentii Giusi che si sedette su di me, la notai soltanto adesso era vestita con una vertiginosa minigonna di pelle che mostrava affascinanti gambe dei tacchi a spillo altissimi e una camicetta a dolci scollature di un bel colore viola, portava una collana lunga all’altezza del seno. Ed era truccata davvero bene non che io la vedessi da quella posizione ma me la ricordai. Portava delle calze nere che io vedevo e ammiravo scesi con l’ ho sguardo cercando di rivedere il dolce piede ma fui interrotto nel pieno dei miei pensieri dal rumoroso, non forte ma acutissimo stridolio della porta né usci una bella donna dai capelli neri lievemente arricciati. Portava una bella gonna sopra il ginocchio di pelle nera con una vertiginosa spacca che dava sfogo ad una buona parte di coscia che non era coperta da calzatura non portava niente hai piedi e fu per questo che ebbi un’immediata erezione il busto era molto snello e ricoperto da una camicetta bianca che faceva trasparire buana parte del seno. Mi sembro che le due si conoscessero quando parlò mi fece paura:
“ho sorellina come stai, questa e la merda di schiavo che avevi detto, ma e brutto e zotico guarda ti regge a malapena ma dove l’ ho hai trovato”
Erano sorelle io guardavo naturalmente senza parlare nella più totale sottomissione, ma vide la mia padrona attorcigliare le sopracciglia in senso di rancore con sua sorella ed, infatti, un momento dopo le disse che con me si sarebbero divertite cosi Aliana cosi si chiamava si rivolse a me con uno sguardo crudele
“Hei merda ma lo sai cosa ti aspetta non lo immagini nemmeno ora vedrai”
Cosi entrai in quell’ambiente da me sconosciuto dove vi erano poster di tutti i tipi raffiguranti scene erotiche, e posizioni animalesche
“Vai merda leccaci i piedi dai” si misero una accanto all’altra e mi esposero i loro piedini cominciai a leccare i piedi di Aliana con tutto l’amore che avevo e provai una sensazione che mai avevo provato. Un immensa emozione la mia padrona m’insultava e la sorella era in preda all’eccitazione ad un tratto sentii entrare qualcuno smisi di leccare e vidi che era un cane un grosso alano, ricevetti un enorme schiaffo da Aliana seguito da una pedata di Giusi:
“Guarda che nessuno ti ha detto di smettere” tuonarono in coro, cosi mi fecero capire che meritavo una bella punizione, ricordo che ebbi una bell’erezione a quelle parole.
Mi fecero mettere in posizione sdraiata verso l’alto ed invitarono Rochy a salirmi sopra, gli divaricarono le gambe e mi dissero che Rochy era come un padrone per me e che in questo momento voleva venirmi in bocca. Senza avere un minuto di esitazione presi quel grosso cazzo in bocca e lo succhiai.
Ricevetti moltissimi insulti da parte delle due donne:
“succhia succhia merda vediamo se ti è diventata dura brutto animale io dico di si, ma vediamo”
“ho frocio ti diventa dura quando lo lecchi ad un cane ma che schifezza sei, sei un errore della natura”
“una puttana in calore scommetto che se ti scopasse ti ecciteresti ancora di più vero animale merda senza ritegno” io intanto continuavo a succhiare finche non sentii un liquido venirmi in bocca mi staccai e subito mi ordinarono di tenera la bocca aperta e di non ingoiare la sborra canina che in effetti aveva un pessimo gusto lo feci aprii la bocca e dimostrai loro che avevo il seme di quel cane in bocca, fermo cosi mi dissero vidi Aliana alzarsi la gonna dalla parte della spacca e mostrarmi la sua deliziosa figa:
“fermo fermo”
Mi ripete volevo leccarla ma aspettai l’ordine non mi venne dato. Mi dissero in coro invece: ”
“bevi cane”
Un secondo dopo mi sentii la bocca piena di urina
“bevi tutto, merda”
Lo feci senza tanta volontà ma lo feci. Vidi il cane allontanarsi e le due che gia tramavano qualcosa, cosa c’era nella mente della mia padrona Giusi e in quella di Aliana, che si era rilevata un’ottima dominatrice e che ormai potevo credere come mia seconda padrona. Le due donne mi mostrarono nuovamente i piedi ed io inizia loro un duplice accenno alla sottomissione, iniziai a leccare il dolce piede sottile e delicato di Aliana e a massaggiare quello acuto, e col grosso pollicione di Giusi, iniziarono nuovamente ad insultarmi:
“allora cacchetta ti e piaciuto il cazzone del mio cane”
Inizio Aliana, che poi continuò ad insultarmi e io intanto leccavo il suo piede, lo baciavo con passione, facendo scivolare la mia lingua tra quella carne soffice, che per me era la parte più bella di una donna, sì il piede e un oggetto che credo faccia senso a tutti, e nessuno può capire i sentimenti di una persona sotto il potere di una donna se non l’ ha mai provato. Le dita soffici sotto la mia lingua, scivolavano accompagnati dalla mia saliva, mi sentivo nelle loro mani e questo accresceva ancor di più la mia libidine, la sofferenza stranamente mi dava piacere, un piacere immenso che da vita e conferma la mia teoria che l’uomo e soltanto un animale, e come gli animali gode istintivamente.
“sì a tutti i froci piace ma non ti preoccupare fra poco ne proverai un altro cazzo quello di mio marito”
In men che non si dica mi ritrovai un omone enorme di frode agli occhi e il suo cazzone di fronte al viso:
“leccalo merdaccia dai leccalo”
Disse quell’omone con la sua voce rauca e forte, anche se tremante per l’eccitazione, non avevo mai preso in bocca il cazzo di un uomo e mi faceva schifo, anzi tuttora mi fa schifo, decisi che non l’ ho avrei messo in bocca per nessuna ragione, non so perché ma mi faceva molto più effetto di quello del cane, ma tutto mi passo quando sentii la voce tremante ed eccitata della mia padrona che mi ordino
“dai leccalo merda leccalo ho se no ti puoi scordare i miei piedi leccalo ho detto merda facchino incivile depravato cagna merda della natura non mi fare perdere tempo dai lecca fai finta che sia la mia fica forza che poi forse te l’ ha do”
A quelle parole io che ero ancora vergine, mi eccitai tantissimo e prima di ricevere un ceffone dall’omone presi il suo cazzo in bocca, e l’ ho leccai, non mi piacque per niente era un lurido cazzo schifoso, pieno di sporcizia, ma questo mi eccitò grazie anche agli insulti delle mie padrone, che intanto mi mettevano i piedi in faccia e mi facevano assaporare il loro fetore. L’uomo venne in pochissimo tempo e a me venne da vomitare ma non l’ ho feci incitato ad ingoiare tutto dai tre.
Subito dopo fui costretto a preparare loro la cena mi diedero una gonnellina cortissima da cameriera e una maglietta nera tutta scollata, un paio di scarpe a tacco alto da donna delle pulizie e mi fecero servire la cena, mentre servivo le mie padrone mi toccavano il sedere naturalmente nudo e i coglioni una di queste volte Aliana invece di accarezzare me li strizzo e io emisi un gridolio,
“non l’ ho fare più merda non ti voglio sentire più gridare, hai capito, mettiti a terra e leccaci i piedi, che poi noi prepareremo la cena a te”
Mi accucciai sotto il tavolo ed iniziai a leccare i piedi che preferivo, quelli di Aliana, i più delicati e soffici, quelli che mi davano maggiore eccitazione, ma fui rimproverato e mi fu ordinato invece di togliere le luride scarpe dell’omone e di leccare i piedi a lui. Gli tolsi delicatamente le scarpe e ricevetti il forte odore dei suoi piedi sudati gli tolsi anche le calze e l’odore aumento:
“puzzano molto vero merdaccia, adesso mettitele vicino al naso, e odorale profondamente l’ ho senti vero, l’ ho senti” m’incitava Giusi mentre col piede mi strofinava le palle provocando una maggiore erezione del mio sesso.
Restai con le calze sopra il naso sopportando quel terribile odore per una buana mezzora poi vidi i tre sorridere, era un sorriso malizioso che mi faceva pensare a non so quale tortura che cosa avrebbero fatto ora.
Vidi Aliana uscire dalla sala da pranzo e tornare col grosso cane mi eccitai subito quando lo vidi non so perché ma il pensiero della nuova prova di sottomissione mi faceva rizzare le carni, poi capii.
Teneva in una mano il guinzaglio, nell’altra una ciotola per cani, l’appoggio vicino a me e gli mise dentro delle crocchette per cani, non sapevo cosa fare aspettai un ordine poi vidi il cane che iniziava a mangiare, lo guardai intensamente mentre il suono della lingua, e della gola che ingoiavano le crocchette, era dominante nella stanza silenziosa, la saliva del cane scendeva nella ciotola e le crocchette erano masticate e ributtate dal cane, ad un certo punto Giusi fermo il cane si alzo la gonna e urinò dentro la ciotola, poi ci sputo lo stesso fecero Aliana e suo marito.
“eccoti servita la cena nostro padrone mangia dai mangia”
L’odore delle urine era mescolato con quella della saliva del cane e le crocchette avevano assorbito in maniera brillante. Mi chinai e mi fu appostato un piede in faccia era Aliana che mi chiedeva di ringraziarla
” Vi ringrazio mie padrone per la splendida cena che mi avete preparato mangerò tutto con estrema devozione non potevo sperare in una cena più buona di questa col puro rifiuto dei miei padroni L’urina, vi ringrazio”
Poi intervenne Giusi che mi disse che mancava un goccetto di sale, cosi mi ordino di masturbarmi e di venire dentro la mia cena, in maniera da insaporirla meglio.
Mi diede il suo piede e mi disse di leccarlo mentre mi masturbavo.
Fu la più bella sega di tutta la mia vita, mi eccitai tantissimo sentendo l’odore del piede, un odore che era profumo e mentre la mia lingua s’infilava tra le dita dei suoi piedi, il mio cazzo sbrodolante venne, andando ad unire all’urina, alle crocchette, e alla saliva dell’animale anche il mio seme.
Subito dopo il piede di Aliana si accovaccio dietro la mia testa e mi spinse a mangiare quel succo, che io leccai come un cane fa, quando e assetato e a bisogno di acqua. Piano piano assaporai quel liquido e mangiai per bene le crocchette. Faceva davvero ribrezzo a pensarci, ero accovacciato per terra con il piede di Aliana sopra la testa che mi derideva, Giusi che si masturbava nel vedere la scena, il marito se n’era andato per fortuna, e la mia lingua che attraversava quel miscuglio di urina e sborra di saliva e crocchette per cani, e quello che era più imbarazzante non era tutto questo ma era il mio cazzo che si rizzava sempre di più, e fu per questo che nonostante il pessimo sapore, continuai a leccare quella e mangiare quella porcheria, fino a che non l’ ha finii tutta. Ebbi un grosso senso di vergogna e mi venne in mende di abbandonare tutto di alzarmi e scappare via ma il mio cazzo era in estrema eccitazione cosi nella speranza di poter fare la prima scopata della mia vita rimasi in silenzio. Le due non si aspettavano che sarei riuscito a bere tutto e rimasero tanto sorprese da non riuscire a muoversi per alcuni secondi. Lo stupore di Aliana che mi guardava il mio dolce viso in quel momento triste si sedette vicino a me accarezzo il mio viso togliendo le ultime gocce che scivolavano vicino alle labbra, e mi diede un bacio profondo bellissimo fu il più bel bacio della mia vita mi venne quasi voglia di scoparla ma non l’ ho feci non mi fu ordinato.
Giusi riprese il controll0o della situazione e mi ordino di andare subito da lei leccargli nuovamente i piedi.
“ora che sappiamo che sei disposto anche a questo ti useremo meglio ancora”
Mi diede il collare per cani e mi lego al termosifone lasciandomi lì per qualche ora.

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