insane emozioni by masterpep [Vietato ai minori]




Doveva finire tutto quella sera, ma non
fu così;
ormai il solco era tracciato ed uscirne non sarebbe stato così facile. Si erano conosciuti in una chat erotica qualche mese prima e da subito avevano trovato un punto in comune entrambi,infatti, avevano bisogno di tornare a godere!
Carola 29 anni 1.65 5* di seno e un culo da sogno erano ormai mesi che non trovava qualcuno in grado di farle raggiungere un orgasmo degno di nota.
Luca 31 anni fisico asciutto e spalle larghe taciturno e scontroso amava far impazzire le donne ma non ne era mai soddisfatto. Aveva iniziato a frequentare le chat nella speranza di trovare qualcuna che potesse riaccendere il suo desiderio.
Quando contatto’ carola ne rimase colpito…una donna sicura di se e con una gran voglia repressa…
l ideale per i suoi piani.
Le loro chat erano diventate quotidiane, lei raccontava le sue storie fatte di ragazzini deludenti e di scopate veloci che quasi mai davano spazio ai suoi agognati orgasmi,
lui,invece, raccontava poco di se ma voleva sempre conoscere le emozioni che lei provava mentre chattava. Difatto aveva iniziato col suo piano: cercava di entrarle nella testa…per ora.
Da li al loro incontro il passo fu breve,l appuntamento era in un bar del centro scelto da luca.
Carola aveva una mise accattivante un top bianco aderente che metteva ben in evidenza il suo prorompente seno e una mini di jeans con sotto solo un mini perizoma trasparente.
Luca la aspettava davanti al bar con una rosa bianca in mano con un rametto di edera che ne fasciava il gambo.
Lei arrivò sicura sui suoi tacchi da urlo che le facevano ondeggiare il culo e ne esaltavano la sensualità,
le diede un bacio a stampo e strusciandosi come una gatta lo ringraziò della splendida rosa….ignara del significato di quell edera….
luca opto’ per sedersi sugli sgabelli alti e sorseggiando un negroni cominciarono ad entrare in confidenza…
ma qualcosa nell aria stava cambiando…
luca aveva cominciato a tessere la sua tela.
Per prima cosa appoggiò distrattamente la mano sulla coscia di lei, poi piano piano risalendo andò a sfiorare l orlo della gonna e,come aveva previsto, carola al contatto aveva lievemente allargato le gambe e spostato avanti il bacino per favorire la risalita dell audace mano di luca.
luca non aspettava altro e si avvicinò al suo viso e le sussurrò: “allargati cagna”
carola spalancò gli occhi e senti una vampata partire dal cervello e concentrarsi in mezzo alle sue grandi labbra…luca aveva toccato il tasto giusto.
Lei allargo’ maggiormente le gambe e luca risalì sfiorandole l interno coscia finì per arrivare a toccarle il perizoma che trovò zuppo e bollente.
Allora le disse: ” vai in bagno spogliati e aspettami in ginocchio cagna” e mentre gli dava questo ordine le strinse il clitoride tra indice e pollice portandola al limite.
Si alzò barcollando senza fiatare e sculettando chiese al cameriere dove fosse il bagno e ne chiese la chiave.
Il cameriere che era un caro amico di luca l accompagnò al bagno e si scuso’ del fatto che non ci fossero le chiavi, la face entrare non prima di averle furtivamente palpato il culo.
Non disse nulla ma capii che qualcosa non era frutto del caso. Entrò richiuse la porta e si sedette sul wc con le mani fra i folti capelli rossi.
Ora si sentiva persa, non era più la da donna sicura di se che usava i maschietti per puro piacere era difronte ad una scelta. accettando l ordine di luca avrebbe dimostrato che era disposta a diventare la sua schiava, oppure scappare e dimenticare luca e ritornare al piattume della sua vita….
Ma come rinunciare ad una persona che solo con due frasi era riuscita a farla arrivare al limite dell orgasmo?
La sua irrefrenabile voglia faceva capolino nella sua testa…
immersa nei suoi pensieri si sfiorò leggermente il seno e senti i suoi capezzoli esplodere verso l esterno e qualcosa stringergli lo stamaco, le gambe le tremavano e la figa si stava schiudendo come una rosa…
non poté fare a meno di toccarsi i capezzoli e stringendoli da sopra il top li senti duri e gonfi, poi una mano andò ad infilarsi sotto il reggiseno e senza neanche accorgesene l altra arrivò dritta sul perizoma e con un rapido movimento lo fece finire sul pavimento. si sfioro le grandi labbra ormai aperte e gonfie e finché non sentii bagnarsi le dite allora ne infilò uno dentro e cominciò un andirivieni sempre più veloce. appoggiò la testa al muro chiuse gli occhi e cominciò a sfregare le dita sul clitoride mentre ormai le dita dentro erano 3…sentiva nella sua testa la voce di luca che urlava apriti apriti e la sua mano correva velocemente, ormai il limite era superato il respiro divenne irregolare e affannato e.. forte e possente arrivò
un orgasmo devastante che la fece fremere dalla punta delle dita fin sopra i capelli e si ritrovo’ a bocca spalancata ad urlare silenziosamente la sua goduria….

quando senti’ farsi largo nella sua bocca qualcosa di morbido ma consistente, caldo e duro, sgrano’ gli occhi serro’ le labbra ma quel palo di carne inesorabile puntava alla sua gola.
sgrano’ gli occhi e cercò di indietreggiare con la testa ma data la posizione non ci riusci.
“allora,cagna, vedo che hai capito chi sei veramente”
i suoi occhi fissarono l azzurro intenso degli occhi dell uomo che la stava penetrando e cercò con lo sguardo di dire basta ma l uomo non si fermò fin quando la ragazza non diventò paonazza e rivoli di saliva le cominciarono a colare ai lati della bocca.
Solo allora luca lo tirò fuori e sorridendo maliziosamente le disse:” sei una troia in calore sciegli puoi uscire da qui come se niente fosse
oppure puoi diventare la mia schiava ubbidiente…a te la decisione”.
Sarà stata l intensità dell orgasmo, sarà stata la decisione con cui luca l aveva apostrofata ma di fatto carola si spoglio’ completamente si mise in ginocchio e rispose:” nessuno mi ha fatto godere come in questo momento fai di me quello che vuoi ma fammi riprovare queste sensazioni. e spalancò oscenamente la bocca.
luca le mise le mani dietro la nuca e reinfilo’ lentamente il cazzo nell accogliente bocca di carola.
e centimetro dopo centimetro la dignità di carola veniva spinta giù nello stomaco.

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